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Sezione dei cavi: perché un filo troppo sottile scalda e come si sceglie quella giusta

La sezione è la quantità di rame che porta la corrente. Se è poca per il carico, il filo scalda e l’isolante invecchia. Ecco come si sceglie, come si legge sui cavi e quando va ricontrollata.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Un filo troppo sottile scalda perché offre più resistenza al passaggio della corrente: a parità di ampere, meno rame vuol dire più calore. Quel calore non si vede, perché il cavo è nel muro, ma giorno dopo giorno indurisce l’isolante, allenta i morsetti e, nei casi peggiori, porta a un principio d’incendio. Per questo la sezione dei cavi elettrici, cioè lo spessore del rame, non si sceglie a occhio: dipende dalla corrente che la linea deve portare, da come è posata e da quanto è lunga.

Qui spieghiamo come ragiona l’elettricista e cosa puoi verificare tu, senza toccare niente. Se i cavi di casa sono vecchi o rovinati, la pagina di riferimento è quella sui cavi elettrici da sostituire; per una verifica delle linee c’è il nostro servizio di elettricista.

Più corrente, meno rame: da dove viene il calore

Ogni filo oppone una piccola resistenza alla corrente, e quella resistenza trasforma una parte dell’energia in calore. Due regole bastano a capire il problema:

  • a metà sezione, doppia resistenza: un filo con metà del rame scalda il doppio, a parità di corrente;
  • a corrente doppia, calore quadruplo: il calore cresce con il quadrato della corrente, quindi una linea che passa da 8 a 16 ampere non scalda il doppio, ma quattro volte tanto.

Il cavo cede il suo calore al muro e all’aria intorno. Finché ne produce meno di quanto riesce a smaltirne, la temperatura resta entro i limiti per cui l’isolante è costruito. Quando il carico è troppo alto per quella sezione, la temperatura sale oltre e l’isolante invecchia molto più in fretta. La norma CEI 64-8, quella degli impianti elettrici in bassa tensione, lo mette all’inizio delle sue regole generali: la potenza dei carichi va determinata proprio per non superare i limiti ammessi di temperatura e di caduta di tensione.

Millimetri quadrati: cosa indica il numero della sezione

La sezione si misura in millimetri quadrati (mm²): è l’area del rame, come se tagliassi il filo e guardassi il cerchio. Non è il diametro. Un filo da 2,5 mm² ha un diametro di poco meno di 2 millimetri, e l’isolante intorno lo fa sembrare più grosso di quello che è.

Nei cavi flessibili, come quelli delle prolunghe e degli apparecchi, il rame è fatto di tanti fili sottili intrecciati: la sezione è la somma di tutti. Per questo un cavo che sembra grosso per via della guaina può avere poco rame dentro, e uno sottile ma ben fatto averne di più. L’aspetto inganna: conta il numero scritto sul cavo.

Le sezioni che si trovano più spesso in casa

Negli impianti domestici recenti le sezioni ricorrenti sono poche. I valori della tabella sono quelli che si incontrano più di frequente, non una regola da applicare a occhio: la scelta vera la fa chi progetta o realizza l’impianto, con il calcolo della linea.

LineaSezione che si incontra spessoInterruttore abbinato di solito
Luci1,5 mm²10 A
Prese di uso generale2,5 mm²16 A
Linee dedicate a carichi forti: forno, piano a induzione, scaldabagno, climatizzatorida 2,5 a 6 mm², secondo potenza e lunghezzasecondo il calcolo
Montante, dal contatore al quadrosecondo la potenza del contratto e la lunghezzainterruttore generale

Negli impianti vecchi capita di trovare fili più sottili di questi, o la stessa sezione per luci e prese. Non è per forza un pericolo immediato, ma vuol dire che la linea è stata pensata per carichi più leggeri di quelli di oggi. Se l’impianto ha anche fili in tela o gomma, leggi la guida su cavi in tela e fili vecchi.

Il patto tra cavo e interruttore

Il magnetotermico, l’interruttore con una sigla come C10 o C16 che trovi nel quadro, non protegge l’apparecchio: protegge il cavo. La regola è semplice. La sua taglia non deve superare la corrente che il cavo regge senza scaldarsi troppo, così, se colleghi troppi apparecchi, l’interruttore stacca prima che il filo arrivi a temperature pericolose.

Da qui nasce la scorciatoia più pericolosa. Se una linea salta spesso, sostituire il 10 A con un 16 A sembra la soluzione: non salta più, ma solo perché adesso il cavo può portare più corrente di quella che regge. Il problema si sposta dove non lo vedi, dentro il muro. Il caso tipico, forno e lavatrice sulla stessa linea, è spiegato in il magnetotermico salta con forno e lavatrice, e tutte le altre cause sono nella pagina sul magnetotermico che scatta.

Vale anche al contrario: un cavo più grosso del necessario con un interruttore piccolo è sicuro, ma ti fa usare meno corrente di quella che la linea potrebbe dare. Per questo cavo e interruttore si scelgono insieme, partendo dal carico.

