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Videocitofono WiFi o cablato: quale conviene davvero nella tua casa

Il WiFi ti fa rispondere dal telefono, il cavo non ti lascia mai senza chiamata. Ecco come scegliere in base alla casa, quale prova fare prima dell’acquisto e quando conviene la via di mezzo.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Il videocitofono WiFi conviene quando posare un cavo è difficile e vuoi rispondere dal telefono anche fuori casa, a patto che il segnale arrivi forte fino al posto esterno. Il cablato resta la scelta più affidabile quando il cavo c’è già, o si può posare, e quando il citofono deve funzionare sempre, anche con la rete di casa ferma. Tra i due c’è una via di mezzo: impianto cablato e monitor che inoltra le chiamate al telefono.

Le differenze tecniche tra i sistemi sono riassunte nella pagina sul videocitofono. Qui ti aiutiamo a decidere: criteri, prove da fare prima di comprare e casi tipici, dalla villetta con il cancello in fondo al giardino all’appartamento in condominio. Per l’installazione c’è il nostro servizio di elettricista.

Otto criteri per scegliere tra cavo e Wi-Fi

CriterioCablatoWiFi
Chiamataarriva sempre, non dipende dalla rete di casadipende dal segnale e dal router
Risposta fuori casasolo con un monitor collegato all’appsì, dall’app del telefono
Lavoriserve un cavo, spesso quello del vecchio citofonomeno cavi, ma l’alimentazione serve comunque
Apertura di porta e cancellointegrata nel sistemacon un modulo o un relè da collegare alla serratura
Senza corrente in casasi ferma, salvo un’alimentazione di riservasi spegne anche il router, quindi niente chiamate
Tempo di rispostala chiamata è immediatasul telefono può arrivare con qualche secondo di ritardo
Immaginirestano nell’impianto, salvo registrazionipassano dalla rete e spesso dai server del produttore
Durata nel tempolegata ai ricambilegata anche agli aggiornamenti dell’app

Se dovessi tenere un solo criterio, tieni il primo: un citofono che ogni tanto non suona è peggio di un citofono senza app. Gli altri servono a capire se il WiFi, nella tua casa, è affidabile quanto basta, e cosa ti dà in cambio.

Anche il videocitofono WiFi ha bisogno di qualche filo

«Senza fili» vale per il segnale, non sempre per il resto. Prima di scegliere un modello WiFi, guarda tre collegamenti.

  • L’alimentazione del posto esterno. Alcuni modelli vanno a batteria ricaricabile, altri vanno alimentati con un trasformatore o con i fili del vecchio campanello. Batteria significa staccarlo e ricaricarlo ogni tanto, più spesso d’inverno, perché con il freddo la carica dura meno.
  • L’apertura. Per aprire portone o cancello dal telefono, il sistema deve comandare la serratura elettrica: serve un modulo vicino alla serratura o all’alimentatore, collegato con i suoi fili.
  • La suoneria in casa. Molti modelli suonano solo sul telefono. Se vuoi un avviso che si senta in tutta la casa, serve una suoneria da collegare a una presa, oppure un monitor interno.

Ogni collegamento all’impianto elettrico, all’apriporta o al vecchio campanello è un lavoro da elettricista: in alcune case datate i fili del campanello sono a 230 volt. Il DM 37/08 considera impianto elettrico i circuiti che alimentano gli apparecchi, e per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

La prova del segnale da fare prima di comprare

Il punto debole del videocitofono WiFi è il tratto tra il router e il posto esterno. Puoi misurarlo da solo, con il telefono, prima di spendere.

  1. Collega il telefono al Wi-Fi di casa e spegni i dati mobili, così la prova passa solo dalla tua rete.
  2. Mettiti dove andrà il posto esterno: accanto alla porta, sul pilastro del cancello, fuori dal portoncino.
  3. Fai una videochiamata di un paio di minuti con qualcuno in casa. Se il video si blocca o la chiamata cade, succederà anche al videocitofono.
  4. Ripeti con il cancello chiuso e, se puoi, in una giornata di pioggia: cancelli in metallo, pilastri in cemento armato e muri spessi fermano il segnale.
  5. Guarda nella scheda del modello quale banda usa. Molti lavorano solo sui 2,4 GHz, che arrivano più lontano dei 5 GHz: il router deve tenerla attiva.
  6. Se il segnale è debole, valuta un ripetitore o un access point più vicino all’ingresso, oppure torna al cavo.

Se la prova non convince, nessuna impostazione dell’app la ribalterà. Meglio saperlo prima di forare il pilastro.

Villetta, appartamento, seconda casa: quale sistema per quale casa

  • Villetta con il cancello lontano dalla casa. Se dal cancello alla casa c’è già un tubo, quello del vecchio citofono o del campanello, il cablato vince quasi sempre: si sfila il cavo vecchio e se ne infila uno nuovo. Senza tubo, il WiFi ha senso solo se la prova del segnale al cancello va bene; altrimenti si valuta lo scavo, come spieghiamo nella pagina sull'impianto elettrico esterno.
  • Villetta con l’ingresso sulla porta di casa. Distanze brevi e segnale di solito buono: è il caso più favorevole al WiFi, se ti serve rispondere fuori casa.
  • Appartamento in condominio. Decide l’impianto del palazzo. La pulsantiera della strada è comune, quindi un videocitofono WiFi tutto tuo può stare al massimo alla porta di casa. Se l’impianto comune è digitale, chiedi se esistono monitor compatibili con l’app: spesso è la strada più pulita. I casi possibili sono nella guida sul videocitofono solo per il tuo appartamento.
  • Seconda casa. Rispondere da lontano a un corriere o a un vicino è comodo, ma solo se la connessione è stabile e resta accesa. Se il router si spegne quando chiudi la casa, o la linea è debole, il WiFi perde il suo vantaggio.
  • Casa in affitto. Un modello a batteria alla porta si toglie a fine contratto, ma va concordato con il proprietario, e in condominio valgono le stesse regole sulle riprese.

