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Scaricatore di sovratensioni (SPD) in casa: quando serve e come si sceglie

Lo scaricatore di sovratensioni protegge gli apparecchi dai picchi di tensione dovuti a fulmini e manovre sulla rete. Ecco quando serve davvero in casa, come funziona e cosa chiedere all’elettricista.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

In casa lo scaricatore di sovratensioni serve quando l’impianto è esposto o deve proteggere apparecchi costosi: case isolate o servite da una linea aerea, edifici con parafulmine, impianti con fotovoltaico, pompa di calore, domotica o allarme. In molti appartamenti di città è una protezione utile più che indispensabile, e la scelta si fa con l’elettricista, valutando il rischio come prevede la norma degli impianti elettrici, la CEI 64-8.

Per decidere bene conviene sapere cosa fa davvero, cosa non fa e cosa serve all’impianto per farlo funzionare.

Che cosa fa, in pratica, uno scaricatore

Lo scaricatore di sovratensioni, chiamato anche SPD (dall’inglese surge protective device) o limitatore di sovratensioni, è un dispositivo che si monta nel quadro elettrico, accanto agli interruttori. In condizioni normali è come se non ci fosse. Quando sulla linea arriva un picco di tensione, in una frazione di secondo apre una via verso l’impianto di terra e ci scarica l’energia in eccesso, così agli apparecchi arriva una tensione molto più bassa. Passato il picco, torna a riposo.

È una protezione diversa da quelle che conosci già. Il salvavita, cioè il differenziale, protegge le persone dalla scossa; il magnetotermico protegge i cavi da sovraccarichi e cortocircuiti. Lo scaricatore protegge gli apparecchi, e non sostituisce né l’uno né l’altro. Come convivono tutti nella stessa scatola lo vedi nella pagina sul quadro elettrico.

Per lavorare ha bisogno di due cose: un impianto di terra efficiente, perché è lì che scarica, e collegamenti corti e ben fatti, perché durante la scarica ogni tratto di filo in più aggiunge tensione a quella che arriva agli apparecchi.

Da dove arrivano le sovratensioni

Una sovratensione è un aumento di tensione molto rapido, che dura una frazione di secondo ma può superare di molte volte i 230 volt di casa. Le cause principali sono quattro.

  • Fulmine sull’edificio o sulla linea. È il caso più violento: una parte della corrente del fulmine entra nell’impianto.
  • Fulmine nelle vicinanze. Anche a distanza, la scarica induce sovratensioni nei cavi, soprattutto nelle linee aeree e nei cavi lunghi, come quelli che portano corrente al cancello o al giardino.
  • Manovre sulla rete. L’apertura e la chiusura delle linee da parte del distributore, o un guasto, creano picchi più piccoli ma più frequenti.
  • Apparecchi di casa. Motori, compressori e grandi carichi che si accendono e si spengono generano disturbi dentro l’impianto stesso.

Le sovratensioni non entrano solo dalla linea elettrica. Arrivano anche dall’antenna sul tetto, dalla linea del telefono e dai cavi che collegano edifici separati, per esempio un garage in fondo al cortile o la pompa di un pozzo.

Quando lo scaricatore conviene e quando si può aspettare

Non esiste una risposta valida per tutte le case. Il rischio cresce con l’esposizione della linea e con il valore di quello che c’è da proteggere.

SituazionePerché pesa
Casa isolata, in collina o in campagna, con linea aereale linee su pali raccolgono più facilmente le sovratensioni dei fulmini
Edificio con parafulmineparte della corrente del fulmine può entrare nell’impianto: serve uno scaricatore adatto
Fotovoltaico, pompa di calore, caldaia moderna, domoticaelettronica costosa, spesso collegata con cavi lunghi
Cancello automatico, telecamere, luci del giardinocavi all’esterno, esposti e lunghi
Lavoro da casa o apparecchi mediciun guasto costa più del solo apparecchio
Appartamento in città, linea interrata, pochi apparecchi elettronicirischio più basso: lo scaricatore resta utile, ma è meno urgente

Se dopo i temporali ti sono già capitati modem bruciati, schede del cancello da cambiare o la caldaia in blocco, è un segnale da prendere sul serio. Per capire cosa succede all’impianto quando la luce va via con il maltempo c’è la guida su la corrente che salta durante i temporali.

Cosa chiede la norma CEI 64-8

La CEI 64-8 è la norma di riferimento per gli impianti elettrici in bassa tensione, e la sua nuova edizione è in vigore dal 1° novembre 2024. Una sua parte è dedicata alla protezione contro le sovratensioni di origine atmosferica e di manovra.

In sintesi, la norma indica le situazioni in cui la protezione va sempre prevista, perché una sovratensione potrebbe avere conseguenze gravi per le persone o per servizi e attività. Negli altri casi, tra cui di solito rientrano le abitazioni, la scelta nasce da una valutazione del rischio fatta da chi progetta o realizza l’impianto, che tiene conto di come arriva la linea, di quanto è esposta la zona ai fulmini e di cosa c’è da proteggere.

Per le abitazioni la norma prevede anche diversi livelli di dotazione dell’impianto, che incidono su prese, circuiti e protezioni: li spieghiamo nella guida ai livelli dell’impianto elettrico. Gli scaricatori, invece, sono costruiti e provati secondo le norme di prodotto della serie CEI EN 61643: da giugno 2025 è in vigore una nuova parte generale, la CEI EN IEC 61643-01, con le prescrizioni e i metodi di prova comuni a tutti gli scaricatori di bassa tensione.

Tipo 1, tipo 2 e tipo 3: quale si monta dove

Gli scaricatori per gli impianti elettrici si dividono in tre tipi, che corrispondono alle prove previste dalla norma di prodotto.

TipoDove si metteContro cosa protegge
Tipo 1all’arrivo della linea, negli edifici con parafulmine o con linea aerea molto espostala corrente del fulmine che entra nell’impianto
Tipo 2nel quadro di casa: è il più comune nelle abitazionile sovratensioni indotte dai fulmini vicini e quelle di manovra
Tipo 3vicino agli apparecchi delicati, anche dentro prese o multipresei residui che passano oltre le protezioni a monte

Esistono anche modelli combinati, tipo 1 e tipo 2 in un solo dispositivo. Il tipo 3 non lavora da solo: è una rifinitura che ha senso solo se a monte, nel quadro, c’è già un tipo 2.

Sulla targhetta trovi alcune sigle. Quella che interessa di più a chi abita la casa è Up, il livello di protezione: è la tensione massima che lo scaricatore lascia passare durante la scarica, e più è bassa, meglio sono protetti gli apparecchi. Le altre, come In e Imax, dicono quanta corrente di scarica il dispositivo sopporta: le sceglie il tecnico in base alla casa e alla linea.

La spia dello scaricatore e le cartucce da cambiare

Molti scaricatori hanno una finestrella con un segnale colorato, visibile dal coperchio del quadro senza aprirlo: di solito è verde quando il dispositivo è efficiente e diventa rosso quando ha esaurito la sua capacità. Uno scaricatore si consuma un poco a ogni scarica forte, e dopo un temporale violento può esaurirsi del tutto.

Quando la spia cambia colore l’impianto continua a funzionare, ma non è più protetto. In molti modelli basta sostituire la cartuccia estraibile; è comunque un lavoro da elettricista, perché si interviene dentro il quadro.

Guardare la spia dopo ogni temporale forte è una buona abitudine: fallo da fuori, senza togliere coperchi. Alcuni scaricatori hanno anche un contatto che manda il segnale a distanza, per esempio a un allarme, utile nelle seconde case dove nessuno può controllare.

Cosa serve per montarlo nel quadro di casa

Installare uno scaricatore non vuol dire solo trovare un posto libero nel quadro. Prima di farlo, il tecnico verifica alcune cose.

  • Un impianto di terra che funziona. Se la terra manca o non è efficiente, lo scaricatore non ha dove scaricare: prima si sistema la messa a terra.
  • Spazio nel quadro. Uno scaricatore occupa qualche modulo; in un quadro già pieno può servire un ampliamento o un quadro nuovo.
  • Una protezione a monte, fusibile o interruttore, indicata dal costruttore, che lo stacca dalla linea se si guasta.
  • La posizione rispetto al salvavita. Se lo scaricatore scarica attraverso il differenziale, può farlo scattare a ogni temporale: per questo si sceglie con cura dove collegarlo e che tipo di differenziale usare.
  • Le altre linee. Per l’antenna, il telefono e i cavi verso cancello, pompe o fotovoltaico esistono scaricatori dedicati, da valutare se quegli apparecchi sono esposti.

Aggiungere uno scaricatore cambia le protezioni del quadro, quindi è un lavoro per un’impresa abilitata. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Se vuoi farlo valutare insieme ad altri lavori, la pagina del nostro servizio di elettricista raccoglie tutti gli interventi sull’impianto.

Quello che lo scaricatore non può fare

Uno scaricatore ben scelto riduce molto il rischio di danni, ma ha dei limiti precisi.

  • Non protegge dalla scossa e non sostituisce il salvavita.
  • Non ferma le sovratensioni lunghe, come quelle che durano secondi o minuti quando si interrompe il neutro sulla rete o nell’impianto: contro queste esistono altri dispositivi, da valutare con il tecnico.
  • Non rende indistruttibili gli apparecchi se un fulmine colpisce la casa: limita i danni, non li annulla.
  • Non dura per sempre: va controllato e, quando la spia lo indica, sostituito.
  • Non protegge ciò che entra da altre strade, come l’antenna o la linea del telefono, se non hanno una protezione propria.

Nella stagione dei temporali, oltre allo scaricatore, resta valido il consiglio più semplice: staccare dalla presa gli apparecchi delicati quando il temporale si avvicina.

Pagine utili

Domande frequenti

Lo scaricatore sostituisce il salvavita?

No. Il salvavita protegge le persone dalla scossa, staccando la corrente quando una parte si disperde verso terra. Lo scaricatore protegge gli apparecchi dai picchi di tensione. Sono due protezioni diverse, e in un impianto ben fatto ci sono tutte e due.

Basta una multipresa con protezione contro le sovratensioni?

Una multipresa protetta lavora come uno scaricatore di tipo 3: rifinisce la protezione degli apparecchi collegati, ma da sola non regge le sovratensioni più forti, che vanno fermate nel quadro. È un buon complemento, non l’unica difesa. Come usarla senza sovraccaricarla lo spieghiamo nella guida su ciabatte e multiprese.

Quanto dura uno scaricatore?

Non ha una scadenza fissa, perché si consuma a ogni scarica forte. Per sapere se è ancora efficiente si guarda la spia; durante le verifiche periodiche dell’impianto lo controlla anche l’elettricista.

In un appartamento in condominio serve?

Dipende da come arriva la linea e da cosa vuoi proteggere. In molti condomini di città il rischio è più basso che in una casa isolata, ma con apparecchi costosi o se lavori da casa uno scaricatore nel quadro dell’appartamento è da valutare. Ascensore, citofono e cancello hanno un loro quadro, che è del condominio.

Lo scaricatore può far scattare il salvavita?

Sì, se è collegato in modo che la corrente di scarica passi attraverso il differenziale. Per questo il tecnico sceglie con attenzione la posizione dello scaricatore e il tipo di differenziale, così la casa resta protetta senza scatti a ogni temporale.

Fonti

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