Messa a terra di casa: come si verifica e come si realizza l’impianto di terra
La messa a terra porta nel terreno la corrente di un guasto e, con il salvavita, ti evita la scossa. Ecco come si verifica, come si realizza e chi se ne occupa in condominio.
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La messa a terra collega le parti metalliche degli apparecchi a un dispersore piantato nel terreno: se un filo in tensione tocca la carcassa della lavatrice, la corrente prende quella strada e il salvavita stacca prima che tu possa prendere la scossa. Per sapere se la tua casa ce l’ha, e se funziona, serve una misura con uno strumento: a occhio non si capisce. Qui trovi come funziona, come si verifica e cosa si fa quando manca o è guasta.
Come lavorano insieme messa a terra e salvavita
Nelle case allacciate alla rete pubblica in bassa tensione il distributore collega a terra il neutro nella sua cabina, mentre l’edificio ha un impianto di terra proprio. Quando un apparecchio va in guasto, la corrente passa dalla carcassa al filo giallo-verde e da lì nel terreno. Il differenziale, cioè il salvavita, si accorge che una parte della corrente non torna indietro e stacca.
Senza terra la corrente di guasto resta sulla carcassa finché qualcuno non la tocca. Il salvavita interviene lo stesso, ma solo quando la corrente passa attraverso chi tocca l’apparecchio: la scossa la senti, anche se breve. Con la terra, invece, il guasto viene eliminato prima. La norma CEI 64-8 lega il valore massimo della resistenza di terra alla corrente di intervento dei differenziali: è il numero che il tecnico misura e confronta.
Non tutti gli apparecchi usano la terra allo stesso modo. Quelli con il simbolo del doppio quadratino sono a doppio isolamento, detti di classe II, e non hanno bisogno del filo di terra. Lavatrice, frigorifero, forno e scaldabagno sono di solito apparecchi di classe I, con le parti metalliche collegate alla terra: per loro la terra è parte della protezione. Per questo la loro spina ha il contatto di terra, centrale nelle spine italiane o laterale nelle Schuko, e la presa deve averlo collegato.
Le parti dell’impianto di terra
Secondo la definizione usata dall’INAIL, l’impianto di terra è l’insieme di dispersori, conduttori di terra, collettori, conduttori di protezione e conduttori equipotenziali. In pratica:
- dispersori: picchetti metallici infissi nel terreno, spesso dentro pozzetti ispezionabili, o corde di rame nude posate nelle fondazioni;
- conduttore di terra: collega i dispersori al collettore;
- collettore, o nodo principale di terra: la barra dove si uniscono i fili di terra dell’edificio;
- conduttori di protezione: i fili giallo-verdi che arrivano a ogni presa e a ogni apparecchio fisso;
- conduttori equipotenziali: collegano all’impianto le tubazioni e le parti metalliche che entrano nell’edificio, per evitare differenze di tensione tra cose che puoi toccare insieme.
In un condominio dispersore, collettore e montante di terra servono tutti gli appartamenti; dentro casa il filo di terra parte dal quadro e raggiunge prese e apparecchi.
Come capire se in casa c’è il filo di terra
Qualche indizio lo vedi da solo:
- le prese con due soli fori, senza il foro centrale né i contatti laterali delle Schuko, non hanno terra;
- l’impianto è vecchio, magari precedente al 1990, e nessuno ha documenti;
- toccando un elettrodomestico senti un formicolio o una piccola scossa;
- il salvavita scatta quando piove o quando accendi certi apparecchi.
Una presa a tre fori, però, non basta a dire che la terra c’è: il filo può mancare dietro la presa o essere interrotto. Non provare a verificarlo con lampadine, cacciaviti cercafase o fili volanti: è pericoloso e non dà risposte affidabili. Se senti scosse, leggi la pagina sulla dispersione di corrente e l’articolo su cosa significa prendere la scossa da un elettrodomestico.
La verifica della messa a terra: cosa misura il tecnico
Una verifica fatta bene segue la stessa traccia che l’INAIL descrive per le verifiche negli ambienti di lavoro: esame dei documenti, esame a vista, prove e misure, verbale. In pratica:
- si cercano dichiarazioni e schemi, e si individuano dispersori e collettore;
- si controllano collegamenti, sezioni e stato dei fili giallo-verdi, nel quadro e nei punti principali;
- si misurano la continuità dei conduttori di protezione fino alle prese, la resistenza di terra e l’intervento dei differenziali;
- si mette per iscritto cosa va bene e cosa va sistemato.
Negli ambienti di lavoro con dipendenti questa verifica è anche un obbligo periodico del DPR 462/01, affidato a un organismo abilitato o ad ASL e ARPA. Lo spieghiamo nella pagina sulla manutenzione dell’impianto elettrico.
