Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Come trovare un cortocircuito in casa senza correre rischi

Con un metodo per esclusione capisci se il corto è in un apparecchio, in una luce o nei cavi nel muro. Ecco fin dove puoi arrivare da solo e dove comincia il lavoro dell’elettricista.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per trovare un cortocircuito in casa si procede per esclusione: capisci quale interruttore è scattato e quale zona alimenta, stacchi tutti gli apparecchi di quella zona e li ricolleghi uno alla volta; se la levetta scatta anche senza niente collegato, il corto è nei cavi fissi e la ricerca passa all’elettricista. Il cortocircuito, cioè il contatto diretto tra due conduttori che fa schizzare la corrente, di solito fa scattare all’istante il magnetotermico, l’interruttore che protegge ogni linea.

Questa guida ti accompagna fino al punto in cui puoi arrivare da solo in sicurezza. Cosa succede dopo, con le misure e la riparazione, lo trovi nella pagina sul cortocircuito; per tutti gli altri guasti c’è il servizio di elettricista.

Prima di tutto: è davvero un cortocircuito?

Guarda nel quadro quale levetta è scesa: basta lo sportellino trasparente, il pannello sotto non si tocca. In un quadro di casa trovi di solito il generale, che toglie corrente a tutto; il salvavita, cioè l’interruttore differenziale, riconoscibile dal tasto T; e i magnetotermici, uno per linea, spesso con un’etichetta come «prese cucina» o «luci zona notte».

Cosa trovi abbassatoCome è scattatoDi che guasto si tratta, probabilmente
un magnetotermicoall’istante, magari con un colpo seccocortocircuito: questa guida fa per te
un magnetotermicodopo minuti, con molti apparecchi accesisovraccarico, non un corto
il salvavitasubito o dopo un po’dispersione verso terra
niente, ma la casa è al buiotutto spento insiemeguasto a monte del quadro o sulla rete

Il tempo dello scatto è l’indizio più affidabile. Se è stato il salvavita, leggi perché il salvavita continua a scattare. Se il magnetotermico salta solo con forno e lavatrice accesi insieme, il problema è il carico, spiegato nella pagina sul magnetotermico che scatta. Se la casa è tutta al buio e il quadro sembra in ordine, vai alla guida sul blackout solo in casa mia.

Negli impianti più semplici c’è un solo interruttore con il tasto T per tutta la casa, che può scattare sia per un corto sia per una dispersione. La prova che segue resta la stessa: cambia solo l’ampiezza della zona in cui cercare.

Trova la zona: cosa resta spento con la levetta abbassata

Lascia giù la levetta scattata e fai il giro della casa. Tutto quello che non funziona appartiene a quella linea: è il perimetro dentro cui cercare.

  1. Prova le luci, stanza per stanza, con gli interruttori a muro.
  2. Prova le prese con un apparecchio che sai funzionante, per esempio una lampada da tavolo o un caricatore con la spia.
  3. Segna su un foglio quali stanze e quali prese restano spente.
  4. Se il quadro non ha etichette, scrivile adesso: alla prossima emergenza ti serviranno.

Nelle case con poche linee la zona può essere mezza casa. Con un quadro più recente è spesso una sola stanza, oppure solo le luci o solo le prese di un ambiente. Più la zona è piccola, più la ricerca è breve.

Dalla linea all’apparecchio: la prova delle spine e degli interruttori

Ora restringi il campo dentro la zona. La regola è una sola: tutto staccato, poi un pezzo alla volta.

  1. Con la levetta ancora abbassata, stacca tutte le spine della zona, comprese quelle dietro i mobili, le ciabatte e le prolunghe.
  2. Spegni dagli interruttori a muro tutte le luci della zona e gli apparecchi fissi che hanno un loro interruttore, come lo scaldabagno o la cappa.
  3. Rialza la levetta una sola volta. Se riscatta subito, salta alla sezione successiva.
  4. Se tiene, accendi le luci una alla volta, aspettando qualche secondo tra l’una e l’altra.
  5. Poi ricollega gli apparecchi uno per volta e accendili.
  6. Quando la levetta scatta di nuovo, l’ultimo apparecchio collegato o l’ultima luce accesa è il primo sospettato. Mettilo da parte, rialza la levetta e completa il giro: i colpevoli possono essere due.

Prova anche ciabatte e prolunghe da sole, senza niente attaccato: una ciabatta schiacciata sotto un mobile o con una presa annerita può essere lei il punto del corto.

Un apparecchio sospetto non va provato in un’altra stanza «per vedere se lì funziona». Faresti scattare un’altra linea, e ogni corto in più rovina un po’ di più i contatti dell’apparecchio e dell’interruttore. Tienilo da parte e fallo controllare dal centro assistenza.

Se scatta con tutto staccato, il corto è nell’impianto

Se la levetta riscatta all’istante anche con tutte le spine fuori e tutte le luci spente, il corto è nella parte fissa: un cavo nel muro, una scatola di derivazione, una presa, un punto luce. Da qui in avanti la ricerca si fa con gli strumenti e a impianto spento. Lascia giù la levetta e usa il resto della casa: le altre linee sono indipendenti.

Se la linea guasta alimenta qualcosa di indispensabile, come il frigorifero, la caldaia o un apparecchio medico, dillo quando chiami. Prima di cercare il punto esatto, l’elettricista può separare il tratto guasto e ridare corrente in sicurezza a quello che serve.

C’è poi una variante utile: la levetta regge con tutto spento, ma scatta appena premi un certo interruttore a muro. Allora il corto è sul percorso di quella luce: la lampadina, il portalampada, l’interruttore o il cavo che li collega. Lascia spento quell’interruttore e usa le altre luci fino al controllo.

Dove cercare indizi senza toccare nulla

Mentre aspetti, puoi raccogliere indizi con gli occhi e con il naso. Spesso il punto del corto lascia una traccia.

Dove guardareCosa può esserciCosa fai tu
dove hai forato o piantato un chiodoun cavo colpito nel muronon forare più lì e segnalalo
prese e spine della zonaaloni scuri, plastica deformata, odorenon usarle e lascia giù la linea
bagno, cucina, balcone, cantinaacqua o condensa in una presa o in un punto lucetieni la linea abbassata e arieggia
dietro e sotto i mobiliun cavo schiacciato o rosicchiatostacca l’apparecchio e non usarlo
lampade e lampadariportalampada bruciato, lampadina saltatalascia spento quell’interruttore
scatole esterne e luci del giardinocoperchio rotto, acqua dentrotieni abbassata la linea esterna

Guarda, ma non toccare: una placca annerita può essere ancora calda, e dietro c’è un collegamento danneggiato. Una foto fatta con il telefono aiuta il tecnico più di una lunga descrizione. E non stupirti se non trovi niente: il corto più ostinato è quello di un cavo vecchio, con l’isolante indurito, che cede dentro un tubo senza lasciare segni visibili.

Gli errori che allargano il danno

Davanti a una linea che non vuole saperne, alcune mosse sembrano scorciatoie e invece peggiorano le cose.

  • Insistere con la levetta. Ogni scatto è una piccola scintilla nel punto guasto, che si allarga, e una fatica in più per l’interruttore.
  • Aprire una presa o una scatola per guardare. Basta aver abbassato la levetta sbagliata, o avere una linea alimentata da due parti, per trovarsi davanti a fili in tensione.
  • Usare il tester o il cercafase sulle prese. Non trovano il corto e danno una falsa sicurezza: le misure giuste si fanno a impianto spento, con strumenti diversi.
  • Montare un interruttore più grande perché «salta troppo». Lo scatto è la protezione del cavo: con un interruttore sovradimensionato, il cavo può scaldarsi fino a bruciare prima che qualcosa intervenga.
  • Fasciare con il nastro un cavo schiacciato e riattaccarlo. Il danno dentro l’isolante resta, e il nastro nasconde il punto da controllare.
  • Ricollegare tutto insieme dopo la prova. Se il colpevole è stato trovato, deve restare staccato: rimetterlo in mezzo agli altri riporta il problema alla sera dopo.

