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Domotica in casa: cosa si può automatizzare e come si fa

Con la domotica comandi luci, tapparelle, riscaldamento e carichi da app, con la voce o con scenari automatici. Ti spieghiamo quale sistema scegliere e cosa cambia nel tuo impianto.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

La domotica rende la casa comandabile e programmabile: luci, tapparelle, riscaldamento, prese e allarmi tecnici rispondono a un’app, alla voce o a scenari automatici come «esco di casa» o «buonanotte». Si può partire da poche funzioni e aggiungerne altre col tempo, in un impianto nuovo oppure, con qualche limite, in quello che hai già. Prima di comprare dispositivi conviene decidere cosa vuoi ottenere: è da lì che si sceglie il sistema.

Progettiamo e installiamo impianti domotici e automazioni per la casa nell’ambito del nostro servizio di elettricista. Qui trovi le scelte da fare, cosa deve avere il tuo impianto e gli errori da evitare.

Cosa può fare la domotica in un appartamento o in una villetta

Un impianto domotico mette in rete dispositivi che prima lavoravano ognuno per conto suo. Le funzioni più richieste sono queste:

  • Luci: accensione da app o da pulsanti, spegnimento generale quando esci, scenari, regolazione dell’intensità.
  • Tapparelle e tende motorizzate: apertura all’orario che scegli, chiusura al tramonto o con il vento forte. Se le tapparelle sono ancora a cinghia, ecco cosa serve per motorizzarle.
  • Riscaldamento e raffrescamento: temperatura stanza per stanza e programmi diversi per i giorni feriali e il fine settimana.
  • Controllo dei carichi: un misuratore stacca per primi gli apparecchi meno importanti quando i consumi si avvicinano alla potenza del contatore. È la soluzione più ordinata se il contatore stacca quando accendi forno e lavatrice insieme.
  • Allarmi tecnici: sensori di fumo, di allagamento e di mancanza di corrente, con avviso sul telefono. Un sensore di allagamento può anche chiudere l’acqua con un’elettrovalvola, che però va montata dall’idraulico sul tubo principale.
  • Ingressi: videocitofono, cancello e porta del garage comandati dalla stessa app.

Non serve automatizzare tutto. Se ti interessa solo gestire il riscaldamento dal telefono, basta un termostato smart, senza un impianto domotico.

Sistemi cablati o senza fili: le differenze che contano

Nei sistemi cablati un cavo dedicato, il bus, collega tutti i dispositivi, e ogni comando viaggia lì sopra. È la scelta più solida per un impianto nuovo o per una ristrutturazione: non dipende dal Wi-Fi ed è facile da ampliare. Esistono standard aperti come KNX, usato da molti produttori, e sistemi proprietari di singole marche.

I sistemi senza fili usano moduli radio nascosti dietro prese e interruttori, lampadine e prese smart, sensori a batteria. I protocolli radio più diffusi sono Wi-Fi, Zigbee, Z-Wave e Thread; Matter è uno standard nato per far dialogare dispositivi di marche diverse. Il vantaggio è che non servono tracce nei muri; i limiti sono la portata del segnale, le batterie da cambiare e la dipendenza da app e server del produttore.

Cablato (bus)Senza fili
Lavori muraritubi e cavi dedicati, spazio nel quadrominimi
Quando convieneimpianto nuovo o da rifarecasa abitata, impianto in buono stato
Funzionamentonon dipende dal Wi-Fidipende dalla copertura radio
Ampliamentisemplici, dentro lo stesso sistemafacili, se i dispositivi sono compatibili
Manutenzionerarabatterie dei sensori, aggiornamenti delle app

Spesso la soluzione giusta è mista: bus per luci e tapparelle, dispositivi senza fili per le aggiunte successive.

Un criterio che si trascura spesso è la durata. Un sistema aperto si può ampliare anche tra molti anni, con dispositivi di produttori diversi; un sistema chiuso dipende dalle scelte di una sola marca, che può cambiare app o smettere di produrre i ricambi. Prima di decidere chiedi sempre con cosa si potrà sostituire un componente guasto.

Cosa deve avere il tuo impianto elettrico prima di automatizzare

Ogni sistema si appoggia all’impianto che c’è. Al sopralluogo controlliamo soprattutto quattro cose.

