Tubi in ferro zincato: quando conviene sostituirli
Acqua rossastra al mattino, pressione che cala, perdite che tornano: il ferro zincato si consuma da dentro. Come riconoscerlo, capire a che punto è e scegliere tra riparare, cambiare un tratto o rifare tutto.
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Conviene sostituire i tubi in ferro zincato quando danno segni di corrosione interna, cioè acqua rossastra dopo una notte di fermo, pressione che cala negli anni e perdite che si ripetono in punti diversi, e comunque ogni volta che rifai bagno o cucina e i tubi restano scoperti: a quel punto riparare un tratto alla volta costa più che rifarli. Se invece l’impianto non dà problemi, non c’è una scadenza che obblighi a cambiarlo.
Il ferro zincato, cioè acciaio rivestito di zinco e giuntato con raccordi filettati, si è usato a lungo per l’acqua di casa, ed è ancora dentro molti muri e massetti degli edifici costruiti fino agli anni '70. Come si progetta un impianto nuovo lo spieghiamo nella pagina sul rifacimento dell'impianto idraulico; qui vediamo come capire a che punto sono i tuoi tubi e come scegliere.
Come riconoscere i tubi zincati di casa tua
I tubi si vedono raramente, ma qualche tratto a vista c’è quasi sempre: in cantina, sotto il lavello, vicino al contatore, allo scaldabagno o nel locale caldaia. Il ferro zincato si riconosce così:
- colore grigio opaco, a volte con macchie di ruggine intorno ai raccordi;
- giunzioni filettate: manicotti, gomiti e raccordi a T avvitati, spesso con residui di canapa, la fibra usata per sigillare i filetti, che spuntano dai giunti;
- la calamita: si attacca al ferro zincato, non al rame, all’ottone o alla plastica. È il modo più rapido per distinguere un tubo zincato da uno di rame verniciato;
- le misure in pollici, come mezzo pollice o tre quarti, invece dei millimetri dei tubi moderni.
Cosa succede dentro un tubo zincato con gli anni
Lo strato di zinco protegge l’acciaio consumandosi al posto suo. Finché c’è, il tubo regge; quando si esaurisce, l’acciaio comincia ad arrugginire dall’interno. La ruggine forma croste sulle pareti, che restringono il passaggio e riducono la portata, e scaglie che si staccano e finiscono nei rompigetto, nelle cartucce dei miscelatori e nelle valvole.
Il punto più debole sono i filetti: per filettare un tubo si toglie metallo, quindi lì la parete è più sottile ed è spesso lì che compaiono le prime perdite. Anche l’esterno può corrodersi, quando il tubo è annegato in un massetto o in un muro umido.
Non tutti gli impianti invecchiano allo stesso modo. Contano la composizione dell’acqua, la temperatura, quanto a lungo l’acqua resta ferma nei tubi e i materiali collegati: la norma tecnica UNI EN 12502-3 è dedicata proprio ai fattori che rendono più o meno probabile la corrosione dell’acciaio zincato negli impianti dell’acqua. Per questo due case della stessa età possono avere tubi in condizioni molto diverse.
I segnali che il tuo impianto è a fine vita
| Segnale | Cosa indica | Cosa fare |
|---|---|---|
| Acqua rossastra al primo uso del mattino, che si schiarisce dopo un po’ | Ruggine che si stacca dopo la notte di fermo | Verifica se succede anche ai vicini; se è solo da te, fai controllare l’impianto |
| Rompigetto e filtri pieni di scaglie scure | Corrosione interna in corso | Puliscili e annota ogni quanto si riempiono |
| Pressione e portata calate negli anni, soprattutto ai rubinetti più lontani | Croste che restringono il tubo | Fai misurare pressione e portata |
| Perdite ripetute su raccordi e filetti, ogni volta in un punto diverso | Pareti assottigliate | Valuta la sostituzione invece dell’ennesima riparazione |
| Rubinetti d’arresto bloccati o che perdono dallo stelo | Ruggine e calcare nelle valvole | Sostituiscili prima di un’emergenza |
| Ogni lavoro provoca una nuova perdita vicina | Tubi fragili che non sopportano gli sforzi | Programma il rifacimento |
Se l’acqua è torbida o marrone anche a casa dei vicini, o dopo lavori sulla rete in strada, la causa può essere fuori casa: in quel caso chiedi informazioni al gestore. Quando a mancare è soprattutto la pressione, le altre cause sono spiegate nella pagina sulla pressione dell’acqua bassa.
C’è poi un controllo che vale più di tutti. Quando un idraulico taglia un pezzo di tubo per una riparazione, chiedi di vedere la sezione: se il foro interno è ridotto da croste di ruggine, il resto dell’impianto è probabilmente nelle stesse condizioni.
Riparare, cambiare un tratto o rifare tutto
| Situazione | Scelta sensata |
|---|---|
| Una perdita isolata, tubi a vista, acqua limpida e pressione buona | Riparare il raccordo o sostituire il tratto |
| Perdite ripetute nella stessa zona, o un bagno da rifare | Rifare quel tratto o quella stanza, collegandosi al vecchio con i raccordi giusti |
| Acqua rossa, pressione bassa ovunque, perdite in punti diversi | Programmare il rifacimento della distribuzione |
| Ristrutturazione con pavimenti o muri aperti | Sostituire i tubi zincati nelle zone aperte, anche se oggi non perdono |
| Colonna montante del condominio zincata e vecchia | Coordinarsi con l’amministratore, perché la ruggine continua ad arrivare dalla colonna |
Quando rifai solo una parte, ricorda che il tratto a monte, quello che arriva dal contatore o dalla colonna, continua a portare ruggine e a limitare la pressione. Un filtro all’ingresso della parte nuova la protegge dalle scaglie. E ogni intervento sui vecchi filetti, anche fatto bene, sollecita i tubi vicini: dopo una riparazione, tieni d’occhio quella zona per qualche settimana.
Rame, multistrato e zincato insieme: le regole da rispettare
Collegare tubi nuovi a un impianto zincato si può, con qualche attenzione:
- tra rame e zincato serve un giunto dielettrico, un raccordo che separa i due metalli ed evita la corrosione tra loro. E nel verso in cui scorre l’acqua il rame non va messo prima dello zincato: le particelle di rame trascinate dall’acqua favoriscono la corrosione dello zinco più avanti;
- multistrato e plastiche si collegano allo zincato con raccordi filettati adatti, senza il problema dei metalli diversi;
- i collegamenti elettrici: in alcune case i tubi metallici dell’acqua sono collegati all’impianto di terra o ai collegamenti equipotenziali, quelli che mettono allo stesso potenziale le parti metalliche. Se sostituisci tratti metallici con tubi di plastica, chiedi a un elettricista di verificare che la protezione resti efficace. Come si controlla la terra lo spieghiamo nella guida sulla messa a terra.
Quale materiale scegliere per i tubi nuovi dipende da dove passano: lo confrontiamo nella guida su multistrato, rame o PEX.
Come si sostituisce l’impianto senza rompere tutta la casa
Rifare la distribuzione non vuol dire per forza demolire ogni pavimento. Le soluzioni più usate sono queste:
- tubi nuovi in tracce nuove, mentre quelli vecchi vengono chiusi e lasciati nel muro, senza estrarli;
- un collettore, cioè una cassetta con una fila di valvole da cui parte un tubo per ogni sanitario, senza giunzioni sotto il pavimento: se un giorno qualcosa perde, chiudi solo quella linea;
- percorsi alternativi in contropareti, controsoffitti, battiscopa tecnici o vecchi cavedi, dove lo spazio lo permette;
- un lavoro a fasi, una stanza alla volta, partendo dal tratto che arriva dal contatore o dalla colonna, perché alimenta tutto il resto.
