Perdita d’acqua: chi chiamare prima, idraulico, amministratore o assicurazione?
Prima si ferma l’acqua, poi si chiama chi può fermarla davvero, infine chi deve sapere. L’ordine delle telefonate caso per caso, cosa dire a ciascuno e cosa mettere per iscritto.
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Con una perdita d’acqua chiami per primo chi può fermarla: l’idraulico se perde il tuo impianto, l’amministratore se l’acqua arriva da una parte comune del palazzo, il gestore dell’acqua se la perdita è in strada o prima del contatore, il 112 se c’è pericolo per le persone. L’assicurazione viene dopo, ma non troppo dopo: il codice civile chiede di avvisarla entro tre giorni da quando il danno si è verificato o te ne sei accorto, e la tua polizza può fissare regole sue.
Prima di ogni telefonata, però, l’acqua va chiusa dove puoi farlo: come si gira ogni valvola è spiegato nella guida su come chiudere l’acqua in emergenza. Chi paga cosa, a perdita riparata, è un altro discorso, che trovi in perdita in condominio: chi paga. Qui ci occupiamo dell’ordine delle chiamate.
La regola dei tre tempi: fermare, riparare, avvisare
Nel panico si tende a chiamare tutti insieme, o la persona sbagliata per prima. Conviene ragionare in tre tempi.
- Subito, nei primi minuti: fermare. Sicurezza elettrica, rubinetto d’arresto o generale, persone lontane dall’acqua. Qui l’unica chiamata da fare è il 112, se l’acqua tocca il quadro elettrico, se il soffitto si gonfia o se qualcuno è in pericolo.
- Entro l’ora: chi può riparare o chiudere quello che tu non raggiungi. L’idraulico per il tuo impianto, il vicino o l’amministratore se l’acqua arriva da sopra o dalle colonne, il gestore se il guasto è prima del contatore.
- Entro tre giorni: chi deve sapere. L’assicurazione, il proprietario di casa se sei in affitto, l’amministratore se l’acqua ha toccato scale, cantine o altri appartamenti, anche quando la perdita era tua.
Il secondo tempo è quello in cui si sbaglia di più. Il criterio è semplice: chiama chi ha in mano la valvola o il tubo che perde. Il resto può aspettare qualche ora.
Chi fa cosa: i ruoli in una perdita
Ognuno ha un compito preciso, e nessuno può fare quello degli altri.
| Chi | Quando chiamarlo | Cosa può fare | Cosa non fa |
|---|---|---|---|
| Idraulico | La perdita è nel tuo impianto, o non sai da dove arriva | Fermare l’acqua, trovare il guasto, ripararlo, scrivere dove si trovava | Decidere chi paga, intervenire sulle parti comuni fuori dall’urgenza |
| Amministratore | L’acqua arriva da colonne, cantine, locali comuni, o da un appartamento chiuso | Far chiudere le colonne, coordinare l’intervento, contattare i proprietari, aprire la pratica della polizza del palazzo | Riparare i tubi di casa tua |
| Vicino di sopra | L’acqua scende dal soffitto | Chiudere subito il suo generale e far entrare l’idraulico | Fermare una perdita che parte da una colonna comune |
| Gestore dell’acqua | Perdita in strada, nel pozzetto o al contatore, valvola del contatore che non chiude | Intervenire sulla sua rete fino al contatore | Riparare l’impianto dopo il contatore |
| Proprietario di casa | Sei in affitto | Decidere e pagare le riparazioni che gli spettano | Bloccare una riparazione urgente di cui l’hai avvisato |
| Assicurazione | C’è un danno, tuo o di altri | Aprire il sinistro, mandare un perito, a volte un tecnico convenzionato | Fermare la perdita al posto tuo |
| Elettricista | L’acqua ha bagnato prese, scatole o quadro | Controllare l’impianto prima di ridare corrente | Nulla finché c’è acqua sull’impianto |
Sul gestore vale una regola precisa: la legge sulle acque potabili fissa il punto di consegna in corrispondenza del contatore, e la responsabilità del gestore arriva fino a lì. Dopo il contatore l’impianto è tuo, o del condominio. Il numero di pronto intervento del gestore è in ogni bolletta: secondo la regolazione ARERA dev’essere un numero verde gratuito da fisso e da cellulare, attivo a qualsiasi ora, tutto l’anno.
Caso per caso: l’ordine delle chiamate
Perde un tubo, un flessibile o un sanitario di casa tua
Chiudi il rubinetto d’arresto o il generale e chiama l’idraulico: subito se l’acqua non si ferma o scende al piano di sotto, in orario normale se hai isolato il guasto. Poi avvisa il vicino di sotto, che può trovarsi una macchia senza saperlo. Se ci sono danni, tuoi o suoi, apri il sinistro con l’assicurazione. Cosa fare nei primi minuti è nella pagina sulla perdita d’acqua in casa.