Realizzare o rifare l’impianto di terra
In una casa indipendente si realizza un nuovo dispersore, con picchetti in pozzetti ispezionabili o una corda di rame interrata, e lo si collega al collettore e al quadro. Il terreno conta: in quelli sassosi di collina e montagna è più difficile ottenere un valore basso e possono servire più dispersori. Dopo scavi in giardino, nuove pavimentazioni o lavori alle fondazioni conviene controllare che i collegamenti siano ancora integri.
In un appartamento la terra arriva dall’impianto del palazzo. Se manca nelle stanze, si infila un nuovo filo giallo-verde nei tubi esistenti, quando c’è spazio; altrimenti si rifanno le linee. Se manca o è guasto l’impianto di terra condominiale, la questione riguarda tutto l’edificio e va portata all’amministratore.
Quando le linee sono senza terra perché vecchie, la soluzione è spesso un rifacimento dell’impianto. Ogni lavoro sull’impianto di terra si chiude con la dichiarazione di conformità: per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Costi di misure e lavori sulla terra
Il costo dipende da cosa serve: una verifica con misure, un collegamento da rifare nel quadro, un filo di terra da aggiungere in una stanza, oppure un dispersore nuovo con scavi e pozzetti.
Il listino è riassunto nella pagina prezzi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Se ti serve altro, dalle prese ai guasti, guarda la pagina dell'elettricista.
Ogni quanto ricontrollare dispersori e collegamenti
Per le case non c’è una scadenza di legge, ma il DM 37/08 chiede al proprietario di mantenere nel tempo la sicurezza dell’impianto. Un controllo ha senso quando compri o affitti casa, dopo una ristrutturazione, dopo un fulmine caduto vicino e quando il salvavita si comporta in modo strano. Per le attività con dipendenti la verifica è ogni cinque anni, ogni due per cantieri, locali ad uso medico e ambienti a maggior rischio in caso di incendio. I primi indizi da guardare sono nella guida su come capire se l’impianto ha la messa a terra.
Dove interveniamo per messa a terra
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
Una casa senza messa a terra è a norma?
Dipende dall’età. Per le abitazioni realizzate prima del 13 marzo 1990 il DM 37/08 considera adeguato l’impianto che abbia, tra l’altro, la protezione contro i contatti indiretti oppure un differenziale da non più di 30 mA. Negli impianti nuovi o rifatti la messa a terra fa parte delle protezioni previste dalla norma CEI 64-8. Rischi e soluzioni sono nell’articolo sulla casa senza impianto di terra.
Posso collegare il filo di terra al tubo dell’acqua o del gas?
No. Il tubo del gas non va mai usato come terra, e nemmeno i tubi dell’acqua sostituiscono un dispersore: oggi sono spesso in plastica, almeno in parte. Le tubazioni metalliche si collegano all’impianto di terra con i collegamenti equipotenziali, e questo è un lavoro da elettricista.
Il salvavita può sostituire la messa a terra?
No, lavorano in coppia. Il differenziale da 30 mA riduce molto il rischio, ma senza terra interviene solo quando la corrente passa attraverso chi tocca l’apparecchio. Con la terra il guasto viene eliminato prima che qualcuno lo tocchi.
Chi paga l’impianto di terra in condominio?
L’impianto di terra del palazzo serve tutti gli appartamenti, quindi decisioni e spese passano dall’assemblea, secondo le regole del condominio: per il caso concreto senti l’amministratore. Le linee dentro il tuo appartamento, invece, fanno parte del tuo impianto.
Ogni quanto si verifica la messa a terra in un negozio o in un ufficio?
Ogni cinque anni, se ci lavorano dipendenti; ogni due anni nei locali ad uso medico, nei cantieri e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio. La verifica la fanno l’ASL, l’ARPA o un organismo abilitato dal Ministero delle imprese, scelto dal datore di lavoro.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – requisiti minimi delle case precedenti al 13 marzo 1990 (art. 6), dichiarazione di conformità (art. 7), obblighi del proprietario (art. 8)
- DPR 22 ottobre 2001, n. 462 – Normattiva – verifiche periodiche degli impianti di terra nei luoghi di lavoro, ogni cinque o due anni
- INAIL – Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti – definizione di impianto di messa a terra e fasi della verifica
- INAIL – FAQ sulla verifica degli impianti di messa a terra – verifiche a carico del datore di lavoro con dipendenti, organismi abilitati dal Ministero
- CEI – Pubblicata la nuova edizione della Norma CEI 64-8 – nona edizione della norma sugli impianti in bassa tensione, in vigore dal 1° novembre 2024

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