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Pompa sommersa per la cantina: come sceglierla, dove metterla e come farla durare

Una pompa fissa con galleggiante tiene asciutta la cantina solo se è del tipo giusto, nel pozzetto giusto e con uno scarico che non fa tornare l’acqua. Come sceglierla e cosa controllare ogni autunno.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per la cantina serve una pompa sommersa scelta sull’acqua da togliere, per acque chiare se entra acqua pulita di falda o di infiltrazione, per acque sporche se arriva con fango e sabbia, e dimensionata sulla prevalenza reale, cioè sull’altezza a cui deve spingere l’acqua più la lunghezza del tubo. Va messa in un pozzetto nel punto più basso del locale, con un galleggiante che la accende da sola, una valvola di ritegno sul tubo di mandata e uno scarico all’esterno da cui l’acqua non possa tornare indietro. La corrente arriva da una presa in alto, all’asciutto e protetta dal salvavita.

Questa guida è per chi vuole prepararsi con calma. Se la cantina è già piena d’acqua, la sequenza sicura per svuotarla è nella guida alla cantina allagata dopo un temporale, e durante un’allerta per alluvione la regola è una sola: non si scende in cantina.

Pompa fissa o pompa d’emergenza: cosa ti serve davvero

Le soluzioni sono due, e spesso conviene averle entrambe.

  • La pompa fissa sta sempre nel suo pozzetto, con il galleggiante, e parte da sola quando l’acqua sale. È la scelta giusta se la cantina prende acqua a ogni pioggia forte, se il pavimento trasuda quando la falda si alza o se il locale è più basso della strada. Nelle case della pianura, dove la falda è vicina alla superficie, è una situazione frequente.
  • La pompa portatile si tiene in un posto asciutto e si usa quando serve: dopo un guasto a un tubo, un elettrodomestico che perde, un’infiltrazione occasionale. Non protegge la cantina quando non ci sei.

Prima di comprare, però, chiediti da dove arriva l’acqua. Se risale dagli scarichi della cantina perché la fognatura va in pressione con i temporali, la prima difesa non è la pompa ma una valvola antiriflusso, spiegata nella guida sulla valvola antiriflusso per la fognatura. Se entra da una finestra a bocca di lupo o da una rampa, conta pulire pozzetti e caditoie. La pompa serve per l’acqua che entra comunque.

Acque chiare, sporche o nere: il tipo di pompa

TipoPer quale acquaCome è fattaDa evitare
Per acque chiareAcqua pulita: falda, infiltrazioni, tubo rottoGriglia di aspirazione fitta, passaggio strettoFango e sabbia, che la intasano e la consumano
Per acque sporche o caricheAcqua con fango, sabbia, fogliePassaggio più largo, spesso con girante arretrata o a vorticeLiquami con materiale solido dei WC
Per acque nere, con trituratoreScarichi di WC e bagni sotto il livello della fognaturaStazione di sollevamento con serbatoio chiusoL’uso come semplice pompa di drenaggio
A basso livello di aspirazioneGli ultimi millimetri sul pavimentoAspira quasi a filo del fondoL’uso continuo in un pozzetto

Per una cantina che prende acqua dal terreno di solito basta una pompa per acque chiare in un pozzetto pulito; se l’acqua porta sabbia, meglio una per acque sporche, che sopporta meglio le impurità. Le stazioni di sollevamento per i liquami sono un’altra cosa: servono quando un bagno o una lavanderia stanno più in basso della fognatura, e hanno una norma europea dedicata. Per le acque senza materiale fecale, come quelle di una cantina, il riferimento è la UNI EN 12050-2.

Guarda anche il materiale del corpo: acciaio inossidabile o tecnopolimero resistono bene all’umidità costante; la temperatura massima dell’acqua e la profondità di immersione ammesse sono sulla targhetta.

Portata e prevalenza: come leggere la curva

Su ogni pompa trovi due numeri: la portata, cioè quanta acqua sposta in un minuto o in un’ora, e la prevalenza, cioè quanto in alto riesce a spingerla. Il punto da capire è che i due numeri non valgono insieme: la portata massima si ha senza dislivello, e alla prevalenza massima la pompa non manda fuori più niente.

Per questo nelle istruzioni c’è una curva, che mostra quanta acqua esce a ogni altezza. Per scegliere:

  1. misura il dislivello tra il fondo del pozzetto e il punto più alto del tubo di mandata, di solito dove esce all’aperto;
  2. aggiungi le perdite del tubo: ogni metro di lunghezza, ogni curva e la valvola di ritegno fanno lavorare di più la pompa;
  3. cerca sulla curva la portata a quell’altezza: è l’acqua che uscirà davvero;
  4. confrontala con l’acqua che entra: se durante una pioggia forte in cantina il livello sale in fretta, ti serve una pompa che a quell’altezza tolga più acqua di quanta ne arriva.

