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Allaccio alla fognatura: obblighi, passi della richiesta e chi paga

Gli scarichi di casa in fognatura sono sempre ammessi, ma alle regole del gestore del servizio idrico. Ecco chi decide se devi allacciarti, come si chiede l’allaccio, chi paga ogni tratto e quali tempi valgono.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

L’allaccio alla fognatura si chiede al gestore del servizio idrico della tua zona e, di regola, lo paga chi lo richiede: il gestore manda un preventivo con il costo dei lavori sul tratto pubblico, mentre tubi e pozzetti dentro la proprietà restano a carico tuo. L’obbligo di allacciarsi, quando la casa è in una zona servita dalla rete, nasce dai regolamenti del gestore e del Comune, che fissano anche distanze, termini e caratteristiche tecniche.

La legge nazionale stabilisce il principio, i regolamenti locali i dettagli. Qui li mettiamo in ordine: cosa dice la norma, quando l’allaccio diventa un obbligo, chi fa cosa tra casa e strada, quanto tempo ha il gestore secondo le regole di ARERA e cosa deve contenere il suo preventivo. Abbiamo verificato le fonti tra il 25 e il 28 ottobre 2026. Come è fatto lo scarico di una casa e cosa fare quando si blocca lo spieghiamo nella pagina sullo scarico fognario.

Cosa dice la legge sugli scarichi di casa in fognatura

Il testo unico ambientale, il decreto legislativo 152 del 2006, chiede che tutti gli scarichi siano autorizzati prima di essere attivati. Per le acque di casa che finiscono nella rete pubblica, però, fa un’eccezione: gli scarichi di acque reflue domestiche in fognatura sono sempre ammessi, purché rispettino i regolamenti del gestore del servizio idrico integrato, approvati dall’ente di governo dell’ambito.

In Emilia-Romagna l’ente di governo è ATERSIR, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti. I gestori cambiano da zona a zona: il nome e i contatti del tuo li trovi sulla bolletta dell’acqua. Per un allaccio, quindi, il documento che conta è il regolamento di fognatura del tuo gestore, insieme alle norme edilizie del Comune.

Dove la fognatura non arriva, le regole sono diverse: lo scarico va trattato, di solito con una fossa Imhoff, e serve un’autorizzazione. Ne parliamo nella guida agli scarichi delle case isolate.

Quando l’allacciamento diventa un obbligo

Se la casa si trova in una zona servita dalla fognatura pubblica, i regolamenti del gestore e del Comune possono imporre di allacciarsi, entro una distanza dalla rete e un termine stabiliti localmente. Le situazioni in cui la domanda si pone più spesso sono tre:

  • costruisci o ristrutturi: il progetto degli scarichi va concordato con il gestore, che rilascia il suo parere o nulla osta tecnico prima dei lavori;
  • la fognatura arriva nella tua strada: quando una rete nuova entra in esercizio, le case vicine possono essere chiamate ad allacciarsi, con un avviso o un’ordinanza;
  • hai una fossa e vuoi dismetterla: allacciarti è possibile solo se la rete è raggiungibile e il gestore lo autorizza.

Le distanze e i termini non sono uguali dappertutto, e non abbiamo trovato una regola regionale unica da riportare: prima di progettare, chiedi al gestore se la tua casa è in zona servita e quale procedura si applica. Se l’allaccio sostituisce una fossa biologica o Imhoff, chiedi anche come va svuotata e messa fuori servizio la vasca: lo svuotamento lo fa un’impresa di spurgo.

Chi fa cosa: casa, confine e strada

Lo scarico fognario di una casa attraversa tre zone, e ognuna ha un responsabile diverso.

TrattoChi lo realizzaChi lo pagaCosa controllare
Impianto di scarico dentro casala tua impresa idraulicatupendenze, ventilazione, raccordi
Tubi e pozzetti nel cortile, fino al confinela tua impresatui pozzetti e il sifone richiesti dal regolamento
Tratto dal confine alla fognatura in stradail gestore o chi indica il suo regolamentochi chiede l’allaccio, secondo il preventivopunto di consegna e prescrizioni del gestore
Rete pubblicail gestoreil servizio idricoin caso di blocco, il pronto intervento del gestore

Il punto di passaggio tra la tua parte e quella pubblica lo fissa il regolamento del gestore, spesso dopo un sopralluogo. Conviene saperlo prima di scavare: un pozzetto messo nel posto sbagliato o senza le caratteristiche richieste può dover essere rifatto. Se i lavori toccano strada o marciapiede servono anche le autorizzazioni del Comune per lo scavo sul suolo pubblico.

I passi della richiesta, dal parere ai lavori

L’ordine pratico è questo, salvo procedure particolari del tuo gestore.

  1. Verifica la zona. Chiedi al gestore se la strada è servita dalla fognatura, se la rete è mista o separata tra acque nere e piovane, e dove si trova il punto di allaccio possibile.
  2. Prepara il progetto degli scarichi. Per una casa nuova o ristrutturata lo prepara il tecnico che segue i lavori, con la planimetria dei tubi e dei pozzetti fino al confine.
  3. Chiedi il parere o il nulla osta. I gestori possono chiedere un parere tecnico sullo scarico domestico prima dell’allaccio: Hera e AIMAG, per esempio, hanno moduli dedicati sui loro siti.
  4. Chiedi il preventivo. Il gestore fa un sopralluogo, se serve, e ti manda il preventivo per il tratto di sua competenza.
  5. Accetta e coordina i lavori. Il gestore esegue i lavori sul tratto pubblico, tu fai completare la parte privata dalla tua impresa.
  6. Conserva le carte. Parere, preventivo accettato, fatture e planimetria aggiornata degli scarichi ti serviranno per ogni lavoro futuro e in caso di vendita.

Tempi e preventivo del gestore: cosa prevede ARERA

ARERA, l’autorità che regola il servizio idrico, fissa standard minimi validi in tutta Italia, che i gestori possono migliorare.

FaseTempo massimo secondo ARERA
Invio del preventivo, senza sopralluogo10 giorni lavorativi
Invio del preventivo, con sopralluogo20 giorni lavorativi
Esecuzione di un allaccio fognario con lavori semplici20 giorni lavorativi dall’accettazione
Esecuzione con lavori complessi30 giorni lavorativi dall’accettazione

Sono semplici i lavori che non richiedono autorizzazioni di terzi, come quelle per gli scavi stradali, e non interrompono il servizio ad altri utenti. Dal conteggio restano fuori i tempi per i lavori e le autorizzazioni a carico tuo, e quelli per le autorizzazioni del gestore, se le ha chieste entro 30 giorni lavorativi.

Il preventivo deve indicare, tra l’altro, il costo, il tempo massimo di esecuzione, i lavori e le autorizzazioni a carico tuo, e deve restare valido almeno tre mesi. Secondo ARERA il gestore non può chiederti dopo costi che non erano nel preventivo. Se per colpa sua supera i tempi del preventivo o di un allaccio con lavori semplici, ti spetta un indennizzo automatico di 30 euro, che raddoppia o triplica quando il ritardo supera il doppio o il triplo del tempo previsto.

Cosa può andare in fognatura e cosa no

Avere l’allaccio non vuol dire poter scaricare qualsiasi cosa. La legge vieta di smaltire rifiuti in fognatura, anche se triturati, salvo eccezioni precise per gli scarti alimentari trattati con dissipatori, a condizioni stabilite e verificate dal gestore. Il regolamento del gestore aggiunge le sue prescrizioni, per esempio su come trattare le acque piovane di tetti e cortili e su dove possono andare.

Nella pratica di tutti i giorni questo significa niente salviette, oli di frittura, vernici o calcinacci negli scarichi: oltre a essere vietati, sono la prima causa dei tappi nei tratti esterni. Per tenere in ordine i pozzetti c’è la guida sulla pulizia dei pozzetti in autunno, e se l’acqua della rete rischia di risalire in cantina vale la pena leggere quella sulla valvola antiriflusso.

Allacci in comune: condomini, villette e corti

Non sempre una casa ha un allaccio tutto suo.

  • In condominio i collettori e le colonne di scarico sono parti comuni fino al punto di diramazione verso i singoli appartamenti, salvo che il titolo dica altro: allaccio e collettori li gestisce l’amministratore. Chi paga quando si intasano lo spieghiamo nella guida sulla colonna di scarico.
  • Nelle villette a schiera e nelle corti capita che più case scarichino in un unico tubo verso la strada. In quel caso conviene mettere per iscritto, prima che serva, chi chiama l’impresa e come si divide la spesa di manutenzione.
  • Se dividi una casa in più unità, chiedi al gestore se l’allaccio esistente basta o se ne serve uno nuovo.

Per la parte privata degli scarichi, dalle pendenze ai pozzetti, puoi contare sul nostro servizio di idraulico. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Pagine utili

Domande frequenti

Se arriva la fognatura posso tenere la fossa biologica?

Dipende dal regolamento del gestore e del Comune, che possono imporre l’allacciamento alle case in zona servita entro una distanza e un termine. Chiedi al gestore se per la tua casa l’allaccio è obbligatorio e come va dismessa la fossa.

Chi paga se il tubo sotto la strada si intasa?

Se il tappo è nella rete pubblica interviene il gestore. Se è nel tratto dell’allaccio, la risposta dipende da dove il regolamento fissa il confine tra la tua parte e quella pubblica: chiedilo al gestore prima di far intervenire un’impresa sul suolo pubblico.

Quanto tempo ci vuole per un allaccio nuovo?

Secondo gli standard di ARERA il gestore ha fino a 20 giorni lavorativi per il preventivo, se serve un sopralluogo, e fino a 20 giorni lavorativi dall’accettazione per eseguire un allaccio fognario con lavori semplici, 30 se i lavori sono complessi. Restano esclusi i tempi delle autorizzazioni.

Posso far fare tutto all’impresa che ristruttura casa?

La parte privata sì. Il tratto verso la rete pubblica segue le regole del gestore, che indica chi può eseguirlo e con quali prescrizioni: concordalo con lui prima di aprire lo scavo.

Fonti

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