Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Cortocircuito a Bologna: impianti a tappe, lavori in casa e prese basse

Linee vecchie dietro prese nuove, chiodi e trapani nelle ristrutturazioni, prese basse dopo un allagamento: dove nasce un cortocircuito nelle case bolognesi e come lo affrontiamo.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

Un cortocircuito si riconosce: un colpo secco, a volte una scintilla o un odore di plastica bruciata, e il quadro che scatta. Cosa fare subito e cosa evitare lo trovi nella pagina sul cortocircuito. Qui parliamo di dove nasce più spesso nelle case di Bologna e di come ci organizziamo per trovarlo.

Impianti rifatti a tappe: linee vecchie dietro prese nuove

Negli appartamenti ricavati dai palazzi del centro, e nei villini d’inizio Novecento della zona Murri e di Costa-Saragozza, l’impianto è spesso la somma di lavori fatti in epoche diverse. Una presa nuova può essere collegata a una linea di cinquant’anni fa, con l’isolante dei fili indurito e giunzioni fatte a mano dentro scatole nascoste da mobili e quadri.

È lì che il corto nasce più spesso: in una scatola di derivazione, cioè la scatola dove si collegano i fili, che con il caldo dei carichi di oggi si è deteriorata. Riarmare l’interruttore e andare avanti sposta solo il problema alla volta successiva.

Negli appartamenti condivisi da studenti, numerosi in una città universitaria come Bologna, si aggiunge un’abitudine pericolosa: ciabatte collegate una all’altra per computer, stufette e caricatori. Una ciabatta che scalda o una spina annerita sono il segnale di un corto in arrivo.

Ristrutturazioni e lavori in casa: chiodi, trapani e tracce

Molti corti cominciano con un trapano. Nei palazzi antichi i cavi non seguono sempre percorsi dritti in verticale e in orizzontale: passano dove c’era spazio, in diagonale o dentro vecchie canne e intercapedini. Un tassello per un pensile o un chiodo per un quadro possono finire su una linea che nessuno si aspettava lì.

Se è successo, lascia abbassata la linea e non usarla, anche se il salvavita si riarma: il cavo danneggiato può scaldare dentro il muro. Durante una ristrutturazione chiedi che chi fa le tracce sappia dove passano le linee, e fai chiudere le scatole prima di intonacare.

Prese basse e acqua: il corto dopo un’infiltrazione o un allagamento

Nell’ottobre 2024 l’acqua uscita dal Ravone e dal Canale di Reno ha allagato cantine, garage e primi piani tra via Saffi, via Andrea Costa e via San Felice. Prese basse, scatole sotto il livello del pavimento e linee interrate verso cantine e box possono restare umide a lungo: un corto può presentarsi giorni dopo, alla prima accensione.

Lo stesso vale per le infiltrazioni dal tetto o dal terrazzo, frequenti nei palazzi vecchi dopo un temporale: se l’acqua è scesa lungo un muro con prese e interruttori, quella linea va controllata prima di riaccenderla. Prima di ridare corrente misuriamo l’isolamento delle linee coinvolte.

Ristoranti, laboratori e negozi: cucine, insegne e banchi frigo

Nelle cucine di osterie e ristoranti forni, friggitrici e lavastoviglie lavorano a lungo con forti assorbimenti, tra vapore e grasso che si deposita su prese e scatole. Sotto i portici insegne luminose e vetrine sono accese per ore. Un corto qui ferma il servizio e mette a rischio la merce nei frigoriferi.

Nei laboratori artigiani delle Roveri e della periferia ovest le linee trifase alimentano macchine e compressori: quando scatta una protezione dopo un corto, ci serve sapere quale macchina era accesa e se il guasto si è ripetuto. Per un locale possiamo intervenire anche fuori orario, quando la cucina è ferma.

Come ci muoviamo dopo un corto in città

Prima di chiamarci guarda se i vicini hanno corrente: se è buio in tutta la via, il guasto è sulla rete di e-distribuzione, all'803.500. Se il problema è in casa, al telefono ti chiediamo cosa stavi accendendo o facendo, quale interruttore è scattato e se c’è una presa o una scatola annerita.

Rispondiamo 24 ore su 24. Se la linea in corto è abbassata e il resto della casa funziona in sicurezza, a volte puoi aspettare il mattino ed evitare la maggiorazione notturna; se senti odore di bruciato, no. Prima di iniziare il lavoro ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice. Se dopo il corto vuoi rivedere l’impianto, parti dalla pagina dell'elettricista; le altre urgenze della città sono nella pagina dell'elettricista a Bologna.

Quartieri a Bologna

Interveniamo in tutti i quartieri a Bologna:

Altre urgenze a Bologna

Domande frequenti

Il quadro non è scattato ma sento odore di bruciato: cosa faccio?

Abbassa subito l’interruttore generale e stacca le spine che raggiungi senza rischi. Non cercare la presa al tatto e non aprire scatole o quadro. Se vedi fumo, esci di casa e chiama il 112; altrimenti chiamaci: l’odore senza scatto può voler dire un contatto che scalda senza che le protezioni se ne accorgano.

Il corto ha annerito una presa in un appartamento in affitto: chi chiamo?

Per la sicurezza chiama noi, anche di notte se l’odore persiste; poi avvisa il proprietario. Chi paga dipende dalla causa: un apparecchio tuo difettoso è diverso da una linea vecchia dell’impianto. Conserva la presa sostituita e la fattura.

Dopo un cortocircuito va rifatto tutto l’impianto?

Non per forza. Si ripara il tratto danneggiato e si misura il resto: se le linee sono sane basta quello. Se invece la misura mostra un impianto vecchio in più punti, ti proponiamo un rifacimento dell’impianto elettrico, anche per gradi.

Fonti

Cortocircuito a Bologna? Chiamaci

Ti diciamo tempi e prezzo prima di partire. Su WhatsApp puoi mandarci una foto.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp