Il magnetotermico scatta: sovraccarico o cortocircuito?
Il magnetotermico protegge i cavi di una linea: stacca dopo un po’ se la sovraccarichi e all’istante se c’è un cortocircuito. Ecco come capire quale dei due.
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Quando il magnetotermico scatta, l’interruttore ha visto passare sulla sua linea più corrente di quanta i cavi ne possano portare: o perché hai acceso troppi apparecchi insieme, cioè un sovraccarico, o perché due conduttori si sono toccati, cioè un cortocircuito. Il modo in cui scatta ti dice quale dei due, e cambia tutto quello che viene dopo.
Come riconoscere il magnetotermico nel quadro
Nel quadro i magnetotermici sono le levette che proteggono le singole linee: luci, prese, cucina, bagno, a volte forno o condizionatore. Hanno una sigla come C10 o C16. La lettera indica la curva di intervento; il numero è la corrente nominale in ampere, cioè quella che può passare di continuo senza farlo scattare. Nelle case si trovano spesso 10 A per le luci e 16 A per le prese.
Se la levetta scesa ha anche il tasto T, è un magnetotermico differenziale: fa anche da salvavita, quindi può essere scattata per una dispersione verso terra. In quel caso leggi la pagina sul salvavita che scatta. Se invece a staccare è tutta la casa e il messaggio compare sul contatore, il problema è la potenza del contratto, non la linea.
Sovraccarico o cortocircuito: lo dice il tempo dello scatto
Dentro il magnetotermico lavorano due protezioni. La parte termica si scalda con la corrente e stacca dopo un tempo che dipende da quanto superi il limite: da pochi secondi a parecchi minuti. La parte magnetica stacca subito quando la corrente esplode, come succede in un cortocircuito.
| Come scatta | Che cosa significa | Esempio tipico |
|---|---|---|
| Dopo qualche minuto, con più apparecchi accesi | sovraccarico della linea | forno, lavastoviglie e bollitore sulla linea della cucina |
| Appena accendi un apparecchio | guasto dell’apparecchio | phon, stufetta, aspirapolvere |
| Subito, anche con niente collegato | cortocircuito nell’impianto | cavo forato, scatola bagnata, morsetto bruciato |
| Ogni tanto, senza carichi importanti | interruttore usurato o morsetto che scalda | quadro vecchio o molto caldo |
Il cortocircuito ha segnali e pericoli suoi, spiegati nella pagina sul cortocircuito.
Perché la linea va in sovraccarico
- Troppi apparecchi che scaldano sulla stessa linea: in cucina forno, piano a induzione, lavastoviglie, bollitore e microonde; in bagno phon, stufetta e scaldasalviette.
- Impianti con poche linee: nelle case e nei condomini rimasti come negli anni '60 e '70, a volte tutte le prese stanno su un solo interruttore.
- Ciabatte e prolunghe che portano più apparecchi su una presa sola (i limiti sono spiegati in ciabatte e multiprese).
- Apparecchi nuovi e potenti su linee nate per altro: un piano a induzione o un condizionatore collegati a una normale linea prese.
- Il caldo: la parte termica sente anche la temperatura del quadro, e d’estate, in un quadro chiuso e caldo, può staccare un po’ prima.
- Un morsetto allentato sull’interruttore, che scalda e lo fa intervenire senza un vero sovraccarico.
Cosa fare quando una parte della casa resta al buio
- Spegni o stacca gli apparecchi collegati a quella linea.
- Se pensi a un sovraccarico, aspetta un minuto prima di riarmare: la parte termica deve raffreddarsi.
- Rialza la levetta.
- Riaccendi gli apparecchi uno alla volta, non tutti insieme.
- Se un apparecchio potente ti serve spesso insieme agli altri, collegalo a una presa di un’altra stanza, che di solito sta su un’altra linea.
- Se la levetta scatta anche con niente collegato, è un cortocircuito nei cavi: lasciala abbassata e usa il resto della casa.
L’errore da non fare: un interruttore più grande
Quando un magnetotermico salta spesso, la tentazione è montarne uno con più ampere. È l’errore più pericoloso che si possa fare. La taglia dell’interruttore è scelta in base alla sezione del cavo: se metti 16 A su un cavo nato per 10, il cavo può scaldarsi dentro il muro senza che niente stacchi, fino a rovinare l’isolante o a innescare un incendio.
Per lo stesso motivo la levetta non va tenuta su con la forza e le ciabatte non vanno collegate una dentro l’altra. Se la linea non basta, la soluzione è dividere i carichi o farne una nuova, non togliere la protezione.
Come risolviamo un magnetotermico che salta
- Con una pinza amperometrica misuriamo quanta corrente passa sulla linea mentre gli apparecchi lavorano: capiamo quanto sei vicino al limite.
- Verifichiamo che l’interruttore sia della taglia giusta per il cavo, tenendo conto anche della lunghezza della linea.
- Controlliamo morsetti e interruttore: se scalda o è usurato, lo sostituiamo con uno equivalente.
- Se sospettiamo un corto, facciamo la misura di isolamento con gli apparecchi staccati.
- Se la linea è davvero insufficiente, proponiamo una linea dedicata dal quadro per forno, piano a induzione o condizionatore, oppure di dividere le prese su più interruttori.
Nelle case le sezioni più comuni sono 1,5 mm² per le luci e 2,5 mm² per le prese. Se una linea nata per le luci alimenta anche prese e apparecchi potenti, il problema non si risolve con l’interruttore: va cambiato il cavo o va fatta una linea nuova. La sezione è stampata sulla guaina, ma per leggerla bisogna aprire scatole e quadro: è un controllo che facciamo noi.
Per questi lavori vedi anche cosa comporta intervenire sul quadro elettrico e se l’impianto regge un piano a induzione. Se insieme alla linea stacca tutta la casa, il limite è la potenza del contratto: è il caso del contatore che scatta.
Tempi e costi per sistemare la linea
Sostituire un interruttore usurato è un intervento breve. Una linea dedicata richiede più tempo, perché va posato un cavo nuovo dal quadro all’apparecchio, nei tubi esistenti o in un percorso nuovo. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro; per le linee nuove rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Come si calcola il conto lo trovi nei prezzi. Per gli interventi in città vedi le pagine dell’elettricista a Reggio Emilia e a Modena, o la pagina generale dell'elettricista.
Come distribuire i carichi senza farlo saltare
- Usa forno e lavastoviglie in momenti diversi, o almeno non mentre scaldano tutti e due.
- In bagno non accendere insieme phon e stufetta.
- Collega i nuovi apparecchi potenti a una linea propria, prima che diventino un problema.
- Non chiudere il quadro dentro un mobile senza aria: il calore fa lavorare peggio le protezioni.
- Se senti odore di caldo vicino al quadro, fallo controllare: un morsetto allentato non migliora da solo.
Dove interveniamo per il magnetotermico scatta
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
Perché il magnetotermico scatta con forno e lavatrice insieme?
Perché sono sulla stessa linea e, sommati, superano la corrente per cui la linea è protetta. La lavatrice assorbe di più mentre scalda l’acqua e il forno mentre arriva in temperatura: se le due fasi coincidono, l’interruttore stacca. Ne parliamo in forno e lavatrice insieme.
Il magnetotermico non si riarma: cosa vuol dire?
Se non resta su subito dopo un sovraccarico, aspetta che si raffreddi. Se non si riarma nemmeno con tutto staccato, c’è un cortocircuito sulla linea oppure l’interruttore è guasto: in entrambi i casi serve un elettricista.
Che differenza c’è tra magnetotermico e salvavita?
Il magnetotermico protegge i cavi da troppa corrente, per sovraccarico o cortocircuito. Il salvavita protegge le persone dalla corrente che si disperde verso terra. Spesso nei quadri ci sono entrambi, oppure un interruttore che li combina, riconoscibile dal tasto T. Le trovi messe a confronto in differenziale e magnetotermico.
Un magnetotermico si consuma con il tempo?
Sì. Dopo molti anni, o dopo tanti scatti su un cortocircuito, può intervenire prima del previsto o non riarmarsi bene. Va sostituito con uno della stessa taglia e della stessa curva, adatto al cavo che protegge.
Posso aggiungere prese con una ciabatta per non far saltare la linea?
No: la ciabatta aumenta i punti di collegamento ma non la corrente che la linea può portare. Se ti mancano prese, conviene farne aggiungere di nuove, se serve su un’altra linea: vedi l'installazione di una presa.
Fonti
- Normattiva – DM 22 gennaio 2008, n. 37 – articolo 7: la dichiarazione di conformità rilasciata dall’impresa installatrice al termine dei lavori.

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