Monossido di carbonio dalla caldaia: i segnali da non ignorare e cosa fare subito
Il monossido non si vede e non ha odore: si riconosce da come funziona la caldaia e da come stanno le persone in casa. Ecco i segnali, cosa fare subito e la manutenzione che lo previene.
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I segnali di una caldaia che può produrre monossido di carbonio sono fuliggine o macchie scure intorno all’apparecchio, una fiamma gialla al posto di quella azzurra, blocchi frequenti, griglie d’aria chiuse e, in casa, mal di testa, vertigini o nausea che compaiono quando la caldaia è accesa e passano all’aria aperta. Se li noti, apri le finestre, spegni la caldaia, esci e chiama il 112: il monossido non si vede e non ha odore, e l’Istituto superiore di sanità raccomanda a chi sospetta un’intossicazione di rivolgersi subito al pronto soccorso.
Non serve allarmarsi per ogni rumore della caldaia, ma questi segnali vanno riconosciuti. Qui trovi cosa guardare, cosa fare subito e quali controlli evitano il problema. Per perdite d’acqua e pressione c’è invece la pagina sulla caldaia che perde acqua.
Perché una caldaia può produrre monossido
Il monossido di carbonio è un gas che si forma quando un combustibile brucia con poco ossigeno. Il dipartimento dei Vigili del Fuoco lo descrive come inodore, incolore e fortemente tossico anche a basse concentrazioni: non lo senti, non lo vedi, e i primi effetti si confondono con un malessere qualunque.
In una caldaia che funziona bene il gas brucia con l’aria giusta e i fumi escono dal camino o dal condotto di scarico. Le cose vanno storte in due modi: la combustione peggiora, per sporco, regolazioni sbagliate o poca aria, oppure i fumi non escono bene e tornano nella stanza.
Conta molto il tipo di caldaia:
- a camera aperta, chiamata anche di tipo B: prende l’aria per bruciare dalla stanza in cui si trova e manda i fumi in una canna fumaria. La stanza deve avere un’apertura di ventilazione permanente, e questi apparecchi non possono stare in camera da letto o in bagno;
- a camera stagna, di tipo C: prende l’aria e scarica i fumi all’esterno con condotti chiusi, separati dalla stanza.
Il tipo è indicato sul libretto e sulla targhetta dell’apparecchio, con una sigla che comincia per B o per C. Tra i fattori di rischio che i Vigili del Fuoco trovano più spesso negli impianti di casa ci sono proprio la ventilazione insufficiente delle stanze con apparecchi a camera aperta e la loro presenza in bagni, camere da letto e monolocali.
I segnali sull’apparecchio e intorno
| Cosa noti | Cosa può voler dire | Cosa fare |
|---|---|---|
| Fuliggine o macchie scure sul mantello, sul muro o sul soffitto sopra la caldaia | i fumi escono dove non dovrebbero, o la combustione è sporca | spegni e fai controllare prima di riaccendere |
| Macchie nere intorno al terminale dei fumi, all’esterno | combustione cattiva | prenota subito il controllo |
| Fiamma gialla, arancione o irregolare, dove la fiamma si vede | il gas brucia con poca aria | spegni e fai controllare |
| La caldaia va spesso in blocco o si spegne da sola | un dispositivo di sicurezza interviene, a volte proprio sui fumi | non insistere con lo sblocco |
| Odore acre o di bruciato quando è accesa | combustione o scarico dei fumi da verificare | aera, spegni, chiama |
| Griglia di aerazione chiusa, coperta o tappata | manca l’aria per bruciare | riaprila subito |
| Condotto dei fumi staccato, storto o arrugginito; terminale coperto da neve, foglie o nidi | i fumi non escono bene | non usarla finché non è sistemato |
| Manutenzione scaduta sul libretto | nessuno ha controllato combustione e fumi | prenota il controllo |
Il segnale più sottovalutato è la griglia d’aria chiusa. D’inverno la si tappa per non sentire gli spifferi, ma nelle stanze con apparecchi a camera aperta è proprio quell’apertura a portare l’aria che serve a bruciare il gas.
Attenzione anche agli apparecchi che lavorano nella stessa stanza. Una cappa aspirante potente, un caminetto o una stufa possono sottrarre aria a una caldaia a camera aperta: se li hai, chiedi al tecnico se possono funzionare insieme. E un rilevatore di monossido che suona va preso sul serio sempre, anche se in casa nessuno sta male.
I segnali sulle persone: quando sospettare il monossido
Secondo l’Istituto superiore di sanità i sintomi più comuni sono mal di testa, vertigini, debolezza, nausea e vomito. Possono seguire dolore al petto, confusione, sonnolenza, disturbi della vista, convulsioni e perdita di coscienza. Nei bambini possono comparire anche mal di pancia e diarrea, e chi dorme, o ha bevuto, può subire effetti gravi prima di accorgersi di stare male.
Sono disturbi facili da scambiare per un’influenza o un’indigestione. Il pieghevole sul monossido diffuso da una Prefettura insieme al 118 suggerisce di sospettarlo quando:
- stanno male più persone della stessa casa, nello stesso momento;
- i disturbi passano quando si esce e tornano quando si rientra;
- i primi a stare male sono i bambini, chi passa più tempo nella stanza della caldaia o in cucina, o gli animali di casa;
- succede in autunno e in inverno, con il riscaldamento acceso;
- succede in una seconda casa appena riaperta.
Cosa fare subito se sospetti un’intossicazione
- Apri porte e finestre, senza fermarti a lungo nella stanza della caldaia.
- Spegni la caldaia e gli altri apparecchi a combustione, se puoi farlo in un attimo.
- Esci all’aria aperta con tutte le persone e gli animali.
- Chiama il 112, anche se fuori i disturbi sembrano passare: chi sospetta un’intossicazione da monossido deve farsi vedere subito in pronto soccorso.
- Non rientrare per soccorrere qualcuno in una stanza piena di fumi senza aver prima aperto e arieggiato: chi aiuta rischia di intossicarsi a sua volta. Se qualcuno non risponde, dillo subito all’operatore.
- Non riaccendere la caldaia finché un tecnico abilitato non l’ha controllata, anche se il giorno dopo state tutti bene.
Rilevatore di monossido: un aiuto in più
Un rilevatore di monossido di carbonio misura il gas nell’aria e suona quando la concentrazione sale. È utile soprattutto nelle case con caldaie o scaldabagni a camera aperta, stufe, camini e nelle seconde case, ma non sostituisce la manutenzione: un apparecchio che produce monossido va riparato, non sorvegliato.
- Scegli un rilevatore di monossido, non solo di gas. Il rilevatore di metano segnala una fuga di gas, quello di monossido una combustione pericolosa. Esistono modelli che fanno tutte e due le cose: leggi bene la confezione.
- Installalo dove indica il produttore: le istruzioni fissano stanza, altezza e distanza dall’apparecchio. L’allarme deve sentirsi anche da dove si dorme.
- Provalo con il suo tasto con la cadenza indicata e cambia le batterie quando lo segnala.
- Sostituiscilo alla scadenza: il sensore ha una durata, scritta sul prodotto.
Se suona, segui gli stessi passi di prima: finestre aperte, apparecchi spenti, tutti fuori, 112. Spegnere l’allarme e tornare a letto è l’errore da non fare.
Manutenzione, fumi e aria: la prevenzione che conta
L’Istituto superiore di sanità raccomanda di far controllare ogni anno, pulire e mettere a punto apparecchi e canna fumaria prima dell’autunno, di tenere libere prese e griglie d’aria e di non usare fornelli, forni o bracieri per scaldare le stanze.
In Emilia-Romagna l’impianto termico è registrato nel catasto regionale CRITER, con un libretto e un codice chiamato targa. I rapporti dei controlli finiscono lì e puoi consultarli anche tu: durante il controllo di efficienza il tecnico analizza i fumi, compreso il monossido. Ogni quanto vanno fatti lo spiega la guida sul controllo dei fumi della caldaia in Emilia-Romagna.
Alcuni momenti meritano un controllo in più:
- dopo lavori in casa: finestre nuove più ermetiche, una cappa più potente, un balcone chiuso a veranda con la caldaia dentro;
- con una caldaia nuova collegata alla canna fumaria del palazzo, come spiega la guida sulla canna fumaria condominiale;
- quando riapri una seconda casa dopo mesi: nidi e foglie possono aver chiuso camino e terminali;
- quando riaccendi il riscaldamento in autunno, con la lista che trovi in riaccendere il riscaldamento in autunno.
Poi ci sono le regole di casa: stufe solo in stanze ben ventilate e mai in camera da letto o in bagno, niente bracieri al chiuso, niente motori accesi in garage e niente generatori dentro casa o in cantina.
