Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Differenziale e magnetotermico: cosa li distingue e come riconoscerli nel quadro

Il differenziale protegge le persone dalle dispersioni, il magnetotermico protegge i cavi da sovraccarichi e cortocircuiti. Ecco come lavorano, come leggerne le sigle e quale scatta in ogni caso.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Pubblicato il 2 novembre 2026.

La differenza tra differenziale e magnetotermico sta in quello che sorvegliano: il differenziale, cioè il salvavita, stacca quando una parte della corrente si disperde verso terra, per esempio attraverso una persona; il magnetotermico stacca quando su una linea passa troppa corrente, per un sovraccarico o un cortocircuito. Il primo protegge soprattutto le persone, il secondo i cavi e l’impianto. In un quadro fatto bene servono tutti e due.

Saperli distinguere ti serve il giorno in cui salta la corrente: guardando quale levetta è scesa capisci subito che tipo di guasto cercare. Le pagine dedicate sono quelle sul salvavita che scatta e sul magnetotermico che scatta; qui li mettiamo a confronto.

Due domande diverse: dove va la corrente e quanta ne passa

Il differenziale si fa di continuo una sola domanda: la corrente che esce dal quadro torna tutta indietro? Se ne manca una parte, vuol dire che sta andando da un’altra parte, verso terra, attraverso un isolante rovinato, l’acqua o il corpo di qualcuno. In casa è tarato di solito su 30 milliampere, cioè trenta millesimi di ampere.

Il magnetotermico si chiede un’altra cosa: quanta corrente sta passando su questa linea? Se è più di quella che il cavo può portare senza scaldarsi, stacca. Ragiona in ampere: 10 o 16 sulle linee di casa.

La distanza tra le due soglie è enorme. Un magnetotermico da 16 ampere lascia passare senza battere ciglio una corrente più di cinquecento volte più grande di quella che fa scattare un differenziale da 30 milliampere. Per questo uno non può fare il lavoro dell’altro: una scossa che attraversa una persona è troppo piccola perché il magnetotermico se ne accorga, e un sovraccarico senza dispersioni è invisibile al differenziale.

Come lavorano dentro: un anello, una lamina e una bobina

Nel differenziale i fili di andata e di ritorno passano dentro un anello magnetico. Finché le due correnti sono uguali, i loro effetti si annullano; quando una parte si disperde, l’anello sente lo squilibrio e comanda lo sgancio, in una frazione di secondo.

Nel magnetotermico lavorano due protezioni, come dice il nome. La parte termica è una lamina fatta di due metalli che, scaldata dalla corrente, si piega e sgancia l’interruttore: è lenta e serve per i sovraccarichi, più li superi e prima stacca. La parte magnetica è una bobina che, con le correnti altissime di un cortocircuito, attira un nucleo e sgancia all’istante.

Per questo il magnetotermico ha due velocità: stacca dopo minuti con un sovraccarico leggero e in un attimo con un cortocircuito. Il differenziale non ha questa doppia velocità: o la dispersione supera la soglia, e lui stacca subito, o non la supera, e lui non fa niente.

Le sigle sul frontale: come riconoscerli a colpo d’occhio

Cosa leggiCosa vuol direDove lo trovi
Tasto T o «Test»prova del differenzialedifferenziale, puro o combinato
IΔn 0,03 A oppure 30 mAsoglia di dispersionedifferenziale
C10, C16, B16curva di intervento e corrente nominale in amperemagnetotermico
4500 o 6000 dentro un riquadrocorrente di cortocircuito che sa interrompere, in amperemagnetotermico
AC, A, F o un piccolo simbolo d’ondatipo di dispersioni che sentedifferenziale
25 A o 40 A senza lettera davanticorrente che può portare, non una protezionedifferenziale puro

L’ultima riga è quella che trae più in inganno. Un differenziale puro con scritto 40 A non protegge la linea dai sovraccarichi fino a 40 ampere: indica solo quanta corrente può attraversarlo senza danni. A proteggere i cavi deve pensarci un magnetotermico, prima o dopo di lui. Una guida completa alle levette del quadro è in come leggere il quadro elettrico.

Il magnetotermico differenziale: due protezioni nello stesso interruttore

Molti quadri recenti hanno interruttori che fanno tutte e due le cose: li riconosci perché hanno sia la sigla come C16 sia il tasto T e la soglia in milliampere. Spesso se ne monta uno per linea, così un guasto lascia al buio solo quella parte di casa.

Quando scatta un interruttore combinato non sai subito il perché. Alcuni modelli hanno una finestrella che segnala lo scatto per dispersione; negli altri ragioni sul momento. Se è sceso mentre forno e lavastoviglie lavoravano insieme, pensa a un sovraccarico; se è sceso con la pioggia o appena hai collegato un apparecchio che scalda, pensa a una dispersione.

Negli impianti più vecchi trovi invece un solo differenziale puro all’inizio del quadro e, dopo di lui, i magnetotermici delle linee. Funziona, ma qualunque dispersione spegne tutta la casa.