L’acqua scende dal soffitto
La prima chiamata è al vicino di sopra: deve chiudere il suo generale. Se non risponde, cerca l’amministratore, il portiere o il proprietario, che possono avere le chiavi o un recapito. L’idraulico serve dal lato di sopra, perché la riparazione si fa quasi sempre lì. Se il vicino non è in casa e l’acqua continua, segui la guida sull'allagamento dal vicino che non è in casa.
Il tuo generale è chiuso, ma l’acqua continua a uscire
Allora non viene dal tuo impianto dell’acqua. Controlla il manometro della caldaia, perché può essere il riscaldamento, poi chiama l’amministratore: una colonna che perde si chiude dalla cantina o dal locale contatori. Se l’acqua esce in strada, nel pozzetto o dal contatore, chiama il gestore. Se l’amministratore è irraggiungibile e i danni crescono, puoi far intervenire un idraulico per fermare l’urgenza: come muoverti è spiegato nella guida sull'amministratore che non risponde, e la pagina sulla perdita in condominio chiarisce dove finiscono le parti comuni.
Sei in affitto
Avvisa il proprietario appena puoi, anche con un messaggio. Se la riparazione è urgente e non spetta a te, il codice civile ti consente di farla eseguire direttamente, purché lo avvisi nello stesso momento: poi hai diritto al rimborso. Per le piccole riparazioni dovute all’uso, come una guarnizione consumata, di regola provvede l’inquilino.
Sei fuori casa, o è una seconda casa
Chi ti avvisa di solito è un vicino o l’amministratore. Il primo passo è far chiudere l’acqua: un vicino con le chiavi, un familiare, l’amministratore se la valvola è nel locale contatori. Poi serve qualcuno che apra all’idraulico. Se nessuno può entrare e l’acqua danneggia altri appartamenti, la situazione diventa un’emergenza da 112.
L’acqua ha raggiunto prese, quadro o lampadari
Prima la corrente: abbassa il generale solo se arrivi al quadro restando all’asciutto, altrimenti esci e chiama il 112. L’elettricista entra in gioco dopo, a perdita ferma. Le regole per acqua e impianto elettrico insieme sono nella guida su acqua e corrente.
Assicurazione: prima o dopo l’idraulico?
Quasi sempre dopo. Il codice civile chiede all’assicurato di fare tutto il possibile per evitare o ridurre il danno, e prevede che le spese fatte a questo scopo siano a carico dell’assicuratore, nei limiti stabiliti dalla legge. Aspettare la risposta della compagnia con l’acqua che esce non ha senso: fermare la perdita è proprio quello che ti chiede.
C’è un’eccezione utile. Alcune polizze casa comprendono una garanzia di assistenza, con un numero da chiamare che manda un tecnico convenzionato. Se ce l’hai, puoi chiamare quel numero per primo: a volte l’intervento rientra nella copertura. Se però non trovano nessuno in tempi ragionevoli, non restare fermo. Chiama un idraulico e conserva fattura, foto e l’orario della tua richiesta all’assicurazione. Leggi le condizioni appena puoi: alcune polizze rimborsano solo gli interventi della loro rete.
Prima di riparare definitivamente o di buttare qualcosa, chiedi alla compagnia se vuole mandare un perito. Tieni il pezzo rotto, se è piccolo, e fotografa i danni prima di pulire. Le coperture più comuni sono spiegate nella guida su assicurazione casa e danni da acqua, mentre la ricerca del guasto in polizza ha una guida a parte. Se la perdita riguarda le parti comuni, la polizza del fabbricato passa dall’amministratore.
Cosa dire in ogni telefonata
Poche informazioni precise fanno guadagnare tempo a chi ti risponde.
All’idraulico:
- dove esce l’acqua e da quanto tempo;
- cosa hai chiuso e se l’acqua si è fermata;
- se scende al piano di sotto o tocca l’impianto elettrico;
- che tubi hai, se lo sai, e l’età dell’impianto;
- come si entra: piano, citofono, chiavi, parcheggio.
All’amministratore: indirizzo, scala e piano, da dove esce l’acqua, cosa hai già chiuso, quali appartamenti o locali sono coinvolti e chi è rimasto senz’acqua.
Al gestore: l’indirizzo esatto, dove vedi l’acqua (strada, marciapiede, pozzetto, contatore) e, se la perdita riguarda la tua fornitura, il codice cliente o la matricola del contatore che trovi in bolletta.
All’assicurazione: numero di polizza, data e ora in cui ti sei accorto della perdita, causa presunta, danni visibili, chi altro è coinvolto e se hai già chiamato un tecnico.
Noi rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi: come funziona la chiamata d’urgenza lo trovi nella pagina del pronto intervento.
Un messaggio scritto vale più di dieci telefonate
Le telefonate si dimenticano, i messaggi restano. Dopo ogni chiamata importante manda due righe scritte, per email, PEC o messaggio: servono a chi deve intervenire e, più avanti, a chi deve pagare o rimborsare.
Un esempio per l’amministratore o per il vicino:
Tieni anche un piccolo registro: ora di ogni chiamata, a chi, con quale esito. Se poi devi dimostrare che una spesa era urgente, o che hai avvisato nei tempi, è la prova più semplice che hai.
All’idraulico, a lavoro finito, chiedi di scrivere dove si trovava il guasto e cosa ha sostituito, nella fattura o in una nota a parte: è il documento che serve all’assicurazione e all’amministratore per attribuire la spesa.
Gli errori di ordine che costano cari
- Aspettare il perito prima di chiudere o riparare. L’acqua va fermata subito; il perito valuta il danno anche dopo, sulle foto e sul pezzo rotto.
- Chiamare l’amministratore per un flessibile di casa. Perdi tempo tu e lo fai perdere a lui: il tuo impianto, dopo la diramazione dalla colonna, è affare tuo.
- Buttare il pezzo rotto e pulire tutto prima delle foto. Sono le prove della causa e del danno.
- Dimenticare il vicino di sotto. Scoprirà la macchia comunque, e prima lo sa meno danni ci sono.
- Riaprire l’acqua per far vedere la perdita. Rimetti in pressione il tratto rotto e aumenti i danni: bastano foto e video.
- In affitto, far fare lavori grandi senza avvisare. L’urgenza giustifica l’intervento che ferma il danno, non il rifacimento del bagno.
Se l’acqua ha già coperto il pavimento, la sequenza completa della prima ora è nella guida sulla casa allagata. Per tutti gli altri interventi trovi i servizi nella pagina dell'idraulico.
Pagine utili
Domande frequenti
È notte o è domenica: chiamo subito o aspetto il mattino?
Chiama subito se l’acqua non si ferma chiudendo le tue valvole, se scende al piano di sotto o se ha raggiunto l’impianto elettrico. Se invece hai isolato il guasto con un rubinetto d’arresto e il resto della casa funziona, puoi aspettare l’orario normale ed evitare eventuali maggiorazioni.
L’assicurazione ha un numero di assistenza: devo usare per forza il loro idraulico?
Dipende dalla polizza: alcune coprono l’intervento solo se passa dalla loro rete, altre rimborsano anche un tecnico scelto da te, entro certi limiti. In emergenza, se l’assistenza non riesce a mandare nessuno in tempi ragionevoli, ferma comunque il danno e conserva fattura, foto e orari delle chiamate.
Devo avvisare l’amministratore anche se la perdita è in casa mia?
Sì, se l’acqua ha raggiunto scale, cantine, muri comuni o altri appartamenti, o se per riparare serve chiudere una colonna. Se invece perde il tuo lavandino e il danno resta in casa tua, non serve: basta avvisare il vicino di sotto se c’è il rischio che l’acqua arrivi a lui.
Il gestore dell’acqua ripara anche i tubi dentro casa?
No. La sua responsabilità arriva fino al punto di consegna, che si trova in corrispondenza del contatore. Quello che viene dopo, compreso il tubo che porta l’acqua dal contatore a casa, è dell’impianto privato e lo ripara un idraulico. Il gestore va chiamato per perdite in strada, nel pozzetto o al contatore.
Ho chiamato io l’idraulico per una perdita del vicino: chi paga l’intervento?
All’inizio paghi tu, perché sei tu ad averlo chiamato. Se la perdita era del vicino o del condominio, quella spesa si può chiedere insieme agli altri danni, allegando la fattura e la nota sul punto del guasto. Come funziona la richiesta lo spiega la guida su chi paga i danni da acqua al vicino.
Fonti
- Codice civile, art. 1913 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: avviso del sinistro all’assicuratore entro tre giorni da quando si è verificato o se ne è avuta conoscenza.
- Codice civile, art. 1914 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: obbligo di salvataggio, cioè fare quanto possibile per evitare o diminuire il danno; le spese di salvataggio a carico dell’assicuratore nei limiti di legge.
- Codice civile, art. 1577 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: l’inquilino avvisa il proprietario delle riparazioni necessarie; quelle urgenti può eseguirle lui, salvo rimborso, avvisando contemporaneamente.
- Codice civile, art. 1609 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: le piccole riparazioni a carico dell’inquilino sono quelle dovute all’uso, non alla vetustà o al caso fortuito.
- D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, art. 2 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: il punto di consegna è in corrispondenza del contatore e la responsabilità del gestore si estende fino a quel punto.
- ARERA, obblighi del gestore per il pronto intervento – consultato il 25 ottobre 2026: numero verde dedicato, gratuito da rete fissa e mobile, sempre attivo, indicato in ogni bolletta e sul sito del gestore (delibera 655/2015/R/idr, art. 61).
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