Videocitofono solo per il tuo appartamento in condominio: si può?
Un videocitofono tutto tuo si può avere, ma la strada dipende dall’impianto del palazzo. Ecco come capire che impianto hai, le soluzioni se è video o solo audio, le regole sulle riprese e cosa non puoi fare da solo.
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Un videocitofono per il singolo appartamento in condominio si può avere, ma la strada dipende dall’impianto del palazzo: se l’impianto comune è già video, basta un monitor compatibile in casa tua; se è solo audio, il video alla pulsantiera della strada richiede una decisione del condominio, e da solo puoi al massimo montare un dispositivo alla porta di casa, rispettando i limiti sulle riprese. La pulsantiera, l’alimentatore e i cavi comuni restano del condominio.
Qui vediamo come capire che impianto hai, cosa fare nei due casi, le regole sulla privacy per una telecamera alla porta e cosa cambia se sei in affitto. Come funzionano i diversi sistemi, cablati e WiFi, è spiegato nella pagina sul videocitofono; per gli altri lavori c’è la pagina dell'elettricista. Sulle parti comuni decidono amministratore e assemblea, e sulle riprese, nei casi dubbi, conviene un parere legale.
Dipende dall’impianto del palazzo: i casi possibili
Il citofono condominiale è fatto di parti comuni, come la pulsantiera della strada, l’alimentatore e i cavi nel vano scala, e di una parte tua, l’apparecchio in casa. Cosa puoi fare da solo dipende quindi da cosa c’è già:
| Impianto del palazzo | Cosa puoi avere | Chi decide |
|---|---|---|
| Già video, con telecamera sulla pulsantiera | un monitor compatibile al posto del tuo apparecchio | tu, con un tecnico |
| Video, con sistema che dialoga con un’app | monitor compatibile e chiamate inoltrate al telefono | tu, se l’impianto lo consente |
| Solo audio | il video alla strada solo se il condominio rifà l’impianto o aggiunge la telecamera | l’assemblea |
| Solo audio | un dispositivo con telecamera alla porta del tuo appartamento | tu, con i limiti sulle riprese e avvisando l’amministratore |
| Solo audio | un’interfaccia per rispondere dal telefono, senza video | tu, se l’impianto lo consente |
| Ingresso indipendente tuo, come un cancelletto privato | un videocitofono tutto tuo per quell’ingresso | tu |
Come capire che impianto hai, senza smontare niente
Prima di comprare qualcosa, raccogli le informazioni giuste. Non serve aprire niente:
- guarda la pulsantiera della strada: se c’è un obiettivo, anche piccolo, l’impianto è video, almeno su quell’ingresso;
- cerca marca e modello del tuo apparecchio, di solito su un’etichetta sul retro o sotto la cornetta: con quei dati un tecnico capisce il sistema;
- chiedi all’amministratore marca dell’impianto, anno di installazione e nome della ditta che lo segue;
- chiedi ai vicini se qualcuno ha già il monitor: se l’ha montato senza cambiare niente fuori, l’impianto è video;
- fotografa pulsantiera e apparecchio, da mandare al tecnico prima del sopralluogo.
Non smontare la pulsantiera e non aprire scatole nel vano scala: lì passano i collegamenti di tutto il palazzo. Come riconoscere il sistema e scegliere un apparecchio compatibile è spiegato anche nella guida su come sostituire il citofono di casa.
Se il palazzo ha già il video: scegliere il monitor giusto
È il caso più semplice. Il monitor nuovo prende il posto del tuo apparecchio e deve parlare la stessa lingua dell’impianto: stesso sistema, o un modello dichiarato compatibile dal fabbricante. Nei sistemi digitali va anche programmato con il codice del tuo appartamento, altrimenti non riceve le chiamate o le riceve sbagliate.
Prima di scegliere, controlla tre cose:
- le funzioni del vecchio apparecchio: molti citofoni hanno pulsanti in più, per l’apriporta del cancello pedonale o per le luci delle scale. Il monitor nuovo deve mantenerli;
- la posizione: il monitor ha bisogno dei cavi giusti e spesso di un’alimentazione propria; spostarlo di stanza può voler dire portare cavi nuovi;
- l’app: se vuoi rispondere dal telefono, verifica che il sistema del palazzo lo consenta e cosa serve in casa, come la rete WiFi.
Il lavoro riguarda il tuo apparecchio, ma se per farlo bisogna intervenire nelle scatole comuni del pianerottolo o del vano scala, avvisa prima l’amministratore. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Se il palazzo è solo audio: le tre strade
Con un impianto solo audio un monitor in casa non vedrebbe niente, perché alla pulsantiera manca la telecamera. Le strade sono tre:
- proporre al condominio il passaggio al video: aggiungere telecamere o rifare l’impianto è una decisione dell’assemblea. Puoi chiedere all’amministratore di metterla all’ordine del giorno, con un preventivo che indichi se i cavi esistenti si possono riusare. Le regole su riparazioni, rifacimento e spese sono nella guida sul citofono condominiale guasto;
- montare un dispositivo alla porta del tuo appartamento, come un campanello con telecamera o uno spioncino digitale: vedi chi è sul pianerottolo quando suona alla tua porta, non chi suona alla strada;
- collegare un’interfaccia al tuo apparecchio, dove l’impianto lo consente, per ricevere le chiamate sul telefono: risolve il problema di chi vuole rispondere da fuori casa, ma resta solo audio.
Una telecamera tua sulla pulsantiera della strada, invece, non si può montare da sola: è una modifica a una parte comune, e riprende l’ingresso del palazzo e la strada. Ogni condomino può servirsi delle parti comuni e modificarle a proprie spese per usarle meglio, ma senza alterarne la destinazione e senza impedire agli altri di farne lo stesso uso, e le riprese di quell’area pongono problemi che vanno valutati dal condominio.
La telecamera alla porta di casa e i limiti sulle riprese
Un dispositivo alla tua porta riprende inevitabilmente un pezzo di pianerottolo, che è una parte comune. Secondo le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, chi installa telecamere per fini personali deve limitare l’angolo di ripresa agli spazi di sua esclusiva pertinenza, ed è escluso riprendere cortili, pianerottoli, scale e parti comuni delle autorimesse, anche senza registrare; è vietato anche riprendere aree pubbliche.
In pratica, se scegli un dispositivo alla porta:
- stringi l’inquadratura il più possibile verso la tua soglia e usa, se il modello lo permette, le maschere che oscurano parti dell’immagine;
- disattiva la registrazione continua e il rilevamento di movimento, che trasformano il campanello in una telecamera di sorveglianza del pianerottolo;
- proteggi l’accesso all’app con una password nuova e aggiorna il dispositivo: il Garante raccomanda misure di sicurezza adeguate per le telecamere collegate a internet;
- avvisa l’amministratore prima di forare stipiti o muri sul pianerottolo, che sono parti comuni, e senti un legale nei casi dubbi.
Pro e contro dei dispositivi alla porta sono nella guida sullo spioncino digitale, mentre la scelta tra sistema cablato e WiFi è spiegata nella guida su videocitofono WiFi o cablato.
Cosa non puoi fare da solo
Anche se l’apparecchio in casa è tuo, alcune cose restano fuori dalla tua portata:
- toccare pulsantiera, alimentatore e centralina, che servono tutto il palazzo;
- aprire scatole o cambiare cavi nel vano scala senza l’accordo dell’amministratore;
- collegare moduli alla serratura del portone per aprirlo dal telefono: la serratura è comune, e comandarla da un sistema tuo richiede il via libera del condominio;
- montare telecamere sulle parti comuni, che per la videosorveglianza richiedono una delibera dell’assemblea con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio.
Per le opere nel proprio appartamento il codice civile chiede in ogni caso di avvisare prima l’amministratore e vieta quelle che danneggiano le parti comuni. Un apparecchio non compatibile può disturbare le chiamate degli altri: anche per questo conviene affidare il lavoro a un tecnico che conosce l’impianto.
In affitto: chiedere prima, togliere dopo
Se abiti in affitto, l’apparecchio in casa e l’impianto sono del proprietario: per sostituire il citofono con un monitor, o per montare un dispositivo alla porta, chiedi prima il suo consenso, meglio per iscritto. Il codice civile consente all’inquilino di togliere alla fine della locazione le addizioni fatte, se si può fare senza danneggiare la casa, salvo che il proprietario preferisca tenerle pagando un’indennità.
Per questo, in affitto, i dispositivi a batteria alla porta e le interfacce che si collegano senza modificare l’impianto sono spesso la soluzione più semplice. Conserva il vecchio apparecchio: a fine contratto potresti doverlo rimettere al suo posto.
Pagine utili
Domande frequenti
Posso far mettere una telecamera solo sul mio pulsante della pulsantiera?
Da solo no: la pulsantiera è una parte comune e una telecamera lì riprende l’ingresso del palazzo e la strada. Puoi però proporre all’amministratore di portare il tema in assemblea, magari insieme ad altri condomini interessati, con un preventivo per il passaggio al video.
Se il condominio passa al video, chi paga il mio monitor?
Dipende da cosa decide l’assemblea e da cosa comprende il progetto: in alcuni casi il rifacimento include i monitor di tutti gli appartamenti, in altri il condominio paga le parti comuni e ognuno sceglie il proprio apparecchio. Chiedi che la delibera lo dica in modo chiaro prima dei lavori.
Il campanello con telecamera alla porta può registrare?
Tecnicamente sì, ma sul pianerottolo è proprio la registrazione a creare i problemi maggiori, perché riprende una parte comune e chi ci passa. Meglio usarlo solo quando qualcuno suona, con l’inquadratura ristretta alla tua soglia. Se hai bisogno di una vera videosorveglianza del pianerottolo, è una scelta che spetta al condominio.
Posso aprire il portone dal telefono con il mio videocitofono?
Solo se l’impianto comune lo prevede e il condominio è d’accordo: la serratura del portone è una parte comune. Alcuni sistemi recenti lo consentono attraverso l’app, ma la funzione va attivata sull’impianto di tutti, non aggiunta con un modulo tuo.
Fonti
- Codice civile, art. 1102 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: uso della cosa comune e modifiche a proprie spese senza alterarne la destinazione né impedire agli altri di usarla.
- Codice civile, art. 1117 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: installazioni destinate all’uso comune e impianti comuni fino al punto di diramazione, salvo diverso titolo.
- Codice civile, art. 1122 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: opere nella propria unità senza danno alle parti comuni, con preventiva notizia all’amministratore.
- Codice civile, art. 1122-ter (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: videosorveglianza sulle parti comuni approvata con la maggioranza del secondo comma dell’art. 1136, cioè degli intervenuti con almeno la metà del valore dell’edificio.
- Codice civile, art. 1593 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: addizioni del conduttore, da togliere a fine locazione se possibile senza danno, salvo che il locatore preferisca tenerle con indennità.
- Garante per la protezione dei dati personali – FAQ sulla videosorveglianza – consultate il 25 ottobre 2026: FAQ 10, riprese dei privati limitate agli spazi di esclusiva pertinenza, esclusi cortili, pianerottoli, scale e parti comuni delle autorimesse, anche senza registrazione, e aree pubbliche; FAQ 12, misure di sicurezza per le telecamere domestiche collegate a internet.
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