Aggiungere una presa: tipi, posizioni e lavori a regola d’arte
Aggiungere una presa è il modo giusto per smettere di usare ciabatte e adattatori. Ecco i tipi di prese, le posizioni più comode e come lavoriamo, con o senza opere murarie.
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Una presa nuova si aggiunge prendendo corrente da una presa o da una scatola vicina, quando la linea e i cavi lo permettono, oppure portando una linea apposita dal quadro elettrico. La scelta dipende da cosa ci collegherai, da dove deve stare e da com’è fatto il tuo impianto: per questo, prima di forare un muro, conviene il sopralluogo di un elettricista.
Quando conviene una presa nuova invece della ciabatta
Le ciabatte vanno bene per collegare più apparecchi leggeri vicini tra loro. Diventano un problema quando restano lì per sempre, con sopra apparecchi potenti, adattatori uno sull’altro o cavi che attraversano i passaggi: sono le situazioni in cui le prese scaldano e, col tempo, si rovinano, come spieghiamo nella pagina sulla presa bruciata.
Aggiungere una presa è la soluzione più sicura e più comoda quando:
- hai cambiato disposizione dei mobili e le prese sono finite dietro un armadio;
- lavori da casa e la scrivania è lontana da ogni presa;
- in cucina usi ogni giorno gli stessi piccoli elettrodomestici sul piano di lavoro;
- sul balcone o in garage colleghi attrezzi con una prolunga che passa dalla finestra;
- vuoi ricaricare bici o monopattini elettrici in un punto preciso.
Se le prese mancano in tutta la casa, più che aggiungerne una alla volta conviene ripensare l'impianto elettrico dell’appartamento. Per la ricarica dell’auto elettrica il discorso è a parte, perché di solito serve una linea dedicata e una verifica della potenza del contatore.
Che tipo di presa scegliere
In Italia convivono spine di forme diverse, e la presa giusta è quella che accetta le spine che usi davvero.
| Tipo di presa | Spine che accetta | Dove serve |
|---|---|---|
| Bipasso | italiane piccole e grandi | lampade, caricatori, piccoli apparecchi |
| Schuko | tedesche, tonde con i contatti di terra laterali | molti elettrodomestici |
| Universale (Schuko e bipasso insieme) | italiane piccole e grandi e tedesche | dove non sai cosa collegherai |
| Con porte USB | come le altre, più i cavi USB | comodini, scrivanie, cucina |
| Con coperchio o stagna | come le altre, protetta da acqua e polvere | balconi, garage, esterni |
Molti elettrodomestici oggi hanno la spina Schuko: collegarla a una presa italiana con un adattatore aggiunge un contatto in più, che può allentarsi e scaldare. Una presa universale evita il problema. Il confronto completo è nella guida presa Schuko o italiana; se pensi a un caricatore integrato nel muro, leggi anche quella sulle prese USB a muro.
Dove posizionare le prese, stanza per stanza
- Soggiorno: dietro la TV servono più prese vicine, insieme alla presa dell’antenna e a quella della rete dati. Una presa comandata, cioè accesa e spenta da un interruttore a muro, è comoda per le lampade da terra.
- Camera: una presa per lato del letto, per lampade e caricatori, evita prolunghe sotto il letto.
- Cucina: sopra il piano di lavoro, distribuite lungo il bancone. Per frigorifero, forno e lavastoviglie incassati, le prese dietro i mobili si comandano con interruttori sopra il piano, così puoi staccarli senza spostare nulla.
- Bagno: la norma tecnica degli impianti elettrici, la CEI 64-8, ha una parte dedicata agli ambienti particolari come il bagno, con distanze da rispettare tra vasca o doccia e prese o apparecchi. Qui la posizione la decide la sicurezza, non l’estetica.
- Ingresso e corridoio: una presa a portata di aspirapolvere, o per la base di un robot, evita di staccare ogni volta altri apparecchi.
- Balcone, terrazzo e garage: prese con coperchio e grado di protezione adatto; ne parliamo nella pagina sull'impianto elettrico esterno.
Se stai ripensando tutta la casa, c’è una guida su quante prese e punti luce servono in un appartamento.
Da dove prendere la corrente e dove far passare il cavo
Ogni presa nuova richiede due decisioni, che si prendono insieme dopo aver visto l’impianto.
Per la fonte:
- la derivazione da una presa o da una scatola vicina è rapida e va bene per apparecchi leggeri, se il cavo esistente ha la sezione adatta e la linea non è già carica;
- la linea dedicata dal quadro, con il suo interruttore, è la soluzione per forno, piano a induzione, asciugatrice o condizionatore. Prima di comprare un piano a induzione, quindi, vale la pena far verificare linea e potenza disponibile.
Per il percorso:
- sotto traccia: si apre una traccia nel muro, si posa il tubo, si mura la scatola e si ripristina l’intonaco. Alla fine non si vede nulla, ma polvere e tinteggiatura vanno messe in conto;
- a vista: canaline, battiscopa passacavi o tubi esterni evitano di rompere i muri. È la scelta tipica in affitto, sui muri in pietra delle case di campagna e nei palazzi storici, dove una traccia rovinerebbe intonaci o decorazioni.
Nei condomini c’è un vincolo in più: pilastri e travi in cemento armato non si tagliano per far passare un tubo, quindi il percorso va studiato prima di iniziare.
Presa nuova e DM 37/08: cosa serve per un lavoro a norma
Il DM 37/08 è il decreto che stabilisce chi può installare gli impianti negli edifici e con quali documenti. Per il decreto, aggiungere prese è un ampliamento dell’impianto, da affidare a un’impresa abilitata. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta, come in questo caso, alla fine dei lavori. Diverso il caso della semplice sostituzione di una presa guasta con una equivalente, che rientra nella manutenzione ordinaria.
Lo stesso decreto considera eseguiti a regola d’arte gli impianti realizzati secondo le norme CEI. Quando si amplia un impianto, la dichiarazione riguarda la parte nuova ma deve tenere conto della sicurezza di tutto l’impianto: per questo controlliamo anche il salvavita e la messa a terra, e se manca qualcosa te lo diciamo prima di iniziare. A cosa serve questo documento lo spieghiamo nella pagina sulla certificazione dell’impianto elettrico.
Tempi e costi per aggiungere prese
Una presa derivata da una vicina, con un percorso semplice, si installa di solito in una sola visita. Una linea dedicata o più prese sotto traccia richiedono più tempo e, a volte, un muratore o un imbianchino per le finiture.
Sul prezzo pesano il numero di prese, la distanza dal punto da cui si prende corrente, il tipo di muro (laterizio, cemento armato, pietra, cartongesso), la scelta tra sotto traccia e a vista e la serie di placche. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Le voci del listino sono nella pagina dei prezzi.
Tre domande da farti prima di installare
- Che cosa collegherai, e quanto assorbe? Un caricatore e un forno non chiedono la stessa presa.
- Ti serve una presa singola o un gruppo da due o tre, magari con le porte USB?
- Dove saranno i mobili tra qualche anno? Una presa nascosta dietro un armadio è una presa persa.
Pensarci prima evita di tornare con il trapano. Se abiti in città, nella pagina dell'elettricista a Modena e in quelle degli altri capoluoghi trovi come lavoriamo in zona.
Dove interveniamo per installazione di una presa
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Guide su questo problema
Domande frequenti
Posso aggiungere una presa prendendo corrente da quella vicina?
Spesso sì, per apparecchi leggeri. Bisogna però verificare la sezione del cavo esistente, quanto è già carica la linea e se la scatola ha spazio per i collegamenti. Per apparecchi potenti è meglio una linea dedicata.
Serve la dichiarazione di conformità per una sola presa in più?
Sì: per il DM 37/08 aggiungere una presa è un ampliamento dell’impianto, e a fine lavori l’impresa abilitata rilascia la dichiarazione di conformità. Conservala con gli altri documenti della casa.
Meglio una presa Schuko o una italiana?
Se non sai cosa collegherai, la scelta più pratica è la presa universale, che accetta sia le spine italiane sia quelle tedesche. Così eviti gli adattatori, che sono un punto di contatto in più.
Si può mettere una presa in bagno vicino al lavandino?
Dipende dalla distanza da vasca e doccia, che la norma regola in modo preciso. Accanto al lavabo una presa si mette spesso, ma la posizione va verificata dal tecnico sul posto, misurando gli spazi reali.
Si può aggiungere una presa senza rompere il muro?
Sì, con canaline, battiscopa passacavi o tubi a vista. È una soluzione pulita e veloce, adatta anche agli appartamenti in affitto e ai muri di pregio.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Gazzetta Ufficiale) – ampliamenti affidati a imprese abilitate (art. 8), dichiarazione di conformità anche per i rifacimenti parziali (art. 7), regola dell’arte secondo le norme CEI (art. 6), definizione di manutenzione ordinaria (art. 2).
- CEI 64-8/1:2024, catalogo CEI – norma per gli impianti elettrici fino a 1000 V in corrente alternata, in vigore dal 1° novembre 2024.
- CEI 64-8/7:2024, catalogo CEI – parte della norma con le prescrizioni per ambienti e applicazioni particolari.

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