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Impianto gas domestico: tubo del gas, messa a norma e dichiarazione

Dal contatore a caldaia e fornello, l’impianto gas è privato. Cosa comprende, quando il lavoro spetta a un’impresa abilitata, cosa significa metterlo a norma e quali documenti devi avere.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

L’impianto gas di casa è l’insieme di tubi, raccordi e valvole che portano metano o GPL dal contatore agli apparecchi: caldaia, piano cottura, scaldabagno. Comprende anche l’aerazione dei locali e lo scarico dei fumi. Puoi controllarlo a vista, ma ogni modifica spetta a un’impresa abilitata e si chiude con una dichiarazione. Questa pagina riguarda lavori e documenti: per chi cerca una fuga c’è la pagina sulla ricerca delle perdite di gas.

Odore di gas: prima esci, all’impianto si pensa dopo

Il pronto intervento del distributore serve proprio a questo, e non va confuso con un tecnico privato: chiamalo per primo. Quando la zona è messa in sicurezza, si passa a capire dove sta il problema e a ripararlo. I passi da seguire, dal primo momento alla riapertura del gas, sono nella guida sull'odore di gas in casa.

Dal contatore ai fornelli: di chi è ogni tratto

Il decreto che regola questi lavori, il DM 37/08, si applica dal punto di consegna della fornitura, in pratica dal contatore in poi. Ecco come si divide:

TrattoCosa comprendeChi se ne occupa
Rete e contatoreTubi stradali e misuratoreDistributore
Colonne comuni, se ci sonoTubi montanti verso gli appartamentiCondominio, tramite l’amministratore
Impianto internoTubi, raccordi e valvole dal contatore agli apparecchiIl proprietario o chi abita, con un’impresa abilitata
Collegamento all’apparecchioTubo flessibile o rigido del fornello e della caldaiaImpresa abilitata
Aerazione e ventilazionePrese d’aria a muro, griglieImpresa abilitata; tu non devi tapparle
Scarico dei fumiCanna fumaria o condotto della caldaiaImpresa abilitata; in condominio spesso anche l’amministratore

Il confine in un condominio può variare da un edificio all’altro: guarda il regolamento e chiedi all’amministratore. Secondo il decreto, il proprietario deve mantenere le caratteristiche di sicurezza dell’impianto, seguendo le istruzioni d’uso e manutenzione di installatore e produttori.

Il tubo del gas: a vista, flessibile o dentro il muro

Il tubo del gas è il punto che più spesso preoccupa chi cambia cucina o ristruttura.

  • Tubo a vista: si vede tutto, e puoi controllare che non sia schiacciato, arrugginito o usato come appoggio. Non appenderci nulla.
  • Tubo del fornello: se è in gomma, controlla la data stampata sopra. Una volta scaduta, fallo sostituire; lo stesso se è screpolato, indurito o schiacciato dietro al mobile.
  • Tubo sotto traccia: i tubi nel muro o nel pavimento non si possono ispezionare e vanno posati e protetti secondo le norme tecniche. Prima di forare un muro vicino al contatore o alla caldaia, chiedi dove passano.

Spostare il piano cottura, allungare il tubo, passare a una cucina nuova o chiudere una linea non sono lavori da fai da te. Anche se sembra una vite in più, un raccordo stretto male non si vede e non si sente subito. Se passi all’induzione, il tubo non va lasciato aperto dietro al mobile: va chiuso a regola d’arte da un’impresa abilitata.

Per gli apparecchi domestici con singola portata fino a 35 kW il riferimento tecnico è la norma UNI 7129-1, che dà i criteri per realizzare nuovi impianti interni, o parti di essi, e per rifare quelli esistenti.

Messa a norma dell’impianto gas: cosa significa davvero

«Messa a norma» non è un timbro che si compra. Significa verificare se l’impianto risponde alle regole e poi eseguire i lavori che servono. In una casa con qualche decennio, spesso i punti da guardare sono questi:

  • prese d’aria assenti o chiuse nel locale dove si trovano fornelli o apparecchi a gas;
  • caldaia dentro un mobile senza le aperture previste, o in un locale non adatto;
  • tubi rifatti a pezzi in epoche diverse, con raccordi non riconoscibili;
  • canna fumaria non verificata, o scarico in un punto non ammesso;
  • nessun documento dell’impianto.

Il tecnico guarda, misura e prova la tenuta: l’impianto viene messo in pressione per verificare che non perda, con uno strumento dedicato. Poi dice cosa va fatto e perché. Diffida di chi propone un rifacimento completo senza spiegare il motivo, e di chi offre un documento senza aver controllato nulla.

Prima di chiudere il lavoro, chiedi anche di vedere il risultato della prova. Per i segnali di una combustione cattiva, che non riguarda solo i tubi ma l’aria della casa, c’è la guida sul monossido di carbonio.

Dichiarazione dell’impianto gas: quale serve e a chi va

Il documento di base è la dichiarazione di conformità. La rilascia l’impresa installatrice al committente alla fine dei lavori, dopo le verifiche, sul modello previsto dal DM 37/08, con la relazione sui materiali e il progetto. Se è rifatta solo una parte, copre quella parte tenendo conto della sicurezza dell’insieme.

Il progetto può essere del responsabile tecnico dell’impresa, ma serve un professionista iscritto all’albo sopra i 50 kW di portata termica o con canne fumarie collettive ramificate. La manutenzione ordinaria non richiede né progetto né collaudo.

Se la dichiarazione manca o non si trova più, per gli impianti installati prima del 27 marzo 2008 si può sostituire con una dichiarazione di rispondenza. La rilascia dopo un sopralluogo un professionista iscritto all’albo con almeno cinque anni di esperienza nel settore. Se l’impianto non rientra nei casi con progetto del professionista, può farlo anche il responsabile tecnico di un’impresa abilitata con cinque anni nel ruolo.

I documenti servono anche al gas:

  • attivazione di una fornitura: per i nuovi impianti, secondo le regole ARERA, il distributore esamina la documentazione compilata dall’installatore, compresa l’attestazione chiamata allegato I/40, e attiva il gas solo se l’esito è positivo. Se è negativo, ti comunica cosa non va, e la richiesta va ripresentata dopo aver eliminato il problema;
  • riattivazione dopo i lavori: lo stesso accertamento vale quando la fornitura è stata sospesa su tua richiesta per ampliamento o manutenzione straordinaria, per spostare il contatore o per cambiarlo a seguito di una diversa portata termica;
  • allaccio o variazione di portata: il decreto chiede al committente di consegnare copia della dichiarazione al distributore o al venditore entro 30 giorni, altrimenti, dopo un congruo avviso, la fornitura può essere sospesa.

Il controllo del distributore è documentale: non sostituisce il lavoro fatto bene. Per questo conviene conservare tutto insieme al libretto della caldaia.

Come lavoriamo su un impianto gas e cosa chiedere a qualsiasi impresa

Se stai programmando un lavoro, ti chiediamo cosa vuoi modificare, quali apparecchi ci sono, se la casa è autonoma o in condominio e se hai già dei documenti. Foto di contatore, tubi e griglie aiutano a capire cosa serve. Se il lavoro richiede di chiudere il gas, va concordato il momento, perché resti senza caldaia e fornelli.

A qualsiasi impresa chiedi prima di tutto la visura camerale con la lettera e) del DM 37/08, cioè l’abilitazione per gli impianti gas, poi cosa farà, che prova di tenuta è prevista e quale documento ti lascerà. Se il tuo problema è una caldaia da cambiare, parti dalla pagina sulla sostituzione della caldaia, e per il resto c’è il servizio di assistenza caldaie e gas.

Quanto costa un lavoro sull’impianto gas

Il prezzo dipende dalla lunghezza del tratto, da quanti apparecchi ci sono, da dove passano i tubi e da eventuali opere per aerazione e fumi. Una sostituzione del collegamento del fornello e la verifica di un impianto vecchio sono lavori molto diversi.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, e rilasciamo fattura o ricevuta. Tutte le voci sono nella pagina dei prezzi. Se devi rifare anche i tubi dell’acqua, ti conviene programmare insieme i lavori con la pagina sull'impianto idraulico.

Dove interveniamo per impianto gas domestico

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

Posso spostare da solo il tubo del fornello?

No. Anche un piccolo spostamento può lasciare un raccordo che perde senza che tu te ne accorga. Il lavoro va affidato a un’impresa abilitata per la lettera e), che alla fine verifica la tenuta. Se la cucina nuova ha un attacco diverso, parlane prima con l’impresa, non il giorno del montaggio.

Il tubo in gomma del gas ha una scadenza?

Sì, se sul tubo è stampata una data: quando è passata, fallo sostituire. Controlla anche che non sia screpolato, indurito o schiacciato dietro ai mobili. Se la data non si legge più, è il momento di farlo cambiare da chi lavora sugli impianti gas.

Compro casa e non c’è la dichiarazione dell’impianto gas: cosa faccio?

Chiedila al venditore e all’amministratore, e controlla le pratiche edilizie. Se l’impianto è precedente al 27 marzo 2008 e il documento non si trova, si può valutare una dichiarazione di rispondenza. Altrimenti serve una verifica tecnica: per gli effetti sulla compravendita senti il notaio.

Passo al piano a induzione: cosa devo fare con il gas?

Il tubo non va lasciato con il rubinetto aperto dietro ai mobili. Fallo chiudere da un’impresa abilitata, soprattutto se in casa non resta nessun altro apparecchio a gas. Se la casa non usa più il gas, senti il venditore per le pratiche sul contatore, che sono un’altra cosa.

Quando serve la prova di tenuta dell’impianto gas?

Quando si interviene sui tubi, si riattiva una linea o si cerca una possibile perdita. Consiste nel mettere il tratto in pressione e controllare con uno strumento che non cali. Se hai sentito odore di gas, prima chiama il pronto intervento del distributore, poi si passa alla ricerca della perdita.

Fonti

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