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Aumentare la potenza del contatore: la richiesta passo per passo e i costi

L’aumento di potenza si chiede al venditore e lo esegue il distributore, con costi e tempi fissati da ARERA. Ecco i passi, un calcolo dei costi e cosa controllare in casa prima di firmare.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per aumentare la potenza del contatore fai la richiesta al venditore, cioè la società che ti manda la bolletta, indicando il codice POD e il nuovo livello: il venditore la passa al distributore, che esegue la variazione. Si paga una volta un contributo per ogni kW in più, più il contributo del venditore, e poi una quota potenza più alta in ogni bolletta: nell’esempio di ARERA per la maggior tutela, passare da 3 a 4 kW costa 100,68 euro IVA inclusa.

Prima di chiedere, però, conviene avere chiaro quanti kW servono: come capirlo dalla bolletta e dal display lo spieghiamo in quanta potenza ti serve davvero. Il quadro generale su contatore, aumenti e spostamenti è nella pagina sul contatore elettrico.

A chi si chiede l’aumento e cosa tenere pronto

La richiesta va al venditore, anche se il lavoro lo fa il distributore: secondo ARERA, quando fa da tramite, il venditore deve inoltrare richieste e documenti al distributore entro due giorni lavorativi. Il distributore è la società che gestisce la rete e il contatore della tua zona, e il suo nome è in bolletta.

Prima di chiamare o di scrivere tieni a portata di mano:

  • il codice POD, che identifica la fornitura e si trova in bolletta;
  • i dati dell’intestatario del contratto;
  • il nuovo livello che vuoi: per le abitazioni si sale a scatti di 0,5 kW fino a 6 kW, poi di 1 kW fino a 10 kW;
  • la documentazione dell’impianto, se il tuo caso la richiede (ne parliamo più avanti).

Di solito la richiesta si fa dall’area clienti, dall’app o al servizio clienti del venditore. Chiedi sempre una conferma scritta con il riepilogo di costi e tempi.

I passi della richiesta, dalla bolletta alla conferma

  1. Guarda in bolletta la potenza massima prelevata nei mesi scorsi e scegli il livello.
  2. Fai controllare all’elettricista che l’impianto regga la nuova potenza, soprattutto se aggiungi apparecchi importanti.
  3. Presenta la richiesta al venditore con il POD e il livello scelto.
  4. Fino a 6 kW, il venditore ti comunica subito costi e tempo massimo: è una sorta di preventivo rapido, che devi confermare.
  5. Oltre i 6 kW, il distributore prepara un preventivo che il venditore ti trasmette: il lavoro parte quando lo accetti.
  6. A variazione fatta, controlla sul display del contatore il nuovo valore e, nelle bollette successive, la quota potenza.

Se servono lavori sull’allacciamento o sulla rete, per esempio per potenze molto più alte di quelle di partenza, i tempi e i costi sono quelli scritti nel preventivo del distributore.

Quanto si paga: il calcolo con i valori ARERA

Il costo una tantum ha due parti. La prima va al distributore ed è un contributo per ogni kW di potenza disponibile in più: per le abitazioni è ridotto se il nuovo livello non supera i 6 kW. La seconda va al venditore: 23 euro più IVA in maggior tutela e nel servizio a tutele graduali, mentre nel mercato libero dipende dal contratto.

L’esempio della pagina ARERA sulla potenza del contatore usa 62,30 euro per kW e moltiplica per 1,1, perché la potenza disponibile è più alta del 10% di quella impegnata. Con gli stessi valori, ecco quanto costerebbero alcuni passaggi tipici:

PassaggiokW disponibili in piùTotale IVA esclusaCon IVA al 10%
da 3 a 3,5 kW0,55circa 57 eurocirca 63 euro
da 3 a 4 kW1,191,53 euro100,68 euro
da 3 a 4,5 kW1,65circa 126 eurocirca 138 euro
da 3 a 6 kW3,3circa 229 eurocirca 251 euro

La seconda riga è l’esempio di ARERA, le altre sono calcolate da noi con gli stessi valori. ARERA indica anche quanto costerebbe lo stesso aumento senza la riduzione per le abitazioni: 77,49 euro per kW, cioè 119,06 euro IVA inclusa da 3 a 4 kW. I valori possono essere aggiornati: l’importo esatto è quello che ti comunica il venditore prima della conferma.

A questi costi si aggiunge quello che dura nel tempo: dalle bollette successive paghi la quota potenza della tariffa di rete sul nuovo livello. In maggior tutela, se ti è stato chiesto il deposito cauzionale, cresce in proporzione ai kW.

Quanto si aspetta, fino a 6 kW e oltre

Secondo ARERA, fino a 6 kW il distributore esegue la variazione entro cinque giorni lavorativi dalla conferma, quando non servono interventi sulla presa o sulla rete. Oltre i 6 kW prepara il preventivo entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta e poi lavora nei tempi indicati nel preventivo.

Se il distributore sfora i tempi per sua responsabilità, è previsto un indennizzo automatico, cioè senza bisogno di farne domanda. Ai giorni del distributore vanno aggiunti i due giorni lavorativi che il venditore ha per inoltrare la richiesta.

I documenti dell’impianto: quando servono

Il DM 37/08, il decreto sugli impianti negli edifici, chiede di consegnare al distributore o al venditore una copia della dichiarazione di conformità dell’impianto in due casi:

  • quando chiedi l’aumento dopo aver fatto lavori sull’impianto;
  • quando l’aumento, anche senza lavori, porta l’impianto elettrico a 6 kW.

Per gli impianti realizzati prima del 27 marzo 2008, se la dichiarazione di conformità non c’è o non si trova, si può usare la dichiarazione di rispondenza: la rilascia un professionista iscritto all’albo con almeno cinque anni nel settore oppure, per gli impianti che non richiedono il progetto, il responsabile tecnico di un’impresa abilitata da almeno cinque anni. Cosa sono questi documenti lo spieghiamo in dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico e in dichiarazione di rispondenza.

Oltre i 6 kW cambia un’altra cosa: per installare, trasformare o ampliare l’impianto di un’abitazione con potenza impegnata superiore a 6 kW serve il progetto di un professionista iscritto all’albo. Per i lavori che facciamo noi, rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Cosa controllare in casa prima di chiedere

Più potenza al contatore non serve se il resto dell’impianto non la porta. Prima della richiesta chiedi all’elettricista di verificare:

  • il montante, cioè il cavo dal contatore al quadro: sezione, lunghezza e stato;
  • l’interruttore generale, che deve essere adatto alla nuova potenza e al cavo che protegge;
  • il quadro, se ha spazio e protezioni adeguate per le linee nuove;
  • le linee degli apparecchi nuovi, come piano a induzione, pompa di calore o stazione di ricarica, che spesso vanno fatte apposta;
  • i documenti, per sapere se hai già la dichiarazione o se serve rilasciarla dopo i lavori.

Se aumenti per un apparecchio preciso, leggi anche l’impianto di casa regge un piano a induzione? o ricarica dell’auto elettrica a casa. Quando il quadro è vecchio, la verifica può diventare un lavoro sul quadro elettrico. Le voci del nostro conto sono nella pagina dei prezzi, e per la verifica c’è il servizio di elettricista.

Dopo l’aumento: display, bolletta e ripensamenti

Sui contatori di e-distribuzione la prima informazione che scorre sul display, premendo il pulsante, è la potenza contrattualmente impegnata: lì vedi se la variazione è stata fatta. Poi, nelle bollette successive, controlla che la quota potenza sia calcolata sul nuovo livello.

Se dopo qualche mese ti accorgi che la potenza in più non ti serve, puoi chiedere una riduzione: secondo ARERA comporta solo il contributo fisso del venditore. E se più avanti torni al livello di prima, il contributo per kW non è dovuto: ARERA lo chiama diritto di ripensamento.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso chiedere l’aumento direttamente al distributore?

Se hai un contratto attivo, la strada è il venditore: è lui che inoltra la richiesta al distributore e ti comunica costi e tempi. Il distributore esegue la variazione, ma il rapporto contrattuale resta con il venditore.

Serve un tecnico in casa per l’aumento?

Per il distributore non sempre: fino a 6 kW, quando non servono interventi sulla presa o sulla rete, la variazione si esegue nei tempi brevi previsti da ARERA. Per il tuo impianto, invece, una verifica dell’elettricista prima della richiesta è la scelta prudente, soprattutto se la potenza sale di molto.

Il venditore mi chiede più di 23 euro: è regolare?

I 23 euro valgono in maggior tutela e nel servizio a tutele graduali. Nel mercato libero il costo per la pratica dipende dalle condizioni del tuo contratto, mentre il contributo per il distributore segue le regole ARERA. Controlla le condizioni che hai firmato e chiedi il dettaglio per iscritto.

Quanto costa passare da 3 a 4,5 kW?

Con i valori dell’esempio ARERA, in maggior tutela, circa 126 euro più IVA, cioè circa 138 euro con l’IVA al 10%: 23 euro per il venditore e il contributo per 1,65 kW di potenza disponibile in più. Poi, in ogni bolletta, paghi la quota potenza su 4,5 kW invece che su 3. Nel mercato libero la parte del venditore dipende dal contratto.

Posso aumentare la potenza solo per i mesi più caldi?

Si può, ma ogni variazione richiede qualche giorno e il contributo fisso del venditore. Secondo ARERA, il contributo per kW non è dovuto quando l’aumento riporta la potenza al livello che avevi prima di una riduzione. Prima di scegliere questa strada valuta un gestore dei carichi, che spesso risolve i picchi estivi senza cambiare contratto.

Dopo l’aumento il contatore stacca ancora: perché?

Prima guarda sul display se la nuova potenza risulta già attiva. Se sì e il contatore stacca comunque, stai superando anche il nuovo limite oppure c’è un guasto. Se invece scende una levetta nel quadro, il limite è una linea o l’interruttore generale: la sequenza dei controlli è nella pagina sul contatore che scatta.

Fonti

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