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Sostituire il citofono di casa: cosa si può fare e cosa no, in condominio e in villetta

In condominio l’apparecchio di casa è tuo, ma deve parlare la lingua dell’impianto di tutti. Ecco come scegliere quello nuovo, cosa puoi aggiungere o spostare e cosa resta all’amministratore.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Sostituire il citofono di casa si può: in condominio l’apparecchio dentro il tuo appartamento è tuo e puoi cambiarlo, a patto che il nuovo sia compatibile con l’impianto del palazzo. Non puoi invece toccare pulsantiera, alimentatore e cavi comuni, e non puoi aggiungere da solo funzioni che l’impianto di tutti non ha, come il video alla pulsantiera della strada. In villetta l’impianto è tutto tuo, e puoi rifarlo da capo.

Prima di comprare, però, conviene capire perché lo cambi. Se il problema è un guasto, verifica che sia davvero nel tuo apparecchio con la guida sul citofono che non suona: a volte il difetto è nella pulsantiera, e un apparecchio nuovo non lo risolve. Come è fatto l’impianto è spiegato nella pagina sul citofono; per il lavoro c’è il nostro servizio di elettricista.

Il tuo apparecchio, le parti di tutti: dove passa il confine

In un palazzo il citofono è un impianto unico con pezzi di proprietà diversa. Il codice civile considera comuni le installazioni destinate all’uso di tutti, con i collegamenti fino al punto in cui si diramano verso i singoli appartamenti. Applicato al citofono, il quadro di solito è questo:

ParteDi chi è di regolaPuoi cambiarla tu?
Apparecchio dentro casa, con cornetta o vivavocetuasì, con un modello compatibile
Cavo dalla scatola del piano al tuo apparecchiospesso tua, da verificaresolo con un tecnico, avvisando l’amministratore se si lavora nel vano scala
Pulsantiera della strada e targhettedel condominiono, passa dall’amministratore
Alimentatore e centralinadel condominiono
Serratura elettrica del portonedel condominiono

Il codice aggiunge un’altra regola utile: nel tuo appartamento non puoi fare opere che danneggino le parti comuni, e delle opere va data notizia all’amministratore prima di farle. Per un citofono vuol dire due cose pratiche. L’apparecchio nuovo non deve disturbare l’impianto degli altri, e se per montarlo bisogna aprire le scatole del vano scala o cambiare cavi comuni, l’amministratore va informato prima. Il regolamento di condominio può prevedere regole diverse: nei casi dubbi chiedi a lui.

Prima di comprare: come riconoscere il sistema del palazzo

L’errore più comune è comprare un citofono bello e scoprire che non parla con l’impianto. Per evitarlo, raccogli qualche informazione.

  1. Guarda il vecchio apparecchio. Marca e sigla sono spesso sul fronte o sotto la cornetta. Se la sigla è solo sul retro, non staccarlo dal muro: la legge il tecnico.
  2. Chiedi all’amministratore che sistema c’è e chi segue l’impianto. La ditta della manutenzione sa se è analogico o digitale e quali apparecchi sono compatibili.
  3. Chiedi ai vicini che hanno già cambiato il loro apparecchio quale modello hanno montato e se funziona bene.
  4. Distingui analogico e digitale. Negli impianti analogici più vecchi ogni funzione usa i suoi fili, e spesso si trovano apparecchi adatti a più marche. Negli impianti digitali a due fili serve un apparecchio dello stesso sistema, che va anche programmato con il codice del tuo appartamento.
  5. Annota cosa usi oggi: un secondo tasto per la luce delle scale o per il cancello, la chiamata dal pianerottolo, un apparecchio in un’altra stanza. Il nuovo deve fare almeno le stesse cose.

Con queste risposte la scelta si restringe a pochi modelli, e il sopralluogo diventa una verifica, non una scommessa.

Cosa puoi cambiare nel tuo appartamento

Dentro casa hai più margine di quanto si pensi, sempre nei limiti dell’impianto.

