Cortocircuito a Bologna: impianti a tappe, lavori in casa e prese basse
Linee vecchie dietro prese nuove, chiodi e trapani nelle ristrutturazioni, prese basse dopo un allagamento: dove nasce un cortocircuito nelle case bolognesi e come lo affrontiamo.
- Rispondiamo 24 ore su 24
- Obiettivo: arrivo entro 1 ora
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Un cortocircuito si riconosce: un colpo secco, a volte una scintilla o un odore di plastica bruciata, e il quadro che scatta. Cosa fare subito e cosa evitare lo trovi nella pagina sul cortocircuito. Qui parliamo di dove nasce più spesso nelle case di Bologna e di come ci organizziamo per trovarlo.
Impianti rifatti a tappe: linee vecchie dietro prese nuove
Negli appartamenti ricavati dai palazzi del centro, e nei villini d’inizio Novecento della zona Murri e di Costa-Saragozza, l’impianto è spesso la somma di lavori fatti in epoche diverse. Una presa nuova può essere collegata a una linea di cinquant’anni fa, con l’isolante dei fili indurito e giunzioni fatte a mano dentro scatole nascoste da mobili e quadri.
È lì che il corto nasce più spesso: in una scatola di derivazione, cioè la scatola dove si collegano i fili, che con il caldo dei carichi di oggi si è deteriorata. Riarmare l’interruttore e andare avanti sposta solo il problema alla volta successiva.
Negli appartamenti condivisi da studenti, numerosi in una città universitaria come Bologna, si aggiunge un’abitudine pericolosa: ciabatte collegate una all’altra per computer, stufette e caricatori. Una ciabatta che scalda o una spina annerita sono il segnale di un corto in arrivo.
Ristrutturazioni e lavori in casa: chiodi, trapani e tracce
Molti corti cominciano con un trapano. Nei palazzi antichi i cavi non seguono sempre percorsi dritti in verticale e in orizzontale: passano dove c’era spazio, in diagonale o dentro vecchie canne e intercapedini. Un tassello per un pensile o un chiodo per un quadro possono finire su una linea che nessuno si aspettava lì.
Se è successo, lascia abbassata la linea e non usarla, anche se il salvavita si riarma: il cavo danneggiato può scaldare dentro il muro. Durante una ristrutturazione chiedi che chi fa le tracce sappia dove passano le linee, e fai chiudere le scatole prima di intonacare.
Prese basse e acqua: il corto dopo un’infiltrazione o un allagamento
Nell’ottobre 2024 l’acqua uscita dal Ravone e dal Canale di Reno ha allagato cantine, garage e primi piani tra via Saffi, via Andrea Costa e via San Felice. Prese basse, scatole sotto il livello del pavimento e linee interrate verso cantine e box possono restare umide a lungo: un corto può presentarsi giorni dopo, alla prima accensione.
Lo stesso vale per le infiltrazioni dal tetto o dal terrazzo, frequenti nei palazzi vecchi dopo un temporale: se l’acqua è scesa lungo un muro con prese e interruttori, quella linea va controllata prima di riaccenderla. Prima di ridare corrente misuriamo l’isolamento delle linee coinvolte.
Ristoranti, laboratori e negozi: cucine, insegne e banchi frigo
Nelle cucine di osterie e ristoranti forni, friggitrici e lavastoviglie lavorano a lungo con forti assorbimenti, tra vapore e grasso che si deposita su prese e scatole. Sotto i portici insegne luminose e vetrine sono accese per ore. Un corto qui ferma il servizio e mette a rischio la merce nei frigoriferi.
Nei laboratori artigiani delle Roveri e della periferia ovest le linee trifase alimentano macchine e compressori: quando scatta una protezione dopo un corto, ci serve sapere quale macchina era accesa e se il guasto si è ripetuto. Per un locale possiamo intervenire anche fuori orario, quando la cucina è ferma.
Come ci muoviamo dopo un corto in città
Prima di chiamarci guarda se i vicini hanno corrente: se è buio in tutta la via, il guasto è sulla rete di e-distribuzione, all'803.500. Se il problema è in casa, al telefono ti chiediamo cosa stavi accendendo o facendo, quale interruttore è scattato e se c’è una presa o una scatola annerita.
Rispondiamo 24 ore su 24. Se la linea in corto è abbassata e il resto della casa funziona in sicurezza, a volte puoi aspettare il mattino ed evitare la maggiorazione notturna; se senti odore di bruciato, no. Prima di iniziare il lavoro ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice. Se dopo il corto vuoi rivedere l’impianto, parti dalla pagina dell'elettricista; le altre urgenze della città sono nella pagina dell'elettricista a Bologna.
Quartieri a Bologna
Interveniamo in tutti i quartieri a Bologna:
- Elettricista Centro storico
- Elettricista Bolognina
- Elettricista San Donato-San Vitale
- Elettricista Santo Stefano
- Elettricista Porto-Saragozza
- Elettricista Savena
- Elettricista Borgo Panigale-Reno
- Elettricista Navile
- Elettricista Corticella
- Elettricista Mazzini
- Elettricista Murri
- Elettricista Barca
- Elettricista San Ruffillo
Altre urgenze a Bologna
Domande frequenti
Il quadro non è scattato ma sento odore di bruciato: cosa faccio?
Abbassa subito l’interruttore generale e stacca le spine che raggiungi senza rischi. Non cercare la presa al tatto e non aprire scatole o quadro. Se vedi fumo, esci di casa e chiama il 112; altrimenti chiamaci: l’odore senza scatto può voler dire un contatto che scalda senza che le protezioni se ne accorgano.
Il corto ha annerito una presa in un appartamento in affitto: chi chiamo?
Per la sicurezza chiama noi, anche di notte se l’odore persiste; poi avvisa il proprietario. Chi paga dipende dalla causa: un apparecchio tuo difettoso è diverso da una linea vecchia dell’impianto. Conserva la presa sostituita e la fattura.
Dopo un cortocircuito va rifatto tutto l’impianto?
Non per forza. Si ripara il tratto danneggiato e si misura il resto: se le linee sono sane basta quello. Se invece la misura mostra un impianto vecchio in più punti, ti proponiamo un rifacimento dell’impianto elettrico, anche per gradi.
Fonti
- Il Post, 22 ottobre 2024 – esondazioni di Ravone e Canale di Reno a Bologna, con cantine, garage e primi piani allagati.
- e-distribuzione – Contatti – numero verde 803.500 per segnalare un pericolo o un guasto sulla rete.

Cortocircuito a Bologna? Chiamaci
Ti diciamo tempi e prezzo prima di partire. Su WhatsApp puoi mandarci una foto.


