Controllo fumi della caldaia, libretto d’impianto e bollino in Emilia-Romagna
Una caldaia a gas di casa fa il controllo fumi ogni due anni, il primo dopo quattro. Ecco cosa misura il tecnico, quanto costa il bollino e come verificare libretto e targa nel CRITER.
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Il controllo fumi della caldaia, che le regole chiamano controllo di efficienza energetica, è un’analisi della combustione con un rapporto da registrare nel catasto regionale. In Emilia-Romagna una caldaia a gas sotto i 35 kW lo fa ogni due anni, con il primo dopo quattro anni dall’installazione, e a ogni controllo si paga il bollino regionale. Qui c’è quello che ti serve per non perdere una scadenza e per sapere cosa chiedere a chi lo esegue, dal libretto alla nostra assistenza caldaie.
Analisi di combustione: cosa misura davvero il tecnico
Il tecnico inserisce la sonda di un analizzatore nel condotto dei fumi con la caldaia accesa alla massima potenza effettiva in normale funzionamento. Lo strumento legge la temperatura dei fumi e la loro composizione, in particolare ossigeno, anidride carbonica e monossido di carbonio, e ne ricava il rendimento di combustione.
Quel numero dice quanta energia del gas diventa calore utile; la presenza di monossido dice se la caldaia brucia bene. Il rendimento viene confrontato con i limiti del regolamento regionale. Secondo l’articolo 15, il rapporto è valido solo se riporta la prova di combustione completa e il versamento del contributo.
Oltre ai fumi, il controllo verifica la presenza e il funzionamento di regolazione della temperatura, trattamento dell’acqua dove previsto e, dove obbligatori, termoregolazione e contabilizzazione del calore.
Scadenze del controllo fumi per le caldaie di casa
Secondo la guida della Regione, il controllo è obbligatorio per gli impianti di riscaldamento di potenza utile oltre i 10 kW. La potenza si legge sulla targhetta e sul libretto.
| Generatore | Potenza utile | Ogni quanto |
|---|---|---|
| Caldaia a gas, metano o GPL | meno di 35 kW | 2 anni, il primo dopo 4 anni dall’installazione |
| Caldaia a gas, metano o GPL | da 35 kW in su | 1 anno, il primo dopo 2 anni dall’installazione |
| Generatore a combustibile liquido o solido | da 10 kW in su | 1 anno |
Il controllo va fatto anche alla prima messa in servizio, a cura dell’installatore, quando si sostituisce il generatore e dopo interventi che possono cambiarne l’efficienza. Da quella data ripartono le cadenze. Pompe di calore, teleriscaldamento e altri casi hanno righe proprie: le trovi nella guida completa sul controllo fumi in Emilia-Romagna. Gli scaldacqua a servizio di un solo appartamento sono esclusi.
Il bollino caldaia: quanto costa e cosa paga
Il bollino «Calore pulito» è un contributo regionale, non il compenso del tecnico. È virtuale, legato al rapporto, e lo versi tramite il manutentore. I proventi coprono la gestione del catasto, l’informazione e le ispezioni. Gli importi in vigore dal 1° ottobre 2022, secondo la guida regionale, sono questi.
| Potenza del generatore a fiamma | Contributo |
|---|---|
| meno di 35 kW | 1,75 euro |
| da 35 a meno di 100 kW | 7,00 euro |
| da 100 a meno di 300 kW | 14,00 euro |
| da 300 kW in su | 24,50 euro |
Per una caldaia domestica è quindi la voce più piccola del conto. Non si paga per la sola manutenzione, né per ora per apparecchi a biomassa legnosa, macchine frigorifere, pompe di calore e sottostazioni del teleriscaldamento. Se trovi nel preventivo una cifra diversa alla voce bollino, fattela spiegare.
Libretto d’impianto e targa: come verificarli con lo SPID
Il libretto è il documento d’identità dell’impianto: caratteristiche, sostituzioni di componenti e controlli. In Emilia-Romagna va registrato nel CRITER, il catasto regionale degli impianti termici, che assegna a ogni libretto un codice chiamato targa. La registrazione la fa un’impresa accreditata al catasto: per un impianto nuovo l’installatore, entro 30 giorni dall’attivazione; per uno esistente il manutentore.
Tu, come responsabile, devi chiedere la registrazione e fornire i dati che spettano a te: riferimenti catastali, che trovi su rogito o contratto d’affitto, e il codice PDR della fornitura gas, che è in bolletta.
Per controllare, entra nel CRITER dal sito della Regione con lo SPID: puoi vedere il libretto, scaricarlo, stampare il codice e consultare i rapporti registrati. Dallo stesso accesso comunichi anche il cambio del responsabile o la disattivazione dell’impianto. Chi compila cosa è spiegato nella guida al libretto di impianto della caldaia.
Se il rendimento non basta o c’è un pericolo
Un risultato fuori dai limiti non significa cambiare subito la caldaia. Il regolamento regionale prevede questo percorso:
- si prova a recuperare il rendimento con la manutenzione, e si ripete il controllo con un nuovo rapporto;
- se non si recupera, il generatore va sostituito entro 180 giorni solari dal controllo;
- il responsabile può chiedere a proprie spese una verifica ulteriore, e la scadenza resta sospesa fino all’esito.
Se invece il manutentore trova carenze di grave e immediato pericolo, ferma l’impianto, che può ripartire solo dopo gli interventi necessari. Cosa valutare quando la caldaia va cambiata è nella pagina sulla sostituzione della caldaia.
Chi deve chiamare e cosa chiedere all’impresa
Il responsabile dell’impianto è il proprietario di una casa non affittata, l’occupante di un appartamento, per esempio l’inquilino, o l’amministratore se l’impianto è centralizzato. È lui che risponde se il controllo salta: la guida regionale indica una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, la stessa prevista se il libretto non è registrato.
Il controllo va eseguito da una ditta abilitata ai sensi del DM 37/08 per quel tipo di impianto, e il rapporto va registrato nel CRITER. Quindi, prima di fissare, chiedi a qualunque impresa, noi compresi, per quali impianti è abilitata e se è accreditata al catasto regionale: è una domanda normale, e la risposta deve essere chiara.
Un consiglio pratico: tieni il controllo fumi insieme alla manutenzione della caldaia, come suggerisce la stessa Regione. Le due cose si fanno di norma nella stessa visita, anche se la manutenzione può essere più frequente.
Come organizzare il controllo con noi
Si prenota come qualsiasi lavoro programmabile: telefono o WhatsApp, con marca e modello, potenza se la conosci, data dell’ultimo controllo e una foto del libretto. Alla fine ricevi la copia del rapporto, da allegare al libretto e conservare. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, e rilasciamo fattura o ricevuta. Il bollino è una voce separata.
Il listino e le condizioni sono nella pagina dei prezzi.
Dove interveniamo per controllo fumi e libretto d’impianto
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Domande frequenti
Il controllo fumi è diverso dalla revisione dell’auto?
Il paragone lo fa la stessa Regione: è un controllo periodico obbligatorio. La differenza è che lo chiami tu, tramite un manutentore, e che i rapporti finiscono in un catasto consultabile. Non aspettare una lettera: non è detto che qualcuno ti avvisi della scadenza.
Il manutentore mi chiede una somma per registrare il libretto: è regolare?
La Regione indica che il manutentore può chiedere un importo una tantum per la pratica di registrazione. È una voce separata dal bollino: fatti scrivere nel preventivo di cosa si tratta e quanto costa.
Ho perso il libretto o non so se la caldaia è registrata: cosa faccio?
Entra nel CRITER con lo SPID e cerca il tuo impianto: se c’è, puoi scaricare il libretto e vedere i rapporti. Se non c’è, va registrato alla prima visita utile, portando i dati catastali e il codice PDR dalla bolletta.
Possono venire a controllarmi l’impianto a casa?
Sì, esistono ispezioni pubbliche organizzate dall’organismo regionale, comunicate con almeno 15 giorni di anticipo, con la possibilità di chiedere un cambio di data. Possono essere richieste anche da proprietario, acquirente o inquilino. Diffida di chi si presenta senza preavviso chiedendo soldi.
Ho una stufa a pellet: devo fare il controllo?
Gli apparecchi a biomassa rientrano nelle regole quando superano le soglie, ma non pagano il bollino, in attesa delle norme sulla misura del rendimento sul posto. Chiedi al tuo manutentore quali controlli e rapporti servono per il tuo apparecchio.
Fonti
- Regione Emilia-Romagna, Guida per l’esercizio, la manutenzione e il controllo degli impianti termici (rev. 4, novembre 2024) – cadenze dei controlli, oggetto del controllo, importi del bollino dal 1° ottobre 2022, esenzioni, libretto, targa, SPID, responsabile dell’impianto, sanzioni da 500 a 3.000 euro. Consultata il 1° novembre 2026.
- Regione Emilia-Romagna, Calore pulito – controllo ogni due anni per i piccoli impianti domestici, bollino da 1,75 euro, importo una tantum per la registrazione del libretto, impresa accreditata al CRITER. Consultata il 1° novembre 2026.
- Regolamento regionale 1/2017, testo coordinato (Demetra, Regione Emilia-Romagna) – libretto entro 30 giorni per gli impianti nuovi (art. 5), fermo dell’impianto per grave pericolo (art. 14), validità del rapporto e sostituzione entro 180 giorni (art. 15), ispezioni con preavviso di 15 giorni e su richiesta, contributo (art. 23), sanzioni (art. 24). Consultato il 1° novembre 2026.
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 7 (Normattiva) – controllo e manutenzione eseguiti da ditte abilitate. Consultato il 1° novembre 2026.
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 8 (Normattiva) – soglia dei 10 kW, rendimento misurato alla massima potenza effettiva secondo le norme UNI, sostituzione entro 180 giorni. Consultato il 1° novembre 2026.

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