  • Passare al vivavoce. Al posto della cornetta, un apparecchio a mani libere: comodo in cucina o per chi ha difficoltà a sollevare la cornetta.
  • Scegliere un modello più accessibile. Esistono apparecchi con volume regolabile, tasti grandi, segnale luminoso di chiamata e, in alcuni casi, funzioni per chi porta apparecchi acustici.
  • Aggiungere un secondo apparecchio, per esempio al piano di sopra o in taverna. Si può se il sistema prevede più apparecchi per appartamento e se l’alimentatore regge il carico in più.
  • Spostarlo in un’altra stanza. Si può portando un cavo nuovo dal punto attuale a quello scelto, di solito nei tubi esistenti.
  • Usare i tasti in più. Molti apparecchi hanno pulsanti per la luce delle scale o per un secondo ingresso: funzionano se l’impianto ha quei comandi.
  • Avere il video, ma solo se l’impianto comune è già video. Se è solo audio, il video alla pulsantiera della strada richiede una decisione del condominio; le alternative per chi vuole il video solo alla porta di casa sono nella guida sul videocitofono solo per il tuo appartamento.

Cosa non puoi fare da solo, anche se l’apparecchio è tuo

Alcuni limiti dipendono dalle regole del condominio, altri dalla sicurezza.

  • Toccare pulsantiera, alimentatore e targhette. Sono parti comuni: anche cambiare la targhetta con il tuo nome passa dall’amministratore o dalla ditta che segue l’impianto.
  • Montare un apparecchio non compatibile per prova. Negli impianti digitali può disturbare le chiamate degli altri, che è proprio il danno alle parti comuni da evitare.
  • Collegare un apparecchio senza fili che scavalca l’impianto, per esempio un modulo collegato alla serratura del portone per aprirlo dal telefono: la serratura è comune e non si comanda senza il via libera del condominio.
  • Staccare e ricollegare i fili da solo. Anche se l’apparecchio lavora a bassa tensione, nella stessa scatola possono arrivare altri cavi, e l’alimentatore è collegato alla rete a 230 volt.

Manutenzione ordinaria o lavoro sull’impianto: cosa dice il DM 37/08

Il DM 37/08, il decreto sugli impianti negli edifici, distingue due tipi di intervento. La manutenzione ordinaria comprende gli interventi che rimediano all’usura o a un guasto accidentale senza modificare la struttura dell’impianto: per questi il decreto non obbliga a rivolgersi a un’impresa abilitata. Installare, trasformare o ampliare un impianto, invece, va affidato a imprese abilitate, che a fine lavori rilasciano la dichiarazione di conformità.

Applicato al citofono, di solito funziona così:

InterventoDi solito èCosa comporta
Sostituire l’apparecchio con uno equivalente dello stesso sistemamanutenzione ordinarianessun obbligo di impresa abilitata, ma resta un lavoro sui fili
Aggiungere un secondo apparecchio o spostarlo con un cavo nuovomodifica della parte di impianto che serve casa tuaimpresa abilitata e dichiarazione di conformità
Rifare l’impianto del palazzo o passare al videotrasformazione dell’impianto comunedecisione dell’assemblea, impresa abilitata, dichiarazione
Rifare l’impianto di una villettainstallazione nuovaimpresa abilitata e dichiarazione

Il confine non è sempre netto, e la sicurezza viene prima della distinzione legale: anche quando il decreto non impone l’impresa, staccare e ricollegare i fili resta un lavoro da tecnico. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Le regole generali sono spiegate nella guida al DM 37/08 spiegato semplice.

In villetta puoi rifare tutto: pulsantiera, cavi e apparecchi

In una casa indipendente non c’è un impianto comune da rispettare: puoi cambiare tutto, dalla pulsantiera al cancello all’apparecchio in casa. Le domande diventano altre.

