Impianto elettrico per l’ufficio: prese, rete e postazioni da contare prima dei lavori
Un ufficio comodo si progetta scrivania per scrivania: cosa si collega, dove passano corrente e rete, cosa non deve mai spegnersi. Ecco come fare il conto e cosa controllare prima di firmare.
- Rispondiamo 24 ore su 24
- Obiettivo: arrivo entro 1 ora
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Per l’impianto elettrico di un ufficio si parte dalle postazioni: a ogni scrivania servono un gruppo di prese vicino al piano di lavoro, una o due prese di rete e un percorso ordinato per i cavi, su linee divise in modo che un guasto in un punto non spenga tutto l’ufficio. Sala riunioni, stampanti, armadio di rete e angolo caffè si aggiungono sopra questa base.
Prima di chiedere un preventivo conviene fare un conto semplice: quante persone lavorano lì, cosa usa ognuna, dove stanno le scrivanie e cosa deve restare acceso anche quando scatta una protezione. In questa guida vediamo come farlo, scrivania per scrivania. Le regole su progetto, verifiche periodiche e studi medici sono nella pagina sull'impianto elettrico per uffici e studi professionali; per tutti gli altri lavori c’è il nostro servizio di elettricista.
Il censimento delle scrivanie: cosa si collega a ogni postazione
Prendi la pianta dell’ufficio, o anche un foglio a quadretti, e segna ogni scrivania. Poi, per ognuna, elenca gli apparecchi che ci staranno sopra o sotto. Sembra un lavoro pignolo, ma è quello che evita le ciabatte in fila e le prolunghe che attraversano la stanza.
| Apparecchio | Prese di corrente | Prese di rete | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Computer fisso o docking station del portatile | 1 | 1 | la docking spesso ricarica anche il portatile |
| Monitor | 1 per ogni schermo | nessuna | con due schermi le prese sono due |
| Lampada da scrivania | 1 | nessuna | meglio con l’interruttore a portata di mano |
| Telefono fisso via internet | nessuna o 1 | 1 | molti modelli prendono corrente dal cavo di rete, se la rete lo prevede |
| Caricatori di telefono e cuffie | 1 o 2 | nessuna | qui le porte USB a muro sono comode |
| Stampante o scanner personale | 1 | 1 | spesso conviene una stampante di reparto |
| Stufetta o ventilatore | da evitare | nessuna | se si usano davvero, l’elettricista deve saperlo |
Fatta la somma, una postazione con computer, due monitor, lampada e un paio di caricatori arriva già a cinque o sei prese. Ogni presa che manca nel conto, dopo, diventa una ciabatta: per qualche apparecchio leggero va bene, non come soluzione fissa, come spieghiamo nella guida su ciabatte e multiprese. Per i caricatori valuta le prese USB a muro accanto al piano di lavoro.
Le stufette meritano una riga a parte. Una stufetta elettrica assorbe da sola più di diverse postazioni messe insieme: se d’inverno qualcuno la accende sotto la scrivania, va detto quando si progetta, perché cambia il conto delle linee. Meglio ancora risolvere il freddo con il riscaldamento.
Prese a muro, a pavimento o sul piano: dove far arrivare i cavi
La disposizione delle scrivanie decide il percorso dei cavi. Le soluzioni sono diverse, e ognuna ha un limite.
| Soluzione | Quando conviene | Limite |
|---|---|---|
| Prese a parete o canale a battiscopa | scrivanie appoggiate ai muri | se sposti le scrivanie al centro, i cavi non arrivano |
| Torrette a pavimento | open space con scrivanie a isola | servono tubi già nel pavimento, oppure opere per posarli |
| Pavimento sopraelevato | uffici grandi che cambiano spesso disposizione | richiede altezza e va previsto con la ristrutturazione |
| Colonne portacavi dal controsoffitto | isole quando il pavimento non si può toccare | restano in vista e vanno messe dove non intralciano |
| Prese a scomparsa nel piano | sale riunioni e scrivanie condivise | dipendono dal mobile: si scelgono con l’arredo |
Il pavimento sopraelevato, detto anche flottante, è fatto di pannelli che si sollevano: sotto passano i cavi di corrente e di rete, e una torretta si sposta senza rompere niente.
