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Colonnina di ricarica nel garage condominiale: le regole, i passi e gli incentivi

In condominio puoi installare una ricarica per l’auto anche se l’assemblea non decide: la legge prevede un percorso preciso. Ecco come si chiede, da dove si prende la corrente e quali regole di sicurezza valgono.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Nel garage condominiale la colonnina di ricarica si installa con l’approvazione dell’assemblea, che decide con le maggioranze ordinarie; se l’assemblea rifiuta o non delibera entro tre mesi dalla tua richiesta scritta, la legge ti permette di installarla a tue spese. In ogni caso la corrente deve arrivare dal tuo contatore o da una fornitura nuova, mai dalla linea delle parti comuni, e l’impianto va fatto da un’impresa abilitata con la dichiarazione di conformità.

Qui vediamo la regola di legge, le differenze tra box privato e posto auto comune, le scelte sull’alimentazione, le regole antincendio quando il garage è un’attività soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco e gli incentivi aggiornati a ottobre 2026. Per gli aspetti condominiali, come la ripartizione delle spese, l’amministratore e, nei casi di contrasto, un avvocato sono le persone giuste. Cosa serve all’impianto per ricaricare, dalla presa alla wallbox, lo spieghiamo nella guida sulla ricarica dell’auto elettrica a casa.

Il diritto alla ricarica: cosa dice la legge sul condominio

La regola è nell’articolo 17-quinquies del decreto-legge 83 del 2012. In sintesi:

  1. L’assemblea approva le opere per installare infrastrutture di ricarica, in prima o seconda convocazione, con le maggioranze ordinarie previste dal codice civile per le delibere condominiali. Resta fermo il diritto di ciascun condomino di usare le parti comuni senza alterarne la destinazione e senza impedirne l’uso agli altri.
  2. Se l’assemblea rifiuta o tace, cioè non delibera entro tre mesi dalla richiesta scritta, il condomino interessato può installare a proprie spese i dispositivi di ricarica, con le stesse modalità.
  3. Restano valide alcune regole del codice civile sulle innovazioni nelle parti comuni, che la stessa norma richiama: anche per la ricarica, l’opera non deve compromettere la sicurezza dell’edificio né l’uso delle parti comuni da parte degli altri.

In pratica il condominio non può bloccarti senza motivo, ma il progetto deve rispettare la sicurezza e le parti comuni. Per questo conviene presentarsi in assemblea con un progetto chiaro, non con un’idea.

Box privato o posto auto comune: due situazioni diverse

SituazioneDove va la ricaricaCosa tocca le parti comuni
Box di tua proprietà nel garagedentro il box, a pareteil passaggio della linea dal contatore al box
Posto auto di tua proprietà in un’area comunesul muro o su una colonnina vicino al postolinea, fissaggi e spazio intorno al posto
Posto auto comune senza assegnazione fissacolonnina condominialetutto: è un’opera comune decisa dall’assemblea
Più condomini interessatiimpianto condominiale con più puntilinea dorsale comune e gestione dei consumi

Nei primi due casi l’impianto è tuo e lo paghi tu; serve il via libera per il passaggio nelle parti comuni. Negli ultimi due è un impianto del condominio, deliberato dall’assemblea e ripartito tra chi lo usa secondo quanto deciso.

Da dove prendere la corrente: il tuo contatore o uno nuovo

Le strade sono due.

  • Linea dal tuo contatore. Si posa una linea dedicata dal quadro dei contatori, o dal tuo quadro di casa, fino al box, con le sue protezioni. È la soluzione più comune quando i contatori sono in un locale vicino al garage. Spesso richiede un aumento della potenza del contatore o un dispositivo che regoli la ricarica in base ai consumi di casa: la differenza tra potenza impegnata e disponibile la spieghiamo nella guida su perché il contatore stacca.
  • Fornitura nuova nel garage. Si chiede un nuovo punto di prelievo, cioè un contatore dedicato alla ricarica, con un contratto suo. Costa di più all’inizio, ma non pesa sulla potenza di casa e i consumi sono separati.

Una cosa non si fa mai: prendere corrente dalla linea delle luci del garage o da una presa comune. Quella linea è del condominio, non è dimensionata per ore di ricarica e la paga tutto il palazzo. Il percorso dei cavi va concordato con l’amministratore: tubi e canaline in vista, attraversamenti di muri tagliafuoco e fissaggi sono proprio le opere che l’assemblea vuole vedere nel progetto. Le regole sul contatore sono nella pagina sul contatore elettrico.

Dal sopralluogo all’assemblea: come si chiede la ricarica

  1. Sopralluogo tecnico. Un elettricista abilitato verifica la distanza dal contatore, il percorso possibile, la potenza disponibile e lo stato del quadro.
  2. Progetto o schema. Descrive linea, protezioni, punto di ricarica e percorso nelle parti comuni. Nei garage soggetti a controlli antincendio va coinvolto anche il professionista che segue la pratica antincendio del condominio.
  3. Richiesta scritta. Mandala all’amministratore con raccomandata o PEC, allegando il progetto e chiedendo di metterla all’ordine del giorno.
  4. Assemblea. Delibera con le maggioranze ordinarie. Se approva, mettete per iscritto percorso, tempi dei lavori ed eventuali condizioni.
  5. Silenzio o rifiuto. Se entro tre mesi dalla richiesta scritta l’assemblea non delibera o rifiuta, puoi procedere a tue spese con le modalità previste dalla legge. Conserva le prove della richiesta e delle date.
  6. Lavori e documenti. A fine lavori ricevi la dichiarazione di conformità dell’impianto; consegnane una copia all’amministratore.

Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Sicurezza e antincendio nell’autorimessa

La regola dell’arte per l’impianto è data dalla norma CEI 64-8, con la sezione dedicata alla ricarica dei veicoli elettrici rinnovata nella nona edizione, e dalle norme sui sistemi di ricarica: ne parliamo nella guida alla norma CEI 64-8 in breve.

Poi c’è la prevenzione incendi. Secondo le linee guida dei Vigili del Fuoco del 2018, nel testo coordinato aggiornato a settembre 2022, le infrastrutture di ricarica non sono di per sé attività soggette ai controlli, ma installarle in un’attività soggetta, come le autorimesse più grandi, è una modifica di quell’attività. Se si seguono le linee guida, la modifica è considerata non rilevante e va documentata al rinnovo periodico; altrimenti è una modifica rilevante, con la relativa procedura. Le linee guida chiedono tra l’altro:

  • un comando di sgancio di emergenza segnalato e raggiungibile anche dai soccorritori;
  • la ricarica in modo 3 o modo 4, cioè con una stazione dedicata e non con una presa domestica;
  • estintori adatti agli impianti elettrici, uno ogni cinque punti di connessione, e il cartello «Stazione di ricarica per veicoli elettrici».

Prima di tutto chiedi all’amministratore se il garage è soggetto ai controlli antincendio: la risposta cambia il progetto.

Incentivi: il bonus colonnine e la vecchia detrazione

Per le ricariche domestiche c’è il bonus colonnine del MIMIT per gli anni dal 2026 al 2030: un contributo dell'80% del prezzo di acquisto e posa, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per le installazioni sulle parti comuni dei condomini. Secondo le FAQ del Ministero, aggiornate al 1° ottobre 2026:

  • sono ammesse acquisto e installazione, comprese le opere strettamente necessarie, la progettazione, il collaudo e l’attivazione di un nuovo punto di prelievo;
  • la domanda si presenta dopo aver sostenuto la spesa e completato l’installazione, con pagamenti tracciabili e fattura elettronica;
  • serve la certificazione di conformità dell’installatore, e il dispositivo deve rispettare i requisiti tecnici indicati dal Ministero;
  • per i condomini servono la delibera assembleare e i dati dell’amministratore.

Attenzione alle date: per le installazioni del 2026, completate dal 26 giugno al 31 dicembre, lo sportello ha chiuso il 27 ottobre 2026 per esaurimento delle risorse, secondo l’avviso del Ministero. Per le installazioni del 2027 bisognerà attendere lo sportello di quell’anno. La detrazione fiscale del 50% dedicata alle colonnine, invece, valeva per le spese dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 e non è stata prorogata, secondo l’Agenzia delle Entrate.

Cosa chiedere all’elettricista per la ricarica in garage

  1. Quanto è lungo il percorso dal contatore al box, e dove passeranno i cavi?
  2. Che potenza di ricarica è realistica con il mio contratto, e serve un aumento o un dispositivo di gestione dei carichi?
  3. Meglio la linea dal mio contatore o un contatore nuovo nel garage?
  4. Il garage è soggetto ai controlli antincendio? Chi aggiorna la pratica?
  5. La wallbox che proponete rientra nei requisiti per il bonus, se voglio chiederlo?
  6. Cosa mi consegnerete alla fine: dichiarazione di conformità, schema, manuale?

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Per gli altri lavori sull’impianto c’è la pagina dell'elettricista, e per un impianto nuovo quella sul nuovo impianto elettrico.

Pagine utili

Domande frequenti

Il condominio può impedirmi di installare la wallbox nel mio box?

L’assemblea delibera sulle opere che toccano le parti comuni, ma se rifiuta o non decide entro tre mesi dalla richiesta scritta puoi installare a tue spese, nel rispetto della sicurezza e delle parti comuni. Se il rifiuto è motivato da problemi tecnici o di sicurezza, conviene risolverli nel progetto; nei casi di contrasto, senti un avvocato.

Posso prendere la corrente dalla presa del garage?

No. Le prese e le luci del garage sono alimentate dal contatore delle parti comuni: usarle per l’auto significa far pagare a tutti la tua ricarica, con una linea non adatta a carichi lunghi. La ricarica va alimentata dal tuo contatore o da una fornitura dedicata.

Chi paga una colonnina condominiale per tutti?

La decide l’assemblea, che stabilisce anche come dividere spesa e consumi tra chi la usa. Per le installazioni sulle parti comuni il bonus del Ministero arriva fino a 8.000 euro, quando lo sportello è aperto e ci sono risorse.

Serve un progetto firmato da un ingegnere?

Dipende dall’impianto: per le utenze condominiali e oltre certe potenze il DM 37/08 chiede il progetto di un professionista, negli altri casi basta quello del responsabile tecnico dell’impresa. Se il garage è soggetto ai controlli antincendio, serve anche il professionista che segue quella pratica.

Se cambio auto devo rifare l’impianto?

Di solito no: una wallbox moderna si adatta ad auto diverse. Può servire un aggiornamento se la nuova auto ricarica a una potenza più alta e vuoi sfruttarla.

Fonti

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