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Bonus ristrutturazione in Emilia-Romagna nel 2026: cosa copre per bagno e impianti

In Emilia-Romagna vale la detrazione nazionale: per le spese del 2026, 50% sull’abitazione principale del proprietario e 36% negli altri casi. Cosa rientra per bagno e impianti e come pagare.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

In Emilia-Romagna il bonus ristrutturazione è la detrazione nazionale dall’Irpef per il recupero del patrimonio edilizio: per le spese pagate nel 2026 vale il 50% sull’abitazione principale di chi ne è proprietario e il 36% negli altri casi, fino a 96.000 euro di spesa per unità immobiliare. Per bagno e impianti spetta quando il lavoro è almeno di manutenzione straordinaria, e in alcuni casi specifici come la messa a norma degli impianti.

Abbiamo verificato le regole il 20 ottobre 2026 sulla guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali» dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata a febbraio 2026, che tiene conto della legge di bilancio 2026. Sono indicazioni generali: prima di firmare un preventivo importante, fai verificare il tuo caso al commercialista o al CAF, perché contano la tua situazione fiscale e il tipo di intervento.

Aliquote e limiti del bonus ristrutturazione dal 2026 in poi

La percentuale dipende dall’anno in cui paghi e da chi sostiene la spesa. Ecco le regole in vigore oggi, secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate; il disegno di legge di bilancio 2027 annuncia la conferma per il 2027, ma non è ancora legge:

Anno della spesaAbitazione principale, spesa del proprietario o di chi ha un diritto realeAltri casiSpesa massima
2025 e 202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro
dal 2028 al 203330%30%48.000 euro
dal 203436%36%48.000 euro

L’aliquota più alta richiede due condizioni: essere proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione) quando iniziano i lavori, e che la casa sia l’abitazione principale. Inquilini, comodatari e familiari conviventi possono detrarre, ma con l’aliquota più bassa: per le spese del 2026 il 36%.

La detrazione si divide in dieci rate annuali di pari importo, nella dichiarazione dei redditi. Conta la data del pagamento: un bonifico ordinato a dicembre 2026 rientra nelle regole del 2026, uno di gennaio 2027 in quelle del 2027. Chi ha un reddito complessivo oltre 75.000 euro deve fare i conti anche con il tetto alle detrazioni introdotto dal 2025: è il caso in cui il commercialista serve di più.

Bagno: quando il rifacimento rientra nel bonus

Per un singolo appartamento la detrazione non copre la manutenzione ordinaria, ma solo la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. La distinzione decide tutto.

Tra gli esempi di manutenzione ordinaria la guida elenca la sostituzione di pavimenti e rivestimenti, il rifacimento di intonaci e tinteggiature, la riparazione degli impianti idraulici e la sostituzione di elementi degli impianti. Cambiare solo piastrelle e sanitari, senza altri lavori, di norma non dà diritto alla detrazione in casa tua.

È invece manutenzione straordinaria la realizzazione e l’integrazione dei servizi igienico-sanitari, senza aumentare volumi e superfici. Quando un bagno viene rifatto con nuovi impianti o con la modifica della disposizione, le opere minori necessarie per completarlo, come piastrelle e pittura, seguono la categoria del lavoro principale e diventano detraibili anche loro.

Due casi frequenti:

  • dalla vasca alla doccia: la sostituzione rientra tra gli interventi per le barriere architettoniche solo se rispetta i requisiti del DM 236/1989; altrimenti può essere detraibile se l’intervento nel suo insieme è manutenzione straordinaria. I lavori e i permessi sono nella guida su sostituire la vasca con la doccia;
  • la detrazione del 75% per le barriere architettoniche valeva per le spese fino al 31 dicembre 2025 e, dal 30 dicembre 2023, solo per scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici: per un bagno accessibile oggi si ragiona con il bonus ristrutturazione ordinario. Ne parliamo nella guida sul bagno senza barriere.

Come si organizza il lavoro, dalle demolizioni agli scarichi, lo spieghiamo nella pagina sulla ristrutturazione del bagno.

Impianti idraulici ed elettrici: messa a norma e sicurezza

Per gli impianti la guida prevede due strade che valgono anche per lavori piccoli.

Messa a norma. Sono agevolati gli interventi di messa a norma degli impianti tecnologici dell’abitazione, anche di entità minima e indipendentemente dalla categoria edilizia, purché accompagnati dalla dichiarazione di conformità rilasciata da un’impresa abilitata secondo il DM 37/2008. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Chi può fare cosa è spiegato nella guida al DM 37/08 spiegato semplice.

Sicurezza domestica. Tra le opere per prevenire gli infortuni domestici la guida cita anche la semplice riparazione di impianti insicuri, con due esempi: la sostituzione del tubo del gas e la riparazione di una presa malfunzionante.

Il rifacimento completo di un impianto, invece, rientra di regola nella manutenzione straordinaria. Quando conviene e cosa comporta lo trovi nelle pagine sul rifacimento dell’impianto elettrico e sull'impianto idraulico. Per i servizi dei nostri tecnici ci sono le pagine dell'idraulico e dell'elettricista.

Caldaia e acqua calda: cosa è cambiato dal 2025

Dal 2025 non sono più detraibili la sostituzione o la nuova installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione. Secondo la guida restano agevolabili i sistemi ibridi con pompa di calore e caldaia a condensazione, le pompe di calore, comprese quelle ad assorbimento a gas, i generatori a biomassa e i microcogeneratori.

Se nel nuovo bagno installi uno scaldacqua a pompa di calore, o fai altri interventi che portano risparmio energetico, entro 90 giorni dalla fine dei lavori va trasmessa la comunicazione all’ENEA sul sito bonusfiscali.enea.it. Ricorda anche che, per le stesse spese, non puoi sommare il bonus ristrutturazione con l’ecobonus: devi scegliere uno dei due. Le detrazioni per la caldaia sono nella guida su sostituire la caldaia, e per la caldaia serve il tecnico dell'assistenza caldaie.

Come pagare: il bonifico parlante passo per passo

Per avere la detrazione devi pagare con bonifico bancario o postale, anche online. Contanti, carta e assegni non vanno bene. Le banche offrono un modulo apposito per le ristrutturazioni:

  1. scegli il bonifico per le detrazioni sul recupero del patrimonio edilizio, non quello ordinario;
  2. nella causale indica che il pagamento riguarda interventi di recupero edilizio, con il riferimento normativo proposto dal modulo della banca: per i pagamenti del 2026 è ancora l’articolo 16-bis del Tuir; dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo testo unico, il D.Lgs. 117/2026, che lo sposta all’articolo 17;
  3. inserisci il codice fiscale di chi avrà la detrazione, anche se diverso da chi ordina il bonifico; se sono più persone, inseriscile tutte;
  4. inserisci la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che riceve il pagamento;
  5. conserva la ricevuta insieme alla fattura.

Sul bonifico la banca applica una ritenuta d’acconto all’impresa che ha fatto i lavori, pari all'11% per i bonifici dal 1° marzo 2024: non è un costo in più per te. Se sbagli la compilazione e non puoi ripetere il bonifico, la detrazione si salva solo con una dichiarazione sostitutiva dell’impresa che attesti di aver contabilizzato la somma.

IVA al 10% e beni significativi

Sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle abitazioni l’IVA è ridotta al 10%. Per i «beni significativi», individuati da un decreto del 29 dicembre 1999, la riduzione vale solo fino al valore del resto del lavoro, cioè manodopera e altri materiali. Sono beni significativi:

  • sanitari e rubinetteria da bagno;
  • caldaie;
  • videocitofoni;
  • infissi esterni e interni;
  • apparecchi di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • impianti di sicurezza;
  • ascensori e montacarichi.

L’esempio della guida: su un intervento da 10.000 euro, con 4.000 euro di manodopera e 6.000 euro di sanitari e rubinetteria, l’IVA al 10% si applica a 8.000 euro e quella al 22% ai 2.000 euro di beni che superano la manodopera. La fattura deve indicare il valore dei beni significativi. Nella manutenzione, l’aliquota ridotta non vale sui materiali che compri da solo né sulle prestazioni dei professionisti, come il progetto. Per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia l’IVA è sempre al 10%, anche sui beni finiti come sanitari e caldaie. I dettagli sono nella guida sull'IVA agevolata e i beni significativi.

Documenti da conservare e adempimenti

Nella dichiarazione dei redditi basta indicare i dati catastali dell’immobile e, se i lavori li fa un inquilino o un comodatario, gli estremi del contratto registrato. Conserva però tutto, perché può essere chiesto in un controllo:

  • fatture e ricevute dei bonifici;
  • il titolo edilizio, se serve, oppure una dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori e il tipo di intervento: per la manutenzione straordinaria chiedi al tecnico o allo sportello edilizia del tuo Comune quale comunicazione presentare;
  • il consenso scritto del proprietario, se i lavori li fa chi abita in affitto o in comodato;
  • la comunicazione preventiva all’Azienda USL, quando le norme sulla sicurezza dei cantieri la richiedono;
  • la ricevuta della comunicazione all’ENEA, per gli interventi che portano risparmio energetico.

Per i lavori avviati dal 28 maggio 2022 oltre 70.000 euro, il contratto deve indicare che l’impresa applica i contratti collettivi dell’edilizia. La detrazione si perde, tra l’altro, se non paghi con bonifico, se non esibisci fatture e ricevute o se le opere non rispettano le norme edilizie del Comune.

Misure della Regione Emilia-Romagna e casi particolari

Alla data di verifica non abbiamo trovato un bonus regionale dedicato al rifacimento del bagno o degli impianti: per la casa, in Emilia-Romagna si usano le detrazioni nazionali. Esistono però misure regionali per casi specifici.

  • Disabilità grave: la legge regionale 29/1997 prevede contributi per aiutare le persone con disabilità grave a restare nella propria abitazione. Il modulo e l’informativa sono sul portale sociale della Regione, e le domande passano dai Comuni, che pubblicano i propri avvisi con scadenze e requisiti.
  • Case danneggiate da calamità: la detrazione copre anche i lavori per ricostruire o ripristinare un immobile danneggiato da eventi calamitosi, qualunque sia la categoria edilizia, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza, come per l’alluvione del maggio 2023.

Per le misure regionali controlla sempre il sito della Regione e del tuo Comune prima di cominciare i lavori: avvisi e graduatorie cambiano ogni anno.

Pagine utili

Domande frequenti

Il bonus ristrutturazione vale anche per chi è in affitto?

Sì, se l’inquilino sostiene la spesa, ha il consenso del proprietario e un contratto registrato prima dell’inizio dei lavori. Per le spese del 2026 la sua detrazione è del 36%: il 50% spetta solo a proprietari e titolari di diritti reali sull’abitazione principale.

Rifare piastrelle e sanitari è detraibile?

In un singolo appartamento, se cambi solo le finiture senza altri lavori, di norma no: è manutenzione ordinaria. Diventa detraibile se fa parte di un intervento di manutenzione straordinaria, per esempio il rifacimento del bagno con nuovi impianti. Fatti confermare l’inquadramento dal tecnico o dal commercialista.

Posso pagare l’idraulico con la carta e avere la detrazione?

No. Per la detrazione serve il bonifico bancario o postale con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell’impresa. Con carta o contanti la detrazione non spetta, mentre l’IVA agevolata, se il lavoro ne ha i requisiti, non dipende dal modo di pagamento.

Se il bagno lo finisco nel 2027, perdo il 50%?

Conta l’anno del pagamento, non quello di fine lavori. Le spese pagate nel 2026 seguono le aliquote del 2026, quelle pagate nel 2027 le aliquote del 2027, oggi più basse. Pianifica gli acconti con l’impresa e chiedi al commercialista come ripartirli.

Fonti

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