Copie delle chiavi del portone condominiale: chi può farle
Ogni condomino ha diritto alle chiavi del portone, ma le copie seguono le regole del condominio e del sistema montato. Ecco chi può farle, come si chiedono e quando conviene cambiare il cilindro.
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Le copie delle chiavi del portone condominiale può chiederle ogni condomino, per sé e per chi abita o lavora legittimamente nel suo appartamento; chi le fa materialmente dipende dal sistema montato. Le chiavi comuni si duplicano da un fabbro partendo dall’originale, quelle protette solo presentando la tessera di proprietà, che in molti condomini custodisce l’amministratore, e i badge li abilita chi gestisce l’impianto.
Il portone è una parte comune, e l’amministratore ha il compito di disciplinare l’uso delle cose comuni nell’interesse di tutti: per questo molti regolamenti fissano regole sulle copie. Qui vediamo chi ha diritto alle chiavi, come chiederle, chi paga e quando conviene cambiare il cilindro. Come si duplicano i diversi tipi di chiave è spiegato nella pagina sulla duplicazione delle chiavi; per serrature e cilindri c’è la pagina del fabbro.
Chiavi del portone condominiale: chi ha diritto ad averle
Il codice civile mette i portoni di ingresso tra le parti comuni dell’edificio, e ogni partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne lo stesso uso. In pratica:
- ogni proprietario ha diritto ad avere le chiavi del portone, e a ottenerne copie per chi vive con lui;
- chi abita in affitto o in comodato riceve le chiavi dal proprietario, che gli consegna le sue copie o ne chiede di nuove;
- familiari, colf, badanti, baby sitter possono avere una copia, sotto la responsabilità del proprietario o dell’inquilino che gliela affida;
- ditte di pulizia e manutentori ricevono le chiavi, se servono, su decisione del condominio o dell’amministratore;
- chi non abita più nel palazzo, come un ex inquilino, non dovrebbe tenerne nessuna.
Il diritto di usare il portone non significa che ognuno possa moltiplicare le copie senza limiti: ogni chiave in più è un accesso in più per tutti. Per questo il condominio, con il regolamento o con le decisioni dell’amministratore, può stabilire procedure, numero di copie e costi.
Chiave comune, protetta o badge: chi fa la copia
| Sistema del portone | Come lo riconosci | Chi fa la copia |
|---|---|---|
| Chiave comune | nessuna tessera, chiave dal profilo diffuso | un fabbro o un duplicatore, partendo da una chiave originale |
| Chiave protetta con tessera | carta con un codice consegnata insieme al cilindro | un centro autorizzato o il produttore, solo presentando la tessera |
| Badge o chiave elettronica | tessera o portachiavi da avvicinare a un lettore | chi gestisce l’impianto, abilitando il nuovo badge |
| Tastierino a codice | numeri da digitare accanto al portone | non si copia: il codice si comunica e va cambiato ogni tanto |
Con una chiave comune, tecnicamente, chiunque abbia l’originale può farsi fare una copia. Se però il regolamento chiede di passare dall’amministratore, conviene rispettarlo: evita discussioni e tiene il conto delle chiavi in giro. Con le chiavi protette la regola la impone il sistema stesso: senza tessera, niente copia. Come funziona è spiegato nella guida su come duplicare una chiave protetta.
I badge hanno un vantaggio: quello perso si disattiva, senza cambiare il cilindro. Le differenze tra i sistemi sono nella pagina sulle serrature elettroniche.
Come chiedere le copie all’amministratore
Quando la tessera la tiene l’amministratore, o il regolamento chiede la sua autorizzazione, la strada più semplice è questa:
- scrivi la richiesta per email, indicando il tuo appartamento, quante copie ti servono e per chi: per esempio una per un familiare e una per la persona che fa le pulizie;
- aspetta le istruzioni: l’amministratore può ordinare le copie lui stesso al centro autorizzato, oppure darti un’autorizzazione o la tessera per il tempo necessario;
- metti in conto i tempi: le chiavi protette ordinate al produttore non sono pronte subito, e i tempi cambiano da sistema a sistema;
- firma la ricevuta delle chiavi, se il condominio tiene un elenco di chi le ha;
- prova subito le copie su portone e cancello pedonale, prima di distribuirle.
Se la tessera ti viene affidata, restituiscila appena hai finito e non fotografarla: il codice che riporta è proprio quello che permette di ordinare le copie.
Chi paga copie, badge e cilindro nuovo
La legge non fissa una regola specifica sulle copie delle chiavi, quindi contano il regolamento e le delibere. Nella pratica:
- le copie in più chieste da un condomino le paga, di solito, chi le chiede;
- i badge aggiuntivi seguono lo stesso criterio, compresa la programmazione;
- il cambio del cilindro del portone deciso dal condominio, con le chiavi da distribuire a ogni appartamento, è una spesa comune, che si divide per millesimi salvo criteri diversi;
- il cambio dovuto alle chiavi perse da un condomino: non c’è una regola fissa. Alcuni condomini chiedono la spesa a chi ha perso le chiavi, altri la dividono tra tutti: decide l’assemblea o il regolamento, e in caso di disaccordo conviene sentire un legale.
Se cambi il cilindro della tua porta di casa, invece, la spesa è solo tua: come capire se serve è spiegato nella pagina sulle chiavi perse.
