Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Assicurazione della casa e danni da acqua: cosa copre di solito e cosa controllare

Una polizza casa può pagare i danni ai tuoi muri, quelli che fai ai vicini e la ricerca del guasto, ma solo se ha le garanzie giuste. Ecco come leggerla prima che serva e cosa fare dopo la perdita.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Pubblicato il 2 novembre 2026.

Di solito un’assicurazione della casa copre i danni da acqua in tre modi: paga i danni ai tuoi muri, pavimenti e mobili causati dall’acqua uscita dagli impianti, paga i danni che i tuoi tubi fanno ai vicini con la garanzia di responsabilità civile, e a volte rimborsa le spese per cercare e riparare il guasto. Ma ognuna di queste coperture c’è solo se è scritta nel contratto, con i suoi limiti: franchigia, massimale ed esclusioni decidono quanto ricevi davvero.

In questa guida vediamo le garanzie da cercare, come si leggono i numeri della polizza con le definizioni dell’IVASS, l’autorità che vigila sulle assicurazioni, e cosa fare se dopo la perdita la compagnia non paga. Sono indicazioni generali: ogni polizza ha condizioni proprie, e per i dubbi la persona giusta è il tuo agente o un consulente assicurativo.

Le coperture che entrano in gioco quando c’è acqua in casa

I nomi cambiano da compagnia a compagnia, ma nelle condizioni di una polizza casa le coperture legate all’acqua si riconoscono così.

CoperturaCosa proteggeEsempio
Danni da acqua condottai tuoi beni assicurati, fabbricato o contenuto, bagnati dall’acqua uscita da impianti e apparecchiun tubo del bagno si rompe e rovina il parquet
Ricerca e riparazione del guastole spese per trovare il tubo rotto, aprire e richiudere muri e pavimentiserve la ricerca strumentale e una traccia nel muro
Responsabilità civile della casa o della famigliai danni che causi ad altril’acqua della tua lavatrice scende nel soffitto del vicino
Eventi atmosfericii danni da pioggia, grandine o vento, spesso con condizioni proprieuna tempesta scoperchia una parte del tetto
Catastrofi naturalialluvioni, inondazioni, frane, terremotol’esondazione di un fiume allaga il piano terra

La garanzia di responsabilità civile è quella che più spesso fa la differenza in condominio. L’IVASS, nella sua guida sulle assicurazioni della responsabilità civile, cita proprio la tubatura di casa che si rompe e allaga l’appartamento del vicino tra i casi coperti dalla polizza del capofamiglia, che protegge tutto il nucleo familiare nella vita privata.

Fabbricato, contenuto, responsabilità: chi è assicurato per cosa

Prima di tutto controlla che cosa hai assicurato. Le polizze casa distinguono di solito tra:

  • fabbricato: muri, pavimenti, impianti fissi, cioè la parte che resta se trasloci;
  • contenuto: mobili, elettrodomestici, oggetti personali;
  • responsabilità civile: non un bene, ma i danni che tu o la tua famiglia potete causare ad altri.

Chi abita in affitto di solito non assicura il fabbricato, che è del proprietario, ma può avere interesse a coprire il contenuto e la responsabilità civile verso il vicino e verso il proprietario. Chi è proprietario in condominio deve sapere che i tubi comuni sono coperti, se lo sono, dalla polizza del fabbricato stipulata dall’amministratore: chi paga cosa in quei casi lo spieghiamo nella guida su chi paga una perdita in condominio, e le regole del codice civile in quella sui danni da acqua al vicino.

Franchigia, scoperto e massimale: i tre numeri da guardare

Sono i numeri che trasformano «la polizza copre» in «la polizza paga questa cifra». Le definizioni sono quelle del glossario dell’IVASS.

  • Franchigia: la parte del danno che resta a tuo carico. Se è assoluta, la togli sempre dall’indennizzo; se è relativa, resta a tuo carico solo quando il danno è pari o inferiore alla soglia.
  • Scoperto: una percentuale del danno che resta a tuo carico, spesso con un minimo in euro.
  • Massimale: la somma massima che l’impresa paga per un sinistro. Oltre quella cifra, la differenza è tua.

Un esempio con numeri inventati, solo per fare i conti: un danno da 1.000 euro con una franchigia assoluta di 150 euro porta a un indennizzo di 850 euro; con uno scoperto del 10% e un minimo di 200 euro, l’indennizzo sarebbe di 800 euro, perché il minimo supera il 10%.

C’è poi la forma della copertura. Se il fabbricato è assicurato a valore intero e il valore indicato è più basso di quello reale, la compagnia può applicare la regola proporzionale prevista dal codice civile e pagare il danno nella stessa proporzione: è l’esempio del glossario IVASS, con un appartamento da 200.000 euro assicurato per 150.000. Con la formula a primo rischio assoluto, invece, paga il danno fino al massimale, senza proporzione.

Le esclusioni da cercare prima che succeda

Le esclusioni sono la parte della polizza che si legge meno e che pesa di più. Il documento da cui partire è il DIP Danni, il documento informativo precontrattuale che, secondo l’IVASS, riassume tra l’altro limiti della copertura e obblighi del cliente; i dettagli sono nelle condizioni di assicurazione. Con l’acqua, controlla in particolare se la polizza:

  1. esclude i danni dovuti a usura, corrosione o mancata manutenzione degli impianti;
  2. esclude il gelo, o lo copre solo se la casa era abitata o riscaldata;
  3. esclude umidità, stillicidio e infiltrazioni lente, cioè l’acqua che filtra piano per mesi;
  4. esclude il rigurgito della fognatura o l’occlusione degli scarichi, oppure li copre con una garanzia a parte;
  5. esclude le seconde case o le case disabitate oltre un certo numero di giorni;
  6. copre la ricerca del guasto solo se c’è un danno indennizzabile, oppure anche senza.