Una pompa scelta solo sulla portata massima scritta sulla scatola rischia di lavorare quasi ferma. Una troppo grande per un pozzetto piccolo, al contrario, svuota in pochi secondi e si accende e spegne di continuo, consumandosi. Il dimensionamento degli impianti di sollevamento negli edifici, compresi quelli per le acque di pioggia, segue la norma UNI EN 12056-4: per un impianto fisso vale la pena farlo calcolare.

Il galleggiante decide quando parte

Il galleggiante è l’interruttore che accende la pompa quando l’acqua sale e la spegne quando scende. Ne esistono tre tipi principali.

  • A cavo libero. Una pera che galleggia appesa al suo cavo: salendo si inclina e accende la pompa. Ha bisogno di spazio per muoversi, quindi di un pozzetto abbastanza largo, e la lunghezza libera del cavo regola la differenza tra accensione e spegnimento.
  • Verticale. Un galleggiante che scorre su un’asta fissata alla pompa. Occupa poco spazio ed è adatto ai pozzetti stretti.
  • Elettronico. Sensori di livello senza parti mobili, che non si incastrano. Sono più sensibili allo sporco sui contatti e vanno puliti.

L’errore più comune è un galleggiante che resta impigliato: contro la parete del pozzetto, sotto il tubo di mandata, nel cavo della pompa. Prima di chiudere il pozzetto, alza e abbassa il galleggiante a mano e guarda che si muova libero per tutta la corsa.

Il pozzetto: dove scavarlo e quanto farlo grande

La pompa lavora bene solo se l’acqua arriva da lei. Il pozzetto va quindi nel punto più basso della cantina, quello dove l’acqua si raccoglie per prima: se non sai qual è, osservalo durante la prossima infiltrazione, o versa un secchio d’acqua sul pavimento e guarda dove scorre.

Le misure contano più di quanto sembri:

  • abbastanza largo da contenere la pompa e lasciare libero il galleggiante;
  • abbastanza profondo da tenere la pompa sotto il livello del pavimento, così l’acqua viene tolta prima che si allarghi;
  • con un volume utile sufficiente tra accensione e spegnimento, per evitare che la pompa parta ogni pochi secondi;
  • con un coperchio o una griglia rimovibile, che lasci entrare l’acqua e tenga fuori foglie, sassi e oggetti.

Esistono pozzetti prefabbricati in plastica o in cemento, da incassare nel pavimento. Il fondo va tenuto pulito: se l’acqua che entra porta sabbia, appoggia la pompa su una base solida rialzata, così non aspira la melma depositata. Scavare nel pavimento di una cantina, però, significa toccare impermeabilizzazioni e a volte tubi e scarichi esistenti: è un lavoro da fare con chi conosce la casa.

La mandata: dove mandare l’acqua e come evitare che torni

Il tubo di mandata porta l’acqua dalla pompa all’esterno. Tre regole evitano i guai più frequenti.

  1. Una valvola di ritegno subito dopo la pompa. Quando la pompa si ferma, l’acqua rimasta nel tubo ricadrebbe nel pozzetto e la farebbe ripartire. La valvola la trattiene. Va controllata, perché se resta bloccata aperta la pompa lavora a vuoto.
  2. Uno scarico che non riporta l’acqua in cantina. L’acqua va mandata all’aperto, lontano dai muri della casa, in un punto da cui defluisce e non torna verso le fondazioni o le finestre della cantina. Mai nello scarico della cantina stessa o nel WC: quando la fognatura va in pressione, l’acqua pompata torna indietro con quella della rete.
  3. Il tratto esterno al riparo dal gelo. D’inverno il tubo che esce all’aperto può gelare con l’acqua trattenuta dalla valvola di ritegno. Il tratto fuori deve poter svuotarsi in pendenza, o essere protetto.

Dove si possa scaricare l’acqua di drenaggio, se in un fosso, nella rete delle acque piovane o in fognatura, non è una scelta libera: dipende dal regolamento del Comune e del gestore della fognatura. Chiedi prima di collegare la mandata a uno scarico esistente, soprattutto in condominio. Per i rigurgiti dalla rete pubblica c’è la pagina sullo scarico fognario.

Corrente, allarme e blackout: la parte elettrica

Una pompa sommersa è un apparecchio elettrico immerso nell’acqua: la parte elettrica è quella da non improvvisare.

  • Presa dedicata in alto, in un punto che resti asciutto anche con la cantina allagata, protetta da un salvavita. Per un impianto fisso, la linea la prepara un elettricista, meglio con un salvavita separato, così un guasto della pompa non lascia al buio la casa e un guasto altrove non spegne la pompa.
  • Niente prolunghe e giunzioni a terra. Il cavo della pompa deve arrivare intero alla presa; se è rovinato, la pompa si ripara o si cambia, non si fascia.
  • Spina staccata prima di toccarla. Non mettere mai le mani nel pozzetto con la pompa collegata. Le regole generali sono nella guida su acqua e corrente insieme.

