Ogni quanto controllare l’impianto elettrico di casa: il calendario dei controlli
Per la casa non c’è una scadenza fissa, ma c’è un ritmo sensato: piccoli controlli tuoi durante l’anno, una verifica con gli strumenti nei momenti giusti e più attenzione se l’impianto è datato.
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Per l’impianto elettrico di casa la legge non fissa una scadenza: chiede al proprietario di mantenerlo sicuro nel tempo. In pratica vuol dire premere il tasto di prova del salvavita con la cadenza indicata dal costruttore, fare da solo un giro di controllo a vista almeno una volta l’anno e far eseguire una verifica con gli strumenti da un elettricista nei momenti chiave, come l’acquisto o l’affitto della casa, dopo lavori, infiltrazioni o fulmini, e più spesso se l’impianto è vecchio o senza documenti.
Un impianto non si consuma come un’auto, ma invecchia senza farsi notare: morsetti che si allentano, isolanti che si induriscono, salvavita che restano anni senza scattare. Cosa comprende la manutenzione, e quali verifiche sono obbligatorie per negozi e attività, lo spiega la pagina sulla manutenzione dell’impianto elettrico. Qui trovi un calendario pratico per la casa.
Nessuna scadenza per le case, ma un dovere di cura
Il DM 37/08, il decreto che regola gli impianti negli edifici, chiede al proprietario di adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza dell’impianto, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione lasciate dall’impresa che l’ha installato e dai costruttori degli apparecchi. Non indica però una cadenza per le verifiche nelle abitazioni.
Le scadenze vere esistono per i luoghi di lavoro. Se nella tua attività lavora almeno una persona, l’impianto di terra va verificato ogni cinque anni, oppure ogni due nei cantieri, nei locali ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio di incendio, da ASL, ARPA o da un organismo abilitato. È un mondo a parte, spiegato nella guida sulla verifica dell’impianto di terra per le attività.
Per la casa, quindi, il ritmo lo decidi tu. La norma tecnica sugli impianti in bassa tensione, la CEI 64-8, prevede verifiche iniziali e periodiche fatte di esami a vista e di prove: il calendario che segue serve a trasformare quel principio in abitudini.
Il calendario dei controlli, dal mese alle occasioni speciali
| Quando | Cosa controllare | Chi lo fa |
|---|---|---|
| Con la cadenza indicata dal costruttore | tasto T di ogni salvavita | tu |
| Una volta l’anno | giro a vista di quadro, prese, spine, ciabatte e cavi | tu |
| Prima delle piogge d’autunno | prese, luci e scatole all’aperto, coperchi e guarnizioni | tu, poi il tecnico se trovi danni |
| All’inizio dell’inverno | prese di stufette e scaldasalviette, cavi antigelo | tu |
| Prima dell’estate | prese e linee di condizionatori, ciabatte con protezione | tu |
| Quando monti luci decorative | ciabatte, prolunghe, prese esterne | tu |
| Nelle occasioni speciali della tabella più sotto | verifica con gli strumenti | l’elettricista |
Il tasto T è il controllo più importante e il più facile da dimenticare: come si fa la prova e cosa significano i risultati lo spiega la guida sul tasto di prova del salvavita. Per i controlli di stagione ci sono guide dedicate: prima della stagione delle piogge, prima dei temporali estivi e quando arrivano le luci di Natale.
Il giro dell’anno, stanza per stanza
Una volta l’anno prenditi mezz’ora e fai il giro della casa. Si guarda e si annusa, senza aprire niente e senza toccare fili.
- Ingresso e quadro. Plastica ingiallita, levette scolorite, ronzii nuovi, odori. Davanti al quadro non devono esserci mobili o scatoloni: in emergenza devi arrivarci al buio. Controlla che le etichette delle levette siano ancora leggibili.
- Cucina. Le prese dietro forno, frigorifero e lavastoviglie lavorano molto e si vedono poco: se riesci a guardarle senza spostare mobili, cerca aloni scuri. Niente ciabatte fisse sul piano di lavoro vicino al lavello.
