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Tubi congelati: cosa fare subito e cosa evitare

Quando i tubi gelano l’acqua smette di uscire e il tubo può spaccarsi. Ecco come scongelarlo con calma e in sicurezza e come lasciare una casa chiusa d’inverno senza sorprese.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

Con i tubi congelati, apri il rubinetto che non dà acqua, tieni a portata di mano il rubinetto generale e scalda il tratto gelato in modo graduale, con aria tiepida o panni caldi, partendo dal lato del rubinetto: mai con fiamme libere. Se vedi crepe, rigonfiamenti o gocce, chiudi subito il generale.

Il motivo è semplice: l’acqua, gelando, aumenta di volume e può crepare il tubo o un raccordo. Finché è ghiaccio la crepa non perde; la perdita compare quando si scioglie, a volte in un punto nascosto.

Come capire se i tubi sono ghiacciati o rotti

Il segno tipico è un rubinetto che non dà acqua, o ne dà un filo, dopo una notte molto fredda, mentre gli altri funzionano. Se manca l’acqua in tutta la casa, il gelo può aver bloccato il tubo d’ingresso o il contatore.

I punti più a rischio sono quelli non riscaldati:

  • tubi in cantina, in garage o nel sottotetto;
  • tratti che corrono lungo muri esterni o sotto finestre;
  • il contatore nel pozzetto o in una nicchia esterna;
  • rubinetti e tubi del giardino;
  • i locali della pompa o dell’autoclave nelle case di campagna.

Guarda i tubi a vista: brina sulla superficie, rigonfiamenti o una crepa dicono che il tubo è a rischio o già rotto. Con tubi in multistrato o in plastica la rottura può avvenire anche in un raccordo, dove non si vede subito. Se dopo il disgelo compaiono gocce o macchie, il tubo si è spaccato e serve riparare il tubo rotto.

Cosa fare subito con i tubi congelati

  1. Apri il rubinetto servito dal tubo gelato, sia sul caldo sia sul freddo: quando il ghiaccio comincia a sciogliersi l’acqua deve poter uscire, e scorrendo aiuta a liberare il resto del tubo.
  2. Tieni pronto il rubinetto generale. Al primo segno di perdita, chiudilo. Se il tubo è già visibilmente crepato, chiudilo prima di cominciare.
  3. Scalda in modo graduale, partendo dal lato del rubinetto e risalendo verso il tratto gelato. Vanno bene un asciugacapelli tenuto in movimento a qualche centimetro, panni imbevuti di acqua calda e strizzati, oppure una stufetta lasciata a distanza di sicurezza da acqua e materiali infiammabili.
  4. Scalda l’ambiente, se puoi: aprire la porta tra la cantina e la casa riscaldata aiuta più di quanto sembri.
  5. Quando l’acqua torna, lascia scorrere un filo per qualche minuto e controlla tutto il tratto, i raccordi e il contatore: le crepe si vedono adesso.

Se il contatore è gelato o rotto, non scaldarlo: è del gestore. Chiama il suo numero di pronto intervento, che trovi in bolletta.

Cosa non fare: fiamme libere e altri errori

  • Niente fiamme libere: cannello, accendino, fornelletto o candele possono bruciare tubi in plastica e isolanti, rovinare saldature e raccordi, incendiare legno e materiali vicini. In una cantina con il contatore del gas o una bombola il rischio è ancora più grave.
  • Niente acqua bollente versata sui tubi: scotta, bagna tutto e sottopone il tubo a uno sbalzo brusco.
  • Niente stufette elettriche sul pavimento bagnato o vicino all’acqua che gocciola.
  • Non battere sui tubi per rompere il ghiaccio e non forzare raccordi e rubinetti.
  • Non mettere antigelo nell’impianto dell’acqua potabile: il glicole si usa solo nei circuiti chiusi del riscaldamento, e lo aggiunge il tecnico.
  • Non lasciare stufe o asciugacapelli accesi senza sorveglianza.

Se il tratto gelato è dentro un muro o sotto un pavimento, non provare a raggiungerlo da solo: rischi di rompere un tubo integro.

Case chiuse d’inverno e seconde case in Appennino

Le case di collina e di montagna chiuse per settimane sono le più esposte. Sull’Appennino gli inverni portano spesso giorni di gelo, e una casa senza riscaldamento si raffredda fino in fondo: i tubi nei muri esterni, i boiler e i sifoni possono gelare anche dentro casa.

Prima di partire, le scelte possibili sono due:

  • svuotare l’impianto: chiudere il rubinetto che si trova sopra il contatore e svuotare i tubi aprendo tutti i rubinetti e scaricando la cassetta del WC, come raccomanda anche il gestore Hera per i fabbricati disabitati. Boiler e caldaia vanno svuotati solo seguendo il libretto, o lasciati a noi e al tecnico della caldaia;
  • lasciare la casa protetta dal riscaldamento: molte caldaie hanno una funzione antigelo, che però lavora solo se la caldaia resta alimentata, con corrente e combustibile. Se la corrente salta, la protezione salta con lei.

