Perdita d’acqua in condominio: chi paga cosa
Una perdita in condominio non ha un conto solo: ricerca del guasto, riparazione, muri da riaprire e danni possono toccare a persone diverse. Ecco come si dividono e quali prove conservare.
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- Fattura o ricevuta per ogni lavoro
In una perdita d’acqua in condominio paga, di regola, chi ha la responsabilità del tubo che perde: il condominio se il guasto è su una parte comune, come la colonna dell’acqua o quella di scarico fino alla diramazione verso il singolo appartamento, il proprietario se il guasto è dopo quel punto. Vale per la riparazione e vale per i danni che l’acqua ha fatto. Il conto, però, ha più voci, e sapere a chi tocca ognuna evita lunghe discussioni quando l’acqua è già stata fermata.
Questa guida entra nel dettaglio delle spese e dei casi che fanno discutere di più: la colonna che passa nel tuo bagno, la perdita dal vicino di sopra, l’appartamento in affitto, la polizza. Cosa fare nei primi minuti e dove passa il confine tra parti comuni e private lo trovi nella pagina sulla perdita in condominio; per tutti gli altri guasti c’è la pagina dell'idraulico. Sono regole generali: nel tuo caso contano il regolamento di condominio, le decisioni dell’amministratore e, se non c’è accordo, il parere di un avvocato.
Perdita in condominio, chi paga: le voci del conto
Una perdita produce almeno cinque spese diverse. La tabella mostra a chi toccano di solito:
| Voce di spesa | Se perde una parte comune | Se perde un tubo privato |
|---|---|---|
| Intervento per fermare l’acqua | il condominio, anche se in urgenza l’ha chiamato un condomino | il proprietario del tubo |
| Ricerca del guasto | il condominio | il proprietario del tubo |
| Riparazione del tubo | il condominio, per millesimi o tra chi usa quell’impianto | il proprietario del tubo |
| Muri, pavimenti e piastrelle da aprire e richiudere | di solito il condominio, meglio metterlo per iscritto prima | il proprietario del tubo |
| Danni ad altri appartamenti e alle parti comuni | il condominio | il proprietario del tubo |
Due regole tengono insieme la tabella. La prima: le spese per conservare le parti comuni si dividono tra i condomini in proporzione al valore della proprietà di ciascuno, cioè per millesimi, salvo accordi diversi. La seconda: dei danni risponde chi ha in custodia la cosa da cui esce l’acqua, a meno che provi il caso fortuito, cioè un evento imprevedibile e inevitabile.
Le eccezioni nascono quasi sempre sul confine. La braga, il raccordo con cui il tuo scarico entra nella colonna, è il caso più discusso: lì decidono il regolamento e l’amministratore, e se le posizioni restano lontane serve un legale.
Se la colonna comune perde dentro il tuo bagno
In molti condomini le colonne passano dentro i muri dei bagni e delle cucine. Quando perdono, per ripararle bisogna rompere le piastrelle di un appartamento privato. In questo caso:
- devi permettere l’accesso: il codice civile obbliga il proprietario a lasciar entrare chi deve riparare un’opera comune, e prevede un’indennità se l’accesso provoca danni;
- l’apertura e la chiusura del muro fanno parte della riparazione: di solito le paga il condominio, insieme al tubo. Conviene che l’amministratore lo confermi per iscritto prima dei lavori;
- il ripristino rimette le cose come erano, non le migliora. Se approfitti del cantiere per rifare tutto il bagno, la differenza resta a te;
- le piastrelle uguali potrebbero non esistere più: se hai dei pezzi di scorta in cantina, dillo subito. Se non ci sono, accordati con l’amministratore su cosa mettere al loro posto.
Prima che il muro venga aperto, fotografa la parete e i sanitari. Dopo la riparazione chiedi una foto del tubo nuovo: è la prova di cosa è stato fatto e di dove passava la colonna.
Quando l’acqua arriva dal vicino di sopra
Se perde un tubo del vicino, dopo la diramazione, è lui a rispondere dei danni al tuo soffitto: intonaco, pittura, a volte il controsoffitto, i mobili, l’impianto elettrico bagnato. Se la sua polizza casa comprende la responsabilità civile, di solito il risarcimento passa dalla sua compagnia.
Per farti risarcire servono:
- una richiesta scritta al vicino, con le foto, la data in cui hai visto la macchia e la descrizione dei danni;
- un preventivo per il ripristino, oppure le fatture se hai già fatto riparare;
- il nome della sua compagnia e il numero di polizza, se ne ha una.
Se l’appartamento di sopra è in affitto, scrivi sia all’inquilino sia al proprietario. Un tubo nel muro che cede per vecchiaia e un flessibile della lavatrice lasciato aperto non portano allo stesso responsabile: lascia che lo chiariscano tra loro e con le rispettive assicurazioni. Il tema è approfondito nella guida su chi paga i danni da acqua al vicino, mentre per leggere la macchia c’è la pagina sulla perdita dal soffitto.
In affitto: cosa tocca all’inquilino e cosa al proprietario
Se abiti in affitto, il condominio non è la tua controparte diretta: l’amministratore ragiona con il proprietario, e tu con il proprietario. Il codice civile divide così le riparazioni dell’appartamento:
- al proprietario tocca tutto quello che serve a mantenere la casa in buono stato, compresi i tubi che cedono per vecchiaia o per un caso fortuito;
- all’inquilino toccano le piccole riparazioni dovute all’uso, come una guarnizione consumata o un sifone che perde perché è stato smontato male.
Quando ti accorgi di un guasto che non è a tuo carico, devi avvisare il proprietario. Se la riparazione è urgente, puoi farla eseguire tu, purché lo avvisi nello stesso momento: poi hai diritto al rimborso. Tieni la fattura e manda subito foto e spiegazione. Il contratto può contenere regole più precise: rileggilo, e nei casi dubbi senti il proprietario prima di impegnarti in lavori grandi.
Come si divide la spesa comune tra i condomini
Quando il guasto è su una parte comune, la spesa entra nei conti del condominio. Di regola si divide per millesimi di proprietà, ma ci sono eccezioni che vale la pena conoscere:
- impianti che servono solo una parte del palazzo: se la colonna che perde serve solo la scala B, la manutenzione è a carico dei condomini della scala B;
- cose usate in misura diversa: in questi casi il codice divide le spese in proporzione all’uso che ciascuno può farne;
- tabelle e criteri del regolamento: molti condomini hanno tabelle millesimali separate per scale, colonne o servizi. Chiedi all’amministratore quale userà.
Anche tu, se il guasto era comune, paghi la tua quota della riparazione. Se il condominio deve risarcirti dei danni, chiedi all’amministratore come verrà conteggiato il risarcimento e quanta parte coprirà la polizza: la franchigia, cioè la quota che l’assicurazione non paga, resta comunque a carico del condominio.
La polizza del fabbricato e quella di casa tua
Le assicurazioni possono entrare in gioco due volte.
- La polizza del fabbricato, se il condominio ce l’ha, copre spesso i danni da acqua condotta, cioè l’acqua uscita dagli impianti, e a volte la ricerca del guasto, con franchigie e massimali. La stipula l’amministratore, che di solito apre anche la pratica.
- La tua polizza casa può coprire i danni che i tuoi tubi fanno agli altri, con la garanzia di responsabilità civile, e talvolta i danni alle tue cose.
Il codice civile chiede di avvisare l’assicurazione entro tre giorni da quando il sinistro è avvenuto o da quando lo hai scoperto, ma la polizza può fissare termini e modi propri: leggila subito, non quando la macchia è già asciutta. Prima di riparare o buttare qualcosa, chiedi se la compagnia vuole mandare un perito. Le coperture più comuni sono spiegate nella guida su assicurazione casa e danni da acqua.
Le prove che evitano di pagare al posto di altri
Chi paga si decide quasi sempre dopo, a perdita riparata. In quel momento conta quello che hai conservato:
- foto e video della perdita e dei danni, con data e ora, prima di asciugare e pulire;
- una nota scritta dell’idraulico che indichi il punto esatto del guasto e se il tubo è prima o dopo la diramazione: è il documento che decide a chi va la spesa;
- il pezzo rotto, se è piccolo: un raccordo crepato o un tratto di tubo corroso dicono molto sulla causa;
- le comunicazioni con amministratore, vicini e proprietario, con le date;
- fatture e preventivi di riparazione e ripristino, con la descrizione dei lavori.