In condominio la colonna montante è una parte comune: il suo rifacimento lo decide l’assemblea e lo organizza l’amministratore, come spieghiamo nella guida sul rifacimento delle colonne montanti. Il tratto dalla colonna al tuo appartamento è invece tuo, e conviene rifarlo insieme ai lavori di casa.
Regole, documenti e cosa chiedere nel preventivo
Gli impianti idrici e sanitari rientrano nel DM 37/08. Riparare un guasto senza modificare l’impianto è manutenzione ordinaria; trasformare, ampliare o rifare l’impianto, invece, va affidato a un’impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità con la relazione sui materiali usati. Se rifai solo una parte, la dichiarazione riguarda quella parte e deve indicare la compatibilità con l’impianto che resta. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Nel preventivo chiedi che siano scritti:
- materiale e marca del sistema di tubi e raccordi, con i diametri;
- se è previsto un collettore e dove sarà, in un punto raggiungibile;
- i percorsi dei tubi nuovi e cosa succede a quelli vecchi;
- quanto si demolisce, chi ripristina pavimenti, rivestimenti e intonaci, e in quanto tempo;
- il filtro all’ingresso e i giunti dielettrici, dove servono;
- la prova di tenuta prima di chiudere le tracce e le foto dei tubi posati;
- per quante ore o giorni resterai senza acqua.
Per le agevolazioni fiscali sui lavori in casa c’è la guida sul bonus ristrutturazione: verifica sempre il tuo caso con il commercialista. Gli altri lavori che facciamo sono nella pagina dell'idraulico.
Pagine utili
Domande frequenti
L’acqua rossa dei tubi zincati si può bere?
Il colore viene dalla ruggine e rende l’acqua sgradevole da vedere e da bere: lascia scorrere l’acqua fredda finché torna limpida prima di usarla. Per sapere cosa c’è davvero nell’acqua del tuo rubinetto serve un’analisi di laboratorio. Le informazioni sull’acqua della rete pubblica le pubblica il gestore, e in bolletta c’è il link alla pagina dedicata.
Si possono risanare i tubi zincati dall’interno, senza romperli?
Esistono sistemi che puliscono i tubi e li rivestono all’interno con resine. Per l’acqua da bere servono prodotti idonei al contatto con l’acqua potabile e tubi in condizioni che lo permettano: chiedi le certificazioni del prodotto e una garanzia scritta. Nelle case, spesso, sostituire il tratto resta la soluzione più semplice da verificare nel tempo.
Posso cambiare solo i tubi del bagno e lasciare il resto?
Sì, ed è un buon punto di partenza, soprattutto se rifai il bagno. Il tratto che arriva dal contatore o dalla colonna, però, continua a portare ruggine e può limitare la pressione: fallo controllare, metti un filtro all’ingresso della parte nuova e, se usi il rame, un giunto dielettrico.
Quanto durano i tubi zincati?
Non c’è una durata fissa: dipende dall’acqua, dalla temperatura, da quanto l’acqua ristagna e da come è stato posato l’impianto. Contano i segnali più dell’età: un impianto degli anni '60 può essere ancora in buone condizioni e uno più recente già pieno di ruggine.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Gazzetta Ufficiale) – art. 1 (impianti idrici e sanitari), art. 2 (ordinaria manutenzione), art. 7 (dichiarazione di conformità con la relazione sui materiali; nel rifacimento parziale riguarda la parte rifatta e indica la compatibilità con l’impianto esistente), art. 8 (lavori affidati a imprese abilitate).
- UNI EN 12502-3:2005 (catalogo UNI) – esamina i fattori che influenzano la probabilità di corrosione dei componenti in acciaio zincato a caldo, come tubi e serbatoi, negli impianti di distribuzione e accumulo dell’acqua.
- Codice civile, art. 1117 (Normattiva) – gli impianti idrici sono parti comuni fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale.
- ARERA, delibera 609/2021/R/idr – la bolletta deve riportare il link al sito del gestore con le informazioni previste dalla direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano.
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