  • Audio o video? Se rifai la pulsantiera, valuta subito il video: la differenza di lavoro, a cavi già posati, è spesso piccola.
  • Cavo o Wi-Fi? Se dal cancello alla casa c’è un tubo, il cavo resta la scelta più solida. I criteri sono nella guida videocitofono WiFi o cablato.
  • I cavi vecchi si possono riusare? Con i sistemi a due fili spesso sì, con gli analogici a molti fili dipende. Lo si capisce con una prova dei conduttori.
  • Quanti ingressi comandare? Cancelletto pedonale, cancello carraio, porta di casa: ogni apertura deve avere il suo comando, e il cancello automatico va collegato alla sua centrale, come spieghiamo nella pagina sull'automazione del cancello.
  • Dove va l’alimentatore? Di solito nel quadro di casa, protetto da un interruttore suo: così, se si guasta, sai dove guardare.

Il vecchio apparecchio, una volta smontato, è un rifiuto elettronico: non va nell’indifferenziato, ma al centro di raccolta del tuo Comune.

Quanto lavoro c’è, dalla cornetta all’impianto nuovo

Il lavoro cambia molto in base a cosa sostituisci. Cambiare un apparecchio compatibile, con i fili al loro posto, si fa di solito in una sola visita, prove comprese. Un secondo apparecchio o uno spostamento richiedono un cavo nuovo e qualche ora in più. Rifare la pulsantiera di una villetta dipende dal tubo verso il cancello, se c’è, e dallo stato dei cavi.

Sul prezzo pesano il modello scelto, la programmazione negli impianti digitali, i cavi da posare e il numero di ingressi da comandare. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Se l’apparecchio lo compri tu, mandaci prima marca e sigla del vecchio e del nuovo: verifichiamo che siano compatibili. Le voci del listino sono nella pagina dei prezzi.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso montare un citofono di un’altra marca?

Dipende dall’impianto. Negli analogici più vecchi spesso esistono apparecchi adatti a più marche, purché i collegamenti siano rispettati. Nei digitali a due fili serve un apparecchio dello stesso sistema, perché dialoga con l’impianto con un suo linguaggio. Prima di comprare, fai verificare la compatibilità.

Devo avvisare l’amministratore se cambio il citofono di casa?

Per il solo apparecchio dentro casa, sostituito con uno compatibile, in genere non serve un permesso. Avvisalo comunque se il lavoro tocca le scatole del vano scala o i cavi comuni, se cambia qualcosa per gli altri o se il regolamento lo chiede. Nei casi dubbi scrivigli due righe prima: evita discussioni se poi l’impianto ha un problema.

In affitto posso cambiare il citofono?

L’apparecchio è del proprietario: se si guasta per vecchiaia, la sostituzione tocca di regola a lui, mentre le piccole riparazioni dovute all’uso toccano all’inquilino. Se vuoi un modello diverso per comodità, chiedi prima il consenso. I dettagli sono nella guida sul citofono condominiale guasto.

Il citofono nuovo funziona subito o va programmato?

Negli impianti analogici funziona appena collegato. Nei digitali va programmato con il codice del tuo appartamento, altrimenti la chiamata non arriva o finisce a un vicino. Per questo, dopo il montaggio, si prova la chiamata dalla pulsantiera e l’apertura del portone.

Fonti

  • Codice civile, art. 1117 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: sono comuni le installazioni destinate all’uso comune, con i collegamenti fino al punto di diramazione ai locali dei singoli condomini.
  • Codice civile, art. 1122 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: nella propria unità il condomino non può eseguire opere che danneggino le parti comuni e deve darne preventiva notizia all’amministratore.
  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – testo vigente consultato il 25 ottobre 2026: definizione di ordinaria manutenzione (art. 2, comma 1, lettera d); dichiarazione di conformità (art. 7); installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria affidati a imprese abilitate (art. 8); manutenzione ordinaria senza obbligo di impresa abilitata (art. 10).

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