Manutenzione dell’impianto elettrico: controlli in casa e verifiche obbligatorie per le attività
Un impianto elettrico va tenuto d’occhio nel tempo: piccoli controlli tuoi, verifiche del tecnico e, per chi ha dipendenti, verifiche periodiche di legge. Ecco cosa fare e quando.
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La manutenzione dell’impianto elettrico serve a tenerlo sicuro nel tempo: in casa significa qualche controllo semplice da parte tua e, di tanto in tanto, una verifica di un elettricista con gli strumenti; nei luoghi di lavoro ci sono anche verifiche obbligatorie per legge, con scadenze precise. Un impianto non si consuma come un’auto, ma morsetti, differenziali e isolanti invecchiano, e i problemi possono crescere per anni senza farsi notare.
Cosa dice la legge sulla manutenzione dell’impianto
Il DM 37/08 chiede al proprietario di mantenere le caratteristiche di sicurezza dell’impianto, seguendo le istruzioni dell’installatore e dei costruttori degli apparecchi. Distingue poi due tipi di intervento:
- manutenzione ordinaria: riparazioni che contengono il normale degrado o rimediano a piccoli guasti senza cambiare la struttura dell’impianto. Il decreto non chiede progetto né impresa abilitata, e di norma non si chiude con la dichiarazione di conformità; resta comunque un lavoro da tecnico, non da fai da te;
- manutenzione straordinaria: interventi più ampi, da affidare a un’impresa abilitata, che a fine lavoro rilascia la dichiarazione di conformità.
Nei luoghi di lavoro il D.Lgs. 81/08 aggiunge che il datore di lavoro valuti il rischio elettrico, prepari procedure di uso e manutenzione e faccia controllare periodicamente impianti elettrici e protezioni dai fulmini secondo le norme tecniche, mettendo per iscritto l’esito. Restano ferme le verifiche dell’impianto di terra previste dal DPR 462/01.
I controlli che puoi fare tu senza rischi
- Tasto di prova del salvavita. Ogni differenziale ha un tasto T: premilo con la cadenza indicata dal costruttore. Se il salvavita non scatta, va controllato. Perché è importante lo spieghiamo nella guida sul tasto di prova del salvavita.
- Il quadro, da fuori. Fai caso a ronzii nuovi, odori, plastica ingiallita o interruttori caldi, senza aprire il coperchio.
- Prese e spine. Una presa annerita, una spina che entra lenta o si scalda sono segnali da non ignorare.
- Ciabatte e prolunghe. Niente ciabatte una dentro l’altra, niente prolunghe sotto i tappeti.
- Luci esterne dopo i temporali. Se un faretto in giardino si riempie d’acqua, lascialo spento e fallo controllare.
- Lampade di emergenza. Se ne hai, lasciale nella loro base in carica e controlla ogni tanto che si accendano quando manca la corrente.
- Un quaderno degli scatti. Quando salta un salvavita, annota giorno, ora, tempo atmosferico e apparecchi accesi: per il tecnico è un indizio prezioso per trovare la causa.
Il limite è chiaro: riarmare gli interruttori sì, aprire il quadro o toccare fili no.
Cosa comprende una verifica dell’impianto elettrico
La norma CEI 64-8 dedica una parte intera alle verifiche, iniziali e periodiche, fatte di esami a vista e prove. Il CEI ha anche una guida dedicata alla manutenzione degli impianti, la Guida CEI 0-10. In pratica, una verifica dell’impianto elettrico comprende:
- Esame a vista: stato del quadro, targhette, protezioni, prese, cavi visibili, collegamenti di terra.
- Prova dei differenziali con lo strumento, che misura se intervengono alla corrente e nel tempo giusti, non solo se scattano.
- Continuità dei conduttori di protezione, dal quadro alle prese e alle masse metalliche.
- Resistenza di isolamento delle linee, che rivela cavi invecchiati o umidità.
- Resistenza di terra, da confrontare con le protezioni installate: la vediamo meglio nella pagina sulla messa a terra.
- Serraggio dei morsetti nel quadro e, negli impianti più grandi, controllo dei punti caldi con una termocamera.
- Resoconto: cosa va bene, cosa va sistemato e con quale urgenza.
Ogni quanto controllare l’impianto di casa
Per le abitazioni non c’è una scadenza di legge. Un controllo del tecnico ha senso a intervalli regolari e in alcuni momenti precisi:
- quando compri o affitti una casa, prima di firmare o di entrare;
- dopo una ristrutturazione o lavori di altre imprese vicino alle linee;
- dopo un fulmine caduto vicino o un allagamento, anche se tutto sembra funzionare;
- quando il salvavita scatta spesso: parti dalla pagina sul salvavita che scatta;
- quando riapri una seconda casa rimasta chiusa a lungo, come succede in Appennino dopo l’inverno.
Se la casa è stata riparata dopo il sisma del 2012 nella Bassa modenese, controlla di avere le dichiarazioni dei lavori fatti sull’impianto. Per un calendario più dettagliato c’è la guida su ogni quanto controllare l’impianto elettrico di casa.
Verifiche obbligatorie per negozi, uffici e attività
Se nella tua attività lavora almeno una persona, anche non retribuita o in formazione, l’impianto di terra rientra nel DPR 462/01:
- la verifica periodica è ogni cinque anni, ogni due per cantieri, locali ad uso medico e ambienti a maggior rischio in caso di incendio;
- la fanno l’ASL, l’ARPA o un organismo abilitato dal Ministero delle imprese, scelto dal datore di lavoro: l’elenco è sul sito del Ministero;
- il datore di lavoro comunica all’INAIL, per via telematica, il nome dell’organismo incaricato;
- il verbale va conservato ed esibito agli organi di vigilanza;
- in caso di esito negativo o di modifiche sostanziali all’impianto serve una verifica straordinaria.
Tra una verifica e l’altra restano a carico del datore di lavoro le regolari manutenzioni e i controlli periodici chiesti dal D.Lgs. 81/08. L’elettricista non sostituisce l’organismo di verifica, ma prepara l’impianto e corregge i difetti trovati. Le esigenze specifiche sono nelle pagine sull'impianto elettrico del negozio e sull'impianto dell’ufficio; per i laboratori e i capannoni c’è la guida sulla verifica dell’impianto di terra per le attività.
Condomini: luci delle scale, citofono e parti comuni
In condominio la manutenzione delle parti comuni spetta all’amministratore, che incarica il tecnico. Riguarda di solito il quadro dei servizi comuni, le luci di scale, cortili e garage con i loro temporizzatori e sensori crepuscolari, il citofono e il cancello automatico. Se noti una luce delle scale che resta accesa o un pulsante che scalda, segnalalo all’amministratore. Per la divisione delle spese e gli obblighi del condominio, senti l’amministratore.
Costi della manutenzione e delle verifiche
Il prezzo dipende da dimensione dell’impianto, numero di quadri e circuiti, prove da eseguire e difetti da correggere. Una verifica con misure in un appartamento richiede meno tempo di quella di un negozio con più quadri.
Le voci sono riassunte nella pagina prezzi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, e rilasciamo fattura o ricevuta. Per guasti e altri lavori c’è la pagina del nostro servizio di elettricista.
Dove interveniamo per manutenzione dell’impianto elettrico
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
La verifica del DPR 462 la può fare il mio elettricista?
No. La verifica periodica dell’impianto di terra la fanno l’ASL, l’ARPA o un organismo abilitato dal Ministero delle imprese, scelto dal datore di lavoro. L’elettricista si occupa della manutenzione, delle misure preliminari e delle correzioni.
Ogni quanto si preme il tasto di prova del salvavita?
Con la cadenza indicata dal costruttore, che trovi sul dispositivo o nelle sue istruzioni. Il tasto prova solo il meccanismo; la verifica con lo strumento controlla anche corrente e tempo di intervento.
La manutenzione ordinaria richiede la dichiarazione di conformità?
Di norma no. Per il DM 37/08 la manutenzione ordinaria non richiede progetto né impresa abilitata, quindi non si chiude con la dichiarazione. Installazioni, trasformazioni, ampliamenti e manutenzione straordinaria, invece, vanno affidati a un’impresa abilitata e si chiudono con la dichiarazione. I casi sono spiegati nella pagina sulla certificazione dell’impianto.
Dopo un allagamento posso riaccendere l’impianto?
Non prima di un controllo, se l’acqua ha raggiunto prese, scatole o quadro. Lascia staccata la corrente della zona allagata e non riarmare gli interruttori bagnati. L’acqua lascia fango e umidità dentro scatole e quadri, che possono dare problemi anche settimane dopo: per questo, dopo allagamenti come quelli di maggio 2023 in Emilia-Romagna, la verifica va fatta prima di riaccendere.
Cosa ricevo dopo una verifica?
Il tecnico ti spiega cosa ha misurato e cosa va sistemato, in ordine di urgenza. Le verifiche periodiche di legge nelle attività si chiudono con un verbale dell’organismo, da conservare.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – definizione di manutenzione ordinaria (art. 2), obblighi del committente e del proprietario (art. 8), manutenzione (art. 10)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – Normattiva – obblighi del datore di lavoro sul rischio elettrico (art. 80) e controlli periodici con esito verbalizzato (art. 86)
- DPR 22 ottobre 2001, n. 462 – Normattiva – verifiche periodiche, straordinarie e comunicazione all’INAIL
- INAIL – Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti – a chi si applica il DPR 462/01
- INAIL – CIVA, comunicazione dell’organismo abilitato – servizio online per comunicare all’INAIL l’organismo incaricato
- MIMIT – Organismi abilitati alle verifiche degli impianti elettrici – elenco ufficiale degli organismi
- CEI Magazine – Lotto di norme luglio 2024 – la parte 6 della CEI 64-8 sulle verifiche iniziali e periodiche, con esami a vista e prove
- CEI – Progetto C.1325, Norma CEI 64-8 Parte 3 – richiamo alla Guida CEI 0-10 sulla manutenzione degli impianti elettrici

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