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Disinfestazione per aziende e locali alimentari: cosa chiede la norma

Chi lavora con gli alimenti deve avere procedure adeguate contro gli animali infestanti. Cosa dice il regolamento, cosa è prassi, cosa chiedere a una ditta e come organizzare il lavoro senza fermare l’attività.

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  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

Se la tua azienda prepara, trasforma, conserva o vende alimenti, il regolamento europeo sull’igiene ti chiede di avere procedure adeguate per controllare gli animali infestanti. Non impone un modello unico: tocca a te, come operatore del settore alimentare, dimostrare che il controllo c’è e che funziona. Per le altre aziende valgono regole diverse, ma il metodo di lavoro è simile.

Il nostro servizio di disinfestazione e derattizzazione per aziende e ristoranti, quello che nel settore si chiama anche pest control, lavora su appuntamento, dopo un sopralluogo, con orari da concordare con la tua attività. Questa pagina dà indicazioni generali: per il tuo caso specifico senti il consulente che segue il tuo piano di autocontrollo e, se serve, il servizio competente dell’AUSL.

Cosa dice davvero il regolamento 852/2004

Il riferimento è il regolamento (CE) n. 852/2004. Nell’allegato II, che elenca i requisiti generali per le imprese alimentari dopo la produzione primaria, gli infestanti compaiono in più punti:

  • Capitolo I, punto 2, lettera c: i locali devono consentire una corretta prassi di igiene, compresa la lotta contro gli animali infestanti.
  • Capitolo II, punto 1, lettera d: le finestre e le altre aperture verso l’esterno devono avere, se necessario, barriere antinsetti facili da togliere per la pulizia.
  • Capitolo III, punto 1: strutture e distributori automatici vanno collocati e tenuti in modo da evitare, per quanto ragionevolmente possibile, contaminazioni da animali e infestanti.
  • Capitolo VI, punto 3: i depositi dei rifiuti devono poter restare puliti e, ove necessario, al riparo da animali e infestanti.
  • Capitolo IX, punto 4: occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di entrare dove si preparano, trattano o conservano gli alimenti.

Nel capitolo IX non trovi un numero di passaggi all’anno né l’obbligo di un contratto con una ditta esterna. Trovi un risultato da raggiungere. Se il tuo consulente, il tuo cliente o un disciplinare chiedono qualcosa di più preciso, attieniti a quello.

Piano HACCP e controllo degli infestanti: come si tengono insieme

L’articolo 5 dello stesso regolamento chiede agli operatori di predisporre, attuare e mantenere procedure permanenti basate sui principi dell’HACCP, il metodo che analizza i pericoli e individua i punti critici da tenere sotto controllo. Le registrazioni devono essere adeguate alla natura e alle dimensioni dell’impresa, i documenti vanno tenuti aggiornati e devi poter dimostrare all’autorità competente che le procedure sono applicate.

Il regolamento tiene distinte le due cose: l’HACCP nell’articolo 5, i requisiti generali di igiene nell’allegato II. Nella pratica, il controllo degli infestanti si scrive spesso tra le procedure di base che sostengono il piano. Come organizzare i documenti lo stabilisci con chi ti segue: esistono anche manuali di corretta prassi, che si possono usare su base volontaria.

In Emilia-Romagna la Regione ha fissato criteri per classificare gli operatori in base al rischio, e i servizi competenti delle AUSL li applicano quando pianificano i controlli ufficiali. Avere procedure chiare e registri in ordine serve soprattutto il giorno in cui qualcuno li chiede.

Cosa contiene di solito un piano di monitoraggio

Questi elementi non sono scritti così nel regolamento: sono la prassi più diffusa per dimostrare di avere il problema sotto controllo. Vanno adattati alla grandezza del locale.

  • Planimetria con la posizione dei punti di controllo, numerati.
  • Trappole e postazioni: trappole a colla per insetti, trappole luminose per gli insetti volanti, erogatori chiusi per i roditori sul perimetro esterno, dove servono.
  • Calendario delle visite, deciso in base al rischio dell’attività e a ciò che si trova, e non uguale per tutti.
  • Schede tecniche e di sicurezza dei prodotti usati.
  • Rapporto di ogni visita: data, cosa è stato controllato, cosa è stato trovato, cosa è stato fatto.
  • Azioni correttive: chi fa cosa se compaiono segni, come una porta da sistemare o una partita di merce da controllare.

Dentro un’area con alimenti esposti non si lasciano esche per topi libere o polveri. Il rischio di contaminazione è più grave del problema da trattare, quindi si lavora con cura su dove mettere cosa. Le pagine sulla derattizzazione e su blatte e scarafaggi spiegano i due casi più comuni.

Porte, rifiuti, merce in arrivo: la prevenzione che paga

Un trattamento non corregge un locale che lascia entrare gli insetti. Nelle attività alimentari le entrate sono quasi sempre le stesse:

  • Merce in arrivo. Cartoni e pedane possono portare blatte e insetti delle derrate. Controlla le consegne prima di metterle a magazzino e non tenere i cartoni dove non servono.
  • Porte e aperture. Porte di servizio aperte, spazi sotto le soglie, griglie di ventilazione senza rete, canaline dei cavi.
  • Scarichi e sifoni. Grassi e residui sotto i banchi e nei pozzetti alimentano gli insetti: pulizia e manutenzione vengono prima dell’insetticida.
  • Rifiuti. Bidoni chiusi, locale pulito, ritiri regolari.
  • Magazzino. Scaffali staccati dal muro, rotazione della merce, niente sacchi aperti a terra.

Dopo un’infestazione può servire anche una pulizia straordinaria: è un lavoro diverso, e lo spiega la pagina sulla sanificazione dei locali alimentari.

Chi può fare il lavoro: cosa verificare

La legge 82/1994 dice che le imprese di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione vanno iscritte al registro delle ditte o all’albo delle imprese artigiane, se hanno i requisiti previsti. Il DM 274/1997 definisce le attività: la disinfestazione può essere integrale o mirata a una singola specie, la derattizzazione punta a distruggere ratti e topi o a ridurli sotto una certa soglia.

La Camera di commercio di Bologna precisa che per disinfestazione, derattizzazione e sanificazione è richiesta la nomina di un responsabile tecnico con i requisiti tecnico-professionali. Quando scegli una ditta, quindi, puoi chiedere:

  1. la visura camerale, per vedere quali attività ha dichiarato;
  2. il nome del responsabile tecnico;
  3. le schede tecniche e di sicurezza dei prodotti;
  4. un esempio di rapporto di visita, per capire se ti servirà davvero in caso di controllo;
  5. la copertura assicurativa, se la richiede il tuo cliente o il tuo disciplinare.

Non accontentarti di un preventivo basato solo sul numero di passaggi.

Come organizzare il lavoro senza fermare l’attività

Lavoriamo su appuntamento. Il sopralluogo si fa quando il locale è in attività oppure subito prima, in modo da vedere come lavori. Si guardano magazzino, cucina o produzione, rifiuti, scarichi e ingressi. Ti chiediamo anche le segnalazioni raccolte dal personale, perché spesso chi lavora lì ha già notato il punto debole.

Poi si concordano gli orari: giorno di chiusura o fuori dai turni, se il trattamento richiede di liberare l’ambiente. Prima di usare un prodotto si coprono o si spostano gli alimenti e le attrezzature, come indicato dal tecnico, e dopo si puliscono le superfici a contatto con gli alimenti. Un trattamento riduce gli infestanti presenti ma non sostituisce la prevenzione: se le cause restano, il problema può tornare.

Se ti serve un riferimento di spesa, parti dalla pagina su quanto costa una disinfestazione. Per un’azienda il prezzo dipende dalla superficie, dal numero di postazioni e dalla frequenza delle visite. Le condizioni generali sono nella pagina dei prezzi.

Uffici, magazzini e condomini: cosa cambia

Il regolamento 852/2004 riguarda le imprese alimentari. Un ufficio, un negozio non alimentare o un magazzino di altre merci non hanno questi obblighi specifici, ma un’infestazione può comunque creare danni e disagi a chi ci lavora. Per gli uffici e i negozi può interessarti anche la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Nei condomini con attività al piano terra il problema spesso passa da scantinati, cortili e colonne di scarico. Se è così, conviene parlarne con l’amministratore: trattare un solo locale può non bastare.

Dove interveniamo per disinfestazione per aziende e locali alimentari

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

Un bar piccolo deve avere un piano contro gli infestanti?

Il regolamento 852/2004 chiede procedure adeguate a tutte le imprese alimentari dopo la produzione primaria, ma le registrazioni si misurano sulla natura e sulle dimensioni dell’impresa. Per quanto debba essere dettagliato il tuo piano, chiedi al consulente o al servizio dell’AUSL.

È obbligatorio un contratto con una ditta esterna?

Il capitolo IX dell’allegato II non lo dice: chiede procedure adeguate. Puoi però averne bisogno per i motivi che vedi nel tuo piano, per richieste di un cliente o per un disciplinare. Se hai dubbi, senti il tuo consulente.

Ogni quanto vanno fatti i controlli?

Il punto del regolamento non indica una frequenza. Si decide in base al rischio, al tipo di attività e a quello che emerge dai controlli precedenti. Chi cucina o conserva merce sfusa ha di solito bisogno di più visite di chi vende prodotti confezionati.

Cosa mi serve avere in caso di controllo?

Di solito piano, planimetria, rapporti di visita, schede dei prodotti e azioni correttive fatte. L’articolo 5 chiede di poter dimostrare che le procedure sono applicate, con documenti aggiornati. Il dettaglio dipende da come è impostato il tuo autocontrollo.

Si può trattare con l’attività aperta?

Dipende. Monitorare trappole ed esche chiuse si può fare spesso durante l’attività, purché non interferisca. Un trattamento con insetticida richiede di norma di liberare l’area, proteggere gli alimenti e pulire dopo. Lo si decide al sopralluogo, seguendo le schede dei prodotti.

Fonti

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