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Ricerca perdite di gas: prima la sicurezza, poi si cerca il punto

Odore di gas adesso: niente interruttori né fiamme, apri le finestre, esci e chiama il distributore o il 112. La ricerca del punto viene dopo, a impianto in sicurezza.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

La ricerca delle perdite di gas viene dopo questi passi, mai al loro posto. Serve a trovare il punto in cui l’impianto interno lascia uscire gas, con una prova di tenuta e un rilevatore, quando la situazione è già sotto controllo. Non è un lavoro da fare da soli e non è un’emergenza da affidare a noi per primi: la prima chiamata spetta al distributore.

Odore forte in casa: i passi nell’ordine giusto

  1. Non toccare niente di elettrico. Né luci, né spine, né campanello, né citofono, neanche per spegnere.
  2. Niente fiamme. Non accendere nulla e non fumare. Se un fornello è acceso ed è a portata di mano, chiudi la manopola.
  3. Apri porte e finestre lungo il percorso verso l’uscita.
  4. Chiudi il rubinetto del gas se è vicino e non devi fermarti in mezzo all’odore. Altrimenti lascia stare.
  5. Esci usando le scale, non l’ascensore. Avvisa i vicini bussando, senza suonare.
  6. Chiama da fuori, lontano dall’edificio, il pronto intervento gas del distributore o il 112. Non rientrare finché qualcuno non ti dice che puoi.

Se ti gira la testa, hai nausea o qualcuno sta male, chiama subito il 112. Un articolo a parte spiega cosa fare con l’odore di gas in casa, con più dettagli sui primi minuti.

Il numero giusto è del distributore, non del fornitore

In bolletta compaiono due nomi. Il venditore è chi ti manda la fattura. Il distributore è chi gestisce la rete e il contatore, ed è lui che arriva in emergenza. Salva il numero sul telefono prima che serva: durante un’emergenza non vorrai cercare una bolletta in casa.

Secondo l’Atlante del consumatore di ARERA, l’Autorità che regola il settore, il pronto intervento:

  • è gratuito e attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno;
  • ha il numero in bolletta e sul sito del distributore;
  • copre anche le dispersioni dopo il punto di consegna, cioè nella parte di impianto che non è del distributore;
  • deve arrivare sul posto entro 60 minuti dall’inizio della telefonata: è un obbligo del distributore, non un tempo nostro.

Il distributore pensa alla sicurezza. Se trova una dispersione può sospendere la fornitura, e i lavori sull’impianto interno, che è tuo o del condominio, restano a carico di chi ne è responsabile. Qui comincia la ricerca del punto. Per la mappa dei numeri utili su acqua, luce e gas c’è la guida su chi chiamare per i guasti in Emilia.

Quando serve una ricerca anche senza odore forte

Ci sono situazioni in cui il pericolo non è in corso ma il dubbio resta. Una ricerca ha senso quando:

  • senti odore a tratti, leggero, sempre vicino a caldaia, piano cottura, contatore o nel locale dove passano i tubi;
  • il distributore ha sospeso la fornitura e prima di riaverla va sistemato l’impianto;
  • una prova di tenuta non è andata bene durante una manutenzione o un cambio caldaia;
  • i consumi in bolletta salgono senza motivo e le letture sono reali, non stimate;
  • ci sono stati lavori di recente: forature, un nuovo piano cottura, tubi spostati in una ristrutturazione.

Se invece senti un sibilo da un raccordo o da un tubo, comportati come con l’odore forte: esci e chiama da fuori.

Una verifica la puoi fare senza toccare nulla, ma solo se in casa non senti odore. Spegni caldaia e fornelli, non usarli per un’ora e guarda se il contatore del gas si muove. Se si muove con tutto spento, chiudi il rubinetto e chiama il distributore.

Come si trova il punto: prova di tenuta e rilevatore

Il gas non si cerca a occhio, e tanto meno a naso. Il lavoro si divide in due fasi, e in entrambe i locali restano arieggiati.

La prova di tenuta verifica se l’impianto regge. Con gli apparecchi chiusi si misura con strumenti appositi se i tubi trattengono il gas o ne lasciano uscire, e quanto. Per gli impianti interni il riferimento tecnico richiamato da ARERA è la norma UNI 11137:2019, che disciplina queste verifiche anche in caso di possibili dispersioni. La stessa norma indica cosa dovrebbe riportare il rapporto di prova: dati dell’impianto e dell’operatore, tipo di prova, strumenti usati, risultati. Chiedilo per iscritto.

La localizzazione viene dopo. Si isolano i tratti dell’impianto uno alla volta, poi si passa un rilevatore elettronico lungo raccordi, valvole e flessibili e si controllano le giunzioni a vista con un prodotto schiumogeno specifico. Quando il tubo è dentro un muro o sotto un pavimento, spesso non conviene inseguirlo: se un tratto non tiene, si può valutare di escluderlo e rifarlo con un percorso nuovo e controllabile.

I punti da guardare per primi sono quasi sempre gli stessi. Tubi flessibili del piano cottura, quelli in gomma con la scadenza stampata. Raccordi vicino a caldaia e contatore. Tratti vecchi in locali umidi, dove il metallo si corrode. Tubi che passano in cantina o in vani comuni, nei centri storici e nei palazzi delle prime periferie, dove negli anni l’impianto può essere stato modificato più volte.

Le prove che non devi fare da solo

Sul gas il fai da te non è una scorciatoia:

  • non cercare la perdita con accendini o fiammiferi, nemmeno «per vedere»;
  • non smontare raccordi, valvole o il rubinetto del contatore;
  • non sostituire da solo tubi fissi, né spostare caldaia o piano cottura collegati al gas;
  • non stringere un raccordo che perde sperando che basti: puoi peggiorare la tenuta;
  • non riaprire una fornitura chiusa dal distributore e non toccare i sigilli.

Anche la prova con acqua e sapone, che si trova ovunque online, lasciala al tecnico. Non ti dice se la perdita è altrove, e ti tiene vicino al problema quando dovresti stare lontano.

Dopo la ricerca: riparazione, documenti, riattivazione

Il decreto ministeriale 37 del 2008, il DM 37/08, conta gli impianti del gas tra quelli da affidare a imprese abilitate, comprese l’aerazione dei locali e l’evacuazione dei fumi. Prima di far toccare i tubi chiedi all’impresa, senza imbarazzo, se è abilitata per la lettera e del decreto e chiedi di vedere il documento che lo attesta. Quando il lavoro modifica l’impianto, a fine lavori deve esserci la dichiarazione di conformità.

Se la fornitura è stata sospesa per pericolo, ARERA descrive il percorso così: chiedi la riattivazione al venditore allegando l’attestazione che l’impianto è stato messo a norma; il venditore la inoltra al distributore, che deve riattivare entro due giorni feriali. Il venditore ti dice quale modulo serve nel tuo caso. Per il rifacimento dei tubi c’è la pagina sull'impianto gas domestico, per le altre ricerche la panoramica su perdite e infiltrazioni.

Quanto incide la ricerca e cosa chiedere prima

La durata dipende da quanto è lungo l’impianto, da quanti apparecchi ha e da quanto sono raggiungibili i tratti da provare. Un appartamento con piano cottura e caldaia vicini non è una casa con tubi in cantina e più piani.

Ti diciamo il prezzo della ricerca, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, e rilasciamo fattura o ricevuta. La riparazione si valuta a parte, quando sai quale tratto va rifatto. Le voci che fanno salire o scendere la spesa sono nella pagina su quanto costa una ricerca perdite e nei nostri prezzi.

Dove interveniamo per ricerca perdite di gas

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

Il metano e il GPL si comportano allo stesso modo?

No. Il metano è più leggero dell’aria e tende a salire, il GPL di bombole e serbatoi è più pesante e ristagna in basso, in cantine e locali interrati. Per questo con il GPL bisogna fare ancora più attenzione ai locali sotto il livello del suolo. La procedura però non cambia: finestre aperte, fuori di casa, chiamata da fuori.

Se apro le finestre e l’odore sparisce, posso restare in casa?

Non dare per chiuso il problema. L’odore può sparire perché la casa si è arieggiata, mentre il gas continua a uscire. Se c’è stato un odore netto, chiama comunque il distributore e fai controllare l’impianto prima di riaccendere gli apparecchi.

Sento odore sul pianerottolo o in strada: cosa faccio?

Allontanati e chiama da fuori il pronto intervento del distributore o il 112, spiegando dove senti l’odore. Non usare citofoni e campanelli: se devi avvisare qualcuno, bussa. Non provare a capire da quale porta o tombino arrivi.

Il distributore ripara anche l’impianto di casa?

Il distributore interviene per la sicurezza e gestisce rete e contatore, ma l’impianto interno non è suo. I lavori li fa un’impresa abilitata che scegli tu, o il condominio per i tratti comuni. Prima di decidere chiedi cosa ha rilevato il distributore, compreso il suo rapporto se c’è.

Mal di testa e nausea con la caldaia accesa sono una perdita di gas?

Possono essere monossido di carbonio, un gas che non ha odore e nasce da una combustione cattiva. Apri le finestre, spegni l’apparecchio se è a portata di mano, esci e chiama il 112. Non aspettare di sentire odore, perché in questo caso non arriverà.

Fonti

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