Tutte le precauzioni, passo per passo, sono nella guida alla seconda casa chiusa per l’inverno e in quella sui tubi congelati in Appennino. Per la caldaia serve il tecnico dell'assistenza caldaie.

Proteggere contatore e tubi esterni dal gelo

Il gelo non è un problema solo di montagna. Anche in pianura, a Parma come a Piacenza, bastano alcune notti sotto zero per far gelare un contatore in un pozzetto mal chiuso o un tubo che corre in un garage aperto.

Le indicazioni dei gestori sono chiare. Hera, per esempio, consiglia di:

  • rivestire i contatori esterni, nelle nicchie o in locali non riscaldati, con polistirolo o poliuretano espanso di almeno due centimetri e mezzo, lasciando leggibile il quadrante;
  • non avvolgere i tubi con stracci, che assorbono acqua e possono gelare a loro volta;
  • lasciare scorrere un filo d’acqua dal rubinetto quando la temperatura resta sotto zero per diversi giorni;
  • chiudere e svuotare l’impianto nei fabbricati disabitati.

Per i tubi esterni e del giardino: chiudi il rubinetto interno che li alimenta e svuota il tratto fuori. Nei punti più esposti si possono montare guaine isolanti o, dove serve, cavi scaldanti con termostato, collegati da un elettricista. Come proteggere il contatore nel dettaglio lo spieghiamo nella guida sul contatore dell’acqua e il gelo.

Tubo gelato nel muro o crepato: come interveniamo

Chiamaci se manca l’acqua in tutta la casa e non trovi il tratto gelato, se il tubo è nel muro o sotto il pavimento, se vedi una crepa o se dopo il disgelo l’acqua esce dove non dovrebbe. In quel caso ogni minuto conta, perché una crepa che perde può trasformarsi in un allagamento. Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi.

Sul posto cerchiamo il tratto bloccato, lo scaldiamo in modo controllato e senza fiamme libere, poi mettiamo l’impianto in pressione per scoprire eventuali crepe. Se un tubo o un raccordo si è rotto lo sostituiamo, e dove il gelo è arrivato una volta proponiamo di isolare o spostare il tratto esposto. Gli altri lavori del nostro servizio di idraulico sono nella pagina del servizio.

Costi e tempi dell’intervento sui tubi congelati

Il costo dipende da dove si trova il tratto gelato, da quanto è accessibile e soprattutto dal fatto che il tubo sia integro o da riparare. Scongelare un tubo a vista è un intervento breve; sostituire un tratto rotto in un muro richiede più tempo, opere di ripristino e, a volte, una seconda visita. Di notte e nei festivi possono valere le maggiorazioni del listino.

Le voci e le maggiorazioni sono nella pagina dei prezzi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Dove interveniamo per tubi congelati

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Guide su questo problema

Domande frequenti

Quanto ci vuole a scongelare un tubo?

Dipende dalla lunghezza del tratto gelato, dal materiale e dalla temperatura della stanza: a volte bastano pochi minuti, altre volte serve più pazienza. Se dopo un po’ di tentativi l’acqua non torna, o non riesci a capire dov’è il ghiaccio, smetti e chiama un idraulico.

Posso usare l’asciugacapelli per scongelare i tubi?

Sì, sui tubi a vista, tenendolo in movimento e a qualche centimetro di distanza, con le mani asciutte e lontano dall’acqua che gocciola. Non usarlo sul contatore dell’acqua, che è del gestore, e non lasciarlo acceso da solo.

Se il contatore si rompe per il gelo, chi paga?

Dipende dal regolamento del tuo gestore. Di solito la custodia del contatore spetta a chi lo ha in casa o nel pozzetto, e i danni da gelo possono essere addebitati all’utente: per questo i gestori chiedono di isolarlo. Controlla il regolamento o chiedi al servizio clienti.

Conviene lasciare un filo d’acqua aperto quando gela?

Sì, quando la temperatura resta sotto zero per più giorni: l’acqua che scorre gela più difficilmente. Basta un filo modesto, senza sprechi. Non sostituisce l’isolamento dei tubi e del contatore.

Posso mettere l’antigelo nei tubi dell’acqua?

No, mai nell’impianto dell’acqua potabile. Il glicole antigelo si usa solo nei circuiti chiusi del riscaldamento, nelle dosi indicate dal produttore, e lo aggiunge il tecnico. Per proteggere i tubi dell’acqua si isola, si scalda o si svuota.

Fonti

  • Hera, Protezione contatori dal gelo – isolamento dei contatori con polistirolo o poliuretano di almeno 2,5 cm, filo d’acqua con gelo prolungato, niente stracci sui tubi, svuotamento dei fabbricati disabitati

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