Impianto di illuminazione: punti luce, comandi e progetto della luce
Una buona illuminazione nasce dall’impianto: dove portare i punti luce, da quanti punti accenderli e con quali comandi. Ecco come la progettiamo e la realizziamo, in casa e nei locali.
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L’illuminazione di una casa o di un locale dipende prima di tutto dall’impianto: quanti punti luce ci sono, dove sono e come si comandano. Lampade e lampadine vengono dopo, e anche la più bella delle sospensioni rende poco se è nel punto sbagliato o se per spegnerla devi attraversare la stanza al buio. Per questo un nuovo impianto di illuminazione, o la modifica di quello esistente, si progetta con l'elettricista prima di scegliere i corpi illuminanti.
Che cos’è un punto luce e cosa comprende
Il punto luce è il punto dell’impianto a cui si collega un apparecchio di illuminazione, a soffitto o a parete, insieme al suo comando. Comprende la scatola, i cavi che arrivano dalla linea, il comando e il collegamento della lampada. Nei preventivi è un’unità di misura: per questo trovi voci diverse a seconda di come si accende la luce.
| Tipo di punto luce | Da dove si accende | Dove si usa |
|---|---|---|
| Interrotto | da un solo interruttore | ripostigli, bagni piccoli, cantine |
| Deviato | da due punti | camere, stanze con due porte, scale interne |
| Invertito | da tre punti o più | corridoi e stanze con tre accessi |
| A relè | da più pulsanti, anche molti | corridoi lunghi, scale, locali |
C’è poi la presa comandata, accesa e spenta da un interruttore a muro: non è un punto luce in senso stretto, ma serve proprio per le lampade da terra del soggiorno.
Progettare l’impianto di illuminazione stanza per stanza
Una stanza ben illuminata ha di solito più livelli di luce: una luce generale, una luce dove si lavora e, se vuoi, una luce d’atmosfera.
- Soggiorno: luce generale a soffitto, prese comandate per le lampade da terra, magari applique o faretti per una parete o una libreria.
- Cucina: oltre alla luce generale serve luce sul piano di lavoro, con una barra o una striscia LED sotto i pensili, così non lavori nella tua ombra. Sopra un’isola o un tavolo, sospensioni con un comando separato.
- Bagno: luce generale e luce dedicata allo specchio. Gli apparecchi devono essere adatti all’umidità e alle zone vicine a vasca e doccia.
- Camera: luce generale con comandi deviati, uno vicino alla porta e uno vicino al letto, più le lampade sui comodini.
- Corridoi e scale: comandi a ogni estremità, oppure pulsanti con relè o sensori di presenza; i segnapasso aiutano di notte.
- Cantina, garage e soffitta: plafoniere stagne, robuste e con una buona quantità di luce.
Se stai rifacendo casa e vuoi un riferimento sulle quantità, c’è una guida su quante prese e punti luce servono in un appartamento.
Comandi: da quanti punti accendere la luce
Il comando giusto si sceglie in base a come si vive la stanza. Fino a due punti bastano i deviatori; da tre in su si aggiungono invertitori oppure si passa a pulsanti e relè, che rendono più semplice aggiungere un comando in futuro.
Poi ci sono i comandi che lavorano da soli o a distanza:
- dimmer, per regolare l’intensità: con le lampade LED vanno scelti compatibili, come spiega la guida su dimmer e LED;
- sensori di presenza per corridoi, bagni ciechi, cantine e garage, che accendono solo quando serve;
- comandi smart, da app o con la voce, e scenari che accendono più luci insieme: ne parliamo nella pagina sulla domotica.
Un consiglio pratico: se metti mano ai muri, fai posare qualche tubo vuoto in più. Costa poco durante i lavori e ti evita tracce nuove il giorno in cui vorrai un comando o un punto luce in più.
Aggiungere punti luce in una casa abitata
Non sempre si può, o si vuole, rompere i muri. Le soluzioni sono diverse:
- sotto traccia, con tracce nei muri e nel soffitto: il risultato più pulito, ma con polvere e tinteggiatura da mettere in conto;
- a vista, con canaline o tubi verniciabili: rapida e reversibile, adatta anche agli affitti;
- controsoffitto in cartongesso, che nasconde i cavi e permette faretti incassati, gole luminose e strisce LED;
- binari elettrificati a soffitto, su cui spostare i faretti quando cambi disposizione dei mobili;
- comandi senza fili, che evitano di portare cavi nuovi fino al punto in cui vuoi l’interruttore.