Chiedi a chi interviene di scrivere nella fattura, o in una nota a parte, dove era il guasto e cosa è stato sostituito. Noi rilasciamo fattura o ricevuta: se hai anticipato una spesa che tocca ad altri, è il documento da allegare alla richiesta di rimborso.
Pagine utili
Domande frequenti
Ho chiamato io l’idraulico per una perdita della colonna: chi mi rimborsa?
Il condominio, se la spesa era urgente: il codice civile riconosce il rimborso al condomino che interviene sulle parti comuni senza autorizzazione solo in quel caso. Manda all’amministratore fattura, foto e la prova dei tentativi di contattarlo. Come si dimostra l’urgenza è spiegato nella guida sui lavori urgenti sulle parti comuni.
Il danno è piccolo: conviene passare dall’assicurazione?
Dipende dalla franchigia. Se il danno è più basso, la compagnia non paga nulla e la pratica serve a poco: conviene accordarsi direttamente con il responsabile, mettendo per iscritto l’importo e conservando le foto. Se però il danno cresce o compaiono altre macchie, avvisa comunque l’assicurazione nei termini della polizza.
La perdita viene da un appartamento vuoto: chi devo cercare?
Il proprietario, perché ne ha la custodia anche quando non ci abita. L’amministratore tiene l’anagrafe condominiale con i dati dei proprietari e può fargli arrivare subito la tua segnalazione. Se l’acqua continua a scendere e nessuno risponde, la priorità è far chiudere la colonna o il generale; se c’è pericolo per le persone, chiama il 112.
Il condominio può addebitare a me tutta la riparazione della colonna?
Solo se la causa è un tuo comportamento: chi provoca un danno per colpa deve risarcirlo. Succede, per esempio, quando durante una ristrutturazione un operaio fora la colonna o i detriti del cantiere la otturano. Senza una causa attribuibile a te, la colonna resta una spesa comune; per gli scarichi c’è la guida su chi paga la colonna di scarico intasata.
Il vicino responsabile non vuole pagare: cosa posso fare?
Mandagli una richiesta scritta con raccomandata o PEC, allegando foto, preventivo e, se c’è, la nota dell’idraulico sulla causa. Se ha un’assicurazione, chiedigli di aprire la pratica. Se continua a rifiutare, è il momento di sentire un avvocato, che valuterà la strada più adatta.
Fonti
- Codice civile, art. 1117 (Normattiva) – impianti idrici e fognari comuni fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale, salvo diverso titolo.
- Codice civile, art. 1123 (Normattiva) – spese per millesimi salvo diversa convenzione; in proporzione all’uso per le cose che servono in misura diversa; a carico di chi ne trae utilità per gli impianti che servono una parte dell’edificio.
- Codice civile, art. 2051 (Normattiva) – responsabilità per il danno cagionato dalle cose in custodia, salvo il caso fortuito.
- Codice civile, art. 2043 (Normattiva) – chi cagiona un danno ingiusto con dolo o colpa deve risarcirlo.
- Codice civile, art. 843 (Normattiva) – accesso al fondo per riparare un’opera del vicino o comune, con indennità se l’accesso cagiona danno.
- Codice civile, art. 1134 (Normattiva) – senza autorizzazione il condomino ha diritto al rimborso solo per la spesa urgente.
- Codice civile, art. 1130 (Normattiva) – l’amministratore cura il registro di anagrafe condominiale con i dati dei proprietari.
- Codice civile, art. 1576 (Normattiva) – il locatore esegue le riparazioni necessarie, tranne la piccola manutenzione a carico del conduttore.
- Codice civile, art. 1577 (Normattiva) – il conduttore avvisa il locatore; le riparazioni urgenti può eseguirle lui, salvo rimborso, avvisando contemporaneamente.
- Codice civile, art. 1609 (Normattiva) – piccola manutenzione: deterioramenti prodotti dall’uso, non vetustà o caso fortuito.
- Codice civile, art. 1913 (Normattiva) – avviso del sinistro all’assicuratore entro tre giorni dal fatto o dalla conoscenza.
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