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Quanto costa rifare l’impianto elettrico di un appartamento

Il prezzo di un impianto elettrico rifatto dipende da metri quadri, punti, quadro, opere murarie e documenti. Ecco come si calcola, quanto indicano le guide ai prezzi e cosa conviene aggiungere.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Rifare l’impianto elettrico di un appartamento costa in base ai metri quadri e, soprattutto, al numero di punti luce e prese, al quadro, alle opere murarie e ai documenti da produrre a fine lavori: secondo la guida ai prezzi di Cronoshare pubblicata il 6 gennaio 2026, la media nazionale è di 35-45 euro al metro quadro, con una casa di 100 metri quadri stimata tra 3.000 e 5.000 euro. Sono cifre indicative, che cambiano con il mercato e con lo stato della casa.

Il conto cambia molto anche per una ragione che non si vede: si possono sfilare i vecchi cavi dai tubi esistenti, oppure bisogna aprire tracce nei muri. Qui trovi come si calcola il prezzo, le voci da ritrovare nel preventivo, i costi dei documenti e cosa conviene aggiungere adesso. Quando e perché rifare l’impianto lo spieghiamo nella pagina sul rifacimento dell’impianto elettrico.

Al metro quadro o a punto: come si calcola il prezzo

Il prezzo al metro quadro è comodo per farsi un’idea, ma un preventivo serio si costruisce in un altro modo: si contano i punti, cioè ogni presa, ogni punto luce, ogni interruttore e ogni attacco per apparecchi come il piano a induzione o lo scaldabagno, e si aggiungono le linee che partono dal quadro e il quadro stesso.

Per questo due appartamenti di 80 metri quadri possono avere conti diversi. Uno con molte stanze piccole, una cucina attrezzata e due bagni ha più punti di un open space con una sola camera. Chiedi sempre al tecnico quanti punti ha previsto e dove: è il dato che ti permette di confrontare due preventivi e di capire se manca qualcosa.

Il metro quadro torna utile alla fine, come controllo: se un preventivo è molto lontano dalle medie, chiedi perché. Spesso la risposta è nelle opere murarie o nella dotazione, cioè nel numero di prese e punti previsto per stanza.

Le voci del preventivo: linee, punti, quadro, opere murarie, documenti

VoceCosa comprendeCosa chiedere
Smontaggio del vecchio impiantoRimozione di cavi, frutti e vecchio quadroSe lo smaltimento dei materiali è compreso
Linee e caviCavi nuovi dal quadro ai punti, di sezione adatta al caricoQuante linee separate: luci, prese, cucina, bagno, scaldabagno
PuntiPrese, punti luce, interruttori, deviatori, prese TV e datiIl numero per stanza e il livello di dotazione
QuadroInterruttore generale, differenziali, magnetotermici, spazio di riservaQuanti differenziali e se è previsto lo scaricatore di sovratensioni
Impianto di terraCollegamenti e verifica del conduttore di protezioneSe c’è e com’è, soprattutto nelle case vecchie
Opere murarieTracce, scatole, chiusura delle tracceChi le fa e se intonaco e pittura sono esclusi
Progetto e documentiSchema o progetto, dichiarazione di conformità, relazione sui materialiChi redige il progetto e se è compreso
MontanteLa linea dal contatore all’appartamentoSe va rifatta e se passa da parti comuni

L’ultima riga si dimentica spesso. Nei condomini costruiti tra gli anni '60 e '70 il montante può essere troppo sottile per i consumi di oggi; rifarlo è un costo in più e, se attraversa scale o cantine comuni, va concordato con l’amministratore. Per i dettagli sul quadro c’è la guida su quanto costa un quadro elettrico nuovo.

