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Acqua e corrente insieme: come mettere in sicurezza la casa, passo per passo

Se l’acqua tocca prese, cavi o elettrodomestici, il rischio è che la corrente passi attraverso di te. Ecco come decidere se staccare il generale, cosa fare se qualcuno prende la scossa e quando riaccendere.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Quando acqua e corrente si incontrano in casa, abbassa l’interruttore generale solo se raggiungi il quadro camminando all’asciutto e con le mani asciutte; se per arrivarci devi entrare nell’acqua, o il quadro stesso è bagnato, esci dalla stanza e chiama il 112. Tolta la corrente, o se l’acqua non arriva a niente di elettrico, chiudi l’acqua, asciuga e non riaccendere le parti bagnate finché non sono state controllate.

Il pericolo non è l’acqua in sé, ma il fatto che può portare la corrente fino a te. Questa guida vale per ogni situazione in cui le due cose si incontrano: un tubo rotto, un allagamento, una perdita dal soffitto, un apparecchio caduto in acqua. Per il resto dell’emergenza idraulica c’è la pagina sull'allagamento in casa.

Perché acqua ed elettricità insieme fanno così paura

La corrente cerca sempre una strada per arrivare a terra. Di solito la trova nei cavi; quando l’acqua bagna una presa, una scatola o un apparecchio, può trovarne un’altra: il pavimento bagnato, un tubo metallico, una persona. Pelle bagnata e piedi nudi rendono il passaggio più facile, e anche le indicazioni di primo soccorso ricordano che l’umidità aggrava sempre gli effetti della corrente.

La protezione più importante è il salvavita, cioè l’interruttore differenziale. Confronta la corrente che entra nell’impianto con quella che esce e, se una parte si disperde, toglie tensione in una frazione di secondo. Ma non rende sicuro camminare in una stanza allagata con la corrente inserita: su qualche linea può mancare, può essere guasto, e non protegge le parti che stanno prima di lui, come il cavo che arriva dal contatore.

Per questo la regola è semplice: finché c’è acqua vicino a parti elettriche, quelle parti si considerano in tensione.

I primi secondi: raggiungere il quadro o uscire

La domanda da farti è una sola: posso arrivare al quadro senza toccare l’acqua e senza toccare niente di bagnato? Se la risposta è sì, abbassa il generale. Se è no, non provarci.

Cosa vediCosa fare
Il quadro è in un’altra stanza e il percorso è asciuttoAbbassa il generale con le mani asciutte e le scarpe ai piedi, restando sul pavimento asciutto
Per arrivare al quadro devi attraversare l’acquaNon andare: esci, tieni lontani gli altri e chiama il 112
Il quadro è bagnato, fa scintille, fumo o rumoriNon toccarlo: esci e chiama il 112
L’acqua scende da un lampadario o lungo un muroNon usare gli interruttori di quella stanza; stacca dal quadro se lo raggiungi all’asciutto
Un apparecchio è finito in acqua: stufetta, phon, ciabattaNon staccare la spina e non recuperarlo: togli corrente dal quadro
L’acqua è nel vano scale, nell’ascensore o nel locale contatoriAvvisa l’amministratore; se ci sono persone in pericolo, 112

Per abbassare il generale usa una mano sola e non appoggiarti al quadro né ai tubi vicini. Si abbassano solo le levette: il quadro non si apre e il contatore non si tocca. Se nel quadro ci sono più salvavita e conosci bene le linee, puoi staccare solo la zona bagnata e lasciare acceso il resto, per esempio il frigorifero. Nel dubbio, il generale.

Tolta la corrente, chiudi l’acqua: il rubinetto dell’apparecchio che perde oppure il generale. Come si fa, valvola per valvola, lo spiega la guida su come chiudere l’acqua in emergenza.

Se qualcuno ha preso la scossa

  1. Non toccare la persona finché la corrente non è interrotta: la scarica passerebbe anche a te.
  2. Togli la corrente abbassando l’interruttore generale, se lo raggiungi all’asciutto.
  3. Se non riesci a toglierla, allontana la persona dalla fonte con un oggetto isolante e asciutto, come un manico di scopa in legno o in plastica. Mai oggetti metallici o bagnati, e non avvicinarti se il pavimento è bagnato.
  4. Chiama il 112 e spiega che si tratta di una scossa elettrica: l’operatore ti dice cosa fare fino all’arrivo dei soccorsi.
  5. Non spostare la persona se non serve ad allontanarla dal pericolo, soprattutto se non risponde.

Poi c’è la parte elettrica. Se qualcuno ha sentito la scossa e il salvavita non è scattato, la dispersione era sotto la sua soglia oppure la protezione manca o non funziona. In tutti e due i casi quella linea resta staccata finché non la controlla un elettricista. Cosa può esserci dietro lo spiega la guida sulla scossa toccando un elettrodomestico.

Le situazioni tipiche in casa

  • Flessibile scoppiato sotto il lavello. Nel mobile ci sono spesso le prese di lavastoviglie e depuratore: prima il quadro, poi i rubinetti d’arresto. La sequenza completa è nella guida sul tubo scoppiato in cucina.
  • Lavatrice che perde in bagno o in lavanderia. Se l’acqua ha raggiunto la presa o la spina, non staccarla a mano: togli corrente dal quadro, poi chiudi il rubinetto della lavatrice.
  • Acqua dal soffitto su un lampadario. Non accendere e non spegnere la luce di quella stanza: abbassa la sua linea o il generale, metti un secchio lontano dal punto luce e avvisa il vicino di sopra. Come limitare i danni lo spiega la guida sull'acqua dal soffitto di notte.
  • Scaldabagno elettrico che perde. Spegnilo dal suo interruttore solo se interruttore e cavi sono asciutti; altrimenti stacca dal quadro. Il resto è nella pagina sullo scaldabagno guasto.
  • Cantina allagata con congelatore, lavatrice o pompa. Non scendere finché la corrente della cantina non è staccata: le indicazioni sono nella guida sulla cantina allagata dopo un temporale.
  • Phon, stufetta o caricatore caduti in acqua. Non infilare le mani nell’acqua per recuperarli, nemmeno se sembrano spenti: prima il quadro.
  • Prese esterne e giardino dopo la pioggia. Se il salvavita scatta quando piove, l’acqua arriva a una parte dell’impianto all’aperto: niente prolunghe sull’erba bagnata, e leggi la guida sul salvavita che scatta quando piove.

Riaccendere dopo l’acqua: quando e in che ordine

Riaccendere troppo presto è un errore facile. Le indicazioni ufficiali vanno nella stessa direzione: il portale Allerta Meteo dell’Emilia-Romagna chiede di non usare apparecchi elettrici prima che un tecnico ne verifichi la sicurezza, e la protezione civile di controllare che l’impianto si possa riattivare senza rischi.

Ci sono due casi.

  • L’acqua non ha toccato parti elettriche: è rimasta sul pavimento, lontano da prese basse, ciabatte e apparecchi. Quando è tutto asciutto puoi rialzare il generale.
  • L’acqua ha toccato prese, scatole, apparecchi o il quadro: le linee bagnate restano abbassate finché non le controlla un elettricista. Scatole e tubi dentro i muri trattengono acqua e fango anche quando fuori sembra tutto asciutto.

Quando puoi riaccendere, fallo così:

  1. stacca dalle prese gli apparecchi che erano nella zona bagnata;
  2. abbassa tutte le levette delle linee;
  3. rialza il generale e il salvavita;
  4. rialza le linee una alla volta, partendo da quelle più lontane dall’acqua;
  5. se una linea fa scattare il salvavita, lasciala giù: l’acqua è ancora lì o ha rovinato qualcosa. Leggi perché il salvavita scatta e fai controllare quella linea.

L’elettricista misura l’isolamento di ogni linea verso terra, prova il salvavita con lo strumento, apre e asciuga le scatole e sostituisce prese e morsetti ossidati. È un controllo utile anche settimane dopo, se compaiono scatti strani o odore di bruciato.

Elettrodomestici e caldaia bagnati: cosa si può salvare

Un apparecchio finito in acqua non va acceso «per vedere se funziona». L’acqua, soprattutto se sporca, lascia residui su schede e collegamenti, e il guasto può arrivare dopo, con un cortocircuito.

  • Grandi elettrodomestici come lavatrice, frigorifero, congelatore e lavastoviglie: staccali, lasciali asciugare e fai decidere all’assistenza se si possono riaccendere.
  • Piccoli apparecchi: phon, stufette, caricatori e ciabatte rimasti in acqua di solito si sostituiscono, perché ripararli non vale il rischio.
  • Batterie e apparecchi ricaricabili, come monopattini, bici elettriche e utensili: non metterli in carica e chiedi al produttore o al rivenditore cosa fare.
  • Caldaia e scaldabagno: raggiunti dall’acqua, vanno controllati da un tecnico abilitato prima di ripartire, perché hanno parti elettriche e, se sono a gas, bruciatore e valvola del gas. È il lavoro della nostra assistenza caldaie.
  • Quadro elettrico: se l’acqua ci è arrivata, non riarmare niente. Lo deve vedere un elettricista, anche se le levette sembrano funzionare.

Fotografa tutto prima di buttare o riparare: per la pratica con l’assicurazione servono le immagini e i documenti delle spese.

Prevenire: le protezioni che fanno la differenza

  • Il tasto T del salvavita: premilo con la cadenza indicata dal costruttore; se il salvavita non scatta, va sostituito. Perché conta lo spieghiamo in il tasto di prova del salvavita.
  • Più salvavita, non uno solo: dividere l’impianto su più differenziali permette di staccare solo la zona bagnata e lasciare accesi frigorifero e caldaia.
  • Prese e ciabatte lontane dal pavimento in cantina, garage e lavanderia: una ciabatta appoggiata a terra è la prima cosa che l’acqua raggiunge.
  • Prese all’aperto e in bagno adatte all’acqua, con il grado di protezione giusto, indicato dalla sigla IP sul prodotto.
  • Sensori di allagamento vicino a lavatrice, lavastoviglie e scaldabagno: alcuni comandano una valvola che chiude l’acqua da sola.
  • Un quadro raggiungibile: niente mobili, scatoloni o biciclette davanti. In emergenza devi arrivarci in un attimo, anche al buio.
  • Una torcia vicino al quadro: quando la corrente manca, ti serve una luce che non dipende dalla rete.

Per una verifica dell’impianto o un salvavita in più c’è il nostro servizio di elettricista; per tubi, flessibili e valvole antiallagamento quello di idraulico. Se l’emergenza è in corso, il pronto intervento H24 risponde 24 ore su 24, festivi compresi.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso staccare la spina di un apparecchio bagnato?

No, se la spina, la presa o le tue mani sono bagnate, o se stai nell’acqua. Togli prima la corrente dal quadro: a quel punto staccare la spina non è più un rischio. Poi non ricollegare l’apparecchio finché non è stato controllato.

Il salvavita è scattato da solo quando è arrivata l’acqua: sono al sicuro?

Ha fatto il suo lavoro, ma non è detto che abbia tolto corrente a tutto. Se nel quadro ci sono più salvavita, gli altri restano su, e le parti comuni del condominio hanno un impianto a parte. Tratta comunque le zone bagnate come se fossero in tensione e non riarmare finché l’acqua non è stata tolta.

Con il generale abbassato in casa non c’è più corrente?

Non ce n’è più nelle linee di casa, ma resta nel contatore e nel cavo che dal contatore arriva al quadro. Per questo il quadro non si apre e il contatore non si tocca, nemmeno con il generale giù. Se l’acqua arriva al contatore o al locale contatori, chiama il servizio guasti del distributore, che trovi in bolletta, e il 112 se c’è pericolo.

Ho sentito un formicolio toccando un rubinetto o un elettrodomestico: cosa faccio?

Smetti di toccarlo e togli corrente dal quadro: c’è una dispersione, cioè corrente che passa dove non dovrebbe. Lascia staccata quella linea, o tutto l’impianto se non sai qual è, e fai controllare impianto e messa a terra da un elettricista. Se dopo la scossa non ti senti bene, chiama il 112.

Chi chiamo prima, l’idraulico o l’elettricista?

Prima metti in sicurezza: corrente staccata, acqua chiusa. Poi l’idraulico per fermare e riparare la perdita, e l’elettricista per controllare le parti elettriche bagnate prima di riaccenderle. Spesso servono tutti e due.

Fonti

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