Chi scatta in ogni situazione

SituazioneDifferenzialeMagnetotermico
Una persona tocca un filo in tensione e il pavimentostaccanon se ne accorge
Lavatrice con la resistenza che disperdestaccanon se ne accorge
Forno, bollitore e lavastoviglie sulla stessa lineanon se ne accorgestacca dopo un po’
Fase e neutro che si toccano in una scatolanon se ne accorgestacca subito
Fase che tocca una parte collegata a terrastaccapuò staccare anche lui
Troppi apparecchi accesi in tutta la casanon se ne accorgedipende dalla linea

Il caso dei troppi apparecchi in tutta la casa ha spesso un terzo protagonista: il contatore, che stacca quando superi la potenza del contratto. Ne parliamo nella pagina sul contatore che scatta e in quanta potenza ti serve davvero. Il caso tipico della cucina è spiegato in il magnetotermico salta con forno e lavatrice.

Tipi e curve: le lettere che confondono

Per i differenziali la lettera indica quali dispersioni riescono a sentire:

  • AC: le dispersioni in corrente alternata, quella della rete;
  • A: anche quelle prodotte da molti apparecchi elettronici;
  • F: anche quelle degli apparecchi con inverter monofase, come lavatrici, pompe di calore e condizionatori;
  • B: anche le correnti continue, che compaiono con alcuni impianti fotovoltaici e con la ricarica delle auto elettriche.

Con gli apparecchi di oggi il tipo AC non sempre basta. Per la ricarica dell’auto la protezione va scelta con l’elettricista insieme alla stazione di ricarica: ne parliamo in ricarica dell’auto elettrica a casa.

Per i magnetotermici la lettera è la curva, cioè quanto deve salire la corrente perché la parte magnetica scatti all’istante. Con la B basta meno, con la C, la più comune in casa, serve di più, con la D molto di più: quest’ultima si usa per motori con forti spunti all’avvio. Esistono anche differenziali selettivi, segnati con una S, che aspettano un attimo prima di staccare: si montano a monte, per esempio vicino al contatore, così scatta prima quello della linea guasta.

Tre equivoci da non fare

  1. «Ho il magnetotermico, quindi sono protetto dalla scossa.» No: senza un differenziale, una dispersione verso terra non viene interrotta da niente.
  2. «Se salta spesso, metto un interruttore più grande.» Un magnetotermico con più ampere lascia scaldare il cavo dentro il muro; un differenziale meno sensibile non protegge allo stesso modo le persone. Se una protezione scatta spesso, va trovato il motivo.
  3. «L’interruttore del contatore fa da salvavita.» No: il contatore limita la potenza del contratto, ma non sorveglia le dispersioni e non sostituisce le protezioni del quadro.

Se il tuo quadro ha ancora i fusibili, un solo differenziale per tutta la casa, un tipo AC con molti apparecchi a inverter o nessuno spazio libero, è il momento di farlo valutare. Cosa comporta rifarlo è spiegato nella pagina sul quadro elettrico; per una verifica dell’impianto c’è il nostro servizio di elettricista.

Pagine utili

Domande frequenti

Il salvavita protegge anche dai cortocircuiti?

Dipende da quale hai. Un differenziale puro non sente il cortocircuito tra fase e neutro, e per quello serve un magnetotermico. Un magnetotermico differenziale, invece, fa tutte e due le cose. Un guasto tra fase e terra può far scattare entrambi.

Se sono scesi tutti e due, quale rialzo per primo?

Abbassa le levette delle linee, rialza il differenziale e poi riaccendi le linee una alla volta. Se una delle linee fa ricadere qualcosa appena la rialzi, il guasto è lì: lasciala abbassata. Se non resta su nemmeno il differenziale, leggi il salvavita non si riarma.

In casa ho solo magnetotermici: è un problema?

Sì, perché nessun interruttore ti protegge dalle dispersioni verso terra, cioè dalla causa più comune delle scosse. Il differenziale è la prima protezione da aggiungere, anche prima di rifare il resto dell’impianto. Cosa vuol dire avere un impianto in regola lo spieghiamo in impianto elettrico a norma.

Il differenziale può scattare per un sovraccarico?

Da solo no: al differenziale non interessa quanta corrente passa, ma se torna tutta indietro. Se scatta quando accendi molti apparecchi insieme, di solito uno di loro disperde verso terra, oppure le piccole dispersioni di tutti, sommate, superano la soglia. In entrambi i casi va cercato l’apparecchio o la linea responsabile.

Meglio un interruttore combinato o due separati?

Conta il risultato: ogni linea deve avere la protezione dai sovraccarichi e quella dalle dispersioni, e un guasto non deve spegnere tutta la casa. Gli interruttori combinati, uno per linea, ci arrivano occupando meno spazio; un differenziale per ogni gruppo di linee è un’altra soluzione valida. La scelta dipende dal quadro e dagli apparecchi.

Leggi anche

Ti serve un tecnico?

Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp