Impianto elettrico per uffici e studi professionali: postazioni, rete e continuità
In ufficio l’impianto elettrico deve alimentare postazioni e rete senza interruzioni. Ecco come si dimensiona, cosa cambia per gli studi medici e come si lavora senza fermare l’attività.
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L’impianto elettrico di un ufficio si progetta partendo dalle postazioni di lavoro: quante persone, quali apparecchi su ogni scrivania, dove passano la rete dati e i server, quali circuiti non devono mai spegnersi. Vale per uffici, studi professionali, agenzie e ambulatori, con regole in più per gli studi medici. Un buon impianto da ufficio si riconosce perché non ci pensi: niente ciabatte in fila sotto le scrivanie, niente salvavita che spegne tutto il piano.
Fasi dei lavori e documenti sono gli stessi di ogni impianto elettrico nuovo; qui vediamo cosa chiede in più un ambiente di lavoro.
Postazioni di lavoro: prese, circuiti e torrette
Ogni scrivania oggi alimenta computer, uno o due monitor, lampada, caricabatterie e telefono. Servono quindi gruppi di prese vicino a ogni postazione, su circuiti distinti per gruppi di scrivanie. Le soluzioni cambiano con l’ufficio: prese a parete o a battiscopa lungo i muri, torrette a pavimento negli open space, canali sotto i piani di lavoro per ordinare i cavi.
Un dettaglio che conta: alimentatori e computer disperdono verso terra piccole correnti, del tutto normali. Molti apparecchi sullo stesso differenziale sommano queste correnti e possono farlo scattare senza un vero guasto. Per questo le postazioni si dividono su più circuiti, protetti da differenziali adatti, e non si fa dipendere tutto l’ufficio da un solo salvavita. Se oggi il tuo scatta spesso, leggi perché il salvavita scatta.
Non dimenticare gli spazi comuni. In sala riunioni servono prese al tavolo per portatili e schermo, così nessun cavo attraversa la stanza. Nell’angolo caffè microonde, bollitore e macchinetta vanno su una linea diversa da quella dei computer: un guasto in cucina non deve spegnere le postazioni. Climatizzatori e stampanti grandi hanno circuiti propri. E i cavi che passano sul pavimento dove si cammina sono un rischio di inciampo: meglio torrette, canali a pavimento o percorsi lungo le pareti.
Rete dati, server e gruppo di continuità
La rete dati rientra negli impianti regolati dal DM 37/08: alla lettera b) ci sono gli impianti elettronici per segnali TV, telefono e dati, fibra ottica compresa. Chi li realizza deve essere abilitato anche per quella voce e rilasciare la relativa dichiarazione di conformità. E se l’impianto elettrico richiede il progetto di un professionista, lo richiedono anche gli impianti elettronici che convivono con lui.
In pratica:
- tubi separati per corrente e dati, con le prese di rete accanto a quelle di corrente;
- un armadio rack ventilato, alimentato da un circuito dedicato;
- un gruppo di continuità (UPS), cioè una batteria che tiene accesi server, router e centralino durante un’interruzione e dà il tempo di spegnerli in modo corretto;
- un’etichetta su ogni presa di rete e ogni linea del quadro, così chi interviene dopo non va a tentativi.
La configurazione di router e computer resta al tecnico informatico: conviene coinvolgerlo fin dal progetto.
Luce giusta per lavorare al videoterminale
Per chi lavora al computer il D.Lgs. 81/08 chiede un’illuminazione generale e da tavolo che dia luce sufficiente e un contrasto adatto tra schermo e ambiente. Riflessi sullo schermo e abbagliamenti vanno evitati, sistemando le postazioni rispetto a finestre e lampade, e le finestre devono avere schermature regolabili.
Per l’impianto significa scegliere apparecchi che non abbagliano, posizionarli in base alla disposizione delle scrivanie e dividere le accensioni per zone: la fila vicino alle finestre si regola a parte. Con le luci LED si possono aggiungere sensori di presenza e regolazione in base alla luce naturale. Per progetti più ampi c’è la pagina sull'illuminazione.
Studi medici, dentistici e ambulatori: regole in più
Gli ambulatori contengono «locali ad uso medico» e seguono regole più severe:
- il DM 37/08 chiede sempre il progetto di un professionista per le unità che hanno, anche solo in parte, locali ad uso medico;
- la norma CEI 64-8 dedica a questi locali prescrizioni particolari nella parte sugli ambienti speciali;
- con dipendenti, l’impianto di terra va verificato ogni due anni invece che ogni cinque, come prevede il DPR 462/01.
Studi di avvocati, commercialisti o architetti seguono invece le regole degli uffici, con le soglie del terziario. Se vuoi trasformare un appartamento in studio medico, l’impianto va valutato da capo con il progettista prima di firmare il contratto d’affitto.
Quando serve il progetto e quali controlli periodici
Per uffici e studi il DM 37/08 chiede il progetto di un professionista sopra 6 kW di potenza impegnata o 200 m² di superficie; sotto, lo redige il responsabile tecnico dell’impresa. Poi ci sono gli obblighi del datore di lavoro, se hai dipendenti o collaboratori:
- valutare il rischio elettrico e prendere le misure per proteggere chi lavora, come chiede il D.Lgs. 81/08;
- far controllare periodicamente impianti elettrici e protezioni dai fulmini secondo le norme tecniche, mettendo per iscritto l’esito;
- far verificare l’impianto di terra ogni cinque anni da ASL, ARPA o da un organismo abilitato, come prevede il DPR 462/01;
- dotare vie e uscite di emergenza di un’illuminazione di sicurezza che si accende da sola se l’impianto si guasta.
Come si organizzano questi controlli lo spieghiamo nella pagina sulla manutenzione dell’impianto elettrico e nell’articolo sulla verifica dell’impianto di terra per le attività.
Rifare l’impianto senza fermare l’ufficio
In ufficio non contano solo gli stacchi di corrente, ma server, telefoni e persone che devono lavorare. Per questo:
- si concorda con il tecnico informatico quando spegnere server e rete;
- si lavora per zone, spostando le postazioni man mano;
- gli interventi sul quadro si fanno la sera o nel fine settimana;
- a fine lavori si aggiornano lo schema del quadro e la mappa delle prese di rete.
Se un guasto blocca l’ufficio in pieno orario, parti dalla ricerca del guasto elettrico: rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi.
Costi dell’impianto elettrico per l’ufficio
Il prezzo dipende dal numero di postazioni, dalla rete dati, dal gruppo di continuità, dall’illuminazione e da quanto lavoro va fatto fuori orario.
Il riepilogo è nella pagina prezzi. Dopo il sopralluogo ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Una lista delle cose da prevedere è nella guida sull'impianto elettrico per le postazioni d’ufficio; per tutti gli altri lavori c’è la pagina del nostro servizio di elettricista.
Dove interveniamo per impianto elettrico per ufficio
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
Uno studio professionale in un appartamento ha regole diverse da una casa?
Sì, se i locali sono usati come ufficio. Le soglie per il progetto del professionista diventano quelle del terziario, 6 kW o 200 m², invece di 6 kW o 400 m² delle abitazioni. Se ci lavorano dipendenti, valgono anche gli obblighi del D.Lgs. 81/08 e le verifiche dell’impianto di terra del DPR 462/01.
Il gruppo di continuità lo installa l’elettricista?
Quello piccolo da scrivania si collega a una presa. Un UPS che alimenta server, armadio rack o linee intere va inserito nell’impianto con un circuito e protezioni dedicate: è un lavoro sull’impianto e finisce nella dichiarazione di conformità.
Posso aggiungere prese con le ciabatte sotto le scrivanie?
Per qualche apparecchio leggero sì, ma non come soluzione fissa. Ciabatte in cascata, una dentro l’altra, scaldano e mettono tanti apparecchi su una sola presa. Meglio aggiungere punti presa fissi: perché le ciabatte in cascata sono un rischio lo spieghiamo nella guida su ciabatte e multiprese.
Chi fa la rete dati: l’elettricista o il tecnico informatico?
Tubi, cavi, prese di rete e armadio sono un impianto del DM 37/08: li realizza un’impresa abilitata per gli impianti elettronici, che rilascia la dichiarazione di conformità. Il tecnico informatico configura gli apparecchi. Conviene farli lavorare insieme fin dal progetto.
Ogni quanto vanno controllati gli impianti di un ufficio?
Con dipendenti, l’impianto di terra si verifica ogni cinque anni, ogni due nei locali ad uso medico. Il D.Lgs. 81/08 chiede anche controlli periodici secondo le norme tecniche, con l’esito messo per iscritto. In più, il tasto di prova dei differenziali va premuto con la cadenza indicata dal costruttore.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – impianti elettronici e rete dati (art. 1, lettera b), progetto per terziario, locali medici e impianti elettronici (art. 5), dichiarazione di conformità (art. 7)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – Normattiva – rischio elettrico (art. 80), verifiche e controlli (art. 86), illuminazione di sicurezza (Allegato IV, punto 1.5.11), illuminazione delle postazioni al videoterminale (Allegato XXXIV)
- DPR 22 ottobre 2001, n. 462 – Normattiva – verifiche periodiche dell’impianto di terra ogni cinque anni, ogni due nei locali ad uso medico
- INAIL – FAQ sulla verifica degli impianti di messa a terra – obbligo legato alla presenza di dipendenti e scelta dell’organismo abilitato
- CEI – Pubblicata la nuova edizione della Norma CEI 64-8 – struttura della norma, con la parte 7 su ambienti e applicazioni particolari

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