  • Il neutro nelle scatole degli interruttori. Molti moduli smart ne hanno bisogno, ma negli impianti datati nella scatola dell’interruttore arrivano spesso solo due fili. Esistono moduli senza neutro, con qualche limite: con le lampadine LED possono dare sfarfallii.
  • Lo spazio. I moduli devono entrare nelle scatole a muro; alimentatori e attuatori si montano nel quadro, sulla barra dove stanno gli interruttori.
  • Lo stato dell’impianto. Cavi isolati in tela, prese senza messa a terra o un quadro senza salvavita vanno sistemati prima. Nei palazzi dei centri storici e nei condomini degli anni '60 e '70 capita di trovare linee da adeguare o rifare.
  • La rete di casa. Il Wi-Fi deve arrivare stabile in tutte le stanze, e il router deve reggere molti dispositivi collegati insieme.

Sicurezza e privacy della casa connessa

Una casa connessa va protetta come un computer. Chiedi che gli account delle app siano intestati a te e non all’installatore, usa password lunghe e diverse da quelle di fabbrica e accetta gli aggiornamenti. Se il router lo permette, metti i dispositivi domotici su una rete separata da quella dei computer.

Pensa anche a cosa succede se cade internet. Un impianto a bus e molti sistemi con centralina locale continuano a funzionare in casa; i dispositivi che passano solo dal server del produttore perdono le funzioni a distanza, a volte tutte. Per luci e tapparelle chiedi che restino comandabili dai pulsanti a muro.

Le telecamere meritano un discorso a parte: se inquadrano la strada, il cortile o le scale del condominio toccano la privacy di altre persone. Prima di installarle in un palazzo senti l’amministratore.

Dal sopralluogo alla consegna di una casa smart

  1. Sopralluogo: vediamo l’impianto, il quadro e la copertura Wi-Fi, e facciamo con te l’elenco delle funzioni.
  2. Progetto e preventivo: scegliamo il sistema e ti diamo l’elenco dei dispositivi, con le opere necessarie.
  3. Installazione: tubi e cavi per il bus, oppure moduli nelle scatole esistenti; quadro aggiornato se serve.
  4. Configurazione: scenari, programmi orari, app e assistenti vocali, provati insieme a te.
  5. Consegna: schemi, elenco dei dispositivi e credenziali. Per i lavori sull’impianto rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Cancello e porta del garage si possono integrare, se le loro centraline lo prevedono: per la parte motorizzata c’è la pagina sull'automazione del cancello.

Tempi e costi della domotica: da cosa dipendono

Il costo dipende dal numero di punti da comandare, dal sistema scelto, dai lavori murari e dalle ore di configurazione. Un sistema senza fili in una casa abitata richiede in genere meno opere di un bus cablato, ma i dispositivi si pagano uno per uno. Si può anche procedere a tappe: prima luci e tapparelle, poi clima e sicurezza.

Le tariffe aggiornate e le condizioni sono nella pagina prezzi. Dopo il sopralluogo ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Se i dispositivi li compri tu, mandaci prima l’elenco: verifichiamo che possano lavorare insieme. Per orientarti, leggi anche da dove iniziare con la domotica.

Dove interveniamo per domotica

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

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Domande frequenti

Si può fare la domotica senza rompere i muri?

Sì, con i dispositivi senza fili: moduli dietro i frutti, prese e lampadine smart, sensori a batteria. Restano due condizioni: un impianto in buono stato e, per molti moduli, il filo di neutro nella scatola dell’interruttore. Le verifichiamo al sopralluogo.

La domotica funziona anche senza internet?

Dipende dal sistema. Un impianto a bus o con una centralina locale continua a funzionare in casa; i dispositivi che si appoggiano solo al server del produttore perdono le funzioni a distanza. Per questo conviene che luci e tapparelle restino comandabili anche dai pulsanti.

Posso usare l’assistente vocale che ho già?

Molti sistemi si collegano agli assistenti vocali più diffusi, ma non tutti e non per tutte le funzioni. Prima dell’acquisto controlliamo la compatibilità, così eviti dispositivi che parlano solo con la propria app.

La domotica fa aumentare i consumi?

I dispositivi restano sempre alimentati e consumano un po’ anche a riposo, poco rispetto agli elettrodomestici di casa. In cambio puoi spegnere luci e apparecchi dimenticati, programmare il riscaldamento e tenere sotto controllo i carichi.

Serve la dichiarazione di conformità per un impianto domotico?

Quando la domotica modifica o amplia l’impianto elettrico, il lavoro rientra nel DM 37/08: l’impresa che la installa rilascia la dichiarazione di conformità a fine lavori; avvitare una lampadina smart, invece, non è un lavoro sull’impianto.

Fonti

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