App, account e abbonamenti: le domande prima dell’acquisto

Con un videocitofono WiFi compri anche un servizio, non solo un apparecchio. Cerca le risposte nella scheda del prodotto o chiedile al venditore:

  1. L’account è intestato a te? Deve esserlo, non all’installatore: se cambi tecnico o vendi casa, devi poter trasferire o chiudere tutto.
  2. Quante persone possono rispondere? Famiglia, chi lavora in casa, un vicino di fiducia.
  3. Le registrazioni sono comprese? Alcuni produttori chiedono un abbonamento per salvare i video o vedere lo storico delle chiamate.
  4. Dove finiscono le immagini? In una memoria del posto esterno, nel monitor o sui server del produttore.
  5. Per quanto tempo arrivano gli aggiornamenti? Un apparecchio connesso che non si aggiorna più diventa un punto debole della rete di casa.
  6. Cosa succede senza internet? Se il monitor di casa continua a suonare, oppure se tutto passa dall’app.
  7. Si collega agli altri dispositivi? Se hai o vuoi la domotica, controlla con quali sistemi dialoga.

Per la sicurezza bastano poche regole: sostituisci la password di fabbrica con una lunga e diversa dalle altre, proteggi bene la rete Wi-Fi di casa e accetta gli aggiornamenti. E ricorda che chi ha l’app può aprire il portone: tienila protetta come le chiavi.

La telecamera sulla porta: cosa può inquadrare

Un videocitofono WiFi spesso fa più di un citofono: si accende quando rileva un movimento, registra, manda notifiche. A quel punto si comporta come una telecamera, e valgono le regole sulle riprese. Secondo le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, chi riprende per uso personale deve limitare l’inquadratura agli spazi di sua esclusiva pertinenza: restano fuori cortili, pianerottoli, scale, parti comuni dei garage, le proprietà dei vicini e le aree pubbliche.

In pratica:

  • orienta il posto esterno sulla tua soglia, non sul pianerottolo o sulla strada;
  • se l’app lo permette, oscura le parti dell’inquadratura che non sono tue;
  • disattiva registrazione continua e rilevamento del movimento, se non ti servono;
  • se in casa lavorano una babysitter o un collaboratore domestico, informali della telecamera, come raccomanda il Garante per le telecamere domestiche.

In condominio, prima di montare qualcosa sul pianerottolo, senti l’amministratore. Per le questioni legali più specifiche conviene un parere legale.

La via di mezzo: cavo per suonare, app per rispondere da fuori

Molti sistemi cablati, soprattutto quelli digitali a due fili, offrono monitor con il Wi-Fi. La chiamata arriva sempre al monitor di casa attraverso il cavo e, in più, viene inoltrata al telefono. Se la rete cade perdi solo la risposta a distanza, non il citofono.

È la soluzione da valutare quando:

  • il cavo c’è già e funziona;
  • vuoi rispondere al corriere mentre sei al lavoro;
  • in casa ci sono persone che non usano il telefono per aprire, come bambini o anziani;
  • il segnale all’ingresso è incerto.

Di solito costa più di un kit semplice, ma mette insieme la sicurezza del cavo e la comodità dell’app. Quanto pesano cavi, monitor e accessi sul conto lo spieghiamo nella guida su quanto costa un videocitofono installato.

Pagine utili

Domande frequenti

Il videocitofono WiFi a batteria regge l’inverno?

Funziona, ma la batteria dura meno: con il freddo le batterie ricaricabili rendono meno, e nelle case di collina e di montagna la differenza si sente. Se il posto esterno è molto esposto, scegli un modello alimentato con un cavo, o metti in conto ricariche più frequenti nei mesi freddi.

Posso alimentare il videocitofono WiFi con i fili del vecchio campanello?

A volte sì, se il trasformatore del campanello dà la tensione richiesta dal modello. Va verificato con lo strumento, perché in alcune case il campanello lavora a 230 volt e quei fili non vanno collegati a un apparecchio a bassa tensione. Non fare la prova da solo: è un lavoro da elettricista.

Con il videocitofono WiFi posso aprire il cancello dal telefono?

Sì, se il sistema ha un’uscita per l’apertura e questa viene collegata alla serratura o alla centrale del cancello. Chiunque abbia l’app, però, può aprire: proteggi l’account con una password robusta e togli l’accesso a chi non deve più averlo.

Meglio un videocitofono WiFi o un campanello con telecamera?

Il campanello con telecamera ti fa vedere e parlare con chi suona, ma di solito non apre porte né cancelli. Il videocitofono, anche WiFi, nasce per comandare gli ingressi. Se ti basta sapere chi c’è, il campanello può bastare: i pro e i contro sono nella guida su campanello senza fili o tradizionale.

Fonti

  • Garante per la protezione dei dati personali – FAQ sulla videosorveglianza – consultate il 25 ottobre 2026: per le riprese a uso personale l’inquadratura va limitata agli spazi di esclusiva pertinenza, escludendo aree comuni, spazi di terzi e aree pubbliche (FAQ n. 10); per le telecamere domestiche vanno informati babysitter e collaboratori domestici (FAQ n. 12).
  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – testo vigente consultato il 25 ottobre 2026: l’impianto elettrico comprende i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori (art. 2, comma 1, lettera e); dichiarazione di conformità a fine lavori (art. 7).

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