Dispersione di corrente: come si trova, dalle prove in casa alle misure dell’elettricista
Una dispersione si trova restringendo il campo: prima il tipo di segnale, poi la zona, poi l’apparecchio o il tratto di cavo. Ecco cosa puoi fare tu, senza aprire niente, e cosa misura il tecnico.
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Una dispersione di corrente si trova per esclusione, restringendo il campo un passo alla volta: dal segnale che l’ha rivelata alla zona della casa, dalla zona alla linea, dalla linea all’apparecchio o al tratto di cavo. La prima parte puoi farla da solo, usando solo le levette del quadro, le spine e il display del contatore; l’ultima, cioè trovare il punto preciso di un cavo o di una scatola, si fa con gli strumenti dell’elettricista.
La dispersione è la corrente che invece di tornare tutta indietro dal neutro sfugge verso terra, attraverso un isolante rovinato, l’umidità o la carcassa di un apparecchio. Cosa la provoca e quanto è pericolosa lo spiega la pagina sulla dispersione di corrente; qui ci concentriamo sul metodo per scovarla.
Tre segnali diversi, tre ricerche diverse
Non tutte le dispersioni si presentano allo stesso modo, e il segnale che hai notato decide da dove partire.
| Il segnale | Cosa ti dice | Da dove partire |
|---|---|---|
| Il salvavita scatta, subito o ogni tanto | la protezione funziona e la fuga supera la sua soglia | dalla mappa del quadro e dall’esclusione delle zone |
| Senti un formicolio o una scossa toccando un apparecchio | la fuga c’è e la terra o il salvavita non la stanno fermando | da nessuna prova: stacca, non toccare e chiama l’elettricista |
| Nessun segnale, solo un sospetto, per esempio la bolletta | forse non è una dispersione | dalla prova del contatore |
Il secondo caso è l’unico in cui non devi cercare niente da solo: smetti di toccare l’apparecchio, abbassa la sua levetta o il generale e leggi cosa significa nella guida su cosa vuol dire prendere la scossa da un elettrodomestico. Se il sospetto nasce da una bolletta alta, c’è una guida dedicata alla bolletta della luce alta: una dispersione, con un salvavita che funziona, pesa pochissimo sui consumi.
Prima della caccia: la mappa del quadro
Ogni ricerca diventa più veloce se sai che cosa comanda ogni levetta. Molti quadri hanno etichette vecchie, scritte a mano o sparite. Rifare la mappa è un lavoro da mezz’ora, sicuro, perché si usano solo le levette.
- Scegli un momento di giorno, avvisa chi è in casa e salva il lavoro sul computer.
- Abbassa una levetta alla volta, lasciando su tutte le altre.
- Fai il giro della casa e annota cosa si spegne: luci, prese, apparecchi fissi come forno, piano cottura, scaldabagno, caldaia, condizionatore, e poi cancello, giardino, cantina o box.
- Rialza la levetta e passa alla successiva.
- Scrivi la mappa su un foglio da tenere vicino al quadro, o fotografala.
Durante il giro segnati anche gli apparecchi senza spina, che potrai escludere solo dal quadro o da un interruttore a muro dedicato, e le zone che restano accese anche con tutte le levette giù: vuol dire che sono alimentate da un’altra parte. Per leggere sigle e simboli del quadro c’è la guida su come leggere il quadro elettrico.
La prova del contatore: a casa spenta deve stare fermo
Il contatore elettronico ha un pulsante che fa scorrere le schermate del display. Su quelli di e-distribuzione, ad esempio, una delle schermate è la potenza istantanea, cioè i kW che stai prelevando in quel momento, e accanto al display ci sono due piccole luci che lampeggiano quando consumi energia, più in fretta se il consumo cresce. Gli altri distributori hanno contatori simili: le istruzioni sono sul loro sito.
- Abbassa l’interruttore generale del quadro di casa.
- Vai al contatore e guarda le luci e la potenza istantanea: devono restare spente e a zero, o quasi.
- Se il contatore continua a contare, qualcosa è collegato tra il contatore e il tuo quadro, oppure una linea parte direttamente dal contatore verso cantina, box o altri locali.
È una prova utile, ma ha un limite che conviene conoscere. Una dispersione che il salvavita da 30 milliampere lascia passare vale al massimo circa 7 watt. Sulla targhetta degli Open Meter di e-distribuzione è scritto 1.000 impulsi per kWh, cioè un lampeggio per ogni wattora: con 7 watt la luce lampeggerebbe circa una volta ogni otto minuti e mezzo, confusa tra frigorifero, router e apparecchi in attesa. Il contatore serve quindi a scoprire consumi e collegamenti inattesi, non le piccole dispersioni.
L’esclusione ragionata, una zona alla volta
Quando il salvavita scatta, la prova classica è quella spiegata nella pagina sul salvavita che scatta: abbassi tutte le levette, rialzi il salvavita e riaccendi le linee una alla volta. Se invece gli scatti sono saltuari, conviene escludere prima le zone dove le dispersioni nascono più spesso, in quest’ordine:
- L’esterno: giardino, luci del cortile, prese all’aperto, cancello, pompe. Se ha una levetta sua, tienila abbassata qualche giorno.
- I locali umidi: cantina, box, lavanderia, taverna.
- Gli apparecchi che scaldano acqua o aria: scaldabagno, lavatrice, lavastoviglie, forno, asciugatrice, stufette. Come riconoscere il colpevole dal momento dello scatto lo spieghiamo in quale elettrodomestico fa scattare il salvavita.
- Frigorifero e congelatore, che non puoi tenere spenti a lungo: se il sospetto cade su di loro, è meglio una misura con lo strumento.