Nei centri storici, con soffitti a volta, travi a vista o decorazioni, si preferiscono soluzioni a vista e reversibili, studiate per non toccare le superfici di pregio. Nei condomini degli anni '60 e '70, dove spesso c’è un solo punto luce al centro di ogni stanza, binari e canaline permettono di distribuire meglio la luce senza un cantiere.
Illuminazione per negozi, uffici e parti comuni
Nei locali la luce lavora per l’attività. In un negozio serve una luce generale uniforme e una luce d’accento su vetrine e merce, con faretti orientabili su binario e lampade che restituiscano bene i colori. In ufficio contano l’uniformità sui piani di lavoro e l’assenza di riflessi fastidiosi sugli schermi. Nei locali aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro va valutata anche l’illuminazione di emergenza, con apparecchi che si accendono da soli se manca la corrente.
Nei locali commerciali più grandi il DM 37/08 chiede che il progetto dell’impianto elettrico sia firmato da un professionista iscritto all’albo, quando si superano le soglie di superficie o di potenza fissate dal decreto. Per i lavori più ampi trovi le pagine sull'impianto elettrico per negozio e su quello per l'ufficio.
Nei condomini le luci delle scale funzionano di solito con pulsanti e un temporizzatore, cioè un relè che le spegne dopo qualche minuto; quando si guastano, è l’amministratore a chiamare il tecnico. C’è una guida su come gestire le luci delle scale guaste.
Come lavoriamo: dal sopralluogo alla dichiarazione di conformità
- Sopralluogo: guardiamo stanze, soffitti, muri e quadro, e ascoltiamo come usi gli ambienti.
- Schema: segniamo dove vanno i punti luce e i comandi, e quali linee li alimentano.
- Scelta delle lampade: ti aiutiamo a scegliere luce calda o neutra e a evitare lampade che sfarfallano; sui LED trovi i dettagli nella pagina dedicata alle luci LED.
- Realizzazione: posa di tubi e cavi, scatole, comandi e collegamento degli apparecchi.
- Verifiche: proviamo ogni comando e controlliamo protezioni e collegamenti.
Nuovi punti luce sono un ampliamento dell’impianto: per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Tempi e costi dei nuovi punti luce
Aggiungere uno o due punti luce con un percorso semplice richiede di solito una sola visita. Un progetto completo, con controsoffitto, binari o comandi smart, si organizza con le altre lavorazioni della casa, come muratura e tinteggiatura.
Il prezzo dipende dal numero di punti luce e dal tipo di comando, dalla scelta tra sotto traccia e a vista, dall’altezza dei soffitti e da chi fornisce gli apparecchi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Le voci del listino sono nella pagina dei prezzi.
Gli errori più comuni sono questi: un solo punto luce centrale per stanza, interruttori dietro le porte, camere senza comando vicino al letto, luci calde e fredde mescolate nello stesso ambiente. Se in città vuoi un sopralluogo, nella pagina dell'elettricista a Bologna e in quelle degli altri capoluoghi trovi come lavoriamo in zona.
Dove interveniamo per illuminazione
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
Quanti punti luce servono in una stanza?
Dipende da dimensioni e uso, ma una stanza ben illuminata ne ha di solito più di uno: luce generale più luce dove si legge, si cucina o ci si trucca. In fase di progetto si ragiona stanza per stanza, mobili compresi.
Si può aggiungere un punto luce senza rompere i muri?
Sì. Si usano canaline o tubi a vista, binari elettrificati, controsoffitti in cartongesso o comandi senza fili che evitano di portare cavi fino all’interruttore.
Che differenza c’è tra deviatore e relè?
Con i deviatori ogni comando è collegato agli altri e la corrente della lampada passa dai tasti. Con il relè i pulsanti mandano solo un impulso e il relè accende o spegne: è più comodo quando i punti di comando sono tre o più.
Serve la dichiarazione di conformità per un nuovo punto luce?
Sì: un punto luce nuovo è un ampliamento dell’impianto e, secondo il DM 37/08, l’impresa abilitata rilascia la dichiarazione di conformità a fine lavori.
Meglio luce calda o luce fredda?
In casa si usa di solito luce calda in soggiorno e camera, e luce neutra in cucina, bagno e studio, dove serve vedere bene. La temperatura di colore si legge sulla confezione, espressa in kelvin.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Gazzetta Ufficiale) – ampliamenti e dichiarazione di conformità (artt. 7 e 8), progetto firmato da un professionista per i locali commerciali oltre le soglie di superficie o di potenza (art. 5).

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