Posa, tubi pieni e distanze: cosa cambia la portata

La stessa sezione non regge sempre la stessa corrente. La portata, cioè la corrente che un cavo può portare senza scaldarsi oltre il limite, dipende anche da dove si trova:

  • posa: un cavo all’aria si raffredda meglio di uno chiuso in un tubo dentro una parete;
  • compagnia: più linee cariche nello stesso tubo si scaldano a vicenda;
  • ambiente: un sottotetto che d’estate diventa un forno, o una parete isolata termicamente, riducono la capacità di smaltire calore;
  • isolante: alcuni isolanti sopportano temperature più alte di altri.

Poi c’è la lunghezza. Un cavo lungo perde un po’ di tensione per strada: è la caduta di tensione. In un appartamento pesa poco, ma su una linea che va in fondo al giardino, al box o in un capannone si sente: luci che calano quando parte un apparecchio, motori che faticano all’avvio. In quei casi la sezione si aumenta anche se la corrente è modesta. Nel calcolo entra anche la contemporaneità, cioè quanti apparecchi lavorano davvero insieme: la norma permette di tenerne conto, purché l’impianto e il suo uso siano conosciuti nel dettaglio.

Come leggere la sezione sui cavi che vedi

I cavi nel muro non li puoi vedere, ma prolunghe e cavi degli apparecchi sì. Sulla guaina, cioè il rivestimento esterno, sono stampate alcune sigle: tra queste trovi il numero dei conduttori e la sezione, scritti per esempio così:

  • 3G1,5: tre conduttori da 1,5 mm², uno dei quali giallo-verde, per la terra;
  • 3G2,5: tre conduttori da 2,5 mm², anche qui con il giallo-verde;
  • 2X0,75: due conduttori sottili senza terra, tipici di lampade e piccoli apparecchi.

Una prolunga marcata 3G1 regge meno di una 3G1,5, anche se le prese sono identiche. Gli apparecchi che scaldano, come stufette e termoventilatori, vanno collegati direttamente alla presa a muro. Se per un uso breve una prolunga è inevitabile, scegli quella con la sezione più grande e srotolala del tutto: le altre regole sono nella guida su ciabatte e multiprese.

Se sul cavo non c’è scritto niente, o la scritta è illeggibile, non fidarti: per un apparecchio potente usa un cavo di cui conosci i dati.

Le scorciatoie che fanno scaldare i fili

  • Allungare una linea delle luci per farne una presa. Succede nei lavori fai da te: la presa nuova eredita un filo pensato per pochi watt.
  • Montare un interruttore più grande. Come abbiamo visto, sposta il problema nel muro.
  • Collegare un apparecchio potente con adattatori o riduttori a una presa piccola: il punto debole diventa il contatto, che scalda.
  • Usare all’esterno o sotto terra cavi da interno, dove caldo, gelo e acqua ne rovinano l’isolante: per le linee esterne c’è la pagina sull'impianto elettrico esterno.
  • Giuntare fili di sezioni diverse, magari nel controsoffitto: il tratto più sottile decide per tutti.

Nuovi carichi in arrivo: quando la sezione va ricontrollata

La sezione giusta per l’impianto di ieri può non bastare per quello di domani. Fai controllare le linee prima di:

E fai controllare presto se noti uno di questi segnali:

  • una placca o una presa tiepida dopo un uso normale;
  • odore di plastica calda vicino a prese, interruttori o al quadro;
  • luci che si abbassano quando parte un elettrodomestico;
  • un magnetotermico che scatta dopo un uso lungo, sempre sulla stessa linea.

Al controllo misuriamo con una pinza amperometrica la corrente che passa davvero sulla linea mentre gli apparecchi lavorano, verifichiamo sezione e taglia dell’interruttore e, se serve, proponiamo una linea dedicata. Per una linea nuova o modificata rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Pagine utili

Domande frequenti

Che sezione deve avere il cavo di una presa?

Nelle linee prese di casa si usa di solito il 2,5 mm², abbinato a un interruttore da 16 A. Ma conta la linea intera, non la singola presa: se la presa è stata ricavata da una linea delle luci, il cavo può essere più sottile. Per saperlo serve un controllo nel quadro.

Un cavo più grosso del necessario è un problema?

Per la sicurezza no: scalda meno e perde meno tensione. Costa di più, occupa più spazio nei tubi e nei morsetti e deve comunque adattarsi ai componenti previsti. Per questo si sceglie con il calcolo, non abbondando a caso.

Perché la prolunga scalda e la presa a muro no?

Perché la prolunga ha spesso una sezione più piccola della linea a muro e, se resta avvolta sul rullo, non riesce a smaltire il calore. Srotolala del tutto: se scalda anche così, è troppo sottile per quel carico. Sostituiscila o collega l’apparecchio direttamente alla presa.

Si può aumentare la sezione dei cavi senza rompere i muri?

Spesso sì, se i tubi sono abbastanza larghi: si sfilano i vecchi conduttori e se ne infilano di più grossi. Se il tubo è pieno o schiacciato, si valuta un percorso nuovo. È uno dei motivi per cui la norma vuole negli impianti nuovi cavi sfilabili e tubi con spazio in abbondanza.

Quanto conta la lunghezza della linea?

Poco in un appartamento, molto per le linee lunghe verso giardino, box o capannoni. Su quelle distanze la sezione si sceglie anche per limitare la caduta di tensione, cioè la tensione che si perde lungo il cavo, oltre che per evitare il riscaldamento.

Fonti

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