Qualunque sia la scelta, i cavi devono arrivare al piano di lavoro senza correre per terra dove si cammina. Sotto il piano, un canale portacavi tiene insieme alimentatori e cavi di rete; una piccola colonna porta tutto dal pavimento alla scrivania. Se l’ufficio è in affitto, chiedi soluzioni che si possano smontare a fine contratto, come canali a vista al posto delle tracce nei muri: meno opere oggi e meno ripristini domani.
Rete cablata e Wi-Fi: come contare i punti di rete
Il Wi-Fi è comodo per portatili e ospiti, ma postazioni fisse, stampanti, telefoni e armadio di rete lavorano meglio con il cavo: la connessione non rallenta quando l’ufficio è pieno e non dipende dai muri. Per questo ogni scrivania fissa merita almeno una presa di rete, meglio due se c’è un telefono o una stampante locale.
Un impianto di rete fatto bene si riconosce da poche cose:
- ogni presa ha il suo cavo fino all’armadio di rete, dove i cavi finiscono su un pannello numerato: così una presa si dedica al computer o al telefono senza posare cavi nuovi;
- gli access point, cioè gli apparecchi che diffondono il Wi-Fi, si montano a soffitto o in alto sulle pareti e spesso prendono corrente dal cavo di rete: ognuno ha bisogno del suo punto rete, da prevedere adesso;
- l’armadio sta in un locale ventilato, mai nell’angolo caffè, alimentato da una linea dedicata;
- a fine lavori ogni presa viene provata con lo strumento ed etichettata con lo stesso numero che ha nell’armadio.
Anche la rete è un impianto regolato dal DM 37/08: la lettera b) dell’articolo 1 comprende gli impianti per i segnali tv, telefono e dati, fibra ottica compresa, con le infrastrutture che li ospitano. Va quindi affidata a un’impresa abilitata anche per quella lettera, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità. La configurazione di router e computer resta al tecnico informatico, che conviene coinvolgere già quando si disegna la pianta.
Linee separate: cosa resta acceso se scatta una protezione
Un ufficio ben diviso si riconosce quando qualcosa va storto: scatta una protezione e si spegne un pezzo, non tutto. Nel quadro, cioè il pannello con gli interruttori, ogni gruppo di apparecchi ha la sua linea con le sue protezioni. Una divisione tipica è questa:
| Linea | Cosa alimenta | Perché tenerla a parte |
|---|---|---|
| Postazioni, a gruppi | prese delle scrivanie, divise per stanza o per isola | un problema spegne poche scrivanie, non il piano |
| Armadio di rete e server | router, apparati di rete, server, centralino | non deve fermarsi perché è scattata la linea del bollitore |
| Stampanti grandi | multifunzione e plotter | assorbono molto quando si avviano e scaldano |
| Angolo caffè | microonde, bollitore, macchina del caffè, frigorifero | apparecchi che scaldano acqua, vicino a un lavello |
| Climatizzazione | split e pompe di calore | carichi forti, con protezioni proprie |
| Luci | illuminazione generale, divisa per zone | se scatta una presa, nessuno resta al buio |
| Prese di servizio | corridoi e ingresso | chi pulisce non stacca un computer per l’aspirapolvere |
| Luci di emergenza | lampade sulle vie di uscita | si accendono da sole se manca la corrente |
C’è anche un motivo meno evidente per dividere le postazioni. Computer e alimentatori disperdono verso terra piccole correnti, del tutto normali; sommate sotto un solo salvavita possono avvicinarsi alla sua soglia e farlo scattare senza un guasto vero. Lo spieghiamo nella guida sul salvavita che continua a scattare.