Sfilare i cavi o aprire le tracce: la scelta che sposta di più il conto

Quando nei muri ci sono tubi integri e abbastanza larghi, i cavi vecchi si sfilano e i nuovi si infilano usando i vecchi come guida. Il lavoro è più rapido, fa poca polvere e lascia intatti muri e pitture. Quando invece i fili sono murati direttamente nell’intonaco, i tubi sono schiacciati o mancano, bisogna aprire tracce: è lì che il conto cresce, perché oltre all’elettricista entrano in gioco muratore e imbianchino.

Nella realtà le case sono spesso miste: in alcune stanze si sfila, in altre si rompe. Per questo il preventivo definitivo arriva dopo il sopralluogo e qualche prova. Esistono anche soluzioni intermedie, come canaline a vista o battiscopa passacavi, che costano meno delle tracce e si usano dove rompere non conviene, per esempio su pareti affrescate o in un centro storico con muri in sasso.

Conta anche il fatto di vivere in casa durante i lavori. Una casa vuota si fa prima, perché si lavora ovunque nello stesso momento; con la casa abitata si procede una zona alla volta, con una linea provvisoria per frigorifero e caldaia, e il cantiere dura di più. Valuta di far coincidere il rifacimento con altri lavori, come pavimenti o tinteggiatura: le tracce costano meno quando il muro va comunque rifatto.

Le cifre delle guide ai prezzi per un appartamento

Ecco cosa riportano le guide dei portali di preventivi, consultate il 25 ottobre 2026.

  • Cronoshare, guida del 6 gennaio 2026: 35-45 euro al metro quadro come media nazionale, in un intervallo generale di 30-50 euro; una casa di 100 metri quadri tra 3.000 e 5.000 euro, comprendendo quadro, cavi, prese, interruttori e certificazione. La stessa guida stima la progettazione tra 200 e 500 euro, i materiali di un impianto base intorno a 1.000 euro e la certificazione tra 200 e 300 euro.
  • ProntoPro, guida ai prezzi del rifacimento dell’impianto elettrico: per un appartamento di 80 metri quadri un costo medio di circa 2.000 euro, con richieste reali che vanno da 90 a 6.000 euro.

Le differenze tra le due fonti dicono quanto contino le opere murarie e il livello di dotazione. Nessuna delle due è un prezzo di Parma o di Bologna: sono medie di piattaforme private, utili come metro. I nostri prezzi sono nel listino:

Le condizioni complete sono nella pagina dei prezzi. Per un rifacimento serve il sopralluogo: dopo, ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Progetto, dichiarazione di conformità e pratiche: i costi dei documenti

Un impianto rifatto si chiude con dei documenti, e anche loro hanno un costo, a volte compreso, a volte no.

Il progetto. Il DM 37/08 chiede un progetto per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti. Nelle singole abitazioni deve firmarlo un professionista iscritto all’albo quando la potenza impegnata supera i 6 kW o la superficie supera i 400 metri quadri, e per tutte le utenze condominiali; negli altri casi può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa installatrice. Se pensi di aumentare la potenza del contatore, magari per il piano a induzione o una pompa di calore, chiedi subito se cambia chi deve firmare il progetto.

La dichiarazione di conformità. A fine lavori, dopo le verifiche, l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità, di cui fanno parte la relazione con i materiali impiegati e il progetto. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Se rifai solo una parte, la dichiarazione riguarda quella parte ma deve tener conto della sicurezza di tutto l’impianto.

Le pratiche edilizie. Il rifacimento dell’impianto, da solo, è un lavoro impiantistico; se fa parte di una ristrutturazione più ampia, può servire una pratica edilizia presentata da un tecnico, con il suo compenso. Chiedilo al tecnico o all’ufficio del Comune prima di cominciare.

Livello di dotazione e lavori in più: cosa conviene aggiungere adesso

Con i muri aperti, ogni aggiunta costa una frazione di quello che costerebbe dopo. Prima di firmare, pensa a come userai la casa nei prossimi anni.

