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Dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico: quando serve e cosa deve contenere

Rifare il bagno, aggiungere un attacco o rifare i tubi richiede la dichiarazione di conformità; cambiare una guarnizione no. Ecco come distinguere i casi e cosa controllare nel documento.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

La dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico serve ogni volta che un’impresa abilitata installa un impianto idrico e sanitario nuovo, lo trasforma, lo amplia o ci fa manutenzione straordinaria: la rilascia alla fine dei lavori, dopo le verifiche, e la consegna a te che hai commissionato il lavoro. Non serve, invece, per la manutenzione ordinaria, come cambiare una guarnizione o la cartuccia di un miscelatore.

È il documento previsto dal DM 37/08 con cui l’impresa dichiara, sotto la propria responsabilità, di aver realizzato l’impianto a regola d’arte. Qui trovi i lavori idraulici per cui va rilasciata, cosa deve esserci scritto, a chi va consegnata e come rimediare quando manca.

I lavori idraulici che richiedono la dichiarazione

Il criterio è quello del decreto: la dichiarazione serve per installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria dell’impianto idrico e sanitario. Tradotto nei lavori più comuni:

LavoroDichiarazione di conformità
Rifacimento dei tubi dell’appartamentosì
Rifacimento del bagno con tubi nuovi o sanitari spostatisì
Nuovo attacco per lavatrice o lavastoviglie, secondo bagnosì, è un ampliamento
Vasca trasformata in doccia con modifiche ad attacchi e scaricosì
Autoclave o addolcitore inseriti nell’impiantodi solito sì, perché si interviene sull’impianto
Sostituzione di un sifone, di un flessibile o di una guarnizioneno, è manutenzione ordinaria
Riparazione di una perdita su un raccordodi solito no, se l’impianto non cambia

Il decreto definisce manutenzione ordinaria gli interventi che contengono il normale degrado d’uso o rimediano a un guasto con un primo intervento, senza modificare la struttura dell’impianto. Quando un lavoro cambia percorsi dei tubi, punti di erogazione o scarichi, non è più una riparazione. Per gli apparecchi per usi domestici collegati all’impianto, il decreto esclude progetto e collaudo ma lascia l’obbligo della dichiarazione.

Idraulico, riscaldamento e gas: tre lettere diverse

Nel linguaggio di tutti i giorni «idraulico» vuol dire anche termosifoni e caldaia, ma per il DM 37/08 sono impianti distinti, ciascuno con la sua lettera:

  • lettera d), impianti idrici e sanitari: acqua fredda e calda ai rubinetti, sanitari, bagno e cucina;
  • lettera c), riscaldamento e climatizzazione: caldaia, termosifoni, pannelli radianti, con lo scarico dei fumi e delle condense;
  • lettera e), gas: tubazioni dal contatore agli apparecchi, con l’aerazione dei locali e lo scarico dei fumi.

Se rifai il bagno e sposti anche un termosifone, il lavoro tocca due impianti; se cambi la caldaia ne tocca due, riscaldamento e gas. L’impresa deve essere abilitata per ciascuna lettera su cui lavora, e la dichiarazione deve dire a quale impianto si riferisce. Chi può fare cosa è spiegato nella guida al DM 37/08 spiegato semplice; per la caldaia e i controlli dei fumi serve il tecnico dell'assistenza caldaie.

Cosa contiene una dichiarazione idraulica completa

La dichiarazione si compila sul modello dell’allegato I del decreto. Ne fanno parte integrante alcuni documenti, senza i quali è incompleta:

  1. la relazione con le tipologie dei materiali: per un impianto dell’acqua, il tipo di tubi, come multistrato o rame, e poi raccordi, collettori e valvole;
  2. il progetto o lo schema dell’impianto: per gli impianti idrici e sanitari il decreto non riserva il progetto a un professionista, quindi può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa, e in quel caso basta lo schema, cioè la descrizione di come l’impianto è fatto davvero, integrato con le varianti decise durante i lavori;
  3. per i rifacimenti parziali, la dichiarazione espressa che il nuovo è compatibile con l’impianto esistente, perché il documento deve tenere conto della sicurezza e della funzionalità dell’insieme.

Nel modulo devi ritrovare anche i dati dell’impresa, con l’iscrizione alla Camera di commercio, e l’indirizzo dell’impianto. Che l’impresa sia abilitata per la lettera d) lo controlli sulla visura camerale.

La dichiarazione arriva dopo le verifiche previste dalla normativa, comprese quelle di funzionamento. Per un impianto dell’acqua la verifica più importante è la prova di tenuta: l’impianto si mette in pressione prima di chiudere tracce e massetti, e si controlla che la pressione non cali. Una buona abitudine è fotografare i tubi prima che vengano coperti, con un metro accanto: insieme allo schema, ti dirà dove passano quando dovrai forare un muro o cercare una perdita.

A chi va consegnata e con quali scadenze

La dichiarazione è tua, come committente. Ci sono però tre situazioni in cui deve arrivare anche ad altri:

  • nuova fornitura d’acqua: entro 30 giorni dall’allaccio consegni una copia al distributore, cioè il gestore del servizio idrico, o al venditore; se non la presenti, dopo un congruo avviso la fornitura può essere sospesa;
  • edificio già agibile: per il rifacimento o l’installazione di un impianto nuovo, l’impresa deposita dichiarazione e progetto allo sportello unico per l’edilizia del Comune entro 30 giorni dalla fine dei lavori;
  • agibilità: per gli edifici nuovi o ristrutturati, la dichiarazione è tra i documenti necessari per l’agibilità.

Conserva l’originale con il preventivo, le fatture e le foto dei tubi. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Vendita, affitto e detrazioni: quando qualcuno te la chiede

Vendita e affitto. L’articolo del decreto che chiedeva di allegare la documentazione degli impianti agli atti di trasferimento è stato abrogato nel 2008. La dichiarazione resta però un documento che chi compra o affitta può chiedere: gli accordi si fissano nel contratto, con il notaio o con il tuo consulente.

Lavori futuri. Il prossimo idraulico partirà dallo schema. Sapere dove passano tubi e scarichi riduce le demolizioni, e una relazione sui materiali evita di scoprire a lavori iniziati che dietro le piastrelle c’è ancora ferro zincato.

Detrazioni. Per l’Agenzia delle Entrate la riparazione dell’impianto idraulico è manutenzione ordinaria, che in un singolo appartamento non dà diritto alla detrazione per il recupero edilizio, mentre il rifacimento con nuovi servizi igienici è manutenzione straordinaria. Gli interventi di messa a norma degli impianti, accompagnati dalla dichiarazione di conformità di un soggetto abilitato, rientrano tra quelli agevolabili. Le regole sono nella guida al bonus ristrutturazione per bagno e impianti; per il tuo caso senti il commercialista.

Impianto vecchio senza dichiarazione: le strade possibili

Molti appartamenti hanno tubi rifatti a pezzi in epoche diverse e nessun documento. Cosa fare dipende dall’età dei lavori:

  1. Cerca una copia. Chiedila all’impresa che ha lavorato o, per i rifacimenti in edifici già agibili, allo sportello unico del Comune, dove andava depositata.
  2. Impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008. Se la dichiarazione non è mai stata fatta o non si trova, si può sostituire con la dichiarazione di rispondenza. Per gli impianti idrici e sanitari può firmarla, dopo sopralluogo e accertamenti, un professionista iscritto all’albo con almeno cinque anni nel settore oppure chi è da almeno cinque anni responsabile tecnico di un’impresa abilitata del ramo.
  3. Impianti successivi. La rispondenza non è ammessa: si verifica l’impianto, si sistemano i difetti e si rilascia la dichiarazione per i lavori eseguiti.

Se l’impianto mostra i segni dell’età, come acqua rossastra, perdite che si ripetono e pressione che cala, i documenti passano in secondo piano: valuta con l’idraulico il rifacimento dell’impianto idraulico. Come funziona la rispondenza è spiegato, con l’esempio dell’impianto elettrico, nella guida alla dichiarazione di rispondenza.

Cosa chiarire con l’idraulico prima di cominciare

Per avere una dichiarazione che ti serva davvero, conviene chiarire alcune cose già nel preventivo:

  • se il lavoro richiede la dichiarazione di conformità e se il prezzo la comprende;
  • la visura camerale con l’abilitazione per la lettera d) e, se il lavoro tocca caldaia o gas, per le lettere c) ed e);
  • chi fa le altre parti del lavoro, per esempio l’impianto elettrico del bagno, e chi rilascia le relative dichiarazioni;
  • quali materiali sono previsti, da ritrovare poi nella relazione allegata;
  • quando ti verrà consegnata: alla fine dei lavori, dopo le prove.

Se stai rifacendo il bagno, l’ordine dei lavori è nella pagina sulla ristrutturazione del bagno. Gli altri interventi del nostro servizio di idraulico sono nella pagina del servizio.

Pagine utili

Domande frequenti

Serve la dichiarazione di conformità per cambiare un rubinetto?

Di solito no: sostituire un rubinetto con uno equivalente, senza modificare i tubi, è manutenzione ordinaria. Diverso è il caso di un miscelatore a incasso che obbliga a spostare gli attacchi nel muro: lì l’impianto cambia, e il lavoro può diventare una trasformazione da documentare.

La dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico scade?

No. Descrive l’impianto come era alla fine dei lavori e non ha una data di scadenza. Se l’impianto viene modificato in seguito, la parte nuova avrà la sua dichiarazione.

Se nello stesso bagno lavorano più imprese, chi la rilascia?

Ciascuna per il proprio impianto: l’idraulico per l’impianto idrico e sanitario, l’elettricista per quello elettrico. Per la parte elettrica ci sono le pagine dell'elettricista e sulla certificazione dell’impianto elettrico.

L’impresa non mi ha dato la dichiarazione: cosa posso fare?

Chiedila per iscritto, indicando il lavoro e la data di fine. Per i lavori che la richiedono rilasciarla è un obbligo dell’impresa, e le violazioni sono punite con sanzioni amministrative applicate dalla Camera di commercio. Se non ottieni risposta, fatti consigliare da un’associazione dei consumatori o da un legale.

Chi deve conservare la dichiarazione?

Tu, come committente, e dopo di te chi abiterà la casa: tienila con lo schema, le fatture e le foto dei lavori. Per i rifacimenti in edifici già agibili una copia è depositata allo sportello unico del Comune, ed è lì che puoi chiederla se perdi la tua.

Fonti

  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – testo vigente consultato il 20 e 21 ottobre 2026: lettere c), d) ed e) (art. 1), ordinaria manutenzione (art. 2), progetto e casi riservati ai professionisti, che non comprendono gli impianti idrici e sanitari (art. 5), dichiarazione di conformità, schema, rifacimenti parziali e rispondenza (art. 7), consegna al distributore entro 30 giorni dall’allaccio (art. 8), agibilità (art. 9), apparecchi per usi domestici (art. 10), deposito allo sportello unico (art. 11), abrogazione dell’art. 13 da parte del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sanzioni (art. 15)
  • Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, febbraio 2026 – Agenzia delle Entrate – riparazione dell’impianto idraulico tra la manutenzione ordinaria, servizi igienici tra la straordinaria, messa a norma con dichiarazione di conformità; consultata il 20 ottobre 2026

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