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Derattizzazione di case, cantine e condomini: come si imposta davvero

La derattizzazione si programma: prima si capisce quale roditore c’è e da dove entra, poi si posizionano esche e trappole in sicurezza e si tolgono le cause. Si fa su appuntamento.

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  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

La derattizzazione è l’insieme delle operazioni che servono a eliminare ratti e topi o a portarne il numero sotto una soglia accettabile. Si programma: prima un sopralluogo per capire quale roditore c’è e da dove passa, poi esche o trappole in punti sicuri, controlli nel tempo e lavori per togliere ciò che lo attira. Fa parte del nostro servizio di disinfestazione e derattizzazione, solo su appuntamento.

Se il problema sono rumori in soffitta o piccoli escrementi in dispensa, probabilmente hai a che fare con topolini: la pagina sui topi in casa parte da lì. Qui parliamo soprattutto di ratti in cantina, cortile, parti comuni e fabbricati.

Ratto o topolino: come capire chi hai in cantina

In Italia i roditori che creano problemi nelle case sono soprattutto tre. Riconoscerli conta, perché vivono in posti diversi e si comportano in modo diverso.

Topolino delle caseRatto brunoRatto nero
Aspettopiccolo, orecchie grandi, non oltre 28 grammirobusto, muso tozzo, occhi e orecchie piccolisnello, muso affusolato, occhi e orecchie grandi
Dove stadentro casa: pareti, mobili, dispensacantine, fogne, cortili, rive, tane nel terrenosoffitte, tetti, alberi, piani alti
Tracceescrementi piccoli come chicchi di risoescrementi grossi, buchi nel terreno, tracce di unto lungo i muriescrementi affusolati, rumori in alto

I ratti sono diffidenti: spesso girano un nuovo oggetto per giorni prima di toccarlo. Per questo un’esca messa a caso può restare intatta anche se la cantina è frequentata.

Non provare a catturare un ratto con le mani e non stanarlo con un bastone: un animale in trappola può mordere.

Cantine, canali e fabbricati: dove si annidano i ratti

Le condizioni che li favoriscono in Emilia sono abbastanza riconoscibili. Nella Bassa e lungo i corsi d’acqua contano fossi, canali e argini, con cortili e fienili a pochi passi. Nelle aziende agricole e nei magazzini pesano sacchi di mangime, granaglie e materiali accatastati da tempo.

In città capita più spesso che il ratto risalga da fognature danneggiate, pozzetti senza coperchio o griglie rotte. Se sospetti una perdita o uno scarico rovinato, conviene far controllare anche la parte idraulica: un problema allo scarico fognario può essere il vero punto d’ingresso. Nei condomini, gli spazi da guardare per primi sono locali rifiuti, cantine con porte che non chiudono e cavedi.

I roditori rosicchiano tutto, anche la guaina dei cavi. Se trovi cavi morsi non toccarli: stacca la corrente dal quadro, se sai farlo senza pericolo, e fai controllare i cavi danneggiati da un elettricista.

Perché le sole esche non bastano

Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sui ratti, del 1986 ma ancora valido su questo punto, dice che una derattizzazione non seguita da bonifica ambientale non è un serio contributo alla soluzione. Il motivo è semplice: se restano cibo, acqua e rifugi, i ratti che muoiono vengono sostituiti da altri.

Bonifica vuol dire:

  • spazzatura in contenitori chiusi e cibo per animali al riparo, mai a terra durante la notte;
  • cataste e rottami sgomberati e tenuti lontani dai muri;
  • griglie, coperchi di pozzetti e reti su sfiati e bocche di aerazione;
  • crepe e passaggi di tubi chiusi con materiali che non si rosicchiano, come malta o lana d’acciaio;
  • niente avanzi lasciati a piccioni e gatti di colonia oltre il tempo del pasto.

L’ISS raccomanda anche un compostaggio ben gestito e di non buttare resti di cibo negli scarichi.

Esche chiuse, avvisi e ritiro: cosa deve fare la ditta

Le esche più diffuse contengono anticoagulanti, sostanze che impediscono al sangue di coagulare. L’effetto arriva con un certo ritardo, e per questo un animale domestico che ne ha mangiata può sembrare in salute per giorni. Può avvelenarsi anche un cane o un gatto che mangia un topo intossicato.

Nelle norme di buona pratica riportate dall’ISS le esche stanno in robusti erogatori di plastica chiusi, numerati, con la data di inserimento registrata, e dove serve fissati al muro così che bambini e altri animali non le raggiungano. Non vanno nei locali dove ci sono alimenti: lì si usano monitoraggio o trappole a cattura.

C’è poi una regola nazionale. L’ordinanza del Ministero della Salute dell'8 agosto 2025 sulle esche avvelenate chiede alle imprese che eseguono derattizzazioni di esporre avvisi nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d’anticipo, indicando pericolo, responsabile, durata, sostanze e antidoti. A fine lavoro la ditta deve ritirare esche non usate, contenitori e carcasse. Il testo viene rinnovato periodicamente: chiedi alla ditta di mostrarti quello in vigore.

Come impostiamo una derattizzazione

  1. Sopralluogo su appuntamento. Guardiamo tracce, tane, percorsi e cause.
  2. Scelta dei punti. Ogni erogatore o trappola ha un posto e un numero, come indicano le buone pratiche.
  3. Avvisi. Se servono, si espongono prima dell’inizio nelle zone interessate.
  4. Controlli. Si verifica il consumo dell’esca, si sostituisce il prodotto e si raccolgono le carcasse. Se l’infestazione è persistente, come ricorda l’ISS, il controllo può durare oltre un mese.
  5. Chiusura. Si ritira tutto quello che non serve più e si elencano i lavori di chiusura dei varchi.

Durante il lavoro non aprire gli erogatori e non spostarli: la posizione è studiata, e la tua sicurezza dipende anche da questo.

Parti comuni, cortile, strada: chi se ne occupa

In generale decide chi ha la disponibilità dell’area. Il Comune di Modena, ad esempio, spiega che gli interventi nelle aree private restano a carico dei cittadini, mentre per strade, scuole e parchi si invia una segnalazione. Altri Comuni possono organizzarsi diversamente, quindi guarda sul sito del tuo.

In condominio la decisione spetta di norma all’amministratore, che può chiedere un preventivo per l’intero stabile. Conviene: i ratti non rispettano i confini delle cantine. Per i dubbi su chi paga, senti l’amministratore o un legale.

Costi della derattizzazione: cosa fa cambiare il preventivo

Il costo dipende dall’area, dal numero di erogatori, dalla durata del ciclo e dalle visite di controllo. Conta anche se l’intervento è una tantum o se serve un servizio programmato. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Per capire le voci che incidono trovi una spiegazione su quanto costa una disinfestazione, e le altre tariffe nella pagina dei prezzi. Se hai un’attività, le regole cambiano: leggi la pagina sulla derattizzazione per le aziende.

Dove interveniamo per derattizzazione

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

Quanto dura una derattizzazione?

Dipende dall’infestazione. Si parte con il posizionamento, poi servono controlli a distanza di tempo, perché i ratti si avvicinano con cautela e le esche agiscono con ritardo. Nei casi persistenti il ciclo può durare oltre un mese. Quante visite possono servire lo vediamo al sopralluogo.

Ho visto un solo ratto: serve davvero la derattizzazione?

Non sempre. A volte è un animale di passaggio, soprattutto vicino a un canale. Se però compaiono escrementi, tane, rosicchiature o avvistamenti ripetuti, è probabile che ci siano più animali. Il sopralluogo serve anche a capire se basta chiudere un varco.

I ratti morti puzzeranno dentro casa?

Può capitare, soprattutto se l’animale muore in un’intercapedine. Per questo le esche si posizionano con criterio e, dentro casa, a volte si preferiscono le trappole. Se senti un odore forte e persistente, avvisa chi ha fatto il lavoro: quasi sempre si cerca il punto e si valuta come raggiungerlo.

Come si pulisce dove sono passati i ratti?

Non scopare a secco e non usare l’aspirapolvere sugli escrementi, perché sollevano polvere. Metti i guanti, bagna con un disinfettante per uso domestico, raccogli con carta e chiudi tutto in un sacchetto. Non mescolare prodotti diversi. In un rapporto sulle alluvioni l’ISS ricorda che la leptospirosi si trasmette anche attraverso acqua e fango sporchi di urina di roditori.

Posso mettere le esche da solo in giardino?

Te lo sconsigliamo se in giro ci sono bambini, cani, gatti o animali selvatici. Anche i prodotti in vendita ai privati richiedono precauzioni precise, e un’esca messa male può essere spostata o finire nella bocca sbagliata. Se decidi comunque di usarne, rispetta l’etichetta e usa contenitori chiusi e ancorati.

Fonti

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