  • Il livello di dotazione. La norma CEI 64-8 prevede tre livelli, che fissano il numero minimo di prese e punti per stanza e alcune funzioni: più alto il livello, più punti e più spesa. Le differenze sono nella guida sui livelli dell’impianto elettrico.
  • Linee dedicate. Piano a induzione, forno, lavatrice, scaldabagno: una linea per ognuno evita che salti tutto quando lavorano insieme.
  • Ricarica dell’auto elettrica. Anche se oggi non ti serve, una predisposizione dal quadro al box costa poco durante il rifacimento. Ne parliamo nella guida sulla ricarica dell’auto elettrica a casa.
  • Protezioni in più. Lo scaricatore di sovratensioni, utile soprattutto in collina e in montagna dove le linee aeree sono più esposte ai fulmini, e lo spazio di riserva nel quadro per ampliamenti futuri.
  • Prese TV e dati. Portare il cavo di rete nelle stanze dove lavori o guardi la TV costa poco con le tracce aperte.

Ogni aggiunta va scritta nel preventivo con il suo prezzo, così puoi decidere tu cosa tenere e cosa rimandare.

IVA e detrazioni sul rifacimento dell’impianto elettrico

Sui lavori di manutenzione delle abitazioni, secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate di febbraio 2026, l’IVA è ridotta al 10%, anche sui materiali forniti da chi esegue il lavoro; i materiali comprati da te in negozio non hanno l’aliquota ridotta.

Per la detrazione, la stessa guida comprende tra i lavori agevolabili gli interventi di messa a norma degli impianti dotati di dichiarazione di conformità, anche se di entità minima. Per le spese del 2026 la detrazione per il recupero edilizio è del 50% sull’abitazione principale, se paga il proprietario o il titolare di un diritto reale, e del 36% negli altri casi; serve il bonifico apposito con causale, codice fiscale e partita IVA dell’impresa. Le regole sono riassunte nella guida al bonus ristrutturazione per bagno e impianti; per il tuo caso senti il commercialista prima di pagare.

Rilasciamo fattura o ricevuta con le voci separate. Per decidere se rifare o adeguare c’è la guida su quando rifare un impianto elettrico, e tutti i nostri interventi sono nella pagina dell'elettricista.

Pagine utili

Domande frequenti

Quanto costa rifare l’impianto di un appartamento di 80 metri quadri?

Come ordine di grandezza, secondo ProntoPro circa 2.000 euro in media, mentre con le medie al metro quadro di Cronoshare si arriva a qualche migliaio di euro. La cifra vera dipende da quanti punti servono, da quante tracce vanno aperte e dal quadro: per questo serve un sopralluogo.

Si può rifare l’impianto una stanza alla volta per dividere la spesa?

Sì, è un rifacimento parziale: la dichiarazione di conformità riguarda la parte rifatta, ma deve tener conto della sicurezza dell’intero impianto. Di solito si parte da quadro e protezioni, poi si procede per zone. Il totale può risultare un po’ più alto, perché ogni fase ha le sue uscite e i suoi ripristini.

Muratore e imbianchino sono compresi nel prezzo dell’elettricista?

Non sempre. Molti preventivi comprendono l’apertura delle tracce ma non la chiusura con intonaco e la pittura, che spettano ad altre ditte. Chiedi che il preventivo dica chiaramente cosa è incluso ed escluso.

Serve il progetto di un ingegnere per rifare l’impianto di casa?

Nelle singole abitazioni il DM 37/08 chiede il progetto di un professionista iscritto all’albo quando la potenza impegnata supera i 6 kW o la superficie supera i 400 metri quadri. Negli altri casi il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa che esegue i lavori.

Durante i lavori resto senza corrente?

Solo per brevi periodi, se i lavori sono organizzati per zone: una linea provvisoria tiene accesi frigorifero, caldaia e qualche presa. La casa resta del tutto senza corrente durante i collegamenti al quadro, in orari concordati.

Fonti

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