Sanificazione di hotel, B&B e case vacanza: camere, aria e acqua
Cosa comprende una sanificazione in una struttura ricettiva, quando ha senso farla e perché non sostituisce la gestione del rischio legionella nell’impianto dell’acqua.
- Prezzo detto prima di iniziare
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro

La sanificazione di un hotel, di un B&B o di una casa vacanza è un lavoro programmato di pulizia profonda e disinfezione sugli ambienti che gli ospiti usano a rotazione: camere, bagni, tessuti, sala colazioni, corridoi. Si fissa su appuntamento, di solito in un periodo di bassa occupazione, e parte da un sopralluogo. Non sostituisce la gestione dell’acqua contro la legionella, che è un tema a parte. Il quadro generale del servizio è nella pagina sulla sanificazione di case e locali.
Riassetto delle camere e sanificazione: dove passa il confine
Il regolamento nazionale sulle imprese del settore, il DM 274/1997, distingue tre cose:
- pulizia: togliere polvere, sporco e materiale indesiderato da superfici e ambienti;
- disinfezione: distruggere o inattivare i microrganismi patogeni negli ambienti chiusi;
- sanificazione: l’insieme delle operazioni che rendono sano un ambiente, con pulizia, disinfezione o disinfestazione, oppure controllando e migliorando temperatura, umidità e ventilazione.
In pratica il riassetto tra un ospite e l’altro resta al tuo personale. La sanificazione è un intervento periodico o straordinario, più lento, che arriva dove il riassetto non ha il tempo di arrivare: griglie, fughe, testiere, dietro gli arredi.
Vale anche il limite: un trattamento agisce sulle condizioni di quel momento. Con il primo ospite la camera torna a essere una stanza abitata. Per questo non ha senso venderlo o comprarlo come una protezione che dura nel tempo.
Quando conviene fissare un intervento
- Prima dell’apertura di stagione. Rifugi e agriturismi dell’Appennino, strutture delle località termali e case vacanza restano chiusi per mesi: polvere, aria ferma e umidità si accumulano.
- Dopo una ristrutturazione, quando la polvere di cantiere è arrivata anche in camere, canali e tessuti.
- Per odori che non vanno via: fumo, animali, umidità. Prima però va cercata la fonte.
- Dopo un ospite con una malattia infettiva: se l’AUSL o il medico ti danno indicazioni, valgono prima di tutto quelle.
- Dopo un’infiltrazione o una perdita in bagno: se è comparsa la muffa, la strada è quella descritta nella pagina sulla rimozione della muffa dai muri.
Se invece gli ospiti segnalano punture sul corpo e macchioline sul materasso, la sanificazione non è la risposta giusta: leggi la pagina sulle cimici dei letti. È un’altra lavorazione, e va fatta presto perché le cimici viaggiano con le valigie da una camera all’altra.
Camere, bagni, sala colazioni: cosa si tratta e cosa controllare
| Zona | Cosa si tratta | Cosa guardare prima |
|---|---|---|
| Camere | maniglie, interruttori, telecomandi, testiere, comodini, pavimenti | moquette, tende e materassi: non tutti i tessuti reggono vapore e prodotti |
| Bagni | sanitari, box doccia, fughe, griglie di aspirazione | aspiratore funzionante, fughe annerite, tracce di umidità |
| Sala colazioni | tavoli, sedie, banchi, pavimenti | superfici a contatto con gli alimenti: seguono il tuo piano di autocontrollo |
| Aree comuni | reception, corrimano, ascensore, bagni comuni | orari di passaggio, zone da chiudere |
| Aria | griglie, filtri, bocchette | tipo di impianto e ultima manutenzione |
Per la cucina e i banchi degli alimenti trovi di più nella pagina sui ristoranti e locali alimentari. Se la struttura ha canali e unità di trattamento dell’aria, il lavoro cambia: lo spiega la pagina sulla pulizia dei canali dell’aria.
Con trattamenti a ozono o prodotti nebulizzati la camera deve restare vuota: niente persone, niente animali, niente alimenti lasciati fuori. L’ozono è un gas irritante, e si rientra solo quando il locale è stato ventilato e il tecnico lo dice. Chiedi sempre la scheda di sicurezza del prodotto e il tempo di rientro scritto nel preventivo.
Docce e legionella: il lavoro che la sanificazione non fa
La legionella è un batterio che vive negli impianti idrici e si respira con il vapore delle docce. In Emilia-Romagna le linee guida regionali del 2017 chiedono al gestore di ogni struttura turistico-ricettiva di fare la valutazione del rischio, anche con l’aiuto di esperti. Tra i fattori di rischio indicano l’acqua tra 20 e 50 °C, i tubi poco usati e l’apertura stagionale o discontinua.
Le stesse linee guida danno indicazioni molto pratiche:
- prima di rioccupare una camera, far scorrere acqua calda e fredda da tutti i rubinetti e le docce per almeno 5 minuti;
- tenere soffioni e rompigetto puliti e senza incrostazioni, cambiandoli quando serve;
- negli edifici stagionali, prima di riaprire, pulire serbatoi e rubinetteria e disinfettare tutta la rete idrica.
Pulire il box doccia non equivale a niente di tutto questo: l’acqua dentro i tubi resta com’è. In pianura l’acqua è dura e il calcare si deposita in fretta su soffioni e rompigetto, quindi il controllo va fatto più spesso. Per i lavori sull'impianto idraulico serve un idraulico, per la valutazione del rischio un esperto. Per capire come si applica a una struttura piccola, chiedi all’AUSL o al tuo consulente.
Come si organizza il lavoro senza bloccare le prenotazioni
- Telefonata. Ci dici che struttura è, quante camere ha, che periodo hai libero e perché vuoi l’intervento.
- Sopralluogo su appuntamento. Si guardano materiali, ventilazione, accessi, depositi per l’attrezzatura.
- Proposta scritta. Zone, metodo, prodotti, tempi di chiusura di ogni camera. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
- Intervento a blocchi. Dove è possibile si lavora per piano o per ala, così il resto della struttura resta aperto.
- Riconsegna. Ventilazione finale, elenco di ciò che è stato fatto e di ciò che resta da sistemare. Rilasciamo fattura o ricevuta.
Da parte tua servono camere libere nei giorni concordati, biancheria tolta, oggetti degli ospiti rimossi, e qualcuno che sappia dove sono i quadri e l’aspiratore centralizzato. Nelle case vacanza conviene fissare l’appuntamento nel primo cambio utile dopo un affitto lungo.
Da cosa dipende il prezzo per una struttura ricettiva
Non conta solo il numero di camere. Pesano i tessuti da trattare, la presenza di una cucina, l’altezza dei soffitti, il metodo scelto e quanto il lavoro deve essere spezzato per non fermare l’attività. Un B&B di tre camere e un hotel su quattro piani non si stimano allo stesso modo.
Il listino completo è nella pagina dei prezzi. Per capire come leggere un preventivo e cosa dicono le fonti sul mercato, c’è la guida su quanto costa una sanificazione.
Tra un intervento e l’altro: abitudini che contano di più
- Apri le finestre dopo ogni partenza, anche d’inverno, per pochi minuti.
- Controlla che l’aspiratore del bagno tiri davvero: basta un foglio di carta appoggiato alla griglia.
- Tieni l’umidità interna sotto il 50%, come suggerisce il Ministero della Salute. Un igrometro costa poco e si mette in ogni piano.
- Fai pulire i filtri degli split a inizio stagione: i passaggi sono nella pagina sulla pulizia del climatizzatore.
- Fai scorrere l’acqua nelle camere rimaste vuote.
- Segna su un registro date e lavori: flussaggi dell’acqua, filtri, interventi. Ti serve per la valutazione del rischio e per non rifare due volte la stessa cosa.
Dove interveniamo per sanificazione di B&B e strutture ricettive
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Domande frequenti
Serve una sanificazione a ogni cambio di ospite?
No. Tra un ospite e l’altro bastano un riassetto accurato, il cambio della biancheria, l’aria e l’acqua fatta scorrere. L’intervento professionale ha senso a inizio stagione, dopo lavori, dopo un problema preciso o con la cadenza che decidi in base all’uso della struttura.
Una sanificazione periodica è obbligatoria per un B&B?
Non abbiamo trovato una regola nazionale che fissi una frequenza per i B&B. Chi ha dipendenti deve però assicurare la regolare pulitura dei luoghi di lavoro, e le regole locali possono chiedere altro. Per il tuo caso chiedi al Comune, all’AUSL o al consulente che segue la struttura.
Posso scrivere sul sito che le camere sono sanificate?
Scrivi solo quello che è successo davvero: cosa è stato fatto e quando. Evita le frasi assolute sull’igiene o sulla sicurezza degli ospiti, perché un trattamento non può promettere questo. Conserva la documentazione dell’intervento, nel caso qualcuno te la chieda.
Quanto restano ferme le camere?
Dipende dal metodo e dai tessuti: una pulizia con disinfezione delle superfici ferma la stanza meno di un trattamento a ozono o di un lavoro sulle griglie. Il tempo di rientro te lo diciamo dopo il sopralluogo e deve essere scritto nel preventivo, così puoi gestire le prenotazioni.
La sanificazione toglie l’odore di umidità da una camera?
Può attenuarlo per un po’, ma se la parete è umida l’odore torna. Prima va trovata la causa: condensa, infiltrazione o perdita. Per questo sul muro bagnato si comincia dalla ricerca delle infiltrazioni, poi si tratta la superficie.
Fonti
- Decreto 7 luglio 1997, n. 274 (Gazzetta Ufficiale) – regolamento di attuazione della legge 82/1994 sulle attività di pulizia, disinfezione e sanificazione
- Testo del DM 274/1997 (Camera di commercio di Bologna) – art. 1, definizioni di pulizia, disinfezione e sanificazione
- Regione Emilia-Romagna, DGR 828 del 12 giugno 2017, Bollettino Ufficiale n. 167 (copia Università di Parma) – linee guida regionali sulla legionellosi: valutazione del rischio nelle strutture turistico-ricettive, acqua da far scorrere prima di rioccupare le camere, riapertura degli edifici stagionali
- Ministero della Salute, opuscolo Umidità e muffe, 2015 (copia su Ingenio) – umidità interna sotto il 50%, manutenzione di condizionatori e ventilazione
- Decreto legislativo 81/2008, art. 64 (Normattiva) – il datore di lavoro assicura regolare manutenzione e pulitura dei luoghi di lavoro

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