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Piano a induzione: l’impianto di casa regge? I controlli da fare prima di comprarlo

Prima di passare all’induzione guarda quattro anelli: potenza del contratto, montante, linea della cucina e salvavita. Ecco come fare il conto, cosa si può limitare e in che ordine fare i lavori.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

L’impianto di casa regge un piano a induzione se superano la prova quattro anelli della catena: la potenza del contratto, il montante che porta la corrente dal contatore al quadro, la linea che arriva in cucina e il salvavita che la protegge. Spesso basta adattarne uno o due: il primo, la potenza, si può a volte gestire limitando il piano dalle sue impostazioni; la linea, invece, di solito va fatta apposta.

Il piano a induzione è un apparecchio fisso e potente, che chiede corrente forte per periodi lunghi: per questo va trattato come un carico da progettare, non come un elettrodomestico da attaccare a una presa qualsiasi. Il quadro generale sull’impianto di casa, stanza per stanza, è nella pagina sull'impianto elettrico dell’appartamento; per la verifica e i lavori c’è il nostro servizio di elettricista.

Quanto chiede davvero un piano a induzione

Il dato da cui partire è la potenza massima totale, scritta sulla targhetta sotto il piano e nel libretto. Per sapere quanta corrente chiede alla linea, dividila per 230, la tensione di casa: il risultato è in ampere, la stessa unità scritta sugli interruttori.

Potenza massima del piano, valori di esempioCorrente circaCosa vuol dire
2.800 W12 Asta sotto una linea da 16 A, ma da solo occupa quasi tutto un contratto da 3 kW
3.700 W16 Aè il limite di una linea prese ordinaria
4.600 W20 Aserve una linea dedicata più robusta
7.400 W32 Alinea dedicata con sezione importante e un contratto ben sopra i 3 kW

Due cose cambiano il conto. La prima: quella potenza si raggiunge solo con tutte le zone al massimo, o con la funzione booster, cioè la spinta temporanea su una zona. Una pentola che sobbolle chiede molto meno. La seconda: molti modelli permettono di impostare un limite di potenza totale, e quando lo raggiungi abbassano da soli le zone accese. Non è un guasto, è il piano che si adatta all’impianto. Prima di comprare, cerca nel libretto se il modello ha questa funzione e a quali livelli si può fissare.

Primo anello: la potenza del contratto

Il contatore stacca quando superi la potenza disponibile del contratto. Secondo ARERA la maggior parte delle abitazioni ha 3 kW impegnati, e la potenza disponibile, cioè quella che puoi prelevare prima che il contatore intervenga, è almeno il 10% in più. Con 3 kW, un piano lasciato libero di arrivare alla sua potenza massima non può lavorare insieme a forno e lavatrice.

Le strade sono tre, anche combinate:

  • limitare il piano a una potenza compatibile con il resto della casa, se il modello lo permette;
  • cambiare le abitudini nelle ore dei pasti, spostando lavatrice e lavastoviglie con la partenza ritardata;
  • aumentare la potenza del contratto, se nemmeno così basta.

Come leggere in bolletta e sul display quanta potenza usi davvero lo spieghiamo in quanta potenza ti serve davvero, e come si chiede l’aumento, con i costi ARERA, in aumentare la potenza del contatore. Chi fa cosa tra venditore, distributore ed elettricista è riassunto nella pagina sul contatore elettrico. Ricorda una soglia del DM 37/08, il decreto sugli impianti negli edifici: se l’aumento porta la potenza a 6 kW, anche senza lavori, va consegnata al distributore o al venditore la dichiarazione dell’impianto; e oltre i 6 kW, per installare, trasformare o ampliare l’impianto di un’abitazione serve il progetto di un professionista iscritto all’albo.

Secondo anello: montante e interruttore generale

Il montante è il cavo che va dal contatore al quadro di casa, ed è parte del tuo impianto. Nei condomini costruiti quando in casa c’erano poche lampadine e un frigorifero può essere sottile, pensato per consumi di allora. Se il montante non regge, aumentare la potenza del contratto non serve: rischi di far scaldare proprio il tratto più lungo e meno visibile.

Per gli impianti nuovi e i rifacimenti completi la norma CEI 64-8 chiede che montante e interruttore generale siano dimensionati per almeno 6 kW, salvo impedimenti dell’edificio. Negli impianti più vecchi va verificato caso per caso: sezione, lunghezza, stato, e il percorso, che spesso passa per scale, cantine o cavedi comuni. In quel caso, prima di rifarlo, va sentito l’amministratore. Le situazioni tipiche dei palazzi del dopoguerra sono raccontate nella guida sui condomini anni '60 e '70 di Parma.

Terzo anello: la linea dedicata della cucina

Per gli apparecchi fissi sopra i 1000 W, come il piano cottura elettrico, la norma prevede un circuito dedicato, cioè una linea che parte dal quadro con il suo interruttore e arriva solo lì. Nelle case recenti il tubo per farla passare dovrebbe esserci già: il capitolo della norma sulle abitazioni chiede di predisporre in cucina, anche se cucini a gas, un tubo di almeno 20 mm per un futuro piano a induzione.

La linea si dimensiona sulla corrente del piano, come impostato, e sulla lunghezza: più ampere vogliono più rame, e un cavo troppo sottile scalda dentro il muro anche se l’interruttore non scatta. Lo spieghiamo nella guida sulla sezione dei cavi elettrici. Per gli apparecchi incassati la norma raccomanda anche un interruttore di comando che stacchi del tutto l’alimentazione, comodo da raggiungere senza smontare i mobili.

Da evitare sempre:

  • collegare il piano a una presa ordinaria con un adattatore o un riduttore;
  • passare dalla ciabatta o da una prolunga dietro i mobili;
  • «prendere la corrente» dalla presa del forno o della lavastoviglie, sommando due carichi forti sulla stessa linea, il caso che spieghiamo in il magnetotermico salta con forno e lavatrice.

Quarto anello: il salvavita adatto all’elettronica

Il piano a induzione è pieno di elettronica: dentro c’è un convertitore, l’inverter, che genera il campo magnetico che scalda la pentola. Se va in guasto, la corrente di dispersione può avere una forma diversa da quella di una vecchia piastra a resistenza, e un salvavita di tipo AC, comune negli impianti meno recenti, non sempre la riconosce bene. Per questo sulla linea della cucina si monta spesso un differenziale di tipo A o di tipo F: lo sceglie l’elettricista guardando il libretto del piano e gli altri apparecchi collegati. Le differenze tra i tipi sono nella guida su differenziale e magnetotermico.

Conta anche come è diviso l’impianto. Se la casa ha un solo salvavita, un guasto in cucina spegne tutto, frigorifero compreso. Negli impianti nuovi la norma chiede di dividere la protezione differenziale su almeno due circuiti indipendenti: quando cambi la linea della cucina è un buon momento per farlo.

Dal gas all’induzione: i lavori da mettere in fila

Se stai cambiando cucina, l’ordine dei lavori fa la differenza tra un giorno di cantiere e due settimane di disagi.

  1. Sopralluogo prima di scegliere il piano. Si controllano contratto, montante, quadro, percorso della linea e salvavita.
  2. Scelta del modello. Con i dati dell’impianto in mano scegli un piano con la potenza giusta, o con un limite impostabile.
  3. Potenza del contratto. Se serve, chiedi l’aumento al venditore: i tempi ARERA sono brevi fino a 6 kW, ma vanno messi in calendario.
  4. Linea e quadro, prima dei mobili. Tubo, cavo, interruttore e salvavita si fanno con la cucina vuota, non dopo averla montata.
  5. Il gas. Se dismetti il piano a gas, il tubo va chiuso e messo in sicurezza da un tecnico abilitato agli impianti gas: non lasciarlo semplicemente tappato dietro un mobile.
  6. Montaggio del piano. Il collegamento alla linea fissa lo fa l’elettricista, seguendo il libretto.
  7. Prova e documenti. Si controlla il funzionamento a pieno carico e l’intervento del salvavita. Per la linea nuova rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Se dopo l’installazione qualcosa salta

Cosa succedeCausa probabileCosa fare
Stacca il contatore mentre cucinipotenza del contratto superataabbassa il limite del piano o sposta gli altri carichi
Scende la levetta della cucina nel quadrolinea sovraccarica o interruttore troppo piccolo per il pianonon sostituire l’interruttore da solo: fai controllare linea e taglia
Scatta il salvavitadispersione nel piano o nella linea, o differenziale non adattostacca il piano dall’interruttore dedicato e fai controllare
Le zone si abbassano da soleil limite di potenza del piano sta lavorandoè normale; se ti serve più potenza, rivedi contratto e linea
Presa o spina calde, odore di plasticacollegamento che scaldasmetti di usarlo e chiama

Se l’interruttore della cucina scatta appena lo riarmi, fermati: un intervento immediato fa pensare a un cortocircuito. La sequenza dei controlli sicuri è nella pagina sul magnetotermico che scatta.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso collegare il piano a induzione a una presa normale?

Dipende dal modello e dal libretto: alcuni piani a bassa potenza nascono con la spina, la maggior parte va collegata a una linea dedicata. In nessun caso con adattatori, riduttori o ciabatte. Se la spina del piano non entra nella presa che hai, il segnale è che quella presa non è pensata per lui.

Con un contratto da 3 kW posso usare l’induzione?

Sì, se il piano permette di limitare la potenza e organizzi un po’ gli orari di forno, lavatrice e lavastoviglie. Se però vuoi usare tutte le zone insieme mentre lavorano altri apparecchi, serve più potenza. Parti dalla potenza massima che leggi in bolletta, mese per mese.

Serve la dichiarazione di conformità per la linea nuova del piano?

Sì, una linea nuova è un ampliamento dell’impianto: va fatta da un’impresa abilitata e si chiude con la dichiarazione di conformità della parte realizzata, che tiene conto del resto dell’impianto. Conservala con il libretto del piano.

Da quando ho il piano a induzione salta il salvavita: è difettoso?

Non per forza. Può esserci una dispersione nel piano o nella linea, ma anche un salvavita di tipo non adatto o già vicino alla soglia per le piccole dispersioni degli altri apparecchi. Tieni il piano staccato dal suo interruttore e fai misurare: il metodo è spiegato in perché il salvavita continua a scattare.

Fonti

  • ARERA – Cosa è la potenza impegnata? – consultata il 25 ottobre 2026: 3 kW per la maggior parte delle abitazioni; potenza disponibile pari almeno alla potenza impegnata più il 10%.
  • Normattiva – DM 22 gennaio 2008, n. 37 – consultato il 25 ottobre 2026: articolo 5, progetto di un professionista per le abitazioni oltre 6 kW; articolo 8, documentazione da consegnare quando l’aumento di potenza arriva a 6 kW e lavori affidati a imprese abilitate.
  • CEI – Progetto C.1325, Norma CEI 64-8 Parte 3 – consultato il 25 ottobre 2026: capitolo 37 in inchiesta pubblica (2023): montante e interruttore generale da almeno 6 kW, circuiti dedicati per apparecchi fissi oltre 1000 W, tubo da 20 mm per il piano a induzione, interruttore onnipolare per le alimentazioni dirette, differenziali su almeno due circuiti.

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