Dopo una frana o un’alluvione in Appennino: verificare impianti e scarichi prima di tornare a vivere in casa
Dopo una frana o una piena in collina i danni agli impianti non sempre si vedono: allacci tirati dal terreno, fango nelle scatole elettriche e nelle fosse biologiche. L’ordine giusto dei controlli.
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Dopo una frana o un’alluvione in Appennino, gli impianti di casa si verificano in quest’ordine: prima il via libera delle autorità e lo stato dell’edificio, poi il gas, la corrente, l’acqua e per ultimi gli scarichi, che in collina finiscono spesso in una fossa biologica. Niente va riacceso finché un tecnico non ha controllato le parti finite in acqua o nel fango, e anche quando sembra tutto a posto conviene cercare i danni che non si vedono: un tubo interrato tirato dal terreno che si muove, una linea elettrica verso il garage schiacciata, una fossa piena di fango.
Le colline e le valli a sud di Bologna conoscono bene il problema. Qui trovi cosa è successo negli ultimi anni secondo i rapporti ufficiali, l’ordine dei controlli quando si rientra, i guasti nascosti tipici delle case di collina e cosa conservare per assicurazione e domande di contributo.
Maggio 2023 e autunno 2024: cosa dicono i rapporti ufficiali
Secondo il rapporto di ARPAE sulle piogge dal 16 al 18 maggio 2023, i movimenti franosi segnalati in regione sono saliti a quasi un migliaio, più che in qualsiasi altro evento degli ultimi cento anni almeno. Già le piogge del 2 e 3 maggio avevano provocato centinaia di frane sull’Appennino centro-orientale. Nel Bolognese, scrive ARPAE, numerosissime frane hanno interrotto le strade, isolando alcuni borghi.
L’autunno 2024 ha portato altri due eventi. Con le piogge dal 17 al 19 settembre 2024 Idice, Sillaro e Santerno hanno avuto piene vicine o superiori ai margini di sicurezza degli argini, con picchi oltre quelli di maggio 2023. Il 19 e 20 ottobre 2024 piogge intense hanno provocato piene improvvise dei piccoli corsi d’acqua collinari, con danni a strade e centri abitati, tra cui ARPAE cita Bologna, San Lazzaro, Pianoro e Zola Predosa.
Le case coinvolte sono di due tipi. Nel fondovalle, come a Pianoro lungo il Savena e lo Zena, il problema è l’acqua entrata dai piani bassi. Sui versanti e lungo i crinali, a Monterenzio tra Idice e Sillaro, a Loiano lungo la Futa, a Casalfiumanese e Castel del Rio nella valle del Santerno, il problema è il terreno che si muove sotto strade, allacci e fondamenta. Spesso le due cose capitano insieme.
Prima di rientrare in casa: l’ordine dei controlli
- Il via libera. Se c’è un’ordinanza di sgombero o la zona è sotto osservazione, si rientra solo quando il Comune lo consente. Il portale Allerta Meteo della Regione ricorda di non avvicinarsi alle aree in frana e di stare lontano da pali e tralicci, che possono cadere.
- L’edificio. Crepe nuove nei muri, muri che si inclinano, porte e finestre che di colpo non si chiudono più sono segnali di movimento. In questi casi senti il Comune e un tecnico strutturista prima di toccare gli impianti.
- Il gas. Se senti odore di gas, non entrare, non accendere luci e chiama il pronto intervento gas del distributore, che trovi in bolletta, o il 112. Le indicazioni regionali per le frane dicono di non entrare nell’edificio per chiudere la valvola: chiudi l’interruttore o la valvola generale solo se sono fuori casa, e avvisa i Vigili del Fuoco.
- La corrente. Resta staccata finché un elettricista non ha controllato quadro, prese basse e linee bagnate.
- L’acqua. Riapri piano, guardando il contatore, e non bere l’acqua del rubinetto finché non è dichiarata potabile.
- Gli scarichi. Si usano solo dopo aver controllato pozzetti, fossa e tubazioni.
- Caldaia e camino. Si riaccendono solo dopo il controllo del tecnico.
Corrente: quadro, linee interrate e apparecchi nel fango
L’acqua dei torrenti lascia nelle scatole elettriche fango e umidità che restano per settimane, anche quando i muri sembrano asciutti. Il portale Allerta Meteo raccomanda di non usare apparecchi elettrici finché un tecnico non ha verificato l’impianto. L’elettricista fa la misura di isolamento linea per linea, controlla il salvavita e la terra, apre e pulisce le scatole basse e decide cosa sostituire.
Nelle case di collina ci sono poi i guasti che arrivano dal terreno:
- linee interrate verso garage, pompe, cancelli e luci del giardino, schiacciate o tirate da un assestamento: il salvavita scatta e non si capisce perché;
- pozzetti elettrici riempiti di fango, con giunzioni che restano bagnate;
- sovratensioni dovute ai temporali e alle riparazioni sulla rete, che danneggiano caldaie, router e centraline dei cancelli.
Se una linea esterna fa scattare il salvavita, lasciala staccata e falla controllare. Il metodo con cui si trova un guasto nascosto è descritto nella pagina sulla ricerca guasti elettrici, con la versione per l’area bolognese nella pagina sulla ricerca guasti a Bologna. Se usi un generatore mentre manca la corrente, collegalo solo agli apparecchi con le loro prolunghe, mai alla presa o al quadro di casa senza un commutatore installato dall’elettricista: rischi di mandare tensione sulla rete e di folgorare chi ci lavora.
Acqua e allacci: le perdite nascoste dopo un movimento del terreno
Su un versante che si muove, un tubo interrato può spezzarsi o sfilarsi da un raccordo senza nessun segno in superficie. I primi indizi sono indiretti:
- il contatore gira con tutti i rubinetti chiusi;
- la pressione cala rispetto a prima;
- compare una zona bagnata o fangosa nel prato, lungo il percorso del tubo;
- la bolletta sale senza consumi nuovi.
Fai la prova del contatore: chiudi tutti i rubinetti e guarda se si muove. Se la perdita è prima del contatore, o se il contatore stesso è danneggiato, la competenza è del gestore: chiama il suo numero dei guasti, che trovi in bolletta. Se è dopo il contatore, la perdita è nel tuo impianto e va cercata con gli strumenti della ricerca perdite, per non scavare tutto il giardino. Nelle case servite da serbatoi e autoclavi, controlla anche che il serbatoio non si sia spostato e che la pompa non giri a vuoto.
Scarichi, fosse biologiche e pozzetti: il fango che resta
Molte case sparse sui crinali non sono collegate alla fognatura: gli scarichi finiscono in una fossa biologica o in una fossa Imhoff, a volte seguita da tubi di dispersione nel terreno. Dopo una piena o una frana questi impianti soffrono in tre modi.
- Si riempiono di fango e acqua: la fossa smette di funzionare e gli scarichi rallentano o tornano indietro.
- I tubi si spostano: un tratto tra casa e fossa può rompersi o perdere pendenza, e l’acqua sporca si disperde dove non dovrebbe.
- I pozzetti si intasano: sabbia e detriti si fermano nei punti dove l’acqua rallenta.
Cosa fare: guarda se gli scarichi di casa sono più lenti del solito, se ci sono odori nuovi o liquami in superficie. In quel caso serve uno spurgo di fossa e pozzetti, e se il problema resta, una videoispezione dei tubi per vedere se il tratto interrato è rotto o spostato. Come è fatto lo scarico di una casa, dai pozzetti all’allaccio, è spiegato nella pagina sullo scarico fognario, e ogni quanto si svuota la fossa nella guida sulla fossa biologica.
Nel fondovalle collegato alla fognatura, il problema tipico è opposto: dopo la piena la rete resta piena di fango e gli scarichi dei piani bassi rigurgitano. Valgono le indicazioni della pagina sull'allagamento in casa, e una valvola antiriflusso sui locali bassi aiuta per la volta successiva.
Porte, cancelli e serrature fuori squadra
Un assestamento del terreno o l’acqua che ha gonfiato il legno lasciano spesso porte che non chiudono, cancelli che strisciano e serrature dure. Prima di forzare, guarda se l’anta è scesa o il telaio si è mosso: in quel caso serve una regolazione, e se le crepe sono nuove anche il parere di un tecnico sull’edificio. Cilindri e serrature rimasti nel fango si ossidano anche mesi dopo: vanno puliti o sostituiti. Gli interventi sono descritti nella pagina sulla riparazione delle porte e in quella del nostro servizio di fabbro.
Foto, fatture e segnalazioni: cosa conservare
Prima di pulire, fotografa tutto: livello raggiunto dall’acqua, crepe, impianti danneggiati, apparecchi da buttare. Conserva le fatture di idraulico, elettricista, spurghi e tecnico della caldaia, e i pezzi rotti finché l’assicurazione non li ha visti. Dopo un evento calamitoso possono essere aperte procedure per segnalare i danni o chiedere contributi, con regole diverse ogni volta: informati presso il tuo Comune e tieni la documentazione in ordine. Cosa copre di solito una polizza lo spiega la guida sull'assicurazione per i danni da acqua.
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Per l’area bolognese trovi le pagine dell'elettricista a Bologna e dell'idraulico a Bologna; gli altri lavori sono nelle pagine del nostro elettricista e del nostro idraulico.
Pagine utili
Domande frequenti
Dopo l’alluvione la corrente è tornata: posso riaccendere tutto?
No, se l’acqua ha raggiunto prese, scatole, quadro o apparecchi. Il fango resta dentro anche quando sembra asciutto e può provocare scosse o cortocircuiti. Lascia staccate le linee dei locali bagnati finché un elettricista non ha misurato l’isolamento e controllato il salvavita.
Come capisco se la frana ha rotto il tubo dell’acqua interrato?
Chiudi tutti i rubinetti e guarda il contatore: se gira, c’è una perdita. Altri indizi sono la pressione più bassa, una zona sempre bagnata nel terreno e la bolletta che sale. Se la perdita è prima del contatore chiama il gestore, se è dopo serve la ricerca della perdita nel tuo impianto.
La fossa biologica è finita sott’acqua: cosa devo fare?
Non usare gli scarichi più del necessario e fai svuotare fossa e pozzetti con uno spurgo. Se dopo lo svuotamento gli scarichi restano lenti o tornano gli odori, una videoispezione dice se il tubo tra casa e fossa si è rotto o spostato.
Le porte non si chiudono più dopo la frana: è solo un problema di serratura?
Non sempre. Se porte e finestre hanno smesso di chiudersi tutte insieme, o compaiono crepe nuove, può essere un segnale di movimento dell’edificio: senti il Comune e un tecnico prima di regolare le porte. Se è un solo serramento, spesso basta una regolazione.
Posso collegare il generatore alla presa di casa durante il blackout?
No. Un generatore collegato all’impianto senza un commutatore installato dall’elettricista può mandare tensione sulla rete esterna e mettere in pericolo chi la ripara, oltre a danneggiare gli apparecchi. Usalo all’aperto e collega gli apparecchi direttamente, con prolunghe adatte.
Fonti
- Rapporto dell’evento dal 16 al 18 maggio 2023 – ARPAE Emilia-Romagna – quasi un migliaio di movimenti franosi segnalati, più che in qualsiasi altro evento in regione da almeno cento anni; numerosissime frane hanno interrotto la viabilità nel Bolognese, isolando alcuni borghi. Consultato il 25 ottobre 2026.
- Rapporto dell’evento dal 17 al 19 settembre 2024 – ARPAE Emilia-Romagna – piene di Idice, Sillaro e Santerno prossime o superiori ai franchi arginali, con picchi oltre quelli di maggio 2023. Consultato il 25 ottobre 2026.
- Rapporto dell’evento dal 17 al 21 ottobre 2024 – ARPAE Emilia-Romagna – piene improvvise dei corsi d’acqua collinari il 19 e 20 ottobre, con effetti su strade e centri abitati tra cui Bologna, San Lazzaro, Pianoro e Zola Predosa. Consultato il 25 ottobre 2026.
- Cosa fare in caso di frane – Allerta Meteo Emilia-Romagna – segnali di movimento negli edifici, stare lontano dall’area in frana e da pali e tralicci, non entrare nell’edificio per chiudere il gas, avvisare i Vigili del Fuoco. Consultato il 25 ottobre 2026.
- Cosa fare in caso di alluvioni – Allerta Meteo Emilia-Romagna – dopo l’evento non usare apparecchi elettrici prima del controllo di un tecnico e non bere l’acqua del rubinetto finché non è potabile. Consultato il 25 ottobre 2026.
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