Quando la ricerca passa all’elettricista: cosa dirgli e cosa chiedergli

Quello che hai scoperto vale molto, perché accorcia il lavoro di chi arriva. Al telefono, o quando arriva il tecnico, riferisci:

  • quale levetta è scattata e quale zona alimenta;
  • se riscatta anche con tutto staccato;
  • quale apparecchio o quale luce la fa scattare, se l’hai trovato;
  • se di recente hai forato, fatto lavori o avuto un’infiltrazione;
  • se hai notato odore, scintille o segni scuri.

Poi chiedi:

  1. Dov’era il corto e che cosa l’ha provocato? La risposta dice se è un incidente o il segnale di un impianto stanco.
  2. Ci sono altri tratti nelle stesse condizioni? Un cavo cotto dal calore raramente è l’unico.
  3. L’interruttore della linea è della taglia giusta per il cavo? È la domanda che protegge dal prossimo guasto.
  4. Basta un componente o un tratto di cavo, o bisogna aprire il muro? Spesso il cavo si sfila dal tubo e se ne infila uno nuovo, senza rompere.
  5. Il lavoro richiede documenti? Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Come lavora l’elettricista con gli strumenti, dalla misura di isolamento al tracciatore che segue i cavi nel muro, è spiegato nella pagina sulla ricerca guasti elettrici. Se c’erano fumo o scintille, segui la guida sul cortocircuito con fumo o scintille. E se la linea guasta è quella del frigorifero o senti odore di bruciato, non aspettare il giorno dopo: il nostro pronto intervento risponde 24 ore su 24, festivi compresi.

Pagine utili

Domande frequenti

Una lampadina può provocare un cortocircuito?

Sì. Quando una lampadina a incandescenza o alogena si brucia, a volte fa una piccola scintilla interna che fa scattare il magnetotermico. Può capitare anche con un portalampada rovinato o con l’alimentatore guasto di una lampada LED. Se la levetta è scattata proprio mentre accendevi una luce, lascia spento quell’interruttore: lampada e portalampada si controllano a linea spenta.

Il cortocircuito può sparire da solo?

Sì, ed è il caso più insidioso. Una presa bagnata si asciuga, un collegamento che ha fatto scintilla si stacca del tutto, e la levetta torna a reggere. Il punto danneggiato però resta, e spesso ricomincia alla prima occasione: se c’è stato un colpo secco o un odore di bruciato, fai controllare la linea anche se ora funziona.

La levetta scatta solo quando accendo il forno: è un corto?

Se scatta all’istante, appena lo accendi, è probabile, e il guasto è nel forno o nel suo collegamento. Se scatta dopo un po’ insieme ad altri apparecchi potenti, è più facile che sia un sovraccarico. In entrambi i casi non usarlo finché non è stato controllato e, se è da incasso con un interruttore dedicato a muro, tienilo spento.

Posso usare un tester o un cercafase per trovare il corto?

Te lo sconsigliamo. Il cercafase dice solo se in un punto c’è tensione e non trova un cortocircuito; il tester usato sulle prese ti mette a contatto con parti in tensione. Le misure che trovano un corto si fanno a impianto spento, con il misuratore di isolamento, e sono il lavoro dell’elettricista.

Dopo un cortocircuito il magnetotermico va sostituito?

Non per forza. Un interruttore in buono stato è fatto proprio per interrompere i corti, e dopo la riparazione se ne verifica il funzionamento. Va sostituito se è annerito, se non resta su anche a guasto riparato o se non è della taglia giusta per il cavo che protegge.

Fonti

Leggi anche

Ti serve un tecnico?

Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp