Casa senza impianto di terra: rischi reali e soluzioni, caso per caso
Senza terra la corrente di un guasto resta sulla carcassa degli apparecchi finché qualcuno non la tocca. Ecco quando il rischio cresce, cosa fare subito e come si rimedia in villetta, appartamento e condominio.
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In una casa senza impianto di terra, se un elettrodomestico con parti metalliche va in guasto, la corrente resta sulla sua carcassa finché qualcuno non la tocca: il rischio è prendere la scossa. Un salvavita da 30 mA funzionante riduce molto il pericolo, perché stacca in una frazione di secondo, ma interviene solo quando la corrente sta già passando attraverso chi tocca. La soluzione vera è realizzare o ripristinare la terra; nel frattempo ci sono protezioni e abitudini che fanno la differenza.
Qui vediamo dove il rischio è più alto, cosa prevede la legge per le case più vecchie e come si interviene nei diversi tipi di edificio. Come capire se la terra c’è davvero è spiegato nella guida su come verificare la messa a terra; il funzionamento dell’impianto di terra e i lavori per realizzarlo sono nella pagina sulla messa a terra.
Cosa succede quando un apparecchio si guasta in una casa senza terra
Prendiamo una lavatrice con un cavo interno che si è spellato e tocca la carcassa metallica. In una casa con la terra la corrente prende subito la strada del filo giallo-verde, scende nel terreno e il salvavita, accorgendosi che una parte della corrente non torna indietro, stacca. Spesso te ne accorgi solo perché la lavatrice si è fermata.
Senza terra la corrente non ha dove andare. La carcassa resta in tensione, in silenzio, anche per giorni. Il guasto si manifesta quando una persona la tocca mentre è a contatto con qualcosa collegato al terreno: il rubinetto, un termosifone, un pavimento bagnato. A quel punto la corrente passa attraverso il corpo. Se c’è un salvavita da 30 mA efficiente, stacca in una frazione di secondo e la scossa, pur spiacevole, di solito è breve. Se il salvavita manca, è difettoso o è meno sensibile, le conseguenze possono essere gravi.
C’è anche un caso più subdolo: due apparecchi guasti in modo diverso, o un apparecchio e un tubo metallico, che si trovano a tensioni diverse. Toccarli insieme, per esempio la lavatrice e il lavello, è proprio la situazione che i collegamenti equipotenziali dell’impianto di terra servono a evitare.
Bagno, cucina, cantina: dove il rischio cresce
| Situazione | Perché è più rischiosa | Cosa fare subito |
|---|---|---|
| Bagno con lavatrice, scaldabagno o stufetta | pelle bagnata, piedi scalzi, tubi e vasca a portata di mano | non toccare apparecchi con le mani bagnate, scollegare quelli che danno formicolio |
| Cucina | forno, frigorifero e lavastoviglie metallici vicino al lavello | evitare di toccare insieme apparecchi e rubinetto, controllare le spine |
| Cantina, garage, taverna | pavimenti umidi, congelatori, attrezzi | non usare attrezzi elettrici con i piedi sul bagnato |
| Giardino e cortile | idropulitrici, tosaerba elettrici, pompe | usare attrezzi a doppio isolamento e prese protette |
| Casa con bambini | toccano tutto, anche gli elettrodomestici in funzione | tenere chiusi ripostigli e lavanderia |
Nelle nostre zone c’è un fattore in più: nella pianura le cantine e i piani terra sono spesso umidi, e l’umidità aumenta sia le dispersioni sia la probabilità che chi tocca un apparecchio sia ben collegato al pavimento.
Gli apparecchi e le protezioni che senza terra lavorano peggio
Gli elettrodomestici non sono tutti uguali. Quelli con il simbolo del doppio quadratino sono a doppio isolamento, detti di classe II, e non usano la terra: phon, molti caricatori, buona parte dei piccoli elettrodomestici. Quelli di classe I, invece, hanno le parti metalliche collegate al contatto di terra della spina e contano sulla terra per la loro sicurezza: lavatrice, lavastoviglie, forno, frigorifero, scaldabagno, molte stufe e diversi computer fissi.
Senza terra perdono efficacia anche altre cose:
- lo scaricatore di sovratensioni, che protegge dai fulmini e dalle sovratensioni di rete, scarica proprio verso terra: senza terra non può fare il suo lavoro, come spiega la guida sullo scaricatore di sovratensioni;
- i filtri degli apparecchi elettronici, collegati alla carcassa: senza terra possono dare un leggero formicolio quando tocchi il case metallico di un computer o di un televisore;
- gli impianti nuovi: pompa di calore, piano a induzione, fotovoltaico e ricarica dell’auto si installano su linee con il conduttore di protezione, e in un impianto nuovo o in una parte rifatta la messa a terra fa parte delle protezioni previste dalla norma CEI 64-8.
Il minimo di legge per gli impianti di casa anteriori al 1990
Per le abitazioni con impianti realizzati prima del 13 marzo 1990, il DM 37/08 considera adeguato l’impianto che abbia: sezionamento e protezione contro le sovracorrenti all’inizio dell’impianto, protezione contro i contatti diretti, e la protezione contro i contatti indiretti oppure un interruttore differenziale con soglia non superiore a 30 mA.
Detto in parole semplici: per una casa di quell’epoca, senza terra ma con un salvavita da 30 mA, un interruttore generale e nessuna parte in tensione raggiungibile con le dita, il decreto fissa una soglia minima che può essere considerata rispettata. È una soglia, appunto, non un traguardo. Il salvavita compensa in parte la mancanza della terra, ma non protegge dai guasti nello stesso modo, e un impianto che rispetta il minimo può avere comunque cavi vecchi, prese insufficienti e nessuna protezione per gli apparecchi più delicati.
Se l’impianto è successivo al 1990, questo minimo non si applica: un impianto recente senza terra non segue la regola dell’arte e va sistemato. Cosa voglia dire «a norma» per un impianto esistente lo spieghiamo nella guida sull'impianto elettrico a norma.
Cosa fare da subito, mentre aspetti i lavori
- Controlla che ci sia un salvavita da 30 mA. Nel quadro cerca un interruttore con il tasto T e la scritta 30 mA o 0,03 A. Se non c’è, farlo installare è la prima cosa da fare, anche prima di pensare alla terra.
- Premi il tasto T. Se il salvavita non stacca, non ti sta proteggendo: chiama. Come fare la prova è spiegato nella guida al tasto test del salvavita.
- Scegli apparecchi di classe II quando compri piccoli elettrodomestici e attrezzi: il doppio quadratino sull’etichetta vuol dire che non dipendono dalla terra.
- Togli gli adattatori che «saltano» la terra, come quelli che fanno entrare una spina Schuko in una presa a due fori: oltre a non proteggere, fanno credere di avere una protezione che non c’è.
- Smetti di usare gli apparecchi che danno formicolio e falli controllare: il formicolio è una dispersione in corso.
- Evita i gesti a rischio: toccare lavatrice e rubinetto insieme, usare attrezzi elettrici a piedi scalzi o sul bagnato.
- Non improvvisare la terra collegando fili a tubi dell’acqua, del gas o del riscaldamento: è pericoloso e non funziona.
Villetta, appartamento, condominio: come si porta la terra
| Situazione | Soluzione tipica | Chi decide |
|---|---|---|
| Casa indipendente senza dispersore | nuovo dispersore nel terreno, collettore e collegamento al quadro, conduttori di protezione nelle linee | il proprietario |
| Appartamento con terra condominiale, ma linee senza filo giallo-verde | infilare il conduttore di protezione nei tubi esistenti, se c’è spazio; altrimenti nuove linee | il proprietario dell’appartamento |
| Condominio senza impianto di terra o con il montante interrotto | dispersore e montante comuni, poi i collegamenti dei singoli appartamenti | l’assemblea, su proposta dell’amministratore |
| Solo alcune stanze senza terra | intervento parziale, con priorità a bagno, cucina e lavanderia | il proprietario |
| Impianto vecchio in tutto, non solo nella terra | rifacimento dell’impianto | il proprietario, con un progetto |
Il punto che decide i tempi e i costi è spesso dentro i muri: se i tubi sono abbastanza larghi e non schiacciati, il filo di terra si infila senza rompere; se i fili sono murati senza tubo o i tubi sono pieni, servono tracce nuove. Quando la mancanza di terra si accompagna a cavi vecchi e quadro superato, conviene ragionare sull’insieme, come spiega la guida su quando rifare un impianto elettrico.
A fine lavori, per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta, anche quando l’intervento riguarda solo una parte dell’impianto. Le voci di spesa sono nella pagina dei prezzi.
Senza terra e con un contratto in mezzo: affitto e vendita
Se sei in affitto. Il DM 37/08 chiede al proprietario di mantenere nel tempo la sicurezza dell’impianto. Se scopri che la terra manca, avvisalo per iscritto, descrivendo cosa hai notato, e non fare lavori sull’impianto senza il suo accordo. Su chi paga cosa decide anzitutto il contratto: per i casi dubbi senti un consulente o un’associazione di inquilini o di proprietari.
Se affitti una casa. Un impianto senza terra è un rischio per chi ci abita e un problema per te: quando c’è un incidente, la prima domanda riguarda proprio lo stato dell’impianto. Sistemare la terra prima di consegnare le chiavi è la scelta più semplice.
Se vendi o compri. Non esiste un obbligo di allegare i documenti dell’impianto al contratto, ma chi compra li chiede sempre più spesso, e la mancanza della terra pesa sul prezzo. Per un impianto precedente al 2008 senza documenti si può arrivare a una dichiarazione di rispondenza solo se l’impianto rispetta almeno le regole che gli si applicano. Ne parliamo nella guida su vendita, affitto e certificato dell’impianto.
Le domande per decidere da dove cominciare
Al sopralluogo, queste domande ti aiutano a capire cosa fare prima e cosa dopo:
- Nell’edificio c’è un dispersore? E il montante di terra arriva fino al mio appartamento?
- Quali linee sono senza conduttore di protezione? Tutte, o solo alcune stanze?
- Nei tubi c’è spazio per aggiungere il filo? La risposta decide quante tracce servono.
- Il salvavita è del tipo e della sensibilità giusti? E conviene dividerlo su più circuiti?
- Cosa va fatto subito e cosa si può programmare? La sicurezza prima, il resto dopo.
- Quali documenti riceverò a fine lavori? Dichiarazione di conformità e schema aggiornato.
Per le domande pratiche su un guasto in corso, come scatti continui o scosse, la strada è diversa: prima si mette in sicurezza, poi si progetta. Per tutto il resto c’è il nostro servizio di elettricista.
Pagine utili
Domande frequenti
Posso usare la lavatrice se in casa non c’è la terra?
Con prudenza, se il salvavita da 30 mA c’è e stacca alla prova del tasto T. Evita di toccarla insieme al rubinetto, non usarla a piedi scalzi sul pavimento bagnato e scollegala se senti formicolio. E fai portare la terra almeno su quella linea appena possibile: è la prima da sistemare.
Un salvavita ancora più sensibile può sostituire la terra?
No. Esistono differenziali con soglie più basse di 30 mA, ma lavorano con lo stesso principio: staccano quando la corrente sta già passando, anche attraverso una persona. La terra, invece, toglie di mezzo il guasto prima che qualcuno lo tocchi. Le due protezioni servono insieme.
Un adattatore con il contatto di terra risolve il problema?
No. L’adattatore porta la terra solo se la presa a muro ce l’ha collegata. Se la presa ha due fori, o tre fori senza il filo dietro, il contatto di terra dell’adattatore non è collegato a niente.
Si può portare la terra solo in alcune stanze?
Sì, è un intervento parziale che si fa spesso, partendo dalle stanze più a rischio: bagno, cucina, lavanderia. La dichiarazione di conformità coprirà la parte su cui si è lavorato, tenendo conto della sicurezza del resto dell’impianto.
Il condominio non ha l’impianto di terra: cosa posso fare?
Segnala il problema all’amministratore per iscritto e chiedi che venga messo all’ordine del giorno dell’assemblea, magari con una relazione tecnica che descriva la situazione. Nel frattempo proteggi il tuo appartamento con un salvavita da 30 mA efficiente. Per le questioni condominiali più complesse senti l’amministratore o un legale.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – articolo 6, comma 3: requisiti minimi degli impianti elettrici delle abitazioni realizzati prima del 13 marzo 1990 (sezionamento e protezione dalle sovracorrenti, protezione dai contatti diretti, protezione dai contatti indiretti oppure differenziale da non più di 30 mA); articolo 7: dichiarazione di conformità anche per i rifacimenti parziali; articolo 8: obbligo del proprietario di mantenere la sicurezza dell’impianto. Consultato il 25 ottobre 2026.
- CEI – Pubblicata la nuova edizione della Norma CEI 64-8 – nona edizione della norma sugli impianti elettrici in bassa tensione, in vigore dal 1° novembre 2024. Consultato il 25 ottobre 2026.
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