Chi interviene e cosa chiedere al tecnico
Per gas, combustione e fumi serve un tecnico abilitato: il DM 37/08 affida a imprese abilitate l’installazione e la manutenzione straordinaria degli impianti a gas e di riscaldamento. È il campo della nostra assistenza caldaie. Il servizio di idraulico segue invece il lato acqua: perdite, pressione, termosifoni, tubi e scarico della condensa.
Quando prenoti un controllo dopo un sospetto, chiedi:
- l’analisi della combustione, con la misura del monossido nei fumi;
- la verifica del tiraggio e della tenuta di canna fumaria e condotti;
- il controllo delle aperture di ventilazione, se la caldaia è a camera aperta;
- se cappa, caminetto o stufa possono funzionare insieme alla caldaia;
- l’aggiornamento del libretto e del rapporto di controllo.
Se hai un dubbio e non sai a chi rivolgerti, il pronto intervento H24 ti aiuta a capire chi deve intervenire. Per una fuga di gas, però, il primo numero resta quello del distributore.
Pagine utili
Domande frequenti
Il monossido di carbonio ha un odore?
No: è inodore e incolore, ed è per questo che è pericoloso. L’odore che senti con una fuga di gas è quello della sostanza aggiunta al metano proprio per renderlo riconoscibile. Non sentire odori, quindi, non vuol dire che l’aria sia sicura.
Una caldaia a camera stagna può fare monossido?
Può succedere se la combustione è sregolata o se un condotto è staccato o danneggiato, ma è meno esposta di una caldaia a camera aperta, perché aria e fumi passano in condotti chiusi e non nella stanza. Per questo anche le caldaie stagne hanno bisogno della manutenzione periodica, con l’analisi dei fumi.
Dove si mette il rilevatore di monossido?
Dove dicono le istruzioni del produttore, che indicano stanza, altezza e distanza dall’apparecchio. Di solito se ne mette uno nella stanza della caldaia o della stufa, e l’allarme deve sentirsi da dove si dorme. Non nasconderlo dietro mobili o tende e non coprirlo durante le pulizie.
Dopo un malessere la caldaia sembra funzionare bene: posso riaccenderla?
No. Se hai sospettato il monossido, la caldaia resta spenta finché un tecnico abilitato non ha analizzato la combustione e controllato fumi e ventilazione. Una caldaia che scalda può comunque produrre monossido.
Stufette a gas, bracieri e fornelli accesi per scaldare sono un rischio?
Sì. L’Istituto superiore di sanità raccomanda di non usare fornelli, forni o bracieri per scaldare gli ambienti, e la Regione Toscana di usare le stufe solo in stanze ben ventilate, mai in camere da letto, bagni e garage. Nessun apparecchio che brucia qualcosa va usato in una stanza chiusa senza aria.
Fonti
- EpiCentro, Istituto superiore di sanità: monossido di carbonio – fonti domestiche, sintomi, pronto soccorso in caso di sospetto, controllo annuale di apparecchi e canna fumaria, ventilazione, niente fornelli e bracieri per scaldare (pagina aggiornata il 26 febbraio 2026).
- Vigili del Fuoco: Sicuro Gas, informazioni di sicurezza per gli utenti di gas – la combustione con poco ossigeno genera monossido; apparecchi di tipo A, B e C; apparecchi a camera aperta vietati in camere da letto e bagni; stanze ventilate in modo permanente.
- Vigili del Fuoco: prevenire il rischio, il controllo degli impianti – tra i fattori di rischio più ricorrenti, la ventilazione insufficiente e gli apparecchi a camera aperta in bagni, camere da letto e monolocali.
- Prefettura: pieghevole sul monossido di carbonio, con la Centrale operativa 118 – quando sospettare l’intossicazione; aerare e allontanare la persona senza mettersi in pericolo; chiamare i soccorsi.
- Regione Toscana: monossido di carbonio, il killer invisibile – aprire porte e finestre, spegnere gli apparecchi, chiamare il 112; stufe solo in stanze ventilate, mai in camere da letto, bagni e garage.
- ARERA: quando e come si può richiedere il pronto intervento gas – numero in bolletta e sul sito del distributore, gratuito e attivo 24 ore su 24.
- Regione Emilia-Romagna: CRITER, catasto regionale degli impianti termici – registrazione degli impianti, libretto, targa e rapporti di controllo consultabili dal responsabile.
- Normattiva: DM 22 gennaio 2008, n. 37 – installazione, trasformazione e manutenzione straordinaria degli impianti a gas e di riscaldamento affidate a imprese abilitate.
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