Poi c’è il problema dei temporali: spesso la corrente salta proprio quando l’acqua entra. Le soluzioni sono un allarme di livello alto, con un galleggiante separato e una sirena o un avviso sul telefono, alimentato a batteria; una seconda pompa di riserva nello stesso pozzetto, utile nei garage interrati e nei condomini; e, per chi ne ha davvero bisogno, un’alimentazione di emergenza progettata con l’elettricista. Generatori e motopompe a scoppio funzionano solo all’aperto: i gas di scarico contengono monossido di carbonio.

Prova e manutenzione prima delle piogge d’autunno

Una pompa che non parte la scopri quando la cantina è già allagata. Una volta l’anno, prima della stagione delle piogge, e dopo ogni allagamento:

  1. versa acqua nel pozzetto con un secchio o una canna, o alza il galleggiante a mano, e controlla che la pompa parta e si fermi da sola;
  2. guarda l’uscita: l’acqua deve arrivare fuori con un getto regolare;
  3. pulisci il pozzetto da fango, sabbia, foglie e oggetti caduti, con la spina staccata;
  4. controlla il cavo e il galleggiante, che deve muoversi libero;
  5. verifica la valvola di ritegno: se dopo lo spegnimento l’acqua ricade nel pozzetto, va pulita o cambiata;
  6. prova l’allarme, se c’è, e cambia le batterie.

Se la pompa fa rumori nuovi, scalda, fa scattare il salvavita o tira fuori meno acqua di prima, va controllata. Il giro d’autunno su grondaie, pozzetti e scarichi esterni è nella guida per preparare la casa all’inverno, e quando arriva un’allerta meteo trovi cosa fare in allerta meteo: preparare casa e cantina. Se l’acqua è già entrata, la pagina sull'allagamento in casa ti guida nei primi minuti.

Per la scelta, il pozzetto e la mandata puoi rivolgerti a un idraulico; per la linea elettrica e l’allarme serve l’elettricista.

Pagine utili

Domande frequenti

Come capisco quanto deve essere potente la pompa?

Parti dall’acqua che entra e dall’altezza a cui va spinta. Durante un’infiltrazione misura di quanti centimetri sale il livello in un’ora: superficie per altezza ti dà il volume. Poi cerca sulla curva della pompa la portata al tuo dislivello, tubo compreso, e scegli con margine. Per un impianto fisso conviene farlo calcolare.

Posso scaricare l’acqua della pompa nel lavandino o nel WC della cantina?

No. Quando piove forte la fognatura può andare in pressione, e l’acqua pompata torna indietro, a volte insieme a quella della rete: proprio quello che la pompa doveva evitare. In più non sempre è consentito mandare in fognatura l’acqua di drenaggio. Scarica all’esterno, dove l’acqua defluisce lontano dalla casa.

La pompa si accende e si spegne di continuo: perché?

Le cause tipiche sono un pozzetto troppo piccolo per la pompa, un galleggiante con la corsa troppo corta o una valvola di ritegno che non chiude, per cui l’acqua del tubo ricade nel pozzetto. Se invece entra acqua di falda in modo continuo, la pompa lavora tanto per forza: in quel caso serve un pozzetto più capiente o una pompa più adatta.

La cantina si è allagata una volta sola: serve comunque una pompa fissa?

Dipende dalla causa. Se si è rotto un tubo o un elettrodomestico, basta riparare e tenere una pompa portatile per le emergenze. Se l’acqua è risalita dagli scarichi, serve una valvola antiriflusso. Se è entrata dal terreno o dalle bocche di lupo con una pioggia forte, è probabile che succeda di nuovo, e una pompa fissa con galleggiante ha senso.

Posso lasciare la pompa portatile sempre collegata in cantina?

Solo se lavora in un pozzetto, con il suo galleggiante, collegata a una presa in alto e protetta dal salvavita, con lo scarico all’esterno. Una pompa appoggiata sul pavimento con una prolunga volante non è un impianto fisso e, con l’acqua che sale, diventa un rischio. Meglio un’installazione vera, con la linea preparata da un elettricista.

Fonti

  • UNI EN 12056-4:2001 (catalogo UNI) – consultata il 25 ottobre 2026: progettazione, gestione e manutenzione degli impianti di sollevamento per acque reflue, con o senza materiale fecale, e per acque di pioggia all’interno degli edifici.
  • UNI EN 12050-2:2015 (catalogo UNI) – consultata il 25 ottobre 2026: impianti di sollevamento per acque reflue prive di materiale fecale, per il drenaggio sotto il livello di piena ed evitare riflussi nell’edificio.
  • Io non rischio, Protezione Civile: cosa fare in caso di alluvione – consultata il 25 ottobre 2026: durante l’alluvione non scendere in cantine, seminterrati o garage; evitare di tenere beni di valore in cantina; chiedere il parere di un tecnico prima di riattivare gas e corrente.
  • Allerta Meteo Emilia-Romagna: cosa fare in caso di alluvioni – consultata il 25 ottobre 2026: cantina e garage sono le prime zone ad allagarsi; dopo l’alluvione non usare apparecchi elettrici prima della verifica di un tecnico.

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