Il punto 6 è quello che crea più sorprese con le perdite nascoste: lo trattiamo nella guida su cosa rimborsa la polizza per la ricerca del guasto. Se hai una seconda casa in Appennino chiusa d’inverno, rileggi con attenzione la parte sul gelo e confrontala con i consigli della guida sulla seconda casa chiusa per l’inverno.

Dalla perdita alla liquidazione: i passi giusti

Quando l’acqua esce, i primi doveri sono verso la casa e verso la polizza insieme.

  1. Limita il danno. Il codice civile chiede all’assicurato di fare quanto può per evitare o diminuire il danno: chiudi il rubinetto generale, stacca la corrente se l’acqua è vicina a prese o quadro, asciuga. Le prime mosse sono nella pagina sulla perdita d’acqua.
  2. Avvisa la compagnia. Per il codice civile entro tre giorni da quando il sinistro è avvenuto o da quando lo hai saputo, salvo termini diversi del contratto: telefona o scrivi, e annota quando lo hai fatto.
  3. Documenta tutto. Foto e video prima di pulire, elenco dei beni danneggiati, scontrini e fatture se li hai.
  4. Non buttare niente prima di aver chiesto se la compagnia manda un perito: il pezzo di tubo rotto, il pannello del mobile gonfio, il tappeto.
  5. Fai riparare con le carte in ordine. Chiedi all’idraulico una nota con il punto e la causa del guasto, e una fattura che separi ricerca, riparazione e ripristino.
  6. Leggi la proposta di liquidazione prima di firmare la quietanza: controlla franchigia, voci riconosciute ed eventuali esclusioni applicate.

Noi rilasciamo fattura o ricevuta per ogni intervento, con la descrizione del lavoro: è il documento che la compagnia chiede per liquidare. Per i guasti da riparare c’è la pagina dell'idraulico.

Se la compagnia non paga: reclamo, Arbitro e mediazione

Se il sinistro viene respinto o liquidato meno di quanto ti aspetti, ci sono strade precise.

  1. Reclamo all’impresa. Va presentato per iscritto all’ufficio reclami della compagnia, che secondo l’IVASS deve rispondere entro 45 giorni. Se non risponde o la risposta non ti soddisfa, puoi rivolgerti all’IVASS con il suo modulo.
  2. Arbitro Assicurativo. Dal 15 gennaio 2026 si può ricorrere all’Arbitro Assicurativo, uno strumento di risoluzione delle controversie alternativo al giudice. Per le polizze danni il limite di valore è di 25.000 euro, serve prima il reclamo all’impresa e il ricorso va presentato entro 12 mesi dal primo reclamo.
  3. Mediazione o giudice. Per le controversie sui contratti assicurativi, prima di andare in tribunale bisogna tentare la mediazione oppure ricorrere all’Arbitro: sono condizioni per poter agire in giudizio. Qui serve un avvocato.

Tieni ordinate le carte di questa fase: polizza, denuncia del sinistro, perizia, risposte della compagnia, fatture.

Alluvioni e allagamenti: la copertura che va chiesta a parte

L’alluvione di maggio 2023 in Romagna e sull’Appennino bolognese ha mostrato quanto sia sottile il confine tra «acqua condotta» e «acqua che arriva da fuori». Un tubo rotto è un danno da acqua condotta; un fiume che esonda o un temporale che allaga la cantina di solito ricadono in altre garanzie, come eventi atmosferici o catastrofi naturali, se la polizza le comprende.

Per le famiglie l’assicurazione contro le catastrofi naturali è facoltativa: secondo il MIMIT, alla data del suo ultimo aggiornamento del 3 giugno 2026, l’obbligo riguarda le imprese iscritte al registro delle imprese, escluse quelle agricole, per i beni usati nell’attività, contro sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Se hai un negozio o un laboratorio, quindi, la questione ti riguarda anche come impresa.

Cosa fare quando l’acqua entra da fuori lo spieghiamo nelle guide sulla casa allagata e sulla cantina allagata dopo un temporale.

Pagine utili

Domande frequenti

La polizza casa paga anche il tubo nuovo?

Dipende dalla garanzia. La copertura per i danni da acqua condotta riguarda i danni causati dall’acqua; le spese per trovare e riparare il guasto sono di solito una garanzia a parte, con un proprio massimale. Leggi nelle condizioni quali voci comprende, e se esclude la sostituzione di tubi deteriorati.

Sono in affitto: la mia assicurazione serve se allago il vicino?

Sì, se hai una copertura di responsabilità civile per la casa o per la famiglia. È la garanzia che risponde dei danni che causi ad altri, compreso il proprietario dell’appartamento in cui vivi, nei limiti e con le esclusioni del contratto.

Entro quanto tempo devo denunciare il danno da acqua?

Il codice civile indica tre giorni da quando il sinistro è avvenuto o da quando ne hai avuto conoscenza, ma la polizza può fissare modalità proprie. Denuncia appena possibile e conserva la prova di quando lo hai fatto.

Se la perdita è piccola conviene aprire il sinistro?

Se il danno è sotto la franchigia, la compagnia non paga nulla. Puoi comunque avvisarla per non perdere i termini, nel caso il danno si riveli più grande, e intanto accordarti con l’eventuale responsabile.

L’assicurazione contro l’alluvione è obbligatoria per la casa?

No, per le abitazioni private non c’è un obbligo: secondo il MIMIT l’obbligo di assicurazione contro le catastrofi naturali riguarda le imprese. Per la casa è una copertura da valutare con il tuo agente.

Fonti

Leggi anche

Ti serve un tecnico?

Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp