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Infiltrazioni nei muri: quando l’acqua entra dalla parete esterna

Se la parete si bagna quando piove, soprattutto con il vento, l’acqua arriva da fuori: davanzali, crepe, grondaie o giunti. Si cerca il punto d’ingresso e si ripara quello, prima di ritinteggiare.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

Le infiltrazioni nei muri si riconoscono dal legame con il meteo: la macchia compare o si allarga dopo la pioggia, di solito sulle pareti che danno all’esterno, e con giornate asciutte tende a schiarirsi. L’acqua entra da un difetto della facciata, come un davanzale, una crepa o un pluviale rotto, e spesso si fa vedere più in basso o di lato rispetto al punto d’ingresso.

Se la macchia cresce anche a settimane dall’ultima pioggia, con il muro tiepido o il contatore che si muove a rubinetti chiusi, leggi invece la pagina sulla perdita nel muro da un tubo: cambiano prove, tecnico e riparazione.

Muro bagnato dopo la pioggia: tre controlli da fare a casa

  • Il calendario. Per qualche settimana segna ogni pioggia e il giorno in cui la macchia cambia. Se le due date si inseguono, il sospetto è confermato.
  • Il vento. Nota se la parete si bagna solo con certe perturbazioni. La pioggia che arriva di traverso colpisce un lato della casa e non gli altri, e spiega perché a volte un temporale non lascia segni e il successivo sì.
  • Il percorso. Guarda che cosa c’è sopra e fuori dalla macchia, anche dal marciapiede o con una foto ingrandita: finestra, davanzale, balcone, pluviale, crepa, lampada esterna. Spesso il colpevole è poco sopra.

Anche una macchia nera d’inverno, in un angolo alto e senza legame con la pioggia, fa pensare ad altro: quella è più spesso condensa, e si tratta con aerazione e isolamento. La guida su come distinguere umidità e perdita aiuta a non confonderle.

Da dove passa l’acqua in una parete esterna

  • Davanzali e soglie. Se la pendenza va verso il muro, se manca il gocciolatoio o la sigillatura è secca, l’acqua scivola dentro: la macchia nasce agli angoli sotto la finestra.
  • Infissi. La giunzione tra telaio e muro si apre con gli anni, specie dopo la sostituzione delle finestre fatta senza rifare i raccordi.
  • Grondaie e pluviali. Una grondaia tappata trabocca lungo la facciata, un pluviale forato bagna sempre lo stesso tratto. Sono tra le cause più semplici e meno care.
  • Scossaline e copertine. Sono le lamiere e le pietre che proteggono muretti, cornicioni e attacchi con il tetto: quando si staccano, l’acqua cade dentro il muro.
  • Crepe. Le microfessure dell’intonaco assorbono l’acqua; le crepe vere la portano dentro.
  • Fori aggiunti. Tubi del condizionatore, staffe, cavi e lampade esterne lasciano passaggi che nessuno ha sigillato.
  • Giunto tra due edifici. Lo spazio tra case vicine, coperto male in alto, riempie d’acqua la parete che dà sul vicino.

Mattoni a vista, intonaco, cappotto: cosa cambia nella facciata

Mattoni a vista. Nei centri storici emiliani capita spesso di trovarli. Il mattone assorbe acqua e la cede lentamente, e le fughe di malta si consumano con il tempo. Se si rifanno le fughe con malte troppo rigide, o si stendono pitture che non lasciano asciugare il muro, l’umidità può restare chiusa dentro.

Intonaco delle periferie anni '60-'70. Nei condomini di quel periodo, cordoli e pilastri in calcestruzzo sono uniti a tamponamenti in laterizio, e lungo quella linea l’intonaco si crepa. L’acqua segue la fessura, e a volte i ferri arrugginiti gonfiano ulteriormente il calcestruzzo.

Cappotto termico. È l’isolamento incollato sulla facciata. Se l’acqua entra da un bordo, da un tassello o da un davanzale raccordato male, può correre dietro i pannelli e uscire lontano. In questo caso si controllano soprattutto bordi, attacchi e raccordi delle finestre.

Quando una facciata è comune, oppure l’edificio è in centro storico o vincolato, i lavori possono richiedere passaggi in assemblea o in Comune: informati prima di far toccare l’esterno.

Cosa fare e cosa evitare mentre aspetti la verifica

  1. Segna il bordo della macchia a matita e scatta una foto dalla stessa posizione a ogni pioggia.
  2. Scosta i mobili dalla parete, per far circolare l’aria e proteggerli.
  3. Controlla da terra grondaie e pluviali. Niente scale, tetti o davanzali: una caduta è il pericolo più grave di questo lavoro.
  4. Se la parete è in condominio, avvisa l’amministratore già ora.

Non coprire subito con pittura o antimuffa, che nascondono il segnale da seguire. Non stendere sigillanti alla cieca sul davanzale: possono chiudere l’unica via da cui l’acqua usciva. Non forare il muro bagnato.

Come si fa la prova d’acqua su una facciata

Per una parete esterna la prova più utile è la meno tecnologica: si bagna la facciata in modo controllato, partendo dal basso e salendo a tratti, così ogni punto viene provato da solo. Si comincia dalla zona sotto la macchia, poi il davanzale, poi l’infisso, poi quello che sta sopra. Dentro, qualcuno controlla e si aspetta il tempo che serve.

Attorno a questa prova si usano altri strumenti:

  • la termocamera, nelle ore giuste, mostra le zone di muro più fredde perché bagnate e la struttura nascosta, come cordoli e pilastri;
  • il misuratore di umidità disegna la mappa della parete prima e dopo la prova;
  • l'endoscopio, una sonda con telecamera, entra da un piccolo foro nelle intercapedini;
  • le prove sui tubi servono se accanto alla parete passano acqua o riscaldamento, per togliere il dubbio.

Sopra una certa altezza servono trabattello, piattaforma o tecnici che lavorano in quota: è una voce che pesa e va chiarita prima. Il metodo generale è descritto nella pagina sulla ricerca delle infiltrazioni d’acqua, mentre se la macchia nasce all’ultimo piano conviene guardare anche le infiltrazioni dal tetto.

Chi ripara e quanto tempo serve per asciugare

Una volta trovato l’ingresso, il lavoro passa a chi fa quel mestiere: il lattoniere per grondaie e scossaline, il serramentista per gli infissi, il muratore per crepe, davanzali e fughe, l’impresa specializzata per i cappotti. Se la facciata è comune se ne occupa l’amministratore: trovi le regole generali nella pagina sulle infiltrazioni in condominio.

Dopo la riparazione il muro deve asciugare, e i muri spessi impiegano settimane o mesi. Prima di ritinteggiare va misurata l’umidità. Se affiorano sali bianchi, si spazzolano a secco, e sul muro asciutto si usano prodotti che lasciano traspirare.

Tempi e costi di una verifica sulla parete

A incidere sono l’altezza da raggiungere, quante prove servono e se bisogna aspettare una pioggia. Su una finestra al primo piano la prova è semplice; su una facciata alta possono servire mezzi per lavorare in quota e l’accordo del condominio.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro e rilasciamo fattura o ricevuta. Le voci sono spiegate nella pagina dei prezzi, e le altre verifiche di quest’area sono nella sezione perdite e infiltrazioni. Per una stima di mercato leggi la guida ai costi della ricerca.

Dove interveniamo per infiltrazioni nei muri

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

La macchia è su una parete interna: può essere un’infiltrazione dall’esterno?

Può succedere, ma è meno probabile. L’acqua può scendere da un tetto, da un terrazzo o lungo un pilastro, e comparire su un muro interno. Più spesso su una parete interna il primo sospetto è un tubo, quindi si comincia dalla prova del contatore e del manometro della caldaia.

Una pittura idrorepellente sulla facciata basta a fermare l’acqua?

Protegge da acqua battente su superfici sane, ma non chiude crepe, davanzali difettosi o pluviali rotti. Su mattoni o intonaci già bagnati può peggiorare le cose se ostacola l’asciugatura. Va valutata dopo aver riparato il punto d’ingresso, e con il prodotto adatto a quel muro.

Perché il muro resta macchiato anche dopo la riparazione?

Perché l’acqua già assorbita impiega tempo a uscire, e quando evapora lascia aloni e sali. Controlla se la macchia si allarga ancora dopo la pioggia: se resta ferma e l’umidità misurata scende, la riparazione sta funzionando. In caso contrario, c’è un secondo ingresso.

L’infiltrazione dalla facciata fa muffa: cosa posso fare intanto?

Arieggia spesso, scosta i mobili e pulisci le macchie con un prodotto adatto seguendo le istruzioni, senza mescolarlo ad altri. La muffa tornerà finché il muro resta bagnato: serve a limitare il disagio, non è il rimedio.

Serve un permesso per sistemare una crepa o un davanzale?

Dipende dal lavoro, dall’edificio e dal luogo. Una piccola manutenzione è diversa dal rifacimento di una facciata, soprattutto in un centro storico. Chiedi a un tecnico abilitato o all’ufficio edilizia del Comune e, in condominio, all’amministratore prima di cominciare.

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