Pressione dell’acqua bassa in casa: tutte le cause, dalla strada al rubinetto
Rete del gestore, contatore, riduttore, filtri, tubi, rubinetti, caldaia o pompa: la pressione bassa può nascere in ognuno di questi punti. Ecco come riconoscerli uno per uno.
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La pressione dell’acqua bassa in casa può nascere in sei punti diversi: la rete del gestore, l’ingresso dell’impianto con contatore, valvole, riduttore e filtri, i tubi interni, il singolo rubinetto o apparecchio, il percorso dell’acqua calda e, dove c’è, la pompa che spinge l’acqua. Capire in quale di questi punti si perde la spinta è il lavoro vero: il rimedio, poi, di solito è chiaro.
Nella pagina sulla pressione dell’acqua bassa trovi il primo controllo da fare e come interveniamo. Qui le cause sono raccolte tutte, comprese quelle meno ovvie, con il modo per riconoscerle.
Pressione e portata: misurarle prima di cercare la causa
Quando diciamo «l’acqua esce debole» mescoliamo due cose. La pressione è la spinta dell’acqua nei tubi e si misura in bar; la portata è quanta acqua esce in un minuto e si misura in litri. Un rubinetto può avere buona pressione e poca portata, se c’è una strozzatura proprio lì.
Conta anche il momento della misura:
- la pressione statica si legge con tutti i rubinetti chiusi;
- la pressione dinamica si legge con l’acqua che scorre, ed è sempre un po’ più bassa.
Se la statica è buona e la dinamica crolla appena apri, l’acqua passa a fatica da qualche parte: filtro, riduttore, tubi incrostati o un tratto troppo stretto.
Per la pressione ti basta un manometro con l’attacco da rubinetto, quello che si avvita al rubinetto della lavatrice, che trovi in ferramenta. Per la portata usa un secchio di cui conosci la capacità e un cronometro: dividi i litri per i secondi che servono a riempirlo e moltiplica per sessanta. Per esempio, dieci litri in quaranta secondi sono quindici litri al minuto. Ripeti la prova in più rubinetti e a orari diversi: i numeri da soli dicono poco, il confronto dice molto.
Fuori casa: rete, orari, stagioni e lavori
Le cause che stanno prima del contatore non dipendono da te, ma vanno escluse per prime.
- Consumi di punta. La mattina presto e la sera la rete lavora di più e la pressione cala, soprattutto nelle zone più lontane o più alte.
- Estate. Con irrigazioni e consumi più alti, nelle parti finali della rete la pressione può scendere ancora.
- Lavori o guasti sulla rete. Abbassano la pressione per tutta la via e, quando l’acqua torna, possono portare sabbia e ruggine nei filtri di casa.
- Posizione della casa. Agli ultimi piani dei condomini, e nelle case in collina servite dalla parte finale della rete, la pressione può essere scarsa anche con un impianto perfetto.
- Gelo. In Appennino, d’inverno, un tubo che corre in un locale non riscaldato o lungo un muro esterno può gelare in parte, e il getto si riduce in una notte fredda. È un segnale da prendere sul serio, perché il ghiaccio può spaccare il tubo: leggi la pagina sui tubi congelati.
Per escluderle chiedi ai vicini, guarda gli avvisi sul sito del gestore e, se il problema riguarda la zona, segnalalo al numero per i guasti che trovi in bolletta. La rete fino al contatore è sua.
All’ingresso: contatore, valvole, riduttore, filtri e addolcitore
Subito dopo il contatore c’è la parte dell’impianto che serve tutta la casa: qui una piccola strozzatura si sente in ogni rubinetto.
- Valvole non del tutto aperte. Dopo il cambio del contatore o dei lavori, il rubinetto generale o la valvola vicino al contatore possono restare aperti a metà.
- Vecchie valvole a vitone. Nei rubinetti d’arresto più vecchi, quelli con la manopola, la guarnizione interna può staccarsi dal vitone e fare da tappo parziale: la valvola sembra aperta, ma l’acqua passa a fatica.
- Valvola di non ritorno inceppata. È la valvola che impedisce all’acqua di tornare verso la rete: se si blocca socchiusa, frena il passaggio.
- Riduttore di pressione tarato troppo basso, con la cartuccia sporca o la membrana consumata. Come funziona e come si regola è spiegato nella guida al riduttore di pressione.
- Filtro di sicurezza intasato, quello con la tazza trasparente o la retina, pieno di sabbia e ruggine dopo lavori sulla rete.
- Addolcitore con la valvola bloccata, le resine compattate o la valvola di bypass in una posizione sbagliata: se tutta l’acqua passa da lì, la strozzatura si sente in tutta la casa. Se lo hai, controllalo con il libretto, o leggi prima l’articolo sull'addolcitore d’acqua.
Lungo i tubi: incrostazioni, strozzature e perdite
- Tubi in ferro zincato incrostati. Nei condomini delle prime periferie costruiti tra gli anni '60 e '70, e nei palazzi dei centri storici, i tubi zincati si incrostano dall’interno e il passaggio si restringe. Il segnale tipico è l’acqua rossastra al mattino, dopo una notte di fermo. Quando conviene sostituirli lo spieghiamo nella guida ai tubi in ferro zincato.
- Diametri troppo piccoli. Un tubo stretto va bene per un lavandino, non per servire da solo un bagno intero o una cucina lontana. Succede a volte dopo rifacimenti fatti a pezzi, o quando un bagno nuovo viene attaccato a un tubo esistente.
- Tubi schiacciati o piegati, soprattutto i flessibili e i tubi multistrato curvati troppo stretti durante la posa.
- Aria nei tubi dopo un’interruzione dell’acqua: il getto sputacchia e poi si regolarizza. Se continua, l’aria entra da qualche parte, cosa tipica degli impianti con pompa.
- Una perdita importante. Una parte dell’acqua esce prima di arrivare ai rubinetti. Con tutto chiuso il contatore gira: serve una ricerca della perdita.
Al singolo punto: rompigetto, flessibili, cartucce e soffioni
Se è debole un rubinetto solo, la causa è a pochi centimetri.
- Rompigetto pieno di calcare, il filtrino in punta alla bocca.
- Rompigetti e soffioni a risparmio. Sono fatti apposta per far uscire meno acqua: se li hai montati di recente, il calo è voluto. Alcuni soffioni hanno un limitatore di portata estraibile, ma toglierlo aumenta i consumi.
- Valvolina sotto il lavandino chiusa a metà o con il vitone consumato.
- Flessibili con la retina d’ingresso intasata, o schiacciati dietro il mobile.
- Cartuccia del miscelatore incrostata o consumata.
- Depuratori sotto il lavello, come quelli a osmosi: il loro rubinetto dà poca acqua per come sono costruiti, e un filtro esausto la riduce ancora.
- Cassetta del WC che si riempie piano: spesso è il filtrino all’ingresso del galleggiante, intasato da calcare o sabbia.
Quando a uscire debole è solo l’acqua calda
Se la fredda esce bene e la calda no, il problema è lungo il percorso dell’acqua calda.
- Caldaia combinata, cioè quella che scalda anche l’acqua dei rubinetti: lo scambiatore sanitario, dove l’acqua si scalda, si incrosta di calcare, e alcuni modelli hanno anche un filtrino all’ingresso dell’acqua fredda. Sono controlli da tecnico: non smontare la caldaia né i raccordi del gas, e affidati all'assistenza caldaie.
- Scaldabagno o boiler: calcare nel serbatoio e nei raccordi, o il gruppo di sicurezza all’ingresso intasato. Le cause tipiche sono nella pagina sullo scaldabagno guasto.
- Miscelatori termostatici della doccia: hanno filtrini e valvoline di non ritorno che si sporcano, e la calda arriva a fatica.
- Tubi della calda più vecchi o più lunghi di quelli della fredda, negli impianti rifatti a metà.
Dove c’è una pompa: autoclave, pozzo e piani alti
Nelle case di campagna con pozzo o cisterna, e nei condomini con l’autoclave, la pressione la dà una pompa. Qui le cause tipiche sono:
- il pressostato tarato basso o starato, cioè l’interruttore che accende e spegne la pompa a certe pressioni;
- il vaso di espansione senza aria, che fa andare la pressione su e giù a scatti;
- la pompa consumata, con la girante rovinata dalla sabbia;
- il filtro o la valvola di fondo intasati, dalla parte dove la pompa aspira;
- il livello del pozzo che cala nei mesi secchi.
Se la pompa parte e si ferma a raffica, leggi la guida sull'autoclave che si accende e spegne; per i guasti in generale c’è la pagina sull'autoclave. Nei condomini, se il problema riguarda gli ultimi piani, le soluzioni sono nella guida alla pressione bassa all’ultimo piano.
La mappa dei sintomi, e cosa chiedere al tecnico
| Sintomo | Causa più probabile | Chi chiamare |
|---|---|---|
| Debole anche dai vicini | Rete pubblica | Il gestore, al numero guasti in bolletta |
| Debole in tutta casa, statica buona e dinamica bassa | Filtro, riduttore, valvole, tubi incrostati | L’idraulico |
| Debole in tutta casa, statica bassa | Riduttore tarato basso o rete | L’idraulico, poi il gestore |
| Debole in un solo rubinetto | Rompigetto, valvolina, flessibile, cartuccia | Prima il fai-da-te, poi l’idraulico |
| Debole solo l’acqua calda | Caldaia, boiler, termostatico | Il tecnico della caldaia o l’idraulico |
| Va e viene a scatti | Autoclave, aria nei tubi | L’idraulico |
| Calata all’improvviso d’inverno | Tubo che sta gelando | L’idraulico, subito |
Quando chiami un idraulico, raccontagli cosa hai misurato e dove. Poi chiedigli di misurare la pressione al contatore, dopo il riduttore e ai rubinetti, sia da fermi sia con l’acqua aperta, e di dirti in quale tratto si perde la spinta. Se propone di rifare dei tubi, chiedi quali tratti e perché, e se c’è un intervento più piccolo da provare prima.
Pagine utili
Domande frequenti
Perché la pressione cala quando qualcuno apre un altro rubinetto?
Un po’ di calo è normale: due rubinetti si dividono la stessa acqua. Se però la doccia diventa un filo appena qualcuno apre il lavandino, il passaggio è stretto da qualche parte a monte dei due rubinetti: tubi incrostati, un filtro sporco o un diametro piccolo per quella parte di casa.
Il manometro del riduttore segna bene, ma dai rubinetti esce poca acqua: com’è possibile?
Il manometro misura la pressione in quel punto, spesso a rubinetti chiusi. Se la spinta si perde dopo, lungo i tubi o in un rubinetto, al manometro tutto sembra a posto. Guarda la lancetta mentre apri un rubinetto: se scende molto, il riduttore o il suo filtro fanno passare poca acqua; se resta quasi ferma, la strozzatura è più avanti.
Un soffione a risparmio può dare poca pressione?
Sì, è fatto apposta: riduce la portata per consumare meno acqua. La pressione nei tubi non cambia, cambia la quantità che esce. Se il getto non ti basta, scegli un modello con una portata più alta invece di forzare quello che hai.
D’inverno la pressione è calata all’improvviso: può essere il gelo?
Sì, se un tubo passa in un locale freddo, in cantina o lungo un muro esterno, soprattutto in collina e in montagna. Lascia il rubinetto aperto a filo, scalda l’ambiente con delicatezza e non usare fiamme libere sui tubi. Se il getto non torna, chiama: un tubo che gela può spaccarsi.
Dopo il cambio del contatore l’acqua esce più debole: chi devo chiamare?
Prima controlla che la valvola dopo il contatore e il rubinetto generale siano aperti del tutto, e pulisci filtri e rompigetti, dove può essersi fermata la sabbia. Se la pressione è bassa già all’uscita del contatore, segnalalo al gestore, che ha fatto il lavoro. Se al contatore è buona, la causa è nell’impianto di casa.
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