Messa a terra: come capire se l’impianto ce l’ha, e se funziona davvero
Prese a tre fori e un filo giallo-verde non bastano a dire che la terra funziona. Ecco gli indizi che puoi raccogliere da solo, le misure che servono davvero e come leggerne il risultato.
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Per capire se l’impianto ha la messa a terra puoi raccogliere indizi da solo, guardando prese, apparecchi e documenti senza aprire niente, ma la risposta certa la dà solo una misura con lo strumento. La terra può esserci all’inizio dell’impianto e mancare in una stanza, oppure arrivare ovunque ma non essere efficiente: a occhio queste differenze non si vedono.
In questa guida mettiamo in fila gli indizi, i documenti da cercare, le prove da non fare e le misure che contano. Come funziona la terra insieme al salvavita, e come si realizza quando manca, è spiegato nella pagina sulla messa a terra; per gli altri interventi c’è il nostro servizio di elettricista.
C’è, arriva ovunque, funziona: tre domande diverse
Quando si chiede «la casa ha la terra?» si stanno facendo, senza saperlo, tre domande.
- C’è un impianto di terra? Cioè un dispersore nel terreno, collegato al collettore e al quadro. In un condominio è di solito comune a tutto l’edificio.
- Arriva a ogni presa e a ogni apparecchio fisso? Il filo giallo-verde, il conduttore di protezione, può mancare in alcune linee, essersi interrotto o non essere stato collegato a una presa sostituita.
- Funziona abbastanza bene? La terra deve offrire alla corrente di guasto una strada facile, in modo che il salvavita stacchi prima che la carcassa di un apparecchio diventi pericolosa. Il valore massimo ammesso dalla norma CEI 64-8 dipende dalla soglia di intervento dei differenziali.
A queste si aggiunge un quarto controllo: i collegamenti equipotenziali, cioè i fili che uniscono all’impianto di terra le tubazioni metalliche e le altre parti in metallo che entrano in casa. Servono a evitare che due cose che puoi toccare insieme, come un rubinetto e la lavatrice, si trovino a tensioni diverse.
Gli indizi da raccogliere stanza per stanza, senza attrezzi
Un giro della casa, solo guardando, ti dà un primo quadro della situazione.
| Dove guardi | Cosa vedi | Cosa può voler dire |
|---|---|---|
| Prese di tutta la casa | solo due fori, senza foro centrale né contatti laterali | lì la terra non c’è |
| Prese italiane e Schuko | foro centrale o contatti metallici ai lati | la presa è predisposta, ma il filo dietro può mancare |
| Spine degli elettrodomestici | adattatori che passano dalla Schuko a una presa a due fori | quell’apparecchio ha perso la terra |
| Lavatrice, frigorifero, forno | formicolio toccando la carcassa | possibile terra assente o interrotta, con una dispersione in corso |
| Sotto il lavabo o nel vano della vasca | filo giallo-verde stretto con una fascetta a un tubo metallico | c’è stato almeno un collegamento equipotenziale |
| Giardino o cortile della casa indipendente | pozzetto con il simbolo della terra sul coperchio | probabile dispersore |
| Quadro, visto da fuori | scaricatore di sovratensioni installato | chi l’ha montato doveva collegarlo alla terra |
Nessuno di questi indizi è una prova. Una casa con tutte prese a tre fori può non avere la terra, una con qualche presa vecchia a due fori può averla nel resto dell’impianto. Le differenze tra prese italiane e Schuko, e il dettaglio della terra che non si vede, sono spiegati nella guida sulla presa Schuko o italiana.
Se il formicolio c’è davvero, non è un indizio da collezionare: stacca la spina di quell’apparecchio, non usarlo e leggi cosa fare in scossa toccando un elettrodomestico.
I documenti di casa che parlano della terra
Prima di chiamare qualcuno, apri la cartella dei documenti della casa. Ti dirà da dove partire.
- Dichiarazione di conformità dei lavori elettrici. Tra gli allegati ci sono lo schema dell’impianto e la relazione sui materiali: spesso indicano il dispersore, i collegamenti e le linee con il conduttore di protezione.
- Dichiarazione di rispondenza, se l’impianto è precedente al 2008 ed è stato verificato dopo: riassume gli accertamenti fatti.
- Verbali di verifiche o misure fatte in passato, per esempio prima di una vendita o dopo un guasto.
- Documenti del condominio. Per la parte comune, cioè dispersore, collettore e montante di terra, chiedi all’amministratore cosa c’è in archivio.
Ricorda che una dichiarazione fotografa l’impianto alla fine dei lavori. Se dopo sono stati fatti altri interventi, magari senza documenti, la situazione di oggi può essere diversa.
Tester da presa, cercafase e lampadine: cosa non ti dicono
Online circolano molti modi «rapidi» per controllare la terra. Quasi tutti sono inutili, alcuni sono pericolosi.
- Il tester da presa con le spie. Si infila come una spina e accende alcune luci. Può segnalare un filo di terra assente o un collegamento invertito, ma non misura quanto la terra sia efficiente: anche una terra pessima può accendere la spia giusta. Al massimo è un primo indizio.
- Il cacciavite cercafase. Dice, e non sempre in modo affidabile, se un contatto è in tensione. Sulla terra non dà nessuna informazione utile, e per usarlo devi infilare un attrezzo nei fori di una presa.
- La lampadina tra fase e terra, il multimetro sui contatti. Sono prove su parti in tensione: rischi la scossa, puoi far scattare il salvavita e comunque non ottieni la misura che serve.
Le misure dello strumento, spiegate una per una
La verifica di un impianto di terra segue una traccia precisa: esame dei documenti, esame a vista, prove e misure, verbale. Gli strumenti sono quelli che l’INAIL elenca anche per le verifiche nei luoghi di lavoro, e ognuno risponde a una domanda.
| Misura | A cosa risponde | Se il risultato non va |
|---|---|---|
| Continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziali | il filo di terra arriva davvero a ogni presa, apparecchio fisso e tubo collegato? | si cerca il tratto mancante o interrotto |
| Resistenza di isolamento | i cavi tengono, o disperdono corrente verso terra? | si individua la linea che disperde |
| Resistenza dell’anello di guasto | la corrente di un guasto trova una strada abbastanza facile per far staccare il salvavita? | si interviene su collegamenti o dispersore |
| Resistenza di terra, con picchetti ausiliari nel terreno | quanto è efficiente il dispersore della casa indipendente? | si migliorano o si aggiungono dispersori |
| Prova dei differenziali con lo strumento | il salvavita stacca alla corrente e nel tempo giusti? | si sostituisce il differenziale |
Nelle abitazioni allacciate alla rete in bassa tensione il distributore collega a terra il neutro nella sua cabina, mentre la casa ha una terra propria: è il sistema detto TT, ed è lì che la coppia terra-salvavita fa la differenza. In condominio la resistenza di terra vera e propria si misura sull’impianto comune; dentro l’appartamento si controllano soprattutto la continuità fino alle prese e l’anello di guasto.
Un dettaglio utile: la resistenza di un dispersore cambia con le stagioni. Con il terreno secco d’estate, o gelato in inverno, di solito sale. Un valore al limite misurato dopo settimane di pioggia va quindi guardato con prudenza, e il tecnico ne tiene conto. Anche la prova del tasto T, che puoi fare da solo come spiegato nella guida al tasto test del salvavita, controlla solo la meccanica del salvavita, non la terra.
Il verbale della verifica: come capire se è fatto bene
Un controllo serio lascia un documento scritto. Quando lo ricevi, guarda se contiene:
- data, indirizzo e descrizione dell’impianto verificato;
- lo strumento usato, con l’indicazione che è tarato;
- i valori misurati, punto per punto o linea per linea, non solo un giudizio finale;
- il criterio con cui i valori sono stati confrontati;
- l’esito della prova di ogni differenziale;
- l’elenco delle anomalie, con quello che va fatto subito e quello che si può programmare;
- nome e firma di chi ha eseguito le misure.
Diffida dei verbali con scritto solo «terra ok», delle misure fatte su una presa sola e dei controlli senza la prova dei differenziali. Se le anomalie riguardano la parte comune del condominio, il verbale ti serve anche per parlarne con l’amministratore.
Il costo di una verifica dipende dalla grandezza della casa, dal numero di linee e da quanto è facile raggiungere quadro, collettore e pozzetti.
Le voci del listino sono nella pagina dei prezzi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
Lavori che possono interrompere la terra senza che nessuno se ne accorga
Molte terre «sparite» non sono mai mancate: sono state interrotte da un lavoro fatto per altri motivi. Un controllo ha senso dopo interventi come questi:
- tubi metallici sostituiti con tubi in plastica, in bagno o in centrale termica: i vecchi collegamenti equipotenziali possono essere rimasti attaccati a un pezzo di tubo che non c’è più;
- scavi in giardino o in cortile, per l’irrigazione, la recinzione o una nuova pavimentazione: la corda o il conduttore che va al dispersore può essere stato tagliato o coperto;
- prese cambiate in fai da te, magari collegando solo due fili su tre;
- cucine e bagni rifatti, con apparecchi collegati tramite adattatori o prolunghe a due poli;
- quadro sostituito o spostato senza ricollegare con cura tutti i fili di terra;
- cappotto termico o rifacimento delle facciate, con pozzetti e collegamenti esterni coperti o spostati.
In tutti questi casi il primo segnale, quando c’è, è un formicolio o un salvavita che si comporta in modo strano. Più spesso non c’è nessun segnale, finché un apparecchio non va in guasto. Le cause degli scatti legati alle dispersioni sono raccolte nella pagina sulla dispersione di corrente.
Chi deve far verificare: casa, condominio, attività
- Casa indipendente. Dispersore, collegamenti e linee sono del proprietario, che li fa verificare.
- Appartamento in condominio. Dispersore, collettore e montante di terra sono parti comuni: se mancano o sono guasti se ne occupa il condominio, attraverso l’amministratore. Le linee dentro casa, dal quadro alle prese, sono tue.
- Casa in affitto. Il DM 37/08 chiede al proprietario di mantenere nel tempo la sicurezza dell’impianto: se sospetti che la terra manchi, avvisalo per iscritto e non fare lavori da solo.
- Negozi, uffici e attività con dipendenti. Qui le verifiche periodiche dell’impianto di terra sono un obbligo del datore di lavoro, previsto dal DPR 462/01: le spieghiamo nella guida sulla verifica dell’impianto di terra per le attività.
Se dalla verifica risulta che la terra manca del tutto, o manca in intere zone della casa, rischi e soluzioni sono nell’articolo sulla casa senza impianto di terra.
Pagine utili
Domande frequenti
Ho la dichiarazione di conformità: serve comunque una verifica?
Non per forza. La dichiarazione attesta che, alla fine dei lavori, l’impianto è stato controllato con esito positivo. Una nuova verifica ha senso se dopo sono stati fatti altri lavori, se sono passati molti anni, dopo un fulmine caduto vicino o se noti formicolii e scatti strani.
Se la misura va male bisogna rifare tutto l’impianto?
Raramente. Spesso il problema è un collegamento allentato nel quadro o al collettore, un tratto di filo mancante, un dispersore da migliorare. Il rifacimento serve quando intere linee sono senza conduttore di protezione e nei tubi non c’è spazio per aggiungerlo.
La terra del condominio è anche la mia?
Sì, nel senso che il conduttore di protezione del tuo appartamento si collega al montante di terra comune, che arriva al dispersore dell’edificio. Se la parte comune non funziona, anche le tue prese ne risentono, per questo i problemi della terra condominiale vanno segnalati all’amministratore.
Dopo un fulmine caduto vicino conviene controllare la terra?
Sì, soprattutto se in casa si sono guastati apparecchi o se c’è uno scaricatore di sovratensioni con la spia di fine vita. Una scarica forte può danneggiare collegamenti e componenti. Cosa controllare subito lo spieghiamo nella guida su fulmine caduto vicino casa.
Fonti
- INAIL – Guida tecnica alla prima verifica degli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche e di messa a terra (DPR 462/01), 2012 – fasi della verifica e strumentazione: continuità dei conduttori di terra ed equipotenziali, resistenza di isolamento, resistenza dell’anello di guasto nei sistemi TT, resistenza di terra con metodo volt-amperometrico, prova dei differenziali, taratura degli strumenti. Consultata il 25 ottobre 2026.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – articolo 7: dichiarazione di conformità e di rispondenza; articolo 8: il proprietario mantiene nel tempo la sicurezza dell’impianto. Consultato il 25 ottobre 2026.
- CEI – Pubblicata la nuova edizione della Norma CEI 64-8 – nona edizione della norma sugli impianti elettrici in bassa tensione, in vigore dal 1° novembre 2024, con aggiornamenti al capitolo sulla protezione contro i contatti diretti e indiretti. Consultato il 25 ottobre 2026.
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