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Pressione della caldaia bassa: quanto deve segnare il manometro e come caricarla

A freddo il manometro segna di solito tra 1 e 1,5 bar. Sotto puoi caricare, se il libretto lo prevede; se la caldaia perde pressione ogni pochi giorni, l’acqua sta uscendo da qualche parte.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
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Con la pressione della caldaia bassa il manometro scende sotto il valore del libretto, di solito sotto 1 bar a impianto freddo, e la caldaia può fermarsi per proteggersi. Il rimedio immediato, se il libretto lo prevede, è caricare piano dal rubinetto di carico. Una ricarica isolata non è un guasto; una caldaia che perde pressione ogni pochi giorni sì, e va cercata la causa con la nostra assistenza caldaie.

Come leggere il manometro: valori a freddo e a caldo

Il manometro è l’indicatore di pressione sul pannello: una lancetta o un numero in bar. Va letto con la caldaia spenta da un po’ e i termosifoni freddi, perché scaldando l’acqua si dilata e la pressione sale. I valori qui sotto sono quelli tipici delle caldaie domestiche, ma fa fede il libretto del tuo modello.

LetturaCosa significa di solitoCosa fare
Sotto 1 bar, a freddoPressione bassaRicarica, se il libretto lo prevede
Tra 1 e 1,5 bar, a freddoValore normaleNiente
Fino a circa 2 bar, a caldoNormale dilatazioneNiente
Oltre 2,5 bar, a caldoVaso di espansione da controllareChiama un tecnico
Vicino a 3 bar o gocce dalla valvola di sicurezzaLa valvola di sicurezza sta scaricandoSpegni e chiama

Annota i valori per qualche giorno, a freddo e a caldo: quel piccolo diario, spiegato nella guida su perché la pressione scende, fa risparmiare tempo a chi deve trovare il guasto.

Caricare la caldaia senza sbagliare

Il rubinetto di carico è di solito sotto la caldaia, a volte è una manopola o un comando sul pannello. Il libretto dice dove si trova e se è un’operazione prevista per l’utente.

  1. Spegni la caldaia e aspetta che sia fredda. A caldo la lettura inganna.
  2. Apri il rubinetto di carico piano, guardando il manometro. Non toccare il rubinetto del gas, che di solito ha la leva gialla.
  3. Fermati al valore indicato dal libretto, senza superarlo.
  4. Chiudi bene. Un rubinetto che resta socchiuso fa salire la pressione da sola.
  5. Riaccendi e, se serve, sblocca una volta la caldaia.

Se hai dubbi sul punto esatto, la guida su come ricaricare l’impianto mostra le varianti più comuni. Se la caldaia resta in blocco anche con la pressione giusta, passa alla pagina sulla caldaia in blocco.

La caldaia perde pressione: dove può finire l’acqua

Il circuito del riscaldamento è chiuso: la stessa acqua gira sempre. Se la pressione cala, l’acqua è uscita o qualcosa non tiene più. I punti da considerare, dal più visibile al più nascosto:

  • sotto la caldaia: raccordi e guarnizioni che gocciolano. I casi sono descritti nella pagina sulla caldaia che perde;
  • valvola di sicurezza: scarica in un tubo che spesso finisce nello scarico, quindi l’acqua persa non si vede;
  • termosifoni e valvole: controlla le giunzioni, le valvole e i detentori, anche nelle stanze poco usate;
  • sfiati automatici: se trafilano lasciano macchie sotto il coperchietto;
  • tubi sotto traccia o nel pavimento: nessuna goccia in vista, ma macchie di umido, pavimento più caldo in un punto o il soffitto del vicino bagnato.

Quando non si vede niente, serve una ricerca mirata: come si fa senza demolire lo spieghiamo nella pagina sulla ricerca delle perdite.

Sale con la fiamma, crolla da spenta: il segnale del vaso di espansione

Non tutte le perdite di pressione sono perdite d’acqua vere. Il vaso di espansione è un serbatoio con un cuscino d’aria e una membrana che assorbe la dilatazione dell’acqua. Quando si scarica o la membrana si rompe, l’acqua non ha dove andare: la pressione schizza con la caldaia accesa, la valvola di sicurezza scarica, e a caldaia fredda il manometro è più basso di prima.

Se il tuo diario mostra un’oscillazione ampia tra freddo e caldo, è il primo sospetto. È un controllo da tecnico, perché il vaso sta spesso dentro la caldaia. Ricaricare e basta, in questo caso, fa solo girare il problema: ogni ciclo butta fuori acqua e ne fa entrare di nuova.

Cosa non fare con la pressione sbagliata

  • Non tappare e non bloccare la valvola di sicurezza, nemmeno se gocciola: è la protezione contro la sovrappressione.
  • Non aprire la valvola a mano per abbassare la pressione, e non svuotare l’impianto a caso: se la causa resta, torni al punto di partenza.
  • Non caricare a caldaia calda né oltre il valore indicato.
  • Non lasciare il rubinetto di carico aperto per compensare una perdita: l’acqua nuova porta ossigeno e calcare, che consumano scambiatore e pompa.
  • Non smontare il mantello, cioè il coperchio della caldaia, per cercare il guasto.

Sfiatare i termosifoni è invece un’operazione normale, ma abbassa un po’ la pressione. Se i termosifoni sono freddi in alto, la pagina sul riscaldamento guasto spiega come procedere.

Case vecchie e condomini: perché qui la perdita è più difficile da trovare

Negli appartamenti delle periferie costruite tra gli anni '60 e '70 e nei centri storici i tubi del riscaldamento corrono spesso dentro pavimenti e muri, con materiali che hanno lavorato per decenni. Una perdita piccola può restare invisibile a lungo, e in condominio può presentarsi prima dal vicino di sotto. Il riscaldamento a pavimento ha lo stesso limite: l’acqua che esce non si vede.

Se ricarichi spesso e un vicino segnala umidità, avvisa anche l’amministratore e non aspettare. Per i danni e per chi paga conviene fare riferimento all’amministratore o a un legale: noi possiamo aiutarti a capire da dove esce l’acqua.

Quando chiamarci e cosa incide sul conto

Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi. Una ricarica riuscita con pressione stabile può aspettare un controllo in orario normale. Non rimandare se la pressione crolla in poche ore, se la valvola scarica in continuo, se l’acqua arriva a parti elettriche o se la casa resta senza riscaldamento in pieno inverno.

Al telefono ti chiediamo i valori del manometro a freddo e a caldo, da quanto tempo ricarichi e se ci sono macchie in casa. Il costo cambia molto: sostituire una valvola è diverso dal ricaricare un vaso di espansione o dal cercare una perdita sotto il pavimento. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Voci e maggiorazioni sono nella pagina dei prezzi.

Dove interveniamo per pressione della caldaia

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

La caldaia può funzionare con la pressione a 0,5 bar?

Molti modelli si fermano o segnalano errore sotto una certa soglia, per evitare di lavorare senza acqua a sufficienza. Anche se continuasse a funzionare, conviene riportarla al valore del libretto e capire perché è scesa.

Una ricarica all’anno è normale?

Sì, soprattutto dopo aver sfiatato i termosifoni o alla riaccensione autunnale. Non è normale doverlo fare ogni settimana o ogni mese: in quel caso l’acqua se ne sta andando o il vaso di espansione non lavora bene.

Ho sfiatato i termosifoni e ora la pressione è più bassa: ho rotto qualcosa?

No. Togliendo l’aria il volume cala e la lancetta scende un po’. Ricarica fino al valore indicato, a impianto freddo, e controlla che resti stabile nei giorni successivi.

La pressione è salita da sola a caldaia ferma: cosa succede?

Di solito il rubinetto di carico non chiude del tutto o lo scambiatore lascia passare acqua della rete nel circuito. Non è un problema da gestire a mano: spegni se si avvicina a 3 bar e fai controllare la caldaia.

Quanta acqua può perdere l’impianto prima di fare danni?

Non c’è una soglia uguale per tutti. Il danno nasce sia dall’acqua che esce, specie se finisce in un solaio, sia dall’acqua nuova che entra a ogni ricarica. Se noti ricariche ravvicinate, conviene intervenire presto anche senza macchie visibili.

Fonti

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