Poi c’è il gruppo di continuità, o UPS: una batteria che, quando manca la corrente, tiene acceso per qualche minuto ciò che gli è collegato. Sotto UPS vanno armadio di rete, server e centralino; se i telefoni prendono corrente dal cavo di rete, restano accesi anche loro. Stufette e stampanti grandi invece non vanno collegate: consumerebbero l’autonomia in fretta. Le batterie dell’UPS invecchiano, quindi chiedi ogni quanto vanno controllate e sostituite.
Sala riunioni, reception e angolo caffè: i punti che si dimenticano
Le scrivanie si contano sempre. Sono gli altri spazi a restare senza prese, e lì nascono le prolunghe.
- Sala riunioni. Prese e rete al centro del tavolo, in un box a scomparsa, così nessun cavo attraversa la stanza. Dietro lo schermo a parete servono una presa di corrente, una di rete e un tubo vuoto fino al tavolo, per far passare il cavo video senza canaline posticce.
- Reception. Telefono, computer, eventuale terminale per i pagamenti e il comando del videocitofono che apre la porta, tutti alla stessa scrivania.
- Angolo caffè. Microonde, bollitore, macchina del caffè e frigorifero su una linea propria, con le prese sopra il piano e lontane dal lavello.
- Corridoi e ingresso. Prese di servizio per le pulizie e luci con sensore di presenza nei passaggi, così nessuno lascia accesa la luce del corridoio tutta la notte.
- Stampanti di reparto. Un punto con presa e rete in un angolo ventilato, non accanto a una scrivania: scaldano e fanno rumore.
- Archivio e locali tecnici. Una presa e una luce anche lì: sono i posti dove, il giorno del guasto, servono di più.
Per la luce sulle scrivanie, i riflessi sugli schermi e i sensori trovi le indicazioni nella pagina sull'illuminazione.
Ufficio in affitto già cablato: cosa guardare prima di firmare
Un ufficio già arredato può sembrare pronto e nascondere un impianto pensato per altri. Durante la visita porta con te il censimento delle scrivanie e controlla:
- I documenti. Chiedi la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico e, se c’è, quella della rete. Per gli impianti più vecchi può esserci la dichiarazione di rispondenza: le differenze sono nella guida alla dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico.
- Il quadro, senza aprirlo. Quanti salvavita ci sono, se le linee hanno un’etichetta, se si vedono segni scuri o bruciature.
- Le prese nelle zone delle scrivanie, da confrontare con il tuo conto.
- Le prese di rete e dove finiscono. Un armadio con un pannello numerato è un buon segno; cavi che escono da un buco nel muro, molto meno.
- La potenza del contratto, scritta in bolletta, da confrontare con quello che userai. Come fare il conto è spiegato in quanta potenza ti serve davvero.
- Le vie di uscita, con le lampade di emergenza sopra le porte e lungo i corridoi.
- I segnali di fai da te: ciabatte fissate sotto i tavoli, cavi volanti, prese annerite o che scaldano.
- Chi paga gli adeguamenti, e a chi restano a fine contratto: mettilo per iscritto e, per le clausole, senti un legale o il commercialista.
Se avrai dipendenti, ci sono anche le verifiche periodiche dell’impianto di terra, spiegate nella guida alla verifica dell’impianto di terra per le attività.
Le domande da fare all’elettricista prima del preventivo
Con il censimento in mano, il sopralluogo diventa una conversazione precisa. Queste domande ti aiutano a confrontare preventivi diversi sulla stessa base.
- Serve il progetto di un professionista? Per uffici, negozi e altre attività il DM 37/08 lo chiede quando la potenza impegnata supera 6 kW o la superficie supera 200 metri quadrati; negli altri casi può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa. Se la rete convive con un impianto elettrico soggetto a progetto, lo richiede anche lei.
- Come dividete le linee e quanti salvavita mettete? Fatti mostrare la divisione sulla pianta.
- Dove passano i cavi e cosa resta a vista? Basta un disegno semplice, ma va fatto prima.
- La rete è compresa? Chiedi che cavo viene posato, come vengono provate le prese e se ricevi la mappa.
- Cosa va sotto il gruppo di continuità, e per quanto tempo?
- Si può lavorare per zone o fuori orario? Se l’ufficio resta aperto durante i lavori, conta quanto il prezzo.
- Cosa ricevo alla fine? Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta, con lo schema del quadro aggiornato; per la rete chiedi anche la mappa delle prese.
- C’è spazio per crescere? Qualche tubo vuoto e qualche posto libero nel quadro costano poco adesso ed evitano opere domani.
Le voci del listino sono nella pagina dei prezzi.
Pagine utili
Domande frequenti
Il Wi-Fi può sostituire le prese di rete in ufficio?
Per i portatili e per gli ospiti sì, ed è comodo. Per postazioni fisse, stampanti, telefoni e armadio di rete il cavo resta più stabile, soprattutto quando l’ufficio è pieno e tutti sono collegati insieme. Di solito si fanno entrambe le cose: prese di rete alle scrivanie e access point a soffitto.
Le prese a scomparsa nel piano della scrivania sono una buona idea?
Sono comode in sala riunioni e sulle scrivanie condivise, dove i portatili cambiano ogni giorno. Vanno scelte insieme ai mobili, perché il piano deve avere lo spessore e il foro giusti. Il loro cavo deve arrivare a una presa fissa o a una torretta, non a una ciabatta.
Serve un gruppo di continuità per ogni computer?
Di solito no. Conviene proteggere ciò che ferma tutti quando si spegne: router, armadio di rete, server e centralino. Un piccolo UPS da scrivania ha senso per un computer che non può perdere il lavoro, per esempio quello che comanda un macchinario. I portatili hanno già la loro batteria.
Lavoro da casa: l’angolo ufficio richiede un impianto diverso?
No, resta l’impianto di casa, ma vale lo stesso ragionamento: conta gli apparecchi e porta prese e rete dove sta la scrivania, invece di arrivarci con le prolunghe. Spesso bastano qualche presa in più e un punto di rete, oppure un access point ben piazzato. Aggiungere prese è un ampliamento dell’impianto e va fatto da un elettricista.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – testo vigente consultato il 25 ottobre 2026: impianti per segnali tv, telefono e dati, fibra ottica compresa, con le infrastrutture che li ospitano (art. 1, comma 2, lettera b); abilitazione delle imprese per lettera e voce (art. 3); progetto del professionista per gli immobili del terziario oltre 6 kW o 200 m² e per gli impianti elettronici che convivono con impianti elettrici soggetti a progetto (art. 5, comma 2, lettere c ed e); dichiarazione di conformità a fine lavori (art. 7); lavori affidati a imprese abilitate (art. 8).
Leggi anche

Come capire quale elettrodomestico fa scattare il salvavita, apparecchio per apparecchio
Lavatrice, forno, scaldabagno o frigorifero: ogni apparecchio guasto fa scattare il salvavita in un momento preciso. Ecco come smascherarlo con prove sicure e a chi rivolgerti dopo.

Il salvavita non si riarma: cosa significa e cosa puoi provare
Quando la levetta del salvavita non resta su, in casa c’è ancora una dispersione oppure l’interruttore è guasto. Ecco come distinguere i casi, cosa provare in sicurezza e quando fermarsi.

Dispersione di corrente: come si trova, dalle prove in casa alle misure dell’elettricista
Una dispersione si trova restringendo il campo: prima il tipo di segnale, poi la zona, poi l’apparecchio o il tratto di cavo. Ecco cosa puoi fare tu, senza aprire niente, e cosa misura il tecnico.

Diritto di chiamata: cos’è e quando è giusto pagarlo
Il diritto di chiamata paga il viaggio e la prima diagnosi del tecnico. Ecco cosa comprende, quando è giusto pagarlo, quando puoi contestarlo e quali domande fare prima che il tecnico parta.

Ti serve un tecnico?
Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.


