Norma CEI 64-8 in breve: cosa deve sapere chi ristruttura casa
La CEI 64-8 è la norma tecnica degli impianti elettrici di casa. Non devi conoscerla a memoria, ma sapere quando si applica e cosa decidere tu ti evita un impianto da rifare tra dieci anni.
- Rispondiamo 24 ore su 24
- Obiettivo: arrivo entro 1 ora
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro
La norma CEI 64-8 è la regola tecnica con cui si progettano, si realizzano e si verificano gli impianti elettrici in bassa tensione, comprese le case: chi ristruttura deve sapere che vale per gli impianti nuovi e per quelli rifatti, che per le abitazioni prevede tre livelli di dotazione da scegliere con il progettista e che chiede alcune predisposizioni da fare a muri aperti. La nona edizione è in vigore dal 1° novembre 2024.
Non è un testo da leggere da soli: è lungo, tecnico e a pagamento. Qui trovi la mappa essenziale, cosa riguarda te come committente e le domande da fare prima che il muratore chiuda le tracce. Le informazioni vengono dal comunicato del CEI sulla nuova edizione e dal testo del capitolo sulle abitazioni che il CEI ha messo in inchiesta pubblica nel 2023, consultati il 25 ottobre 2026: il testo definitivo, in vendita sul sito del CEI, può differire nei dettagli.
Che cos’è la CEI 64-8 e chi la deve applicare
La CEI 64-8 è pubblicata dal Comitato elettrotecnico italiano e si intitola «Impianti elettrici a tensione nominale non superiore a 1 000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente continua». Copre quasi tutto ciò che sta a valle del contatore: dall’appartamento al capannone, dall’ufficio all’ospedale.
Non è una legge, ma la legge la richiama. Secondo la legge 186 del 1968, gli impianti eseguiti secondo le norme CEI si considerano realizzati a regola d’arte, e il DM 37/08 dice lo stesso per gli impianti negli edifici. In pratica è il metro con cui si giudica un impianto: lo applicano il progettista e l’impresa installatrice, che ne rispondono con la dichiarazione di conformità.
A te, committente, la norma lascia una parte importante: le scelte sul livello dell’impianto e sulle predisposizioni. Cosa significhi per un impianto esistente essere «a norma» lo spieghiamo nella guida sull'impianto elettrico a norma.
Come è fatta la norma: le otto parti
Secondo il comunicato del CEI, la nona edizione è divisa in otto parti. Ecco a cosa servono, dal punto di vista di chi ristruttura.
| Parte | Titolo | Cosa ti riguarda |
|---|---|---|
| 1 | Oggetto, scopo e principi fondamentali | A quali impianti si applica la norma |
| 2 | Definizioni | Il vocabolario usato nei progetti |
| 3 | Caratteristiche generali | Il capitolo sulle abitazioni, con i livelli di dotazione |
| 4 | Prescrizioni per la sicurezza | Protezione dalla scossa, dalle sovracorrenti e dalle sovratensioni |
| 5 | Scelta e installazione dei componenti | Cavi, tubi, quadri, interruttori e dove metterli |
| 6 | Verifiche | Le prove prima della consegna e quelle periodiche |
| 7 | Ambienti e applicazioni particolari | Bagno, ricarica dell’auto, fotovoltaico e altri casi speciali |
| 8 | Efficienza energetica e utenti attivi | Impianti che consumano e producono energia |
Tra le novità indicate dal CEI ci sono le parti sulla protezione dai contatti diretti e indiretti, sul sezionamento e comando e sull’alimentazione dei servizi di sicurezza, oltre a diverse sezioni della parte 7, tra cui quelle sui sistemi fotovoltaici e sulle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Ristrutturi casa? Ecco quando vale il capitolo sulle abitazioni
Il capitolo 37 aggiunge, alle regole di sicurezza valide per tutti, prescrizioni sulle prestazioni degli impianti nelle abitazioni, in condominio come nelle case singole. Nel testo del 2023 si applica in due casi:
- impianti nuovi, per esempio in una casa appena costruita o in un sottotetto reso abitabile;
- rifacimenti completi dell’impianto esistente fatti durante una ristrutturazione edilizia dell’unità.
Non si applica, sempre secondo quel testo, alle parti comuni degli edifici e alle abitazioni negli edifici tutelati come beni culturali. Se invece fai un lavoro parziale, come una linea nuova o il quadro, valgono le regole di sicurezza della norma per la parte che tocchi, ma non l’obbligo di portare tutta la casa a un livello.
Per chi prepara un’abitazione per una persona con disabilità, il capitolo rimanda alla norma CEI 64-21, che può integrare o modificare i requisiti; le detrazioni per questi lavori sono nella guida sul bagno senza barriere.
Livelli 1, 2 e 3: la scelta che spetta a te
Il dimensionamento dell’impianto, dice il capitolo 37, è un accordo tra progettista, installatore e committente. La norma fissa le dotazioni minime per tre livelli:
- livello 1, il minimo previsto dalla norma;
- livello 2, per una maggiore fruibilità, con più prese, punti luce e servizi;
- livello 3, con dotazioni ampie e la domotica: nel testo del 2023 almeno quattro funzioni integrate tra loro, scelte da un elenco che va dalla gestione di luci e tapparelle all’antiallagamento, fino alla gestione della ricarica dell’auto.
Le quantità dipendono dalla superficie calpestabile dell’appartamento e di ogni locale, e comprendono anche il numero di circuiti, le prese per TV e dati, i dispositivi di illuminazione di sicurezza e la protezione dalle sovratensioni. Il livello non dipende dalla categoria catastale né dalla classe energetica della casa.
Una precisazione utile: aggiungere qualche funzione domotica a un impianto di livello 1 non lo fa diventare di livello 2 o 3, se tutte le voci della tabella non raggiungono il livello successivo. Le quantità stanza per stanza le trovi nelle guide ai livelli dell’impianto elettrico e su quante prese e punti luce servono.
Tubi, quadro e differenziali: le regole che si vedono in cantiere
Alcune prescrizioni del capitolo 37 cambiano il lavoro di tutti i giorni, e conviene conoscerle per capire il preventivo. Ecco le principali nel testo del 2023.
| Regola | Cosa significa per te |
|---|---|
| Montante e interruttore generale per almeno 6 kW, salvo impedimenti dell’edificio | Potrai aumentare la potenza del contatore senza rifare la linea |
| Cavi sfilabili, con tubi di diametro minimo 25 mm per montanti e dorsali e 20 mm per i tratti finali | In futuro i cavi si cambiano senza rompere i muri |
| Protezione differenziale divisa su almeno due circuiti indipendenti | Un guasto non lascia al buio tutta la casa |
| Differenziali di tipo F raccomandati per lavatrici e condizionatori fissi | Meno scatti indesiderati su quei circuiti |
| Quadro con il 30% di spazio in più dei moduli installati, minimo due moduli | C’è posto per un circuito o una protezione in più |
| Circuiti dedicati per gli apparecchi fissi oltre 1.000 W, come piano cottura elettrico o scaldacqua | Linee separate per i carichi più pesanti |
| Tubo predisposto per il piano a induzione in cucina | Puoi passare all’induzione anche più avanti |
Il testo consiglia anche di predisporre un tubo dal quadro verso il posto auto, per una futura ricarica, e uno vicino all’ingresso del gas per un’eventuale elettrovalvola di sicurezza. Gli interruttori del quadro devono essere facili da identificare, per esempio con una targhetta. Come si legge un quadro lo spieghiamo nella pagina sul quadro elettrico.
Bagno, auto elettrica, pannelli: le sezioni speciali
La parte 7 raccoglie gli ambienti e gli impianti che hanno rischi propri. Per chi ristruttura, tre sono le più frequenti.
- Bagno e doccia. La norma stabilisce cosa si può installare vicino a vasca e doccia e con quali protezioni. La posizione di prese, scaldasalviette e luci la decide la sicurezza, non solo l’estetica: va stabilita nel progetto, prima delle piastrelle.
- Ricarica dei veicoli elettrici. La sezione sulle infrastrutture di ricarica è tra quelle aggiornate nella nona edizione. Cosa serve all’impianto di casa lo vediamo nella guida sulla ricarica dell’auto elettrica a casa, e per il garage condominiale in quella sulla colonnina di ricarica in condominio.
- Fotovoltaico. Anche la sezione sui sistemi fotovoltaici è stata modificata. Ricorda che per il DM 37/08 la potenza dei pannelli conta per decidere quando il progetto deve firmarlo un professionista.
Prove finali e documenti: cosa deve succedere prima della consegna
La parte 6 della norma è dedicata alle verifiche. Prima di consegnarti l’impianto, l’impresa lo esamina a vista e fa le prove: continuità dei conduttori di protezione, isolamento dei circuiti, intervento dei differenziali, funzionamento di ogni punto. Solo dopo rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08, con la relazione sui materiali e il progetto o lo schema.
Per gli impianti che realizziamo rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Chiedi di avere anche lo schema del quadro aggiornato: ti servirà a ogni guasto e a ogni lavoro futuro. Come si svolge un cantiere dal progetto alle prove lo raccontiamo nella pagina sul nuovo impianto elettrico, e per lavori e interventi c’è la pagina dell'elettricista.
Le domande da fare prima di approvare il progetto
Porta questa lista al sopralluogo con il progettista o con l’elettricista.
- Per quale livello è dimensionato l’impianto, e cosa cambierebbe passando al livello superiore?
- Il montante e l’interruttore generale sono pensati per almeno 6 kW? Se no, quale impedimento c’è?
- Quanti circuiti sono previsti e come sono divisi i differenziali?
- Ci sono le predisposizioni per induzione, ricarica dell’auto, eventuale fotovoltaico e protezione dalle sovratensioni?
- Quanto spazio libero resta nel quadro?
- Chi firma il progetto? Sopra certe soglie, per esempio nelle abitazioni oltre 6 kW di potenza impegnata, il DM 37/08 chiede un professionista iscritto all’albo.
- Quali verifiche farete a fine lavori, e cosa mi consegnerete?
Se i lavori rientrano in una ristrutturazione, questi documenti servono anche per le detrazioni: le regole sono nella guida al bonus ristrutturazione.
Pagine utili
Domande frequenti
La CEI 64-8 è obbligatoria per legge?
Non è una legge, ma la legge 186 del 1968 e il DM 37/08 considerano a regola d’arte gli impianti realizzati secondo le norme CEI. Per questo è il riferimento con cui imprese e progettisti lavorano e con cui un impianto viene giudicato.
Con la nuova edizione devo rifare il mio impianto?
No, una nuova edizione non obbliga di per sé a rifare gli impianti esistenti. Il capitolo sulle abitazioni, nel testo del 2023, vale per gli impianti nuovi e per i rifacimenti completi; se modifichi una parte, quella parte si fa con le regole attuali.
Posso avere il livello 2 solo in soggiorno e cucina?
Puoi aggiungere dotazioni dove vuoi, ma il livello riguarda l’intera abitazione. Secondo il testo del 2023, l’impianto sale di livello solo se tutte le voci della tabella raggiungono le dotazioni del livello successivo.
Comandare le luci con un’app basta per il livello 3?
No. Nel testo del 2023 il livello 3 richiede, oltre alle altre dotazioni, almeno quattro funzioni domotiche integrate tra loro, e il controllo da remoto con un’app non conta come funzione in più. Ne parliamo nella pagina sulla domotica.
Dove posso leggere la norma completa?
Il CEI la vende in formato PDF, per singole parti o come volume completo, sul proprio sito. Il testo del capitolo sulle abitazioni messo in inchiesta pubblica nel 2023 è consultabile gratuitamente, ma non è la versione definitiva.
Fonti
- CEI – Pubblicata la nuova edizione della Norma CEI 64-8 – nona edizione in vigore dal 1° novembre 2024, titolo, otto parti, principali novità tra cui le sezioni su fotovoltaico e ricarica dei veicoli elettrici, vendita sul sito del CEI. Consultato il 25 ottobre 2026.
- CEI – Progetto C.1325, Norma CEI 64-8 Parte 3 – testo in inchiesta pubblica del 2023, capitolo 37: campo di applicazione, livelli 1, 2 e 3 e funzioni domotiche, montante da 6 kW, cavi sfilabili e diametri dei tubi, differenziali su due circuiti e di tipo F, spazio di riserva nel quadro, circuiti dedicati, predisposizioni per induzione, ricarica ed elettrovalvola del gas, rinvio alla CEI 64-21. Consultato il 25 ottobre 2026.
- Legge 1 marzo 1968, n. 186 – Normattiva – impianti realizzati secondo le norme CEI considerati a regola d’arte. Consultata il 25 ottobre 2026.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – regola dell’arte per gli impianti conformi alle norme CEI (art. 6); dallo stesso decreto, progetto del professionista oltre le soglie (art. 5) e dichiarazione di conformità (art. 7). Consultato il 25 ottobre 2026.
Leggi anche

Videocitofono e telecamere: si possono detrarre? Le regole nel 2026
Telecamere e antifurto possono rientrare nella detrazione come misure contro i furti; il videocitofono di solito si detrae solo dentro un lavoro agevolato. Ecco come capire in quale caso sei.

Detrazioni per porta blindata e serrature nel 2026: cosa rientra e come non perderle
Porte blindate, serrature, grate e casseforti a muro rientrano tra le misure contro i furti che si possono detrarre. Ecco aliquote 2026, casi particolari, documenti e cosa chiedere al fabbro.

Bagno senza barriere: detrazioni 2026 per doccia a filo, sanitari e spazi accessibili
Un bagno accessibile si detrae con il bonus per il recupero edilizio se rispetta il DM 236/1989. Ecco le misure da rispettare, le aliquote 2026, l’IVA agevolata e i documenti da tenere.

Ricarica dell’auto elettrica a casa: cosa serve all’impianto, dalla presa alla wallbox
Una ricarica dura ore alla corrente più alta che la linea può dare. Ecco come scegliere tra presa e wallbox, fare il conto di potenza e tempi e preparare linea e protezioni, anche nel box del condominio.

Ti serve un tecnico?
Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.