- Le luci, soprattutto faretti del bagno, lampade da esterno e plafoniere vicino a infiltrazioni.
- I cavi fissi: se tutto il resto è escluso e gli scatti continuano, il guasto è nell’impianto e la ricerca passa al tecnico.
Escludi una cosa per volta e lascia il resto com’è, altrimenti non saprai quale delle due mosse ha funzionato. Se gli scatti sono rari, tieni un diario con giorno, ora, tempo atmosferico e apparecchi accesi, come suggerisce la guida su perché il salvavita continua a scattare.
Dove si nasconde, a seconda della casa
La stessa dispersione ha nascondigli diversi secondo il tipo di casa. Partire dal posto giusto fa risparmiare giorni di prove.
| Tipo di casa | Dove guardare per primo |
|---|---|
| Appartamento in condominio | cantina e box collegati al tuo contatore, balconi con prese o luci, bagno |
| Villetta con giardino | faretti a terra, pozzetti, prese esterne, motore del cancello, irrigazione |
| Casa di campagna | pompa del pozzo, autoclave, capanni e porticati, linee interrate lunghe |
| Seconda casa riaperta dopo mesi | scatole e prese dei locali freddi, cavi antigelo, apparecchi rimasti in cantina |
| Piano terra o seminterrato in pianura | prese basse su muri umidi, scatole vicino al pavimento, garage |
| Casa con impianto molto vecchio | cavi rivestiti in gomma o in tela, scatole di derivazione nei muri esterni |
Nella Bassa e nelle zone con la falda alta, i muri dei piani bassi restano umidi a lungo, e con loro le scatole incassate. In collina e in montagna pesano di più le linee all’aperto e il gelo, che spacca guarnizioni e coperchi.
Gli strumenti che chiudono la ricerca
Quando la tua parte è finita, l’elettricista riparte da quello che hai annotato: la mappa del quadro, le zone escluse, il diario degli scatti. Poi passa alle misure.
- Misura di isolamento: con l’impianto spento e gli apparecchi staccati, controlla ogni linea verso terra. Il valore più basso indica dove la corrente trova la sua strada.
- Pinza per correnti di dispersione: con l’impianto acceso, legge la fuga linea per linea e apparecchio per apparecchio, anche quella che compare solo quando qualcosa si scalda.
- Divisione della linea: aprendo le scatole di derivazione lungo il percorso, la linea sospetta si divide in tratti fino a isolare quello guasto.
- Registrazione nel tempo: per i guasti che si presentano solo in certe ore o con certe condizioni, esistono strumenti che restano collegati e registrano la fuga per giorni.
A volte conviene misurare quando l’impianto è ancora bagnato, subito dopo la pioggia: con il secco l’isolamento torna buono e il guasto si nasconde. Il metodo completo, anche per i casi più ostinati, è nella pagina sulla ricerca guasti elettrici. Il costo dipende soprattutto dal tempo che la ricerca richiede: ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
Le prove da non fare, anche se le trovi online
Su internet circolano molti trucchi per trovare una dispersione da soli. Alcuni sono inutili, altri pericolosi.
- Il cacciavite cercafase sulle carcasse e sui rubinetti: dà risultati falsi in tutti e due i sensi e ti fa toccare parti che potrebbero essere in tensione.
- Il tester infilato nelle prese: senza esperienza si rischia un cortocircuito proprio davanti alla faccia.
- Escludere il salvavita «per vedere se è lui»: la dispersione resta libera di passare attraverso chi tocca l’apparecchio.
- Togliere o spezzare il polo di terra della spina perché così il salvavita non scatta più: elimini la protezione, non il guasto.
- Svitare placche, lampade e scatole per guardare dentro: ci sono parti in tensione anche con le levette abbassate, quando la linea arriva da un altro quadro o dal contatore.
- Asciugare con il phon una presa o una scatola bagnata e ridare corrente: l’acqua resta dentro, insieme all’ossido.
Per tutti gli altri interventi sull’impianto c’è la pagina del nostro servizio di elettricista.
Pagine utili
Domande frequenti
Il contatore può dirmi se ho una dispersione?
Solo se è grande, e una dispersione grande di solito fa già scattare il salvavita. Quelle piccole valgono pochi watt e si confondono con i consumi normali della casa. Il contatore è utile per scoprire consumi inattesi o linee collegate dove non dovrebbero.
Si può trovare una dispersione che fa scattare il salvavita una volta al mese?
Sì, ma serve pazienza. Il diario degli scatti mostra cosa hanno in comune: la pioggia, un apparecchio, un’ora. Con quegli indizi l’elettricista misura le linee sospette e, se serve, lascia uno strumento che registra la fuga per qualche giorno.
Trovata la dispersione, bisogna rifare l’impianto?
Di solito no. Quasi sempre si sostituisce un componente, una presa esterna, una scatola o un tratto di cavo. Il rifacimento diventa una strada da valutare quando le misure mostrano un isolamento basso su molte linee insieme, tipico dei cavi molto vecchi.
Una dispersione può causare un incendio?
Una fuga che nessuno interrompe scalda i materiali che attraversa e, col tempo, può innescare un principio d’incendio, soprattutto dove ci sono polvere e umidità. Anche per questo il salvavita non va mai escluso e la causa degli scatti va trovata.
Fonti
- e-distribuzione – Manualetto del contatore elettronico Open Meter – il pulsante fa scorrere le schermate, tra cui la potenza istantanea in kW; le due luci accanto al display lampeggiano quando c’è consumo, più in fretta se aumenta; targhetta da 1.000 impulsi per kWh; l’interruttore del contatore non sostituisce il salvavita (consultato il 25 ottobre 2026).
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