- Bagno. Phon e piastre con il cavo integro, nessuna presa vicino a vasca o doccia usata con prolunghe, scaldabagno senza perdite verso la sua presa o il suo interruttore.
- Soggiorno e camere. Ciabatte inserite una nell’altra, adattatori pieni, cavi schiacciati sotto i piedi dei mobili o sotto i tappeti, alimentatori che scaldano molto.
- Esterno, balconi e giardino. Sportellini delle prese che non chiudono, faretti con acqua nel vetro, scatole senza coperchio, prolunghe lasciate fuori.
- Cantina, box e soffitta. Prese basse su muri umidi, ciabatte appoggiate a terra, cavi rosicchiati, lampade senza protezione.
Annota quello che trovi e il giorno del controllo. Se scopri segni di calore, plastica fusa o parti rotte, lascia spenta quella zona e chiama un elettricista senza aspettare il giro dell’anno dopo.
Le occasioni in cui serve una verifica con gli strumenti
Il giro a vista non vede dentro i muri. Una verifica dell’elettricista, con la prova strumentale dei salvavita, la misura dell’isolamento delle linee e il controllo della terra, ha senso soprattutto in questi momenti.
| Occasione | Perché conta |
|---|---|
| Compri o prendi in affitto una casa | non conosci la storia dell’impianto né chi ci ha messo le mani |
| Hai fatto lavori di muratura o cambiato cucina | trapani e tracce possono aver forato cavi e schiacciato tubi |
| C’è stata un’infiltrazione o un allagamento | l’acqua resta nelle scatole e nei tubi anche quando fuori è tutto asciutto |
| È caduto un fulmine vicino | la sovratensione può aver danneggiato protezioni e apparecchi senza segni visibili |
| Arrivano carichi nuovi e pesanti | induzione, pompa di calore, condizionatori o ricarica dell’auto chiedono linee adatte |
| Riapri una casa chiusa per mesi | umidità e freddo lavorano su prese e scatole dei locali non riscaldati |
| Il salvavita ha cominciato a scattare | è il segnale che qualcosa è cambiato, come spiega la pagina sul salvavita che scatta |
Per il fulmine c’è una guida dedicata a cosa controllare dopo un fulmine vicino casa; per la casa da comprare o affittare, quella sul certificato dell’impianto nella vendita e nell’affitto.
Le case da guardare più spesso
Alcuni impianti hanno bisogno di più attenzione degli altri. Se nella tua casa ritrovi più di una voce di questo elenco, il nostro consiglio è di non aspettare un’occasione per far fare una verifica con gli strumenti, e di ripeterla più spesso.
- Impianti senza documenti, di cui nessuno sa dire quando e da chi siano stati fatti.
- Case con impianti precedenti al 13 marzo 1990, per le quali il DM 37/08 fissa solo dei requisiti minimi: sezionamento e protezione dalle sovracorrenti all’origine, protezione dai contatti diretti, protezione dai contatti indiretti oppure un salvavita da non più di 30 milliampere.
- Impianti con fili rivestiti in gomma o in tela, prese a due fori o un solo salvavita per tutta la casa.
- Quadri in locali umidi, come cantine e garage, frequenti nei piani bassi della pianura.
- Case con molti metri di impianto all’aperto: giardini, cortili, pompe, cancelli, tipici delle case di campagna e di collina.
- Seconde case, che restano chiuse a lungo e tornano a lavorare tutte insieme.
- Case abitate da molte persone diverse nel tempo, come gli appartamenti dati in affitto, dove si sommano aggiunte e riparazioni di chi è passato.
Quando dalle verifiche emergono problemi ripetuti, la domanda diventa un’altra: conviene adeguare o rifare? I criteri sono nella guida su quando rifare un impianto elettrico.
Cosa ti resta in mano dopo la verifica
Una verifica fatta bene non finisce con «è tutto a posto» detto a voce. Chiedi:
- Un resoconto scritto con le misure fatte e i valori trovati.
- Un elenco delle cose da sistemare in ordine di urgenza, separando la sicurezza dal comfort.
- Le etichette del quadro aggiornate, o uno schema delle linee.
- Per i lavori eventuali, un preventivo con le voci separate.
Tieni il resoconto insieme ai documenti della casa: alla verifica successiva il confronto dei valori dice se l’impianto sta peggiorando. Ricorda però che una verifica non è un certificato. Se l’impianto è stato fatto prima del 27 marzo 2008 e la dichiarazione di conformità non c’è o non si trova più, il documento che la sostituisce è la dichiarazione di rispondenza, rilasciata da un tecnico con i requisiti del decreto dopo sopralluogo e accertamenti: la spiega la guida sulla dichiarazione di rispondenza. Se dalla verifica nascono lavori sull’impianto, per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Il costo dipende dalla dimensione della casa, dal numero di linee e di quadri e dalle prove da fare.
Le voci sono spiegate nella pagina dei prezzi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
In affitto e in condominio: chi si muove
In condominio le parti comuni, come il quadro dei servizi, le luci delle scale, il citofono e il cancello, le controlla il tecnico incaricato dall’amministratore. Se noti un problema lì, segnalalo a lui: non spetta al singolo condomino. Il tuo impianto, invece, comincia dal contatore del tuo appartamento.
In affitto chi paga cosa dipende dalla legge e dal contratto, e le riparazioni legate all’uso quotidiano non sono trattate come quelle dovute a guasti o all’età dell’impianto. Prima di chiamare il tecnico chiarisci con il proprietario chi lo incarica; per i casi dubbi senti un’associazione di inquilini o di proprietari, oppure un avvocato. Il tasto T e il giro a vista, invece, puoi farli comunque tu: servono alla tua sicurezza.
Per tutti gli interventi sull’impianto di casa c’è la pagina del nostro servizio di elettricista.
Pagine utili
Domande frequenti
C’è un obbligo di far controllare l’impianto di casa ogni tot anni?
No, per le abitazioni non c’è una scadenza di legge. Il proprietario deve però mantenere l’impianto sicuro nel tempo, seguendo le istruzioni dell’installatore e dei costruttori. Le verifiche a scadenza fissa riguardano i luoghi di lavoro con dipendenti.
Posso fare da solo la verifica con un tester?
No. Le misure di isolamento, di terra e di intervento dei salvavita richiedono strumenti specifici e si fanno lavorando dentro il quadro e sulle linee. Il tuo controllo resta il tasto T e il giro a vista, senza aprire niente.
Ho un impianto nuovo: devo comunque controllarlo?
Sì, ma con meno frequenza. Premi il tasto T con la cadenza del costruttore, conserva la dichiarazione di conformità e le istruzioni lasciate dall’impresa, e fai il giro a vista una volta l’anno. Una verifica con gli strumenti serve soprattutto se cambia qualcosa: lavori, infiltrazioni, fulmini, nuovi carichi.
Dopo un temporale con fulmini cosa devo guardare?
Controlla che i salvavita rispondano al tasto T, guarda la spia dello scaricatore di sovratensioni se il quadro ne ha uno, e prova gli apparecchi che erano collegati. Se qualcosa non riparte o il salvavita scatta, fai verificare l’impianto prima di usare la linea coinvolta.
Fonti
- Normattiva – DM 22 gennaio 2008, n. 37 – art. 6, comma 3: requisiti minimi degli impianti delle abitazioni realizzati prima del 13 marzo 1990; art. 7, comma 6: dichiarazione di rispondenza per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del decreto; art. 8, comma 2: il proprietario conserva le caratteristiche di sicurezza dell’impianto seguendo le istruzioni dell’installatore e dei fabbricanti (consultato il 25 ottobre 2026).
- Normattiva – DPR 22 ottobre 2001, n. 462 – art. 4: verifica periodica dell’impianto di terra nei luoghi di lavoro ogni cinque anni, ogni due per cantieri, locali ad uso medico e ambienti a maggior rischio di incendio (consultato il 25 ottobre 2026).
- CEI Magazine – Lotto di norme luglio 2024 – la parte 6 della CEI 64-8 riporta le prescrizioni per le verifiche iniziali e periodiche, costituite da esami a vista e prove; la nuova edizione è in vigore dal 1° novembre 2024 (consultato il 25 ottobre 2026).
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