Inquilini, colf, affitti brevi: le copie che girano
Le chiavi del portone passano di mano più spesso di quelle di casa, ed è lì che si perdono le tracce. Qualche cautela:
- a fine affitto conta le chiavi: fatti restituire tutte quelle consegnate, comprese le copie fatte dall’inquilino, e annota il numero nel verbale di riconsegna;
- niente indirizzo sul portachiavi: una chiave persa senza indicazioni è molto meno pericolosa di una con il nome della via;
- colf e collaboratori: consegna una copia sola, e chiedila indietro quando il rapporto finisce;
- affitti brevi: con ospiti che cambiano spesso, organizza la consegna in modo da recuperare sempre le chiavi, ed evita di lasciarle in cassette o nascondigli vicino al portone. Se il regolamento prevede regole per chi affitta a breve, rispettale e avvisa l’amministratore;
- chiave persa: avvisa subito l’amministratore, dicendo se insieme c’erano documenti o altre chiavi del palazzo.
Se insieme alle chiavi ti hanno rubato i documenti, la sequenza giusta è nella guida sulle chiavi rubate con i documenti.
Troppe copie in giro: quando cambiare il cilindro del portone
Arriva un momento in cui nessuno sa più quante chiavi del portone esistano. I segnali per valutare un cilindro nuovo sono questi:
- chiavi perse o rubate di cui non si sa nulla;
- ex inquilini o collaboratori che non hanno restituito le copie;
- persone estranee trovate nelle scale o nelle cantine;
- furti o tentativi di furto nelle parti comuni.
La decisione spetta al condominio: all’assemblea o, per un intervento urgente di sicurezza, come dopo un furto con le chiavi rubate, all’amministratore. Con l’occasione conviene scegliere un cilindro europeo con chiave protetta, decidere chi custodisce la tessera e valutare un sistema in cui la chiave di ogni condomino apra il portone, il cancello pedonale e la sua cantina, ma non quelle degli altri. Per le cantine c’è anche la guida su come proteggerle dai furti.
Quando arriva il cilindro nuovo, la distribuzione va organizzata: un numero di chiavi stabilito per appartamento, consegnate contro ricevuta, e le copie successive solo con la procedura decisa. Se invece la serratura del portone è rotta, il discorso è diverso, ed è spiegato nella guida sulla serratura del portone condominiale rotta.
Le regole sulle chiavi da portare in assemblea
Quando i condomini sono più di dieci il regolamento è obbligatorio e deve contenere le norme sull’uso delle cose comuni: è il posto giusto per le regole sulle chiavi. Ecco cosa conviene decidere:
- chi custodisce la tessera di proprietà del cilindro e dove;
- come si chiedono le copie e quante se ne possono avere per appartamento;
- chi paga le copie in più e i badge aggiuntivi;
- l’obbligo di segnalare subito chiavi perse o rubate;
- la restituzione delle chiavi quando un inquilino o un collaboratore lascia il palazzo;
- dove si tengono le chiavi per le ditte di pulizia e manutenzione.
Anche nei condomini più piccoli, dove il regolamento non è obbligatorio, una delibera su questi punti evita molte discussioni.
Pagine utili
Domande frequenti
Posso farmi fare una copia del portone senza avvisare nessuno?
Se la chiave è comune, un fabbro può duplicarla partendo dall’originale, ma prima controlla il regolamento: se prevede di passare dall’amministratore, è meglio rispettarlo. Se la chiave è protetta, la copia si fa solo con la tessera, quindi devi comunque passare da chi la custodisce.
L’amministratore può rifiutarsi di darmi una copia?
Non può impedirti di usare il portone, che è una parte comune. Può però chiederti di seguire le regole decise dal condominio, per esempio sul numero di copie, sui tempi e sui costi. Se il rifiuto ti sembra ingiustificato, chiedi le ragioni per iscritto e porta la questione in assemblea.
Il mio inquilino ha perso la chiave del portone: cosa devo fare?
Avvisa l’amministratore e chiedi all’inquilino se insieme c’erano documenti o l’indirizzo. Se la chiave è persa senza riferimenti, di solito basta una copia nuova, ordinata con la procedura del condominio; se c’è il rischio che qualcuno sappia a quale portone appartiene, va valutato il cambio del cilindro, come per la porta di casa.
Chi deve tenere la tessera di proprietà del cilindro del portone?
Lo decide il condominio. Spesso la custodisce l’amministratore, che così autorizza ogni copia e tiene il conto delle chiavi; l’importante è che stia lontana dalle chiavi e che si sappia chi la tiene. Se la tessera va persa, chiedi al produttore o a chi ha installato il cilindro se si può recuperare.
Fonti
- Codice civile, art. 1117 (Normattiva) – i portoni di ingresso sono tra le parti comuni dell’edificio, se il contrario non risulta dal titolo.
- Codice civile, art. 1102 (Normattiva) – ciascuno può servirsi della cosa comune senza alterarne la destinazione e senza impedire agli altri di farne uso.
- Codice civile, art. 1130 (Normattiva) – l’amministratore disciplina l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune.
- Codice civile, art. 1138 (Normattiva) – con più di dieci condomini il regolamento è obbligatorio e contiene le norme sull’uso delle cose comuni.
- Codice civile, art. 1123 (Normattiva) – spese per le parti comuni ripartite per millesimi, salvo diversa convenzione.
- Codice civile, art. 1135 (Normattiva) – l’amministratore può ordinare lavori straordinari urgenti